Afraid

Dove eravamo rimasti?

Lenore non ha capito cosa sia successo. Perciò... Riceverà una mail (33%)

Minuti

Natale arrivò e passò, e con esso anche le mie preoccupazioni.
Nei giorni precedenti, in compagnia ora dei miei genitori, ora dei vecchi amici d’infanzia, mi ero rilassata tanto da accantonare completamente gli eventi dell’ultimo mese.
Ci ripensai fugacemente solo una volta, quando, per gli auguri e per fare due chiacchiere, telefonai a Matt. Lui era rimasto al college per le feste, e durante la chiamata mi domandò se avessi più avuto notizie del mio “spasimante”.
«Ah-ah» fu l’ironica risposta. «No, credo si sia finalmente convinto che non sono quella giusta e abbia deciso di lasciarmi. Sono molto, molto triste per questo.»
«Immagino.»
Dopo essere partita, gli spiegai, avevo cercato più volte di ritrovare il suo profilo, tra le mie chat e non, senza alcun risultato. Era stato cancellato.
Così, avevo dedotto che si fosse stancato.

Matt mi informò che la mia stanza era stata ripulita, e la serratura cambiata; dopodiché, l’argomento fu chiuso. Chiacchierammo ancora un po’ del più e del meno, promettendoci che una volta che fossi tornata in accademia avremmo fatto questo e quell’altro insieme, poi riagganciammo.
Finalmente, potevo lasciarmi tutta quella brutta storia alle spalle. Riuscivo persino a scherzarci su.
Sbagliavo.
Sbagliavo di grosso.

La prima chiamata arrivò nel pomeriggio, sul telefono di casa.
Io ero nella mia stanza, mentre i miei genitori erano usciti per far visita ad alcuni parenti, e non sarebbero tornati fino a sera molto tarda. Non feci in tempo a rispondere.
Così, rimasi in attesa per un po’ che, chiunque fosse, richiamasse.
Ma quando sollevai la cornetta, dall’altra parte, c’era solo silenzio.
«Pronto? Pronto? Mi sente?»

Non udivo alcun rumore, nessun suono di un respiro o di un’interferenza.
Così, feci spallucce e riagganciai.
Se avevano bisogno, avrebbero richiamato.

Feci per tornare nella mia camera, quando squillò di nuovo.
Risposi subito. «Pronto? Pronto? Ma c’è qualcuno?»
Ancora una volta, non rispose nessuno.
Tuttavia, questa volta potevo udire un lieve, lievissimo respiro, appena percettibile.
«Senta, se ha bisogno parli, altrimenti riaggancio.»
Niente.
Riagganciai nuovamente.

Ignorando l’apparecchio che aveva ricominciato a squillare, me ne tornai in camera a fare le mie cose. Se si trattava di qualcuno che conoscevamo io o i miei, avrebbe richiamato sul cellulare.
Ma probabilmente, mi dissi, si tratta di una qualche offerta commerciale o simili.
Dopo un po’, smise di suonare, ed io di pensarci.

Invitai un’amica a casa da me per passare un po’ di tempo insieme, che trascorremmo chiacchierando, guardando film e bevendo cioccolata calda con i biscotti.
Uno dei motivi per cui ho sempre amato l’inverno: la possibilità di starsene rintanati al caldo, con coperte soffici e bevande deliziose e corroboranti.
Il pomeriggio passò in fretta, e quando si fece sera, dopo cena, Cathy mi disse che doveva rientrare e se ne andò. Rimasi nuovamente sola.
Mentre mi infilavo il pigiama, pronta per andare a dormire, il telefono squillò di nuovo.
Controllai l’orologio: le 22:37 PM.
Risposi.

«Sì? Pronto?»

Mi venne la pelle d’oca: ancora quel respiro flebile, nient’altro che quello.
«Pronto? Ma si può sapere chi diavolo è?»
Silenzio.
«Cos’è, uno scherzo?»
Ancora silenzio.
«Ma lo sa che ore sono?»
Niente.
Sbattei giù il telefono e, imprecando fra me e me, tornai in camera per finire di prepararmi prima di coricarmi. Una volta nel letto, presi in mano il cellulare e persi un po’ di tempo giocherellando, commentando foto e rispondendo a mia volta a commenti.
Quando aprii Tumblr, sorpresa, trovai ventiquattro notifiche, tutte provenienti dalla stessa persona, e un messaggio. Rabbrividii.

Ti sono mancato, Lenore?
Non preoccuparti.
Tra pochi minuti saremo insieme.
Tra pochi minuti, finalmente, sarai mia.
Solo pochi minuti.
Pochi minuti.

 

Mi si strozzò il respiro in gola.
Non era possibile.
Non di nuovo.

E quelle parole… “tra pochi minuti sarai mia”.
Era impossibile che lui… che lui fosse…
Trasalii, sentendo il cuore saltarmi in gola.
La notifica di una nuova mail in arrivo.

Siamo quasi alla fine della storia. Quale sarà la prima cosa che farà Lenore?

  • Risponderà al tizio (33%)
    33
  • Correrà a controllare che sia tutto chiuso (50%)
    50
  • Controllerà subito la mail (17%)
    17
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69 Commenti

  1. Molto buono questo inizio thriller…
    Ti da una bella scossa di adrenalina!
    La suspence è la benzina…il carburante di una bella storia.
    Per que poco che ho letto hai già un ottimo talento per le storie e per la descrizione delle atmosfere. Ci vuole una scrittura “per immagini” che permetta al lettore di sentirsi li dentro, dentro i vestiti dei protagonisti.
    Per ora complimenti. Carlo

    • Molto molto felice di averti sorpreso 😍
      Mi fa un sacco piacere, ho ottenuto l’effetto che volevo.
      Dunque… È complicato, nel senso: il capitolo che scriverò potrebbe essere sia conclusivo, sia “aperto”.
      Se proseguire o no, dipenderà esclusivamente dalla risposta che otterrò dai lettori 🙂
      Ciao, grazie mille 💙

      • Guarda, ti dirò: la risposta, a leggere i commenti e a vedere gli incipoints, è stata sicuramente più che positiva.
        Personalmente, a mio parere, la storia è stata interessante e d’impatto, non solo per il tema trattato – che oltre ad essere delicato e odierno, interessa tutti noi, non solo le donne ma anche gli uomini ( quante volte si è sentito parlare di uomini sfregiati con l’acido, anziché di donne ) – ma anche per il tuo stile di scrittura ” d’effetto” .
        La mia impressione, leggendolo, è che comunque c’è spazio per un seguito, in cui potresti giocare su un’escalation di follia e violenza da parte dello Stalker. Non perché mi piacciono ste cose sia chiaro, ma per rendere la cosa, come si dice a Roma: ” Da paura”.
        Poi logicamente fai quello che ti senti di fare 😀
        Ciao e tanti auguri 🙂

  2. Ciao ho visto la tua storia tra gli horror e mi ha incuriosito molto. Devo dire che scorre molto ed è piacevole nella lettura. Nessun errore grammaticale (tranne pigrizia che non si dice pigrezza). Volevo solo chiederti se è successo davvero a te o a quaalcuno che conosci. In ogni caso gran bella storia. Complimenti.
    Gili

    • Ti dirò… non sei stata tu a mettermi nei cavoli xD
      Ora mi ritrovo con tre parità ahahah
      Comunque, ti hanno disturbato perché? 🙂
      Dopotutto, Lenore è rientrata prima del previsto, è possibile che avessero già impegni 🙂
      Gli indizi sono volutamente lasciati nel mistero… per vedere, alla fine, chi capisce e chi no.
      Un po’ di curiosità insieme a un po’ di sadismo xD
      Grazie per il passaggio :3

        • Tutto è possibile 🙂
          Ma quando siamo spaventati, penso, è normale tornare un po’ bambini…
          Ed anche cercare i genitori, quando possibile farlo.
          Dopotutto, all’inizio delle nostre vite, sono le colonne portanti, le rocce, tutto il nostro mondo 🙂
          E chi più di una mamma può consolarti?
          Almeno, io la vedo così 🙂

    • Sì, in effetti anch’io che l’ho scritto ho avuto la stessa impressione… Mi è uscito forse un po’ poco spaventoso, troppo frettoloso, avrei dovuto prendermi più tempo.
      Cercherò di riprendermi con i prossimi 🙂
      Grazie!

  3. Ehi 🙂
    Mi piace la suspense creata da questo inizio, cosa non semplice da creare, e non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, e dato che ora voglio sapere subito da cosa è partito tutto ho votato “all’inizio della storia”.
    Sono molto curiosa di vedere come si sviluppa questa storia, e hai reso molto bene le emozioni provate dalla protagonista, tanto che quasi ho provato la sua stessa ansia.
    Attendo i prossimi capitoli, buona scrittura 😉

  4. Ciao, buon inizio che mostra chiaramente il terrore nella mente della protagonista, ingigantito dal sospetto si affrontarlo da sola.
    E’ chiaro però che occorre capire meglio la situazione per giudicare, per questo ho votato perchè si faccia chiarezza descrivendo la situazione e il pericolo da affrontare.
    Attendo i nuovi capitoli.

    • È differente da una creepypasta 🙂
      Per definizione (cercata sul web perché non saprei spiegartela io personalmente), “un creepypasta è una storia strana ed inquietante diffusa su internet. Questo tipo di storie prendono spesso ispirazione dalle cosiddette leggende urbane. È composto da due parole: ‘creepy’ (che fa paura) e ‘copypasta’, termine inglese che indica un testo che viene spesso copiato ed incollato (copy/paste)” e spesso viene presentato come storia vera.
      Questa è semplicemente una storia dell’orrore a puntate, come possono essere i romanzi/racconti di Stephen King (non voglio paragonarmi allo scrittore, sia chiaro) ed altri autori del genere.
      Scusa il papiro xD
      Grazie comunque del passaggio, spero continuerai a seguirmi!

    • Ciao Rossella, grazie mille per essere passata ed avermi letta.
      Il tuo commento mi ha fatto tantissimo piacere, e spero di continuare ad interessarti allo stesso modo anche nei capitoli successivi. A presto 😉

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