Villa Mafalda

L’arrivo dei primi ospiti

L’automobile correva veloce su quelle strade di campagna terrose, sollevando dietro di sé una nuvola di polvere. Sulla destra filari di viti si susseguivano intervallati da qualche pino marittimo e alte conifere, mentre dall’altro lato rumoreggiava il mare in burrasca. Dopo una curva all’improvviso apparve la villa antica che sarebbe stata la loro casa per le prossime tre settimane. Una vacanza che i Brigton si regalavano ogni anno, lasciando la fredda e umida Inghilterra per il caldo e luminoso mediterraneo. Elisabeth sorrise nel vederla apparire, e strinse la mano del marito, che le sorrise di rimando.

Arrivati davanti alla villa vennero accolti dai proprietari, i due anziani coniugi Amedeo e Clotilde, sempre molto gentili e premurosi. Anche a causa loro i due inglesi avevano continuato a frequentare quel luogo, non amavano la confusione e trovavano gli italiani in generale troppo rumorosi, mentre questa coppia aveva il savoir faire tipico anglosassone a cui erano abituati.

Vennero accolti infatti con un grande sorriso non appena scesero dalla vettura, noleggiata all’aeroporto di Roma, e mentre Amedeo con il garzone, accorso sollecito ad un suo cenno, toglievano le valigie dal cofano, Clotilde già si avviava all’interno prendendo sotto braccio Elisabeth e chiedendo ragguagli sull’anno appena trascorso dalla loro ultima venuta. John, il marito, si informò invece sugli altri ospiti che avrebbero condiviso con loro il soggiorno.

Dalla loro camera, la più grande e la più bella della vecchia villa, si poteva godere una magnifica vista del mare e della costa in lontananza, punteggiata di case arrampicate sulla scogliera. Un piccolo terrazzino permetteva loro di godere della desiderata privacy, qualora non avessero avuto voglia di condividere dei momenti con altri ospiti. In alternativa potevano sempre scendere nella magnifica loggia coperta, che permetteva di soggiornare all’aperto anche in caso di pioggia o tempo uggioso, che naturalmente si sperava non ci sarebbe stato, perlomeno in quelle poche settimane che si concedevano ogni anno.

Giunta la sera i due coniugi, cambiatesi d’abito dopo essersi riposati e rinfrescati, scesero nel salone trasformato nella sala ristorante. Pochi tavoli, un paio di questi già occupati, Amedeo accompagnandoli a quello a loro destinato – il più bello accanto ad una ampia vetrata – si fermò a fare le presentazioni.

“La signorina Barbara Sforza” disse presentando una bella donna, non più giovanissima ma ancora molto piacente, elegante nell’abbigliamento ricercato ma che lasciava intravvedere dei tratti un po’ volgari ed eccessivi. “Viene da Milano, e ha lavorato anche nel cinema, non è vero signorina?” aggiunse ammiccando.
“Sì è vero, – ammise lei con falsa modestia – ma era solo una particina. Mi sarebbe piaciuto fare anche teatro, ma sapete com’è, la vita non sempre va come si desidera…”

“Non faccia la modesta!” intervenne l’uomo grasso e un po’ laido che sedeva al tavolo nell’angolo.
“Vi presento il signor Marino Pintone” subito lo presentò Amedeo
L’uomo era quasi del tutto calvo, obeso, vestito con un completo marrone assai stazzonato, che la signora Elisabeth giudicò assai poco elegante, ritenendo il marrone un “non-colore” assolutamente da non utilizzare. Mangiava a quattro palmenti, dando l’impressione di gustare veramente il cibo che trangugiava. L’impressione totale era piuttosto disgustosa.

Con un breve cenno del capo i due inglese salutarono e si presentarono, dopo di che si accomodarono al loro tavolo, fortunatamente ben lontano da quello dov’era seduto l’uomo. Avevano entrambi delle riserve, e non avevano bisogno di raccontarselo a voce, bastava lo sguardo che si erano scambiati quando l’uomo era stato loro presentato. Lo ritenevano il classico esemplare di uomo volgare, sporco, dozzinale, forse anche losco, dal quale stare bene alla larga.
Al contrario la signorina Barbara aveva ben colpito l’immaginazione del pacifico John, che le lanciava lunghi sguardi di sottecchi, certo di non essere visto dalla moglie. Che invece l’aveva notato eccome, solo che da signora qual era – o quale riteneva di essere – non voleva redarguire il marito in pubblico ma aspettare di essere tornati in camera per farlo. Non che temesse chissà quale tradimento, ormai con gli anni si sentiva al sicuro da “certe cose”, ma la infastidiva che gli altri pensassero di suo marito che fosse un marpione, uno che correva dietro a tutte le sottane. Perché proprio non lo era, certo che no! Era stato un buon marito, si era sempre comportato bene con lei e con i loro due figli, affettuoso e premuroso, lavoratore indefesso non aveva fatto mancare nulla alla sua famiglia.

Invece quel signor Pintone proprio non le piaceva… avrebbe dovuto stare in guarda e tenerlo d’occhio. Soprattutto tenerlo bene a distanza.

La villa sembra un luogo paradisiaco dove soggiornare, ma sarà davvero così? Arriveranno altri ospiti?

  • Arrivano altri ospiti ma la villa si rivelerà tutt'altro che un luogo pacifico (100%)
    100
  • Non arriverà più nessuno e la villa si rivelerà un luogo pericoloso (0%)
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  • Sì la villa sarà un luogo pacifico e arriveranno altri ospiti più o meno gradevoli (0%)
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