Amore o Follia?

Dove eravamo rimasti?

L'uomo a spasso con il cane non era lontano. Forse ha visto la scena, forse no. Non ha visto nulla e Samuele e Alessia vanno al bar tranquilli. (50%)

Seconda prova.

Attraversarono il parco camminando uno accanto all’altra, senza sfiorarsi. Alessia si sentiva terribilmente a disagio. Non era mai uscita di casa senza mutande e, ancor meno, aveva mai pensato di farlo indossando la gonna. Avrebbe voluto sprofondare nel terreno e sparire alla vista di chiunque. Ma Samuele era lì e la guardava di sottecchi, senza nascondere un bel sorriso.
Era quel sorriso che la faceva restare lì.
Era quel sorriso che l’aveva indotta a rispondere a quel ragazzo, la prima volta che si erano conosciuti.

Arrivarono sul marciapiede. Samuele si fermò e la prese per mano.
“Allora? Com’è?”

“Cosa?” rispose lei senza capire.

“Stare senza mutande.”

Le guance di Alessia esplosero diventando più rosse di un pomodoro maturo. Abbassò lo sguardo, sentendosi morire per la vergogna.

“Ti prego…”

“Voglio sapere.”

Respirò a fondo.

“Strano… è strano…”

Samuele sorrise, si avvicinò ancor di più e le baciò la fronte. Con piccoli, delicati baci seguì i tratti del suo viso, scese sugl zigomi, sulle guance, sul mento e poi risalì. Le loro labbra si sfiorarono per un istante prima che si aprissero in un bacio intenso e passionale.

Fu Samuele a farsi indietro e a guardarla.

“Andiamo” disse tenendola per mano.

Camminarono fianco a fianco, tenendosi per mano, in silenzio. Era felice. Era riuscita a farsi perdonare, a tornare fra le sue braccia, dove si sentiva sicura e protetta. Perché era stata così stupida da farlo andare via? Restò in silenzio, apprezzando il semplice aver Samuele al suo fianco.

Era come se tutti quelli che incontravano la guardassero conoscendo quel piccolo segreto e la giudicassero con lo sguardo. Avrebbe voluto sparire.

“Buongiorno ragazzi!” li salutò il barista quando li vide entrare. Alessia seguiva Samuele in silenzio. Il bar era carino, con un arredamento semplice ma moderno.

“Buongiorno! Io vorrei un cornetto al cioccolato e un caffè. Tu cosa vuoi?”

Alessia lasciò scorrere lo sguardo sulla vetrina dei dolci.

“Un cornetto alla marmellata e un cappuccino.”

“Accomodatevi pure, ve li porto io.”

Samuele si girò verso di lei.

“Preferisci dentro o fuori?”

Alessia sorrise, per lei non aveva importanza. Era già felice così. Tenendola per mano andarono fuori. Era una giornata fresca, il sole riscaldava piacevolmente la pelle.

“Qui va bene.”

Le fece quasi male liberare la mano per sedersi. Lo fece sistemando il tessuto della gonna sotto di sé. Non le andava affatto di posare la propria nuda intimità su una sedia sconosciuta. Accavallò le gambe e guardò Samuele mettersi comodo. Era bello, semplicemente bello.

“Non lo so se sto facendo la cosa giusta.”

Lo guardò senza capire.

“Quando durerà? Una settimana? Un mese? Un anno? Poi tornerai a fare la stronza.”

Quelle parole furono come una pugnalata al cuore.

“Ti prego…”

La guardava con fare serio. Qualsiasi traccia del sorriso che aveva avuto fino a poco fa era sparito.

“Ho torto?”

“Perché… perché dici così?”

“Io credevo in te… in noi. Ma tu, con il tuo comportamento immaturo ed egoista hai distrutto tutto.”

Le venne da piangere. Abbassò lo sguardo per non farsi vedere con gli occhi lucidi.

“Ti prego… lo so… ho sbagliato…”

“Mi hai fatto male Alessia. Mi hai ferito.” ci fu un momento di silenzio, “tu mi piaci, tanto. Lo sai. O almeno pensavo lo sapessi. Non voglio starci male ancora.”

“Scusami…”

Si sentiva affondare. Avrebbe voluto scoppiare a piangere. Cosa stava succedendo?

“Mi fai paura. Ora sei tutta brava e buona perché vuoi riconquistarmi… ma poi? Cosa sarà domani?”

“Io… io non lo so… ma ho capito di aver sbagliato. Ho capito dove ho sbagliato… dammi una possibilità, ti prego.”

Samuele sospirò e si guardò attorno.

“Non sono convinto, non mi piace tornare indietro.”

Alessia sentì quelle parole piantarsi nella sua carne come aghi.

“Una… una possibilità. Ti prego, dammi una possibilità. Farò quello che vuoi… te l’ho detto.”

“Dove sono finiti tutti i tuoi sono fatta così, prendere o lasciare?”

Calò il silenzio. Arrivò il barista che lasciò le colazioni sul tavolino.

Alessia fece un respiro profondo e cercò le parole giuste.

“Li ho messi via. Sono stata stupida e ho sbagliato. Non avevo capito quanto tu fossi importante per me e ora me ne pento” prese fiato, “non ti prometto che sarò perfetta, sbaglierò ancora. Ma se tu avrai la pazienza… la voglia… il desiderio… di tenermi con te, io imparerò e migliorerò.”

“Stai chiedendo tanto, lo sai?”

“Sì. Ti offro me stessa in cambio.”

Silenzio. Samuele mise lo zucchero nel caffè.

“Pensi di esserne in grado?”

“Mettimi alla prova.”

“Come?”

“Quello che vuoi.”

Samuele la guardò negli occhi.

“E se non lo farai?”

“Accetterò la punizione che vorrai darmi.”

“Sul serio?”

“Te lo prometto.”

“Non ti credo.”

“Mettimi alla prova.”

Ci fu un attimo di silenzio.

“Apri le gambe.”

Alessia sgranò gli occhi.

“Cosa?”

“Apri le gambe. Accavallare le gambe è un segno di chiusura. E sei di fronte a me. Dimostrami che mi vuoi. Aprile. E non chiuderle mai.”

Alessia deglutì a vuoto.

Non aveva le mutande.

Erano sulla strada. Con un’occhiata giusta le avrebbero visto sotto la gonna.

Cosa decide di fare Alessia?

  • Non ce la fa e Samuele dovrà punirla. (33%)
    33
  • Le apre, ma tiene le ginocchia unite. (33%)
    33
  • Sta al gioco, apre le gambe. (33%)
    33
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21 Commenti

  • Mi ha stupito la piega che ha preso perché non mi aspettavo l’apertura da parte di Samuele. Voto una semplice maglia (o almeno io la immagino semplice ahah) e un paio di jeans per vedere cosa succede..
    Ps: ti ho seguito silenziosamente fino a qui e alla fine mi sono decisa a commentare 🤗

  • Ho votato per il NO e questo perché mi pare ipocrita pensare che in poche ore si possano ricucire un rapporto. D’altra parte troverei corretto che Samuele spiegasse a che punto sono, che da parte sua non sta cercando un’altra e che la pensa molto, come un tempo.
    Oppure no, potrebbe dire che si sta sentendo con un’altra ma che il pensiero di lei continua a perseguitarlo.
    Narrativamente parlando il NO è la soluzione migliore per creare complessità.
    Buona scrittura e complimenti

  • Ciao, mi piace la storia di Alessia e Samuele, la seguo volentieri.
    Il tipo col cane non mi pareva il caso di inserirlo, la scena era intima e dovrebbe avere ripercussioni più personali, secondo me, per cui ho votato che non si è accorto di nulla, non me ne volere.
    Seguo, alla prossima

  • Ciao, ho appena finito di leggere il tuo incipit.
    Mi piace molto il tuo stile di scrittura; ho trovato solo un piccolo errore nel periodo “l’aveva persino bloccata, su tutti i canali…”, credo che quella virgola debba stare dopo la parola “canali”, non prima…. penso che sia un errore di battitura è sicuramente tu l’avrai già notato, ma mi sembrava utile dirtelo.
    Per il resto non ho trovato imperfezioni.
    Ma proprio non vuoi dircelo perché Alessia è Samuele si sono lasciati, vero?😂
    Comunque voto per farli incontrare al parco…. credo ci sia proprio bisogno di un ulteriore confronto.
    Ti seguo, aspettando il tuo prossimo capitolo.

    • Ciao Rossella, grazie per avermi letto e per avermi commentato! Ti confesso che ho scritto di getto e non ho riletto, quasi mi stupisco che tu abbia trovato soltanto quella nota stonata! Però non riesco a trovare il modo di modificare il testo…
      Ti interessa saperlo? Probabile che nei prossimi capitoli salti fuori. Magari già dal prossimo, chi lo sa!

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