Cronache della Valle: La fratellanza dell’Ariete.

CAPITOLO 1.

*
Dalla cittadina di Seha, distante solo otto chilometri da Ankar, si era mossa la fratellanza dell’Ariete, formata da cinquecento uomini e capitanata da Sullyvan Merklel. Quest’uomo era un Alto, giunto dall’estremo Nord della valle ad Ankar a soli cinque anni, quando suo padre, un modesto proprietario terriero, aveva venduto i suoi possedimenti e la sua casa al Conte Edwaed, in cambio di un terreno e una casa di valore minore a Seha, a Sud di Ankar, dopo che la sua città: Belel, che si trovava ai piedi della catena Arklay, si era ritrovata ad affrontare la discesa dei Reptikol, che da Nord avevano attraversato le montagne e invaso le città sottostanti. Nonostante i Reptikol fossero una razza primitiva priva di strategie militari, che in seguito furono sconfitti e sottomessi agli umani, il padre di ” Sully ” aveva portato preventivamente in salvo sua moglie e suo figlio di cinque anni, stringendo l’accordo con il conte.
A Seha, il conte, fratello minore di Edwaed, aveva accettato di far trasferire la famiglia di Alti. Successivamente il ragazzo, all’età di dieci anni era stato arruolato nell’esercito. Sully si era subito distinto da tutti gli altri soldati, perlopiù di razza centrale, per la sua abilità e forza, diventando a diciotto anni il capitano della fratellanza dell’Ariete, l’esercito che proteggeva le due cittadine, sotto la stella e l’emblema dell’Ariete. Entrambe le cittadine producevano essenza, ( anche se ufficialmente l’essenza veniva prodotta ad Ankar, facendo leva sulle terme presenti nel paese e quindi pubblicizzando meglio il prodotto e le acque termali ), che poi veniva distribuita a corte ad Akash. Il Conte Dwayne, padre di Lilith, aveva per anni usato l’essenza perlopiù per scopi bellici, avendo quindi un esercito sempre al massimo delle forze, e ogni uomo pronto a guarire da ferite gravi e a ripartire in battaglia. Questo era stato il primo motivo della forza che la valle aveva assunto, e poi mantenuto, in quegli anni, sottomettendo per primi i Reptikol, e poi i Nimjam. Purtroppo non sempre la storia è benevola, e il conte della città, un uomo retto che nonostante tutto mantenne la pace tra gli esseri umani, morì di infarto a cinquant’anni, lasciando a una figlia poco più che adolescente un esercito cresciuto sempre di più negli anni, una città, e il denaro per comprare l’essenza. 
Akash era una città che era cresciuta sempre di più grazie alla potenza bellica dell’esercito, che aumentava sempre di più grazie all’essenza, fino a che non dominò la valle. Ma parallelamente alla crescita di Akash c’era stata la crescita economica soprattutto di Ankar e Seha, che grazie alla vendita del prodotto avevano rimpinzato le casse d’oro e creato a loro volta un esercito.
La situazione poi crollò quando il potere di Akash era passato a Lilith, avida di potere.
*
Arrivati ad Ankar, gli uomini della fratellanza si schierarono lungo la cinta muraria del paese: una circonvallazione lunga quasi sei chilometri. Le loro armature di acciaio argentato splendevano sotto la luna piena che si ergeva sulla valle nella notte. Anche i loro cavalli erano corazzati, il Capitano sedeva su uno stallone corazzato con una placca con corna d’Ariete sulla testa. Quando l’esercito del Dragone arrivò, si schierò di fronte alla fratellanza, ed era di almeno il doppio in superiorità numerica. Un brusio si levò tra i soldati, mentre un leggero vento fresco aleggiava nell’aria. Il Dragone non aspettò tanto, diede subito il comando di attaccare, e i due eserciti si scontrarono. La serenità di quella notte estiva si riempì del clangore dell’acciaio, delle urla e dei nitriti. I soldati del Dragone, con le armature nere con l’emblema dell’uomo con le ali che sputa fuoco, abbatterono la fratellanza fino a che improvvisamente non arrivò dai boschi l’armata del Demone. L’esercito prese alle spalle quello del Dragone, cogliendolo di sorpresa, e quindi ottenendo un notevole vantaggio. Nella mischia di corpi sventrati di Soldati e Cavalli, uno stallone nero corazzato era al galoppo, diretto verso il comandante dell’armata nera. IL Dragone era un uomo enorme, più alto di almeno dieci centimetri rispetto al fratello e notevolmente più muscoloso. Era di spalle quando Sully lo attaccò menando un fendente, che lo fece cadere da cavallo. Il Drago cadde a terra, ma si rialzò subito, attaccando con la sua spada a due mani il Capitano della fratellanza, che venne colpito al petto e cadde a terra anche lui. Si rialzò, la sua armatura era aperta, ma il colpo non era arrivato alla carne. 
<< Tu devi essere il Dragone!>> gli disse Sully nel boato generale.
Il Dragone non gli rispose, si limitò a una risata rabbiosa e lo attaccò di nuovo, abbattendo un colpo a due mani su Sully, che parò cadendo quasi a terra. Barcollando gli disse<< Sei forte come dicono allora!>> e controbatté un fendente dritto all’addome dell’avversario, che con un colpo gli fece cadere la spada.
Nel caos, da dietro arrivò un urlo:<< Hey, Frattello!>>.

Lo scontro tra i due Comandanti come va a finire?

  • Non vince nessuno, per ora. (100%)
    100
  • Vincono i comandanti. (0%)
    0
  • Vince il Dragone. (0%)
    0
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22 Commenti

  1. Si, e vorrà unire le sue forze a quelle di Edwaed per andare ad est, ma tra le controrichieste c’è quella che vuole Woody in mezzo alla compagnia.
    Lillith è una st… ma mi dà l’impressione di essere preoccupata per l’essenza arancione. Perché vuole Woody? Ma come cavia, no? 😉
    Naturalmente ci sarà anche un voltagabbana ma prima vuole scoprire l’essenza arancione 🙂

    Capitolo nettamente migliorato rispetto al precedente. Bravo! 😀

    Ciao 🙂

  2. Io voto “i due riescono ad immobilizzarlo, ma non lo uccideranno, lo porteranno ad Akash da Lilith”.
    Come al solito scrivi cose interessanti ma in alcuni punti difficili da leggere. Non sempre si capiscono i soggetti che parlano o che agiscono ed alcune frasi mi risultano contorte. Ad esempio:
    “La trovò. Era alla sua sinistra, proprio dove il Dragone aveva trafitto la sua spalla. I’acciaio x1 di cui era fatta quella corazza non aveva resistito all’enorme potenza del dragone e si era completamente squarciato, lasciando che il fendente trafiggesse anche metà della spalla di Sully, che ora squarciata quasi in due buttava sangue a fiotti. Sully urlò di dolore, poi tese il braccio per raccogliere la spada..”
    Non era meglio che la descrizione di quanto è accaduto alla spalla di Sully fosse descritto prima? E lasciare la frase di lui che impugna la spada più fluida?

    Per il resto, continua che ti seguo ^_^

    Ciao 🙂

  3. Non ho letto la tua prima storia, ma qui c’è qualche problema di leggibilità… come ti hanno già fatto notare la prima parte del capitolo è una lunga lista di nomi ed eventi che funzionerebbero meglio come riassunto o come appendice che non come introduzione alla vicenda: meglio concentrarsi sulle informazioni essenziali e tenere il resto per quando davvero serve, se serve. La seconda parte migliora un po’, visto che vai a descrivere una sequenza unica, ma cerca di rileggere più volte quello che scrivi se già non lo fai, perchè ci sono diversi refusi che potrebbero essere facilmente evitati e altre cose un po’ strane, per esempio… se descrivi il Dragone come un uomo “enorme” dimmi che è almeno venti, trenta cm più altro del fratello, perchè dieci sono davvero pochi per dare l’idea di imponenza. Comunque sono tutti problemi che si possono risolvere trovando qualcuno che fa beta reading, magari un amico interessato alla storia che ti può dare qualche input come questi per migliorarla prima della pubblicazione. Ciao!

  4. Troppi nomi, troppa confusione.
    Ma non ho capito… la cinta muraria sarebbe una circonvallazione? C’è qualcosa che mi sfugge.
    Va bene il fantasy,ma se un colpo di spada ti apre l’armatura in due chi c’è sotto proprio bene non sta.
    L’idea può anche essere interessante, ma il testo ha bisogno di una profonda controllata.

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