Cronache della Valle: La fratellanza dell’Ariete.

Dove eravamo rimasti?

Cos'è successo a Lilith, al Demone e al Dragone? Lilith è prigioniera, il Demone e il Dragone sono vivi. (100%)

CAPITOLO 8.

L’esercitò continuò a marciare lungo i boschi. Ogni tanto si fermavano per cacciare della selvaggina, per riposarsi o per nutrire i cavalli, ma rimanevano nello stesso punto sempre per poco, e non accesero mai un fuoco. Woody si domandò perché un esercitò così imponente non accendesse un fuoco, probabilmente per non essere rilevato, ma rilevato da chi? Non sapeva chi lo avesse tirato fuori dal palazzo di Lilith, sapeva solo che in quell’esercito c’erano anche due Ratatok. Erano per giunta i Ratatok più grossi che avesse mai visto. Che fosse forse l’essenza dell’est a renderli fisicamente più robusti? Cosa facevano nelle terre dell’est? Presto lo avrebbe scoperto. Si augurò solamente che il cugino stesse bene.
<< Ma non dovevamo passare per Ankar? >> domandò a Giorghen. I due misteriosi Ratatok avevano viaggiato al fianco del suo carro per tutto il tempo, ma l’esercito aveva deviato, qualche chilometro prima, a nord della città, e non erano mai passati di lì.
<< Tutto l’esercito? No. Si è staccata una piccola guarnigione e si è diretta al tuo paese, per portare la ricompensa al conte.>> 
<< Quale ricompensa? Qualcuno mi spiega cosa sta succedendo? E perché non volete farvi vedere? Chi ci insegue? >> Il tono di Woody era quello di un ragazzino petulante.
<< Calma, calma con le domande piccolo Woody. A tempo debito saprai tutto >> gli rispose la Ratatok femmina, con tono di voce divertito.
In lontananza, dopo un altro giorno di viaggio e senza nessuna risposta alle sue domande, Woody vedeva le Arklay ergersi maestose a Nord della Valle.
Si diceva che fossero una barriera naturale che separasse i regni dalle terre aspre e inospitali del Nord. Lì vi erano orde di Reptikol selvaggi. Nella storia, poche volte erano riusciti a scalare le montagne e arrivare nei regni, passando dalla Valle, ma gli umani avevano sottomesso quegli eserciti di popoli grezzi e primitivi, e ora i Reptikol servivano gli umani come agricoltori, come sguatteri o locandieri in taverne da quattro soldi. 
I Ratatok invece avevano sempre vissuto nei boschi, quello era il loro abitat naturale, perlopiù nelle terre centrali. Il che fece venire un altro interrogativo al giovane: ” Da dove vengono questi due?”
Fu proprio quello che gli domandò.
<< Dalle terre centrali, proprio come te >> gli rispose Giorghen.
<< Ma ci hanno venduto a un conte dell’Est quando eravamo molto piccoli, per arruolarci nell’esercito >> aggiunse Vela.
<< Non sapevo che anche i Ratatok combattessero >> disse Woody, ma subito pensò a quando aveva preso l’essenza, a casa della contessa, e a come fosse completamente cambiato il suo corpo e il suo carattere.
<< Vedrai, vedrai cosa si può fare con l’essenza, caro Woody >> Giorghen sembrava giovanissimo a giudicare dal tono di voce, eppure era così imponente fisicamente..
<< Si dice che a est ci siano maghi e stregoni, che si servono dell’essenza per fare terribili trasformazioni ai bambini. Io scommetto che voi due siete tra quei bambini..>> disse Woody. Era, come al solito, meravigliato. Era cresciuto a corte di Ankar, non aveva visto mai niente. La sua natura curiosa e la sua lingua lunga, in certe occasioni, era stata un arma a doppio taglio. Di questo se ne rendeva conto, alcune volte, come se ne rese conto in quel momento. Quella fu una di quelle occasioni.
<< Adesso dormi, piccolo Woody >> gli disse Vela. Il giovane Ratatok si volto verso di lei e vide che teneva un dito puntato verso di lui.
<< Ma cos..>> prima che potesse finire la frase, un puntino arancione si formò davanti all’indice della ratatok, poi si espanse piano piano. Woody sentì un sonno crescente dentro di lui, poi fu il buio.
Passarono ore, giorni, mattine, notti. Fu tutto un sonno ovattato. Era da tempo che non dormiva così serenamente, immerso in un carro di patate. 
<< Sveglia! Sacco di pulci! >> la voce rauca di un soldato lo destò dal sonno, quando si svegliò vide qualcosa di incredibile. Davanti a loro, a poco più di un chilometro di distanza, al termine di un lungo sentiero battuto, c’erano due enormi statue di marmo, raffiguranti due tigri, rivolte l’una verso l’altra, in procinto di attaccarsi. Sulle fauci avevano un ringhio mostruoso. Più si avvicinavano, più le enormi statue si ingigantivano.
<< Dove siamo? >> chiese Woody mentre si stropicciava gli occhi.
<< Siamo arrivati sacco di pulci. >> Una mano gigantesca lo prese da dietro il collo e lo sbatté per terra. 
<< Ti avevo promesso che ti avrei riempito di botte >> gli disse il soldato dalla voce rauca. Mentre si rialzava, con la vista ancora appannata dal lungo sonno, Woody riconobbe quella voce: era quella del soldato che aveva deriso lanciandogli una rapa in testa.
<< Calma, calma Elber >> un’altra voce da lontano. Woody la riconobbe subito. Un uomo enorme si avvicinò, era il Dragone.
<< Benvenuto a Sportym>>..

Cosa faranno i due Ratatok a Sportym?

  • Verranno arruolati. (0%)
    0
  • Faranno i sguatteri. (100%)
    100
  • Verranno fatti prigionieri. (0%)
    0
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22 Commenti

  • Si, e vorrà unire le sue forze a quelle di Edwaed per andare ad est, ma tra le controrichieste c’è quella che vuole Woody in mezzo alla compagnia.
    Lillith è una st… ma mi dà l’impressione di essere preoccupata per l’essenza arancione. Perché vuole Woody? Ma come cavia, no? 😉
    Naturalmente ci sarà anche un voltagabbana ma prima vuole scoprire l’essenza arancione 🙂

    Capitolo nettamente migliorato rispetto al precedente. Bravo! 😀

    Ciao 🙂

  • Io voto “i due riescono ad immobilizzarlo, ma non lo uccideranno, lo porteranno ad Akash da Lilith”.
    Come al solito scrivi cose interessanti ma in alcuni punti difficili da leggere. Non sempre si capiscono i soggetti che parlano o che agiscono ed alcune frasi mi risultano contorte. Ad esempio:
    “La trovò. Era alla sua sinistra, proprio dove il Dragone aveva trafitto la sua spalla. I’acciaio x1 di cui era fatta quella corazza non aveva resistito all’enorme potenza del dragone e si era completamente squarciato, lasciando che il fendente trafiggesse anche metà della spalla di Sully, che ora squarciata quasi in due buttava sangue a fiotti. Sully urlò di dolore, poi tese il braccio per raccogliere la spada..”
    Non era meglio che la descrizione di quanto è accaduto alla spalla di Sully fosse descritto prima? E lasciare la frase di lui che impugna la spada più fluida?

    Per il resto, continua che ti seguo ^_^

    Ciao 🙂

  • Non ho letto la tua prima storia, ma qui c’è qualche problema di leggibilità… come ti hanno già fatto notare la prima parte del capitolo è una lunga lista di nomi ed eventi che funzionerebbero meglio come riassunto o come appendice che non come introduzione alla vicenda: meglio concentrarsi sulle informazioni essenziali e tenere il resto per quando davvero serve, se serve. La seconda parte migliora un po’, visto che vai a descrivere una sequenza unica, ma cerca di rileggere più volte quello che scrivi se già non lo fai, perchè ci sono diversi refusi che potrebbero essere facilmente evitati e altre cose un po’ strane, per esempio… se descrivi il Dragone come un uomo “enorme” dimmi che è almeno venti, trenta cm più altro del fratello, perchè dieci sono davvero pochi per dare l’idea di imponenza. Comunque sono tutti problemi che si possono risolvere trovando qualcuno che fa beta reading, magari un amico interessato alla storia che ti può dare qualche input come questi per migliorarla prima della pubblicazione. Ciao!

  • Troppi nomi, troppa confusione.
    Ma non ho capito… la cinta muraria sarebbe una circonvallazione? C’è qualcosa che mi sfugge.
    Va bene il fantasy,ma se un colpo di spada ti apre l’armatura in due chi c’è sotto proprio bene non sta.
    L’idea può anche essere interessante, ma il testo ha bisogno di una profonda controllata.

    • Sì, questo punto non è stato facile per niente, magari qualcuno esperto mi aiutasse a migliorare! Comunque è il seguito di ” il viaggio di woody” che ho scritto con un altro profilo, se ti fa fammi sapere anche di quello! Grazie

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