Fratture multiple

Il party

Da quando era adolescente, Jason era tormentato da un sogno ricorrente.

Si trovava a casa sua, la casa in cui viveva da ragazzino e che sua madre aveva dato alle fiamme. Fuori pioveva a dirotto, mentre lui vagava a piedi nudi di stanza in stanza, cercava qualcosa o, forse, qualcuno.

Un lampo esplodeva in cielo e, dopo qualche istante, un tuono faceva tremare i vetri delle finestre.

Jason aveva paura.

Con la mano tremante ruotava il pomello della porta, ma prima che potesse vedere cosa c’era dall’altra parte, si svegliava.

Jason.

Jason? Riesci a sentirmi?

«Sete.» mormorò lui aprendo gli occhi, «Ho sete»

Aveva anche mal di testa. E dolori ovunque.

Una figura sfocata sedeva accanto a lui.

«Nora.» mormorò, ma non si trattava di Nora.

«Kylie, cosa ci fai qui?»

«Vado a chiamare il dottore.» disse lei scattando in piedi e uscendo dalla stanza.

Lui si guardò rapidamente intorno, luci al neon, tubi che entravano e uscivano dal suo corpo. Si trovava, senza ombra di dubbio, in una stanza d’ospedale, quello che non sapeva era come ci fosse finito.

«Ha una commozione cerebrale.» spiegò Kylie al detective, «Non sa perché si trova in ospedale.»

«Quindi non ha idea di cosa gli sia successo.» capì il detective.

«I dottori dicono che ci vorrà un po’ di tempo prima che possa cominciare a ricordare.»

«Quanto tempo?»

«Chi può dirlo?» lei si strinse nelle spalle, «Date le circostanze, speravo si potesse rimandare.»

«Sono passate tre settimane.» le fece notare il detective.

«Solo… non sia troppo schietto. Glielo dica in maniera delicata.» si raccomandò la ragazza.

L’altro annuì, «Farò del mio meglio.» 

La sua vita era alla deriva, per questo voleva chiedere Nora di sposarlo, avrebbe finalmente dato un senso al loro rapporto, avrebbe dato un senso a tutto quanto.

Si accorse di non essere solo, un uomo alto e magro e poco più giovane di lui lo stava osservando dalla porta.

«Mi chiamo Joe Mancini.» si presentò, «Sono il detective incaricato dell’indagine.»

«Il party…» mormorò Jason, «Qualcuno mi ha spinto dal terrazzo.»

Non ricordava quasi nulla di quella sera, solo frammenti sfocati. Nora indossava un tubino con pailettes d’argento, questo lo ricordava. Non voleva passare inosservata, non avrebbe potuto comunque, nemmeno se lo avesse desiderato.

«Vede, Jason… C’è stato un incidente.» gli aveva detto il dottore quella mattina, «Durante il party per il suo quarantesimo compleanno.»

Aveva temuto quel giorno e il suo significato per settimane. Una paura sciocca, se ne rendeva conto solo in quel momento, ora che la sua vita era irrimediabilmente distrutta.

«Cosa ricorda di quella sera?» domandò il detective Mancini.

Di nuovo Nora, col suo tubino argento, che volteggiava a ritmo di musica. Nora che si baciava con un altro sul terrazzo. L’anello di fidanzamento che veniva lanciato lontano.

Jason si massaggiò le tempie, «Non molto, a essere sincero. Il dottore ha detto che ci vuole tempo prima che i ricordi tornino al loro posto.» 

«Alcuni testimoni sostengono che lei abbia litigato con Nora Sullivan la sera della festa, che l’abbia picchiata.»

«Le ho dato uno schiaffo.» ammise Jason, «Nora aveva bevuto, ha perso l’equilibrio ed è caduta.»

Capì dallo sguardo del detective che non gli credeva, «Si è trattato di un incidente.» insistette, «È per questo che non è qui? È ancora arrabbiata con me?»

Avevano litigato, c’erano stati urla e bicchieri rotti, Jason aveva lanciato l’anello di fidanzamento dal terrazzo. E poi… cos’era successo? Come aveva fatto a cadere? Qualcuno l’aveva spinto?

Nora era capace di tutto quando si arrabbiava, perdeva il lume della ragione, diventava una furia; sarebbe persino stata capace di spingerlo dal terrazzo lei stessa.

«L’ho beccata con un cameriere, la sera del party.» raccontò, «L’ha fatto per ferirmi. Il giorno del mio compleanno. Il giorno in cui avevo pianificato di chiederle di sposarmi.»

Il detective sfogliò i suoi appunti, «Nessuno ha mai parlato di un fidanzamento.»

«Perché non c’è mai stato.» sospirò Jason, «Abbiamo litigato, è vero. L’ho vista col cameriere e le ho dato uno schiaffo, avevamo bevuto troppo entrambi.»

«E poi cos’è successo?» volle sapere il detective, «Dopo lo schiaffo

Nora si era arrabbiata, Jason aveva lanciato l’anello e lei doveva essersi arrabbiata ancora di più.

«Dov’è Nora?» domandò, «Dove cazzo è Nora?»

Era in arresto, in attesa che Jason confermasse o smentisse la sua versione della storia. Allora era vero, era stata lei a spingerlo, era stata lei a renderlo uno storpio, a rovinargli la vita, come se non gliel’avesse già incasina abbastanza dal giorno in cui si erano conosciuti.

«È stata lei? È stata lei a farmi questo?» domandò indicando il braccio sinistro fasciato e le gambe ingessate.

Stavolta aveva passato il limite e Jason gliel’avrebbe fatta pagare.

In cuor suo, però, sapeva che alla fine l’avrebbe perdonata. Come faceva ogni volta.

«Nora è morta.» disse il detective a un tratto, «Le consiglio di trovarsi un avvocato.»

Chi facciamo entrare nella stanza ora?

  • Amber, la vecchia madre (0%)
    0
  • Dustin, un amico di infanzia (25%)
    25
  • Kylie, l'ex ragazza (75%)
    75
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61 Commenti

  1. Episodio dopo episodio mantieni sempre la coerenza dello stile di scrittura e la padronanza dello sviluppo della trama. Brava.
    Non mi piacciono invece le opzioni che hai scelto stavolta, l’entrata in scena del pittore francese o della madre di Jason non mi sembra credibile.

  2. Dunque Giuli, l’altra volta non ho votato Greg perché la volta prima mi avevi detto di averlo messo solo per me e non volevo importelo di nuovo, ( mi dispiace tu abbia dovuto riscrivere tutto) ma stavolta voto Greg che si interessa al caso. Mi sono fatta un’idea con questo episodio, vedremo se avrò ragione. Comunque bravissima, come sempre.

  3. Io sposterei l’attenzione su Dustin!
    Molto bello questo capitolo, ogni scena è davvero ben data. Mi sono fatta un’idea.
    Ieri ho visto un film, Effetti collaterali, con Greg! Era proprio lui, pure a fare lo stesso mestiere, più o meno. Se non lo hai visto vedilo!!

  4. Greeeegggggg!!!!!
    Beh, avrei detto ricordi di Nora e d’infanzia, credo sarebbero entrambi elementi utili, ma ho votato frammenti del party, perché ho come l’impressione che si debba cominciare dalla fine. Sono molto felice dell’entrata in scena di Greg, lo avrai intuito….

  5. Ehi, che velocità! Allora domani scrivo anch’io il secondo episodio.
    Piacevole da leggere, efficace, coinvolgente. Come sempre non c’è nessuna sbavatura nei tuoi scritti.
    Pensando al tuo gusto per le ambientazioni nordamericane (cosa che peraltro a te calza bene come a nessun altro) vorrei fare entrare in scena un detective privato.

  6. Giuliiiii brava brava brava che sei arrivata e che hai pubblicato questo giallo interessantissimo. Mi sono fatta già un’idea strampalata di come potrebbero essere andate le cose ma non te ne parlo… sia mai che io abbia ragione ahahahah; ma dov’è Greg? Il mio Greg???? Comunque mi piacciono i personaggi e mi piace che lui sia mezzo rotto ma indagato… Nora sarà morta? mah… per ora preferisco ascoltare un dialogo tra lui e l’amico d’infanzia, magari si rivelano dettagli utili….

  7. Potenza di Alessandra, sei tornata anche tu. È bellissimo ritrovarti qui, come ai vecchi tempi, e in splendida forma. La tua scrittura è sempre nitida, tagliente, ti trascina subito sulla scena che descrivi. È, come sempre, uno stile chiaro ed efficace il tuo, leggibilità altissima. Brava Giulia.
    Ovviamente ti seguo. Voto per Kylie, visto che già l’hai introdotta in questo primo episodio.

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