Fratture multiple

Dove eravamo rimasti?

Chi facciamo entrare nella stanza ora? Kylie, l'ex ragazza (75%)

Fortunato

Non si sentiva in quel modo da anni. Quella sensazione di impotenza mista a disperazione era ormai un ricordo lontano, che apparteneva a gran parte della sua infanzia, a prima che sua madre sposasse Jack Krause.

«Nora è morta.» mormorò Jason, «Quando? Come?»

«La sera del party.» rispose il detective, «È precipitata dal terrazzo del terzo piano, poco prima di lei, ma è stata meno fortunata.»

Fortunata, Jason non capiva se il detective si stesse prendendo gioco di lui. 

Certo, poteva andare peggio, poteva perdere per sempre l’uso delle gambe, o, peggio ancora, restarci secco; forse il detective Mancini aveva ragione, era stato fortunato.

Amava sciare, ma non avrebbe più potuto farlo, così come non avrebbe più potuto fare jogging la mattina, il modo in cui dava inizio alle sue giornate. Jason odiava chi si piangeva addosso, non l’aveva mai fatto e non avrebbe certo iniziato in quel momento; sapeva bene che l’autocommiserazione non l’avrebbe portato da nessuna parte. Doveva reagire. Avrebbe affrontato la sedia a rotelle e la fisioterapia a testa alta. Avrebbe dovuto avvalersi di un bastone per il resto della sua vita, stando alle parole dei medici, ma l’avrebbe sfoggiato con orgoglio, per essere sopravvissuto a una potenziale tragedia.

«Amavo Nora.» confessò.

Era la verità. A volte, era una stronza, ma Jason l’amava come non aveva mai amato nessun’altra.

«Non le avrei mai – mai – fatto del male.»

«Eppure, la sera del party, l’ha picchiata.» gli fece notare il detective.

«Non l’ho picchiata, che assurdità.»

Il detective lo fissò, senza replicare.

«Nora era fatta così, ingigantiva qualsiasi cosa per stare al centro dell’attenzione, tutto doveva gravitare intorno a lei.»

«Qui fuori c’è Kylie Corrigan» riferì Joe Mancini per cambiare argomento, «Dice di essere la sua ex ragazza.»

«Ci siamo frequentati per un periodo.» replicò Jason.

«Dice anche che avete una figlia insieme.» continuò il detective.

«Sì, lo so che lo dice, ma non è vero.»

Il detective tornò ai suoi appunti, «Nora sapeva di Kylie?»

Jason annuì, «Si sono anche incontrate in un paio di occasioni.» raccontò, «Nora… la detestava.»

Si accorse che il detective lo stava fissando con gli occhi sgranati, un’abitudine che a Jason iniziava a dare sui nervi, «Kylie rappresentava tutto ciò che Nora non sarebbe mai stata: era elegante, ricca… ingenua… innocente.»

 Al contrario, Nora appariva subito come una donna senza scrupoli, furba e navigata.

 «Ogni tanto ci provavo… a uscire con qualcuna che non fosse Nora, ma poi tornavo sempre da lei. Probabilmente non eravamo fatti per stare insieme. Ci facevamo del male.» ammise, «Ma non riuscivamo neanche a lasciarci. Ci abbiamo provato, più e più volte.»

«È questo il motivo per cui l’ha uccisa?» lo incalzò il detective, «Non poteva vivere con lei, ma nemmeno senza di lei. L’ha portata in terrazzo, per parlare, da soli…»

Tesoro, non fare così.

Parliamone tra di noi.

Vieni con me.

«L’ha spinta giù.» continuò il detective, «E poi si è buttato, ma le è andata male, perché è sopravvissuto e ora dovrà pagare le conseguenze delle sue azioni.»

Se il detective aveva ragione, allora non era stato poi così fortunato.

*

«Perché sei qui?»

Jason aveva un aspetto malconcio, ma l’infortunio non aveva intaccato del tutto il suo fascino.

Kylie fece spallucce, «Devo sapere che non sei una cattiva persona.»

«Non sono una cattiva persona.» disse prontamente lui, «Vedi? Bastava chiedere.»

Kylie non replicò, evidentemente quello che era successo non aveva intaccato nemmeno lo spirito di Jason.

«Tu sai che non sono stato io, vero? Che non avrei mai ucciso Nora.»

«Eri strano quella sera. Avevi bevuto… Probabilmente non te lo ricordi, ma mi hai telefonato.» gli raccontò Kylie, «Mi hai chiesto di Mia.»

Jason non se lo ricordava. E non gli sembrava nemmeno un comportamento da lui. I quarant’anni dovevano avergli dato alla testa.

«Tu non chiedi mai di tua figlia.» gli fece notare la ragazza.

«Non è mia figlia.»

«Il test del DNA dice il contrario.»
«Tuo padre è un medico, può averlo alterato.»

Kylie alzò gli occhi al cielo, doveva mantenere la calma, ignorare le sue provocazioni, «Joe Mancini mi sembra una brava persona.» disse per cambiare argomento, «Capirà cos’è successo quella sera.»

«Joe Mancini vuole la mia testa, in cambio della sua carriera. Vuole archiviare il caso come omicidio-suicidio. O tentativo di suicidio, non conosco la terminologia esatta.» replicò Jason, «La tua sorellastra forse può aiutarmi, è una poliziotta, no?»

«La mia sorellastra è morta.» ribatté Kylie, «Tre anni fa.»

«Ah. Mi dispiace.»

«Non fa niente.» fece lei, «Conosco una persona che può aiutarci a scoprire cos’è successo quella sera.»

Chi è la persona di cui parla Kylie?

  • Amica di Nora (22%)
    22
  • Psicologo (44%)
    44
  • Detective privato (33%)
    33
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

61 Commenti

  • Episodio dopo episodio mantieni sempre la coerenza dello stile di scrittura e la padronanza dello sviluppo della trama. Brava.
    Non mi piacciono invece le opzioni che hai scelto stavolta, l’entrata in scena del pittore francese o della madre di Jason non mi sembra credibile.

  • Dunque Giuli, l’altra volta non ho votato Greg perché la volta prima mi avevi detto di averlo messo solo per me e non volevo importelo di nuovo, ( mi dispiace tu abbia dovuto riscrivere tutto) ma stavolta voto Greg che si interessa al caso. Mi sono fatta un’idea con questo episodio, vedremo se avrò ragione. Comunque bravissima, come sempre.

  • Io sposterei l’attenzione su Dustin!
    Molto bello questo capitolo, ogni scena è davvero ben data. Mi sono fatta un’idea.
    Ieri ho visto un film, Effetti collaterali, con Greg! Era proprio lui, pure a fare lo stesso mestiere, più o meno. Se non lo hai visto vedilo!!

  • Greeeegggggg!!!!!
    Beh, avrei detto ricordi di Nora e d’infanzia, credo sarebbero entrambi elementi utili, ma ho votato frammenti del party, perché ho come l’impressione che si debba cominciare dalla fine. Sono molto felice dell’entrata in scena di Greg, lo avrai intuito….

  • Ehi, che velocità! Allora domani scrivo anch’io il secondo episodio.
    Piacevole da leggere, efficace, coinvolgente. Come sempre non c’è nessuna sbavatura nei tuoi scritti.
    Pensando al tuo gusto per le ambientazioni nordamericane (cosa che peraltro a te calza bene come a nessun altro) vorrei fare entrare in scena un detective privato.

  • Giuliiiii brava brava brava che sei arrivata e che hai pubblicato questo giallo interessantissimo. Mi sono fatta già un’idea strampalata di come potrebbero essere andate le cose ma non te ne parlo… sia mai che io abbia ragione ahahahah; ma dov’è Greg? Il mio Greg???? Comunque mi piacciono i personaggi e mi piace che lui sia mezzo rotto ma indagato… Nora sarà morta? mah… per ora preferisco ascoltare un dialogo tra lui e l’amico d’infanzia, magari si rivelano dettagli utili….

  • Potenza di Alessandra, sei tornata anche tu. È bellissimo ritrovarti qui, come ai vecchi tempi, e in splendida forma. La tua scrittura è sempre nitida, tagliente, ti trascina subito sulla scena che descrivi. È, come sempre, uno stile chiaro ed efficace il tuo, leggibilità altissima. Brava Giulia.
    Ovviamente ti seguo. Voto per Kylie, visto che già l’hai introdotta in questo primo episodio.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi