Fratture multiple

Dove eravamo rimasti?

Chi è la persona di cui parla Kylie? Psicologo (44%)

Una terza persona

Joe Mancini non l’aveva arrestato, ciò significava che non aveva prove contro di lui, soltanto supposizioni. Per questo dovevano agire in fretta, prima che il detective raccogliesse gli elementi che gli servivano per formalizzare l’accusa.

«Tu sei l’unica persona che sa con certezza cos’è successo su quel terrazzo, anche se ora te lo sei dimenticato.» stava dicendo Kylie, «Sei l’unico che può sapere se c’eravate solo voi due o qualcun’altro…»

Il cameriere.

Jason aveva visto Nora flirtare con un cameriere quella sera.

Non sapeva chi fosse, ma doveva trovarlo, doveva farlo confessare, fargli ammettere che era stato lui a spingere Nora giù da balcone e poi aveva spinto anche Jason per rabbia o gelosia o paura di essere scoperto.

«Devo parlare con la responsabile del catering, farmi dare l’elenco di chi era in servizio quella sera. C’era questo ragazzo… giovane, con gli occhi azzurri…»

«Posso parlare io con la responsabile del catering.» si offrì Kylie, «Tu, al momento, sei bloccato qui, in questa stanza. E non c’è nulla che tu possa fare se non riposarti e cercare di recuperare le energie e i ricordi.»

Jason le lanciò un’occhiata perplessa, «Credi davvero che parlare con uno psicologo sia una buona idea?»

«Può aiutarti a ricordare cos’è successo quella sera.» rispose Kylie, «E non solo. Anche a elaborare quello che è successo a te.»

Aveva perso per sempre l’amore della sua vita e temporaneamente l’uso delle gambe, lo sapeva bene cosa gli era successo, prima sarebbe entrato in quell’ordine di idee, meglio sarebbe stato per tutti, non aveva bisogno di piagnucolare davanti a uno strizzacervelli.

«Greg Arberg è uno psicologo rinomato.» insistette Kylie, «E, per tua fortuna, è il mio patrigno.»

«Io non credo in queste stronzate.» sentenziò Jason, «Nora era in terapia da anni… E a cosa l’è servito?»

«Credi… che sia possibile…» azzardò Kylie, «che si sia buttata?»

Jason non aveva ancora pensato a quell’opzione, Nora era sempre così drammatica, teatrale, passava dall’essere al settimo cielo alla disperazione più totale in pochi secondi. Certo che era possibile, certo che ne sarebbe stata capace, ma se le cose fossero andate così, allora chi aveva buttato giù lui?

*

Aveva letto di Jason Krause sui giornali. In fotografia appariva come un bel tipo elegante; aveva ereditato i soldi del patrigno, un magnate immobiliare, quand’era ragazzino e aveva passato gli anni successivi a vivere di rendita, passando da un party al successivo, fino all’ultimo, in cui la fidanzata era caduta dal terzo piano.

«Senza offesa, ma quel tizio non mi sembra affatto il tuo tipo.»

«È uno stronzo, lo so, ma è il padre della mia bambina.» Kylie si chiese se Greg riuscisse a intravedere una qualche somiglianza con Jason, lei ci riusciva, «E ho bisogno di sapere che non è un assassino.»

«Perché non hai chiesto aiuto a tua madre?»

«Perché non voglio che sappia che Jason Krause è il padre di Mia.»

Aveva sempre detto alla sua famiglia che il padre di sua figlia non se l’era sentita di assumersi le sue responsabilità e che non voleva parlare di lui. E loro avevano rispettato il suo silenzio.

«E cosa ti fa credere che io non glielo dica?»

Kylie fece spallucce, «Dovresti parlarle.»

Touché.

Greg non aveva chiesto della sua ex moglie, di come stesse, se lo odiava ancora e Kylie non ne aveva fatto parola. Se voleva sapere qualcosa, non doveva far altro che chiedere, ma sapevano entrambi che non l’avrebbe fatto.

«Non lo so, tesoro, non credo sia una buona idea. Non mi occupo di casi del genere da anni, ormai.» ammise Greg, «Certo, sarebbe un buon materiale per un libro…»

La ragazza gli lanciò un’occhiata, «Non voglio che tu scriva un libro si di lui, voglio solo che lo aiuti a ricordare se c’era una terza persona su quella terrazza e che aspetto aveva. Se io non fossi la tua figliastra, se Jason non fosse il padre di Mia, se fosse soltanto un tizio qualunque… che volesse ricordare qualcosa che ha dimenticato, non lo aiuteresti?» insistette Kylie, «I soldi non sono un problema.»

«Non è una questione di soldi.»

Kylie lo fissò con gli occhi dolci e gentili del padre e le labbra imbronciate della madre, con la sua stessa ostinazione e, come alla madre, Greg non sapeva dirle di no.

*

Nell’aria c’era odore di caffè misto a disinfettante. La porta era aperta, ma Greg bussò lo stesso, «Tu devi essere Jason.»

L’uomo dall’aspetto malconcio gli fece segno di entrare, «E tu devi essere Greg Arberg.»

Lo psicologo chiuse la porta e Jason lo osservò zoppicare fino alla sedia accanto al suo letto.

«Incidente in montagna.» spiegò Greg.

«A me è andata peggio.» replicò Jason, «Pare che dovrò usare un bastone.»

«I bastoni possono avere un certo fascino.»

Lo strizzacervelli non aveva tutti i torti, Jason se ne sarebbe fatto fare uno su misura, un bastone intarsiato, anzi, una serie di bastoni, da utilizzare a seconda delle occasioni. Sempre se non fosse finito in carcere.

«Allora…» iniziò Greg, «Da dove vuoi iniziare?»

Cosa ricorderà Jason durante la seduta con Greg Arberg?

  • Frammenti del party (60%)
    60
  • Frammenti della sua relazione con Nora (40%)
    40
  • Frammenti della sua infanzia (0%)
    0
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61 Commenti

  • Episodio dopo episodio mantieni sempre la coerenza dello stile di scrittura e la padronanza dello sviluppo della trama. Brava.
    Non mi piacciono invece le opzioni che hai scelto stavolta, l’entrata in scena del pittore francese o della madre di Jason non mi sembra credibile.

  • Dunque Giuli, l’altra volta non ho votato Greg perché la volta prima mi avevi detto di averlo messo solo per me e non volevo importelo di nuovo, ( mi dispiace tu abbia dovuto riscrivere tutto) ma stavolta voto Greg che si interessa al caso. Mi sono fatta un’idea con questo episodio, vedremo se avrò ragione. Comunque bravissima, come sempre.

  • Io sposterei l’attenzione su Dustin!
    Molto bello questo capitolo, ogni scena è davvero ben data. Mi sono fatta un’idea.
    Ieri ho visto un film, Effetti collaterali, con Greg! Era proprio lui, pure a fare lo stesso mestiere, più o meno. Se non lo hai visto vedilo!!

  • Greeeegggggg!!!!!
    Beh, avrei detto ricordi di Nora e d’infanzia, credo sarebbero entrambi elementi utili, ma ho votato frammenti del party, perché ho come l’impressione che si debba cominciare dalla fine. Sono molto felice dell’entrata in scena di Greg, lo avrai intuito….

  • Ehi, che velocità! Allora domani scrivo anch’io il secondo episodio.
    Piacevole da leggere, efficace, coinvolgente. Come sempre non c’è nessuna sbavatura nei tuoi scritti.
    Pensando al tuo gusto per le ambientazioni nordamericane (cosa che peraltro a te calza bene come a nessun altro) vorrei fare entrare in scena un detective privato.

  • Giuliiiii brava brava brava che sei arrivata e che hai pubblicato questo giallo interessantissimo. Mi sono fatta già un’idea strampalata di come potrebbero essere andate le cose ma non te ne parlo… sia mai che io abbia ragione ahahahah; ma dov’è Greg? Il mio Greg???? Comunque mi piacciono i personaggi e mi piace che lui sia mezzo rotto ma indagato… Nora sarà morta? mah… per ora preferisco ascoltare un dialogo tra lui e l’amico d’infanzia, magari si rivelano dettagli utili….

  • Potenza di Alessandra, sei tornata anche tu. È bellissimo ritrovarti qui, come ai vecchi tempi, e in splendida forma. La tua scrittura è sempre nitida, tagliente, ti trascina subito sulla scena che descrivi. È, come sempre, uno stile chiaro ed efficace il tuo, leggibilità altissima. Brava Giulia.
    Ovviamente ti seguo. Voto per Kylie, visto che già l’hai introdotta in questo primo episodio.

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