Fratture multiple

Dove eravamo rimasti?

Cosa ricorderà Jason durante la seduta con Greg Arberg? Frammenti del party (60%)

Frammenti

Da dove voleva cominciare? Dalla fine. Dalla festa. Da Nora e il cameriere. Li aveva sorpresi in terrazzo che fumavano e ridevano, lei visibilmente alticcia, lui imbarazzato, non voleva perdere il lavoro, ma aveva messo gli occhi sulla donna sbagliata.

«Mia madre era una prostituta.» aveva detto a Nora, «Forse è questo il motivo per cui ho un debole per le troie.»

Poi il vuoto.

Ricordava lo schiaffo, ma questo era avvenuto in sala, in mezzo agli ospiti, davanti allo sguardo inceneritore di sua madre e a quello stupito del suo amico Dustin, le uniche due persone che contavano qualcosa in quella folla di semi-sconosciuti.

Nora aveva perso l’equilibrio ed era caduta, le si era sfilata una scarpa.

Jason le aveva porto la mano per aiutata ad alzarsi.

«Non mi toccare.» aveva sibilato lei.

«Tesoro, non fare così.» Jason aveva lanciato il suo miglior sorriso in direzione degli ospiti, «Parliamone tra di noi.» l’aveva presa per mano, «Vieni con me.»

Erano saliti al piano di sopra.

«Ho bisogno di un po’ d’aria.» aveva detto Nora uscendo sul terrazzo, il tubino argento esaltava la sua carnagione olivastra.

E poi di nuovo il vuoto.

*

Negli ultimi tempi il suo lavoro era diventato piuttosto monotono, erano anni che non conversava con un potenziale assassino. Di primo acchito, Jason Krause sembrava semplicemente qualcuno che si era trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Forse era stato incastrato come aveva suggerito Kylie. La sua figliastra sembrava credere fermamente nella sua innocenza, ma non era compito di Greg capire com’era morta Nora Sullivan, il suo compito era quello di aiutare Jason a recuperare i ricordi perduti prima del coma. Non importava nient’altro.

A Greg non doveva importare se Jason Krause aveva messo incinta la sua figliastra poco più che ventenne per poi lavarsene le mani. Non era andato fin lì per giudicarlo.

Anche lui da giovane rifuggiva le responsabilità, finché non aveva conosciuto la sua ex moglie.

Con una ragazza come Kylie, anche Jason avrebbe potuto mettere la testa a posto, ma forse non si sentiva ancora pronto. Si voleva divertire, andare alle feste, bere, drogarsi se capitava l’occasione, fare tardi, alzarsi a metà pomeriggio per poi ricominciare daccapo.

Si voleva solo divertire, finché non era finita male. E non c’era più niente di divertente.

*

«Per me stai commettendo un grosso errore.» gli aveva detto sua madre poco prima che arrivassero gli ospiti, «Quella donna ti porterà alla rovina.»

Non le era mai piaciuta Nora, la giudicava un’arrampicatrice sociale, un’arrivista, disposta a tutto pur di raggiungere i suoi scopi.

Chissà, forse rivedeva un po’ di se stessa nella sua futura nuora.

Nora era convinta di essere destinata a grandi cose. Aveva studiato danza classica ed era piuttosto brava, ma troppo alta per fare la ballerina. Così si era data all’arte. Aveva provato a vivere a New York, dove sentiva che avrebbe sfondato come artista, ma poi era tornata a Chicago con la coda tra le gambe. 

Ormai consapevole di non avere alcun particolare talento, sentiva che non tutto era perduto. Dopotutto era una bella donna, avvenente, era ancora giovane, avrebbe potuto sposare un uomo ricco, importante, che le permettesse di concentrarsi sulla sua arte e magari di aprire una propria galleria.

Ed era in quel momento che aveva conosciuto Jason.

Una parte di lui sapeva che c’era qualcosa che non andava in lei, che era pericolosa, meschina, lunatica. A volte si divertiva a ferirlo di proposito, a umiliarlo davanti agli amici, poi si scusava con i suoi grandi occhi scuri vagamente orientali e Jason la perdonava.

Era un debole, come gli ripeteva sempre sua madre.

*

Nemmeno Dustin sembrava entusiasta quando Jason gli aveva detto che quella sera avrebbe chiesto a Nora di sposarlo.

«Wow.» aveva commentato, «Voglio dire… Wow.»

«Mi farai da testimone?»

«Certo.» aveva risposto, «Voglio dire… ma certo.»

Poi Jason gli aveva passato una sigaretta e avevano passato i successivi cinque minuti a osservare le nuvole di fumo in silenzio, come facevano al liceo.

Erano scesi al piano terra, Jason aveva incrociato lo sguardo di Nora dalla parte opposta della stanza, lei gli aveva sorriso e lui le aveva fatto l’occhiolino mentre prendeva un flute di champagne, senza prestare attenzione al cameriere.

*

«Cerca di rilassarti.» gli aveva sussurrato Nora, «Sei troppo teso.»

«È mia madre.» aveva sbuffato lui, «Ho sbagliato a invitarla stasera.»

Oltre a dargli sui nervi, la sua presenza gli ricordava da dove veniva, un quartiere di case popolari senza riscaldamento, vestiti usurati, scarpe di seconda mano, quasi mai della misura giusta. Chissà come sarebbero andate le cose se non avessero incontrato Jack Krause? Chissà se Nora gli avrebbe dato una possibilità se non fosse stato ricco? Probabilmente no.

Aveva ragione sua madre, come sempre.

Ma ora torniamo all'indagine, nel prossimo capitolo, il detective Joe Mancini scoprirà qualcosa su:

  • Kylie (50%)
    50
  • Dustin (33%)
    33
  • la madre di Jason (17%)
    17
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61 Commenti

  • Episodio dopo episodio mantieni sempre la coerenza dello stile di scrittura e la padronanza dello sviluppo della trama. Brava.
    Non mi piacciono invece le opzioni che hai scelto stavolta, l’entrata in scena del pittore francese o della madre di Jason non mi sembra credibile.

  • Dunque Giuli, l’altra volta non ho votato Greg perché la volta prima mi avevi detto di averlo messo solo per me e non volevo importelo di nuovo, ( mi dispiace tu abbia dovuto riscrivere tutto) ma stavolta voto Greg che si interessa al caso. Mi sono fatta un’idea con questo episodio, vedremo se avrò ragione. Comunque bravissima, come sempre.

  • Io sposterei l’attenzione su Dustin!
    Molto bello questo capitolo, ogni scena è davvero ben data. Mi sono fatta un’idea.
    Ieri ho visto un film, Effetti collaterali, con Greg! Era proprio lui, pure a fare lo stesso mestiere, più o meno. Se non lo hai visto vedilo!!

  • Greeeegggggg!!!!!
    Beh, avrei detto ricordi di Nora e d’infanzia, credo sarebbero entrambi elementi utili, ma ho votato frammenti del party, perché ho come l’impressione che si debba cominciare dalla fine. Sono molto felice dell’entrata in scena di Greg, lo avrai intuito….

  • Ehi, che velocità! Allora domani scrivo anch’io il secondo episodio.
    Piacevole da leggere, efficace, coinvolgente. Come sempre non c’è nessuna sbavatura nei tuoi scritti.
    Pensando al tuo gusto per le ambientazioni nordamericane (cosa che peraltro a te calza bene come a nessun altro) vorrei fare entrare in scena un detective privato.

  • Giuliiiii brava brava brava che sei arrivata e che hai pubblicato questo giallo interessantissimo. Mi sono fatta già un’idea strampalata di come potrebbero essere andate le cose ma non te ne parlo… sia mai che io abbia ragione ahahahah; ma dov’è Greg? Il mio Greg???? Comunque mi piacciono i personaggi e mi piace che lui sia mezzo rotto ma indagato… Nora sarà morta? mah… per ora preferisco ascoltare un dialogo tra lui e l’amico d’infanzia, magari si rivelano dettagli utili….

  • Potenza di Alessandra, sei tornata anche tu. È bellissimo ritrovarti qui, come ai vecchi tempi, e in splendida forma. La tua scrittura è sempre nitida, tagliente, ti trascina subito sulla scena che descrivi. È, come sempre, uno stile chiaro ed efficace il tuo, leggibilità altissima. Brava Giulia.
    Ovviamente ti seguo. Voto per Kylie, visto che già l’hai introdotta in questo primo episodio.

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