Fratture multiple

Dove eravamo rimasti?

Il prossimo capitolo lo volete dal punto di vista di: Joe (60%)

Annoiata

I dipinti di Nora erano nascosti da alcuni panni di tela.

Joe li scoprì, uno a uno, nella vana speranza che rivelassero qualcosa di Nora Sullivan che ancora non aveva afferrato, che gli raccontassero della donna che era, di come aveva vissuto e, soprattutto, come era morta.

Alcuni erano astratti, altri paesaggi, altri ancora sembravano fotografie. Joe non s’intendeva di arte, ma gli sembrava che il termine corretto fosse iperrealismo.

Prediligeva ragazze magre, dall’aria ingenua e innocente. Come Kylie Corrigan. L’aveva ritratta di profilo, senza vestiti. Perché Kylie aveva accettato di farsi ritrarre nuda dalla ex dell’uomo di cui era innamorata? Quante sedute avevano fatto? Di cosa avevano parlato? Di Jason? Perché Jason non compariva in nessun ritratto?

Un altro dipinto attrasse la sua attenzione, l’unica coppia presente, dallo sguardo austero, gli unici con i vestiti indosso. Erano seduti su un divano e si tenevano per mano. Joe riconobbe i genitori di Nora. 

Dopo la sua morte, i dipinti di Nora avevano raggiunto quote vertiginose. Jason non era nel testamento, se era stato lui a ucciderla, non avrebbe beneficiato di un solo centesimo; sarebbe andato tutto ai Sullivan. Forse Nora riteneva che Jason non avesse bisogno di soldi, o che i suoi quadri non avessero valore, o forse non si era mai preoccupata troppo del futuro.

Joe aveva parlato con i Sullivan, avevano pochissimi contatti con la figlia, nonostante abitassero nella stessa città e non avevano mai conosciuto Jason. Non sapevano che tipo fosse né se avesse ucciso lui loro figlia. Nora se n’era andata di casa in cerca di fortuna appena aveva potuto e non si era mai voltata indietro.

*

Aveva passato le ultime settimane a interrogare gli ospiti della festa, perlopiù amici di Nora. Perlopiù artisti. Narcisisti, egocentrici, finivano per parlare di se stessi e delle loro opere anziché di Nora e Jason o degli avvenimenti della serata.

Ripeteva a tutti le stesse domande, «Come le erano sembrati alla festa?»

«Normali. Un po’ brilli. Come al solito.» rispose Felix, un gallerista amico della coppia.

«Che tipo di coppia erano?» domandò Joe, «Erano felici?»

«Felici? Onestamente non lo so. So che Jason faceva di tutto per rendere Nora felice.» 

Joe non riusciva a comprendere appieno il significato di quell’affermazione.

«Da quel che so, litigavano spesso.»

«Litigavano, poi facevano pace a letto. Il sesso era il loro modo di risolvere i problemi. Entrambi erano molto passionali, ma quella passione, con gli anni, aveva perso il fervore dei primi tempi.» raccontò Felix, «Nora aveva bisogno di un diversivo, di tanto in tanto. Aveva bisogno di evadere dalla gabbia dorata in cui Jason l’aveva messa.»

«Nora lo tradiva.» capì Joe.

«Lo sapevano tutti.» dichiarò Felix, «Anche Jason Per questo non può essere stato lui.»

Cosa provava Jason per Nora? La amava davvero come proferiva? O, al contrario, nutriva del rancore nei suoi confronti che, a poco a poco, si era trasformato in odio? O era più complicato di così. Una parte di lui l’amava e l’altra la odiava e, alla fine, la seconda aveva prevalso e Jason aveva spinto Nora giù dal balcone. Poi si era pentito, aveva capito che la sua vita non avrebbe più avuto senso senza di lei e si era buttato.

Caso risolto.

Mancavano solo le prove.

E una confessione.

*

Aveva rintracciato tutte le persone in servizio la sera della festa. Non era stato difficile individuare il cameriere di cui aveva parlato Jason, si chiamava Finn ed era canadese. Studiava all’Università di Chicago e lavorava come cameriere per arrotondare.

Poco più che ventenne, dalla carnagione chiara e dal fisico asciutto, aveva subito ammesso di essersi trovato da solo con Nora sul terrazzo e di aver flirtato con lei.

«Come l’è parsa Nora quella sera?»

«Annoiata.» aveva l’accento francese, «E un po’ ubriaca.»

«In che senso annoiata?» domandò Joe.

 Il ragazzo fece spallucce, «Dalla routine quotidiana. Dalla sua vita.»

Dall’autopsia era venuto fuori che Nora era incinta. Jason aveva dichiarato che voleva sposarla. Forse Nora si sentiva in trappola.

Aveva bisogno di un diversivo.

Aveva bisogno di evadere.

Joe fissò il cameriere che aveva uno sguardo imperscrutabile, decise di arrivare al punto, «Cosa c’è stato tra voi quella sera?»

«Abbiamo fumato in terrazza.» rispose il ragazzo, «Tutto qui.»

Joe lo fissò.

«Marijuana.» ammise lui, «È stata lei a offrirmela. Sembrava… che le piacessi.»

«Non aveva paura di perdere il lavoro?»

«Ne sarebbe valsa la pena.» rispose lui con lo sguardo vagamente sognante, «’Fanculo il lavoro.»

Una donna come Nora lo voleva, sarebbe stato un bell’aneddoto da raccontare agli amici l’indomani.

«Poi è arrivato Jason Krause.» raccontò Finn, «Ha iniziato a inveire contro Nora, le ha dato della puttana e io me la sono filata. Sono tornato al lavoro. Dopo qualche minuto li ho rivisti al piano di sotto, sembrava che si fossero calmati e che la situazione fosse tornata sotto controllo.» fece una pausa, «Poi ci sono state le urla. Qualcuno li aveva trovati nel vialetto, in una pozza di sangue.»

Nel prossimo capitolo

  • Joe prosegue l'indagine (0%)
    0
  • Greg si interessa al caso (33%)
    33
  • Jason inizia a ricordare (67%)
    67
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58 Commenti

  1. Episodio dopo episodio mantieni sempre la coerenza dello stile di scrittura e la padronanza dello sviluppo della trama. Brava.
    Non mi piacciono invece le opzioni che hai scelto stavolta, l’entrata in scena del pittore francese o della madre di Jason non mi sembra credibile.

  2. Dunque Giuli, l’altra volta non ho votato Greg perché la volta prima mi avevi detto di averlo messo solo per me e non volevo importelo di nuovo, ( mi dispiace tu abbia dovuto riscrivere tutto) ma stavolta voto Greg che si interessa al caso. Mi sono fatta un’idea con questo episodio, vedremo se avrò ragione. Comunque bravissima, come sempre.

  3. Io sposterei l’attenzione su Dustin!
    Molto bello questo capitolo, ogni scena è davvero ben data. Mi sono fatta un’idea.
    Ieri ho visto un film, Effetti collaterali, con Greg! Era proprio lui, pure a fare lo stesso mestiere, più o meno. Se non lo hai visto vedilo!!

  4. Greeeegggggg!!!!!
    Beh, avrei detto ricordi di Nora e d’infanzia, credo sarebbero entrambi elementi utili, ma ho votato frammenti del party, perché ho come l’impressione che si debba cominciare dalla fine. Sono molto felice dell’entrata in scena di Greg, lo avrai intuito….

  5. Ehi, che velocità! Allora domani scrivo anch’io il secondo episodio.
    Piacevole da leggere, efficace, coinvolgente. Come sempre non c’è nessuna sbavatura nei tuoi scritti.
    Pensando al tuo gusto per le ambientazioni nordamericane (cosa che peraltro a te calza bene come a nessun altro) vorrei fare entrare in scena un detective privato.

  6. Giuliiiii brava brava brava che sei arrivata e che hai pubblicato questo giallo interessantissimo. Mi sono fatta già un’idea strampalata di come potrebbero essere andate le cose ma non te ne parlo… sia mai che io abbia ragione ahahahah; ma dov’è Greg? Il mio Greg???? Comunque mi piacciono i personaggi e mi piace che lui sia mezzo rotto ma indagato… Nora sarà morta? mah… per ora preferisco ascoltare un dialogo tra lui e l’amico d’infanzia, magari si rivelano dettagli utili….

  7. Potenza di Alessandra, sei tornata anche tu. È bellissimo ritrovarti qui, come ai vecchi tempi, e in splendida forma. La tua scrittura è sempre nitida, tagliente, ti trascina subito sulla scena che descrivi. È, come sempre, uno stile chiaro ed efficace il tuo, leggibilità altissima. Brava Giulia.
    Ovviamente ti seguo. Voto per Kylie, visto che già l’hai introdotta in questo primo episodio.

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