I GIORNI D’INVERNO.

Dove eravamo rimasti?

Siamo giunti alla fine: Un'oscura verità sta per essere rilevata. (100%)

CAPITOLO 10.

Le due Elly erano identiche in tutto e per tutto, mentre invece quell’individuo somigliava a Marco solo fisicamente, infatti del suo volto si intravedeva giusto il naso e il mento, simili a quelli di Marco, ma non uguali. 
<< Allentate questi maledetti morsetti.. non sento più le mani, mi stanno bloccando la circolazione! >>
Erano morsetti che si usavano per collegare tra loro le staffe dei ponteggi. Erano corrosi dalla ruggine, probabilmente li avevano trovati nella cava.
Il pensiero di non potersi difendere in nessun modo lo terrorizzava, perciò cercò di assecondare qualsiasi follia dicessero quei malati.
Bastava inoltre che abbassasse lo sguardo per vedere il volto del neonato, con gli occhi cavati, e , pensò, se gli avessero chiesto di guardarlo, sarebbe andato con la mente in un altro posto. Guardare una cosa del genere lo avrebbe incasinato più di quanto lo fosse già. Proprio ora che stava cominciando a vivere.
L’uomo dal volto scuro spense la lampada alimentata dal gruppo elettrogeno, e le due gemelle cominciarono a disporre delle candele tutt’intorno al macabro santuario, poi le accesero.
<< E’ arrivato il momento >> disse l’ individuo. La sua voce non somigliava per niente a quella di Marco. Di uguale a lui aveva solo l’altezza e le spalle larghe.
<< Non è possibile camminare nella luce, nei giorni d’inverno, ora abbassa la testa. >> Disse con tono perentorio.
<< Va a farti fottere, coglione malato! >> Gli rispose Marco. Temeva che lo avrebbe percosso e invece il tizio si limitò a prendere Marco per i capelli ed abbassargli la testa. Marco tenne gli occhi chiusi. Le gemelle, l’una di fianco all’altra, si tenevano per mano e non parlavano.
<< Se non apri gli occhi, dovrò tagliarti le palpebre, Marco. Tu vuoi questo? >>
<< Ma perché tutto questo? Spiegami il senso di tutto questo! >>
<< Perché colui che cammina nelle tenebre ha scelto noi, ha scelto te, Emily, Elly e sua sorella gemella..Noi non possiamo far altro che obbedire, poiché facciamo parte di un piano troppo vasto per comprenderlo adessog.. ma lo comprenderemo quando ascenderemo..>>
Marco decise di prendere tempo facendo domande. Il Santone pazzo sembrava ben disposto a rispondergli.
<< Elly.. Elly ha una gemella..? Elly, mi hai preso per il culo tutto ‘sto tempo? Io provavo qualcosa per te.. come hai potuto? >>
Elly non rispondeva, in realtà sembrava che nemmeno sentisse ciò che Marco gli aveva detto.
<< Elly è legata a Serena, la sua gemella. Le loro anime sono legate. Hanno fatto tutto insieme, loro sono legate per l’eternità, e io sono il collante per unirvi tutti..>>
<< Ora guarda.>> Il tono dell’uomo ora era minaccioso. 
<< Era tutto pianificato.. fin dall’inizio.. >> disse Marco, sconcertato.
<< E’ arrivato il momento, guarda, guarda nei suoi occhi e capirai. >>
Marco fece un’ultima domanda, stavolta non per prendere tempo ma per sapere.
<< Cosa mi succederà? >>
<< La tua anima si legherà alle nostre e potremo finalmente ascendere. Mancava un’anima sola, un peccatore, e quello eri tu.>>
<< Emily Quatrana cosa cazzo c’entrava!!! Aveva solo tredici anni! >> Sbottò Marco.
<< E poi Luigi, quello che si è impiccato..spiegami ti prego, poi giuro che sarò uno di voi..>> Marco mentiva. Appena sciolto da quella morsa, gli avrebbe conficcato la pala, girata di taglio, nel cranio. Si sentiva come una belva feroce tenuta troppo a lungo in gabbia e tutte quelle stronzate…e le bugie di Elly. Era furioso. 
<< Luigi era uno di noi, ma non era degno. Non doveva stuprare Emily, doveva solo legarla e fare anche a lei l’iniziazione. Emily non era pura, e nemmeno vergine. Luigi aveva un debole per la ragazzina, così l’ha presa, ma quando ha visto che il buco della ragazzina era troppo stretto, ha dato di matto e ha cercato di allargarlo con il bastone, ma la ragazzina è morta dissanguata. Ha tolto un’anima al Signore delle Tenebre e un atto simile è alto tradimento e lui lo sapeva, così ha fatto quello che era giusto fare..>>
<< La lettera, quindi..ora lui camminerà per sempre nelle tenebre, mentre noi, quando ascenderemo, cammineremo nella luce.. >>, proseguì, sul suo volto buio si aprì un sorriso compiaciuto.
<< Elly aveva peccato poiché fornicava con la gemella, si toccavano, si penetravano a vicenda, tu ti drogavi e ti scopavi qualsiasi cosa avesse un buco, ed io.. beh, io ho ucciso mio figlio..>> Indicò il neonato morto.
Marco non poteva credere a quelle parole. Aveva fatto un figlio solo per poterlo sacrificare.
Il tizio estrasse il coltello:<< Mi costringi a tagliarti le palpebre, amico mio..>>
<< No, va bene, guarderò. >>
Alla fine abbassò la testa e guardo il volto sfigurato dell’infante, sangue raggrumato nelle orbite vuote, qualcosa di orrendo.
<< Mani in alto! >> una voce arrivò dall’entrata della stanza…

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31 Commenti

  1. Che Marco abbia sognato nei panni del Killer mi pare una bella opzione. Secondo me Marco non c’entra od almeno non c’entra coscientemente (ma quando ti fai può succedere di tutto).
    La cosa del bastone nel culo che sventra mi ha fatto schifo… ma direi che così entriamo dritti nel giallo 🙂

    La sua Opel sarà stata rubata oppure l’ha prestata a qualcuno (che l’ha prestata a…) che poi era l’assassino?

    Ciao 🙂

  2. Ciao Liuk,
    molto interessante l’inizio della storia, soprattutto mi piace il fatto che quel che racconti pare venire da esperienze reali (almeno per la parte pratica – salette prova, concerti, diaframma- della cosa, non certo per gli eccessi); ho scritto anch’io un giallo che gira intorno a un gruppo musicale e mi fa piacere leggerne uno scritto da altro autore. ti segnalo solo un refuso, nella strofa di canzone che riporti: …”and i wont hear what you say!!!” WONT. inteso come volere o come non sentirò? I testi sono tuoi?
    Aspetto il secondo capitolo e ti auguro una buona giornata.
    Alla prossima!

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