I GIORNI D’INVERNO.

Dove eravamo rimasti?

Che farà? Gli arriva una chiamata. (67%)

CAPITOLO 2.

Marco contemplava i due pezzi di cocaina, racchiusi in due sacchetti di carta velina, che teneva tra le mani. 
A quel punto  il dilemma era: in che modo farseli? Poiché la scelta di farseli o no era già stata fatta almeno dieci minuti prima.
Guardò un altro po’ i palmi aperti con i pezzi di droga e decise.
Aprì un cassetto del mobile e prese una siringa, la sciacquò bene,   diluì entrambe le dosi in pochissima acqua e aspirò il tutto, poi con la siringa centrò bene la vena e spinse tutto il contenuto all’interno.
Una calda e avvolgente sensazione di piacere assoluto salì dal basso ventre fino ai polmoni, avviluppandolo come in una nube densa e tossica allo stesso tempo. Sospirò e si lasciò cadere con le spalle sul muro, le gambe tremavano e un’energia nuova e potentissima lo riempì dai piedi alle mani. Si sentiva bene.
Rimise tutto a posto, si rivestì e uscì dal bagno, si stava avviando verso la sua cameretta, aveva in mente di cantare ” a city of hypocrisy”, la sua preferita, quella che, più di tutte, descriveva il suo rifiuto di crescere e uniformarsi alle persone comuni. Era talmente carico che l’avrebbe cantata al massimo che il suo  tono baritono gli consentiva, raschiando anche un po’ la voce per dare alla canzone un minimo di irriverenza. Gli suonò il cellulare, era Andrea.
<<Amico mio! che bella sorpresa! dove sei!>> gli disse Marco, era felice di sentire Andrea, era euforico.
<< Ciao Mà. scendi subito al bar se puoi, devo parlarti.>> gli rispose il suo amico, il cui tono era invece piatto, austero, cupo.
Cazzo, proprio ora che si era sparato una pera di cocaina e l’ultima cosa che voleva era uscire, ma era da tanto che non vedeva Andrea e inoltre  quel tono non gli era piaciuto, lo aveva insospettito, e le sue emozioni cambiarono subito, da euforico passò ad essere preoccupato.
<< Va bene, mi vesto al volo e scendo.>> gli rispose, il tuo tono di voce adesso era più piatto.
Si vesti in fretta e furia, completo nero di tuta Adidas, e scarpe consunte mimetiche Adisas.
Quando scese al bar trovò Andrea lì ad aspettarlo, il suo viso era ancora più smunto dall’ultima volta che si erano incontrati, e si reggeva in piedi a malapena, tanto che si appoggiava con una mano a un palo della luce.
<< Amico mio come stai? >> gli chiese Marco, abbracciandolo.
<< Male.>> si limitò a rispondere Andrea.
<< Hai saputo quello che è successo stanotte? >> gli domandò il suo amico con la sclerosi.
<< No, cosa?>>
<< Di là alle case popolari, giù per i prati sotto le villette, hanno trovato una ragazzina morta stanotte.>> lo sguardo di Andrea era Cupo, Austero.
 Marco istintivamente pensò subito a quel sogno in cui cercava di investire quella ragazza, e pensò a lei.
<< E’ Emily, quella ragazza che sbavava da morire per te, e che probabilmente conoscendoti te la sei fatta. L’hanno trovata buttata nel fosso sotto le case, con un bastone enorme nell’ano, talmente enorme e infilato in profondità da averla quasi sventrata.>> 
Marco era senza parole, l’euforia da cocaina cominciava a scendere lasciando il posto a depressione e debolezza.
<< Voi vi vedevate spesso? >> gli domandò Andrea.
Marco a quel punto sbottò:<< Ma come cazzo ti permetti di chiedermi certe cose? Cioè ma tu davvero pensi che io c’entri qualcosa con questa storia!?>>
<< Ti ho solo chiesto se vi vedevate e se magari ti ha raccontato di qualcosa di strano che le stava capitando, come qualcuno che la seguiva o qualcuno che le scriveva su instagram! Che ti incazzi a fare? Sei fatto vero? Hai le pupille dilatate!>> gli urlò di rimando Andrea.
Proprio in quel momento una volante della polizia sfrecciò davanti al bar, e uno dei due agenti,  si girò e vide Marco e Andrea davanti al bar. La macchina si accostò e si fermò. I due agenti un uomo e una donna, scesero e si avviarono proprio verso Marco, che incredulo li rimase a fissare. Nel frattempo tutte le persone presenti nel bar erano uscite fuori al piazzale e Marco si sentiva tutti i loro occhi puntati addosso, avrebbe voluto sotterrarsi dieci metri sotto terra.
<< Il signor Marco Fonte?>> chiese l’uomo, alto, corporatura grossa e occhi azzurri.
<< Si.. che succede? >> gli rispose Marco, basito.
<< Dobbiamo portarla in caserma per farle qualche domanda>> gli rispose l’agente.
Marco, pur di levarsi di dosso gli occhi di tutti i presenti , e quello che gli faceva più male, lo sguardo accusatorio di Andrea, sgattaiolò verso la voltante della polizia e ci si mise dentro.
L’agente uomo al volante attraversò tutta la strada principale della cittadina fino ad arrivare in caserma, quando scesero, Marco poté vedere bene l’agente donna: una bella donna, lineamenti delicati, capelli tinti rossi e rossetto rosso, dava quasi l’idea di essere una single con figli a carico.
Intanto le sue forze venivano meno, la cocaina scendeva e sentiva le gambe tremare e le sue energie scemare…..

In caserma gli viene detto che la sua auto Opel è stata vista due notti fa sotto le case popolari

  • e se marco avesse sognato nei panni del killer? (67%)
    67
  • secondo voi può c'entrare Andrea in questa vicenda? (33%)
    33
  • secondo voi c'entra qualcosa Marco? (0%)
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32 Commenti

  • Che Marco abbia sognato nei panni del Killer mi pare una bella opzione. Secondo me Marco non c’entra od almeno non c’entra coscientemente (ma quando ti fai può succedere di tutto).
    La cosa del bastone nel culo che sventra mi ha fatto schifo… ma direi che così entriamo dritti nel giallo 🙂

    La sua Opel sarà stata rubata oppure l’ha prestata a qualcuno (che l’ha prestata a…) che poi era l’assassino?

    Ciao 🙂

  • Ciao Liuk,
    molto interessante l’inizio della storia, soprattutto mi piace il fatto che quel che racconti pare venire da esperienze reali (almeno per la parte pratica – salette prova, concerti, diaframma- della cosa, non certo per gli eccessi); ho scritto anch’io un giallo che gira intorno a un gruppo musicale e mi fa piacere leggerne uno scritto da altro autore. ti segnalo solo un refuso, nella strofa di canzone che riporti: …”and i wont hear what you say!!!” WONT. inteso come volere o come non sentirò? I testi sono tuoi?
    Aspetto il secondo capitolo e ti auguro una buona giornata.
    Alla prossima!

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