I GIORNI D’INVERNO.

Dove eravamo rimasti?

Cosa vuole dirgli Elly? Che lo ha sognato, qualcuno la inseguiva e Marco l'ha salvata. (50%)

CAPITOLO 4.

Marco nemmeno si era reso conto che era sabato mattina. Elly entrò di fretta e visibilmente agitata al palazzetto insieme ad Antonio. Fuori pioveva, nemmeno di questo Marco si era reso conto. Si sentì qualcuno urlare:<< C’è quel mostro lì dentro?>>
I due non risposero, si chiusero il portone alle spalle e raggiunsero Marco alla saletta delle prove. Si sedettero vicino a lui sulla branda. Il ragazzo si sentì notevolmente confortato, protetto.
<< So già cosa vuoi dirmi>> esordì subito Marco rivolgendosi ad Elly. 
<< Ti ho sognato, eri dentro quella casa..>> rispose la ragazza.
Antonio, incredulo, intervenne:<< Vado a preparare del caffè, comunque hanno fermato altri indiziati con l’Opel uguale alla tua, non si sa il numero di targa.>>
”Indiziati”, se da una parte, il fatto che non fosse l’unico ad essere nell’occhio del ciclone lo rassicurò, dall’altra, quella parola, il fatto che lui fosse un ”indiziato” lo buttò giù ulteriormente.
<< Chi c’era dietro di te?>> le domandò.
<< Eri sempre te..stesso corpo stessi abiti, solo che non ti si vedeva in faccia, il tuo volto era buio..>>
Marco parve stravolto.
<< Cosa sta succedendo?>>
<< Io ero in pineta, quella specie di tuo alter ego mi inseguiva e ho raggiunto la casa abbandonata..poi tu mi hai aperto>>
<< La casa..quella casa..>> disse Marco a se stesso, poi rivolgendosi alla ragazza:<< Avevo sognato quella casa qualche notte prima, c’era qualcosa lì dentro, qualcosa di brutto, nel sogno mi sono fatto il segno della croce tre volte e quella cosa è schizzata via..>>
Gli occhioni azzurri di Elly si dilatarono per la paura. Era una bella ragazza, di bassa statura ma con un fisico asciutto e un bel viso. Ora, su quella branda, era tesa come una corda di violino, ma Marco sentiva che avevano qualcosa in comune… non sapeva cosa, ma percepiva la fiducia di lei verso di lui.
Tornò Antonio con i caffè e dei biscotti.
<< Chi ci abita lì dentro Antò?>> gli chiese Marco, sorseggiando il caffè e ficcandosi in bocca tre biscotti alla volta. Aveva fame, non mangiava da quasi un giorno, gli brontolava lo stomaco.
<< Quella casa è intestata a un signore di Roma, che ha la residenza qui a Fonte ma che non viene più da anni, un medico, non ci sono mai venuti nemmeno i figli a quanto ne so, ma spiegatemi, ‘sta cosa dei sogni?>>
Marco raccontò dei suoi sogni, dal primo,quando scassinava la vecchia dimora con Andrea,agli altri,nei minimi dettagli. Antonio,scettico,sentendo anche la versione di Elisa,rimase senza parole.
<< Io so che non sei tu..>> Elly poggiò una mano sulla spalla di Marco, che sentì gli occhi incendiarsi di un pianto liberatorio<<.. cioè, nel sogno, non eri tu ad inseguirmi, era il tuo corpo sì, ma c’era qualcos’altro dentro, non so spiegarti cosa, ma sei stato tu a portarmi in salvo, quello invece eri tu, e io so che non hai fatto tu quell’atrocità a quella ragazza. Ma la conoscevi?>>
Marco rimase a pensare qualche secondo a quel sogno dove si trovava sotto casa della quindicenne, e nel sogno provava la stessa sensazione, come di essere un involucro che conteneva qualcos’altro, come lo aveva descritto Elly: quello che la inseguiva era qualcun altro nel corpo di Marco. 
<< Sì..>> le rispose poi.
<< Ci aveva sentito suonare una volta, mi sembra a un concerto che facemmo all’aperto qui sotto al campetto da calcio, poca gente, ma ci divertimmo. Si era infatuata di me, penso..mi aggiunse su instagram e parlammo..a me non dispiaceva, ma era piccola, mi chiese di vederci più di qualche volta..>> i suoi occhi si riempirono di nuovo di calde lacrime,<< .. ma io ti giuro che le ho sempre detto di no, io non mi ci sono mai visto, e poi ero sempre fatto, o alle prove o a suonare in giro per Roma, e avevo altre ragazze a lei non pensavo proprio..>>
<< Io ti credo..>> gli rispose Elly. A Marco venne l’impulso di abbracciarla, e lo fece, scoppiando a piangere.
Antonio si alzò dalla branda, guardò amorevolmente i due e raccolse le tazzine vuote di caffè e il piattino dei biscotti, si diresse alla Reception per poggiare il tutto quando qualcuno bussò al portone del Palazzetto.
I due ragazzi si girarono terrorizzati verso l’entrata. La paura di Marco era che qualcuno convinto che fosse stato lui volesse linciarlo, e poi ricordava quello che gli aveva detto quel poliziotto, finito l’interrogatorio:” Ti teniamo d’occhio”. Potevano essere ancora loro, la polizia.
No, una voce flebile rispose:” Sono io” alla domanda di Antonio:” Chi è?” e Marco la riconobbe subito: era Andrea.
Antonio lo fece entrare, l’amico di Marco aveva il cappotto zuppo d’acqua e zoppicava, era peggiorato dall’ultima volta.
Si salutarono e si abbracciarono. Andrea si presentò ad Elly, che conosceva solo di vista.
<< Avete sentito?>>disse ai presenti<<Hanno trovato il colpevole, si è impiccato.>>

Chi è che si è impiccato ed è davvero lui il colpevole?

  • è il colpevole, ma ci sarà un altro omicidio (0%)
    0
  • è solo una pedina di qualcosa di molto più grande (100%)
    100
  • scopriremo chi è, ma non c'entra nulla con l'omicidio (0%)
    0
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32 Commenti

  • Che Marco abbia sognato nei panni del Killer mi pare una bella opzione. Secondo me Marco non c’entra od almeno non c’entra coscientemente (ma quando ti fai può succedere di tutto).
    La cosa del bastone nel culo che sventra mi ha fatto schifo… ma direi che così entriamo dritti nel giallo 🙂

    La sua Opel sarà stata rubata oppure l’ha prestata a qualcuno (che l’ha prestata a…) che poi era l’assassino?

    Ciao 🙂

  • Ciao Liuk,
    molto interessante l’inizio della storia, soprattutto mi piace il fatto che quel che racconti pare venire da esperienze reali (almeno per la parte pratica – salette prova, concerti, diaframma- della cosa, non certo per gli eccessi); ho scritto anch’io un giallo che gira intorno a un gruppo musicale e mi fa piacere leggerne uno scritto da altro autore. ti segnalo solo un refuso, nella strofa di canzone che riporti: …”and i wont hear what you say!!!” WONT. inteso come volere o come non sentirò? I testi sono tuoi?
    Aspetto il secondo capitolo e ti auguro una buona giornata.
    Alla prossima!

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