La straniera

Dove eravamo rimasti?

Cosa deciderà di fare Anis? Seguirà la donna bionda nel vicolo buio. (100%)

Le strade nell’ombra

Anis procedeva svelto nel vicolo retrostante la piazza, largo poco più di lui. Il percorso da seguire non lasciava spazio a dubbi: esclusi i piccoli vicoli ciechi che si affacciavano sul vicolo principale, dopo un tratto rettilineo la strada girava verso destra, poi a sinistra, e si allontanava dalla piazza per terminare verso il quartiere che ogni cittadino di Argeni evitava. Sentiva solo il rumore delle sue scarpe sui ciottoli della strada, l’unico elemento che spezzava l’angosciante silenzio di quei vicoli. Quando giunse in prossimità di alcuni scalini che scendevano verso una strada buia, dove la luce del pomeriggio trovava difficoltà a passare attraverso i vari edifici che, come un telo, nascondevano il quartiere più malfamato della città, rallentò il passo. Coraggio, pensò tra sé, coraggio; sono pur sempre nella mia città.
Un canale con acqua maleodorante, immessa da alcuni canaletti che sbucavano da delle grate nella parte bassa dei muri, divideva in due la strada principale. Anis procedeva cauto, addentrandosi sempre di più in quel quartiere, ma a parte qualche sporadico cittadino addormentato sulla strada o fermo a ridosso del muro, non vi era traccia della straniera.

«Pagheranno, pagheranno tutti. Prenderemo le loro case e mangeremo dalle loro dispense!»
Seduta su degli scalini, sotto un arco che separava la strada dal portone di una grande casa, una donna accarezzava un vecchio cane e gli parlava come se potesse capirla. Era scalza e ossuta, la pelle sporca era coperta da vesti consunte, come tante persone che si erano ritrovate a vivere lì sotto. Anis si fermò di fronte a lei, non si sentiva molto sicuro a starle vicino, ma poteva aver visto passare di lì la straniera.
«Scusi per il disturbo, ha visto passare una donna bionda da queste parti?», chiese il ragazzo.
«Perché la cerchi se hai paura?», chiese l’ossuta donna.
«Paura? Nemmeno so chi sia, mi ha soltanto incuriosito», rispose Anis cercando di non far tremare la voce.
«Hai paura, io la sento. È come un forte odore pungente che penetra nel mio naso e lo brucia. Lo brucia come brucia noi, messi da voi sul fuoco, ma ora i tempi cambieranno e voi morirete. E pagherete!»
La donna si alzò in piedi, si avvicinava minacciosa. Alla luce delle lanterne che illuminavano la strada il viso pareva giovane ma consumato. Anis tese le mani avanti per provare a calmarla, e con la coda dell’occhio vide un uomo fermarsi alla sua sinistra. Altre due persone si misero dietro il ragazzo, una di esse teneva un teschio in mano. Anis si girò e osservò le sue orbite vuote, non capiva cosa stesse succedendo, sarebbe voluto tornare a casa, ma si sentiva paralizzato, e non riusciva a distogliere lo sguardo dal teschio. La persona che lo teneva in mano, una ragazza alta e dagli occhi grandi, gli sussurrava qualcosa, e quelle parole sembravano dare al teschio un certo potere, che stava facendo sentire Anis debole e confuso.
«Sotto i colli della città ci sono i morti, gli innocenti che i vostri parenti hanno ucciso in nome di una grande menzogna, e tu ora andrai a unirti a loro», proseguì la donna.
Anis sentiva un forte fischio che gli faceva vibrare i timpani; la vista era offuscata e il corpo, debole e dolorante, era a terra. Non riusciva a gridare, a malapena riusciva a pensare, e avrebbe desiderato morire per non sentirsi come trafitto da una spada che dalla testa scendeva fino ai piedi.
Il dolore iniziò presto a svanire, e non appena riuscì a vedere nuovamente notò che le persone si stavano allontanando frettolosamente. Una mano candida e delicata comparve di fronte al suo viso; Anis seguì con lo sguardo il braccio fino al viso: era la donna bionda, la straniera, e la sua presenza sembrava illuminare quella strada buia e umida.
«Chi siete?», chiese Anis rimettendosi in piedi.
La donna non rispose, si limitò a indicargli una strada prima di allontanarsi verso la città.
«Ragazzo, non so chi tu sia ma io nemmeno morta seguirei quella direzione», disse la donna ossuta.
Anis sussultò, eppure le persone ora parevano essersi calmate.
«Cosa c’è lì? Chi è quella donna bionda? Chi siete voi e cosa mi stavate facendo?», gridò il ragazzo. «Non dovrei essere qui, non so in cosa mi stia immischiando.»
Le dita sottili della donna si strinsero sulla sua spalla, un gesto che – nelle intenzioni – avrebbe dovuto consolarlo.
«La vecchia biblioteca della città, quando questo era il cuore di Argeni. Non credo che tu sia qui per caso, forse lei sa che lì c’è qualcosa che ti riguarda.»
La donna bussò tre colpi al portone sotto l’arco, che aprendosi rivelò un largo viale coperto in alto da teli. Molte persone affollavano la strada, cittadini che mai aveva visto prima.
«Ti consiglio di fermarti a mangiare qualcosa, alla locanda posso presentarti qualcuno che potrà accompagnarti nella vecchia biblioteca», disse la donna.
«Cosa ci sarebbe di pericoloso?» chiese Anis.
Il volto della donna divenne improvvisamente serio, lo sguardo assunse una nota triste. Tirò un sospiro prima di rispondere. «La morte che non dorme.»

Quale strada dovrebbe prendere Anis?

  • Dovrebbe tornare a casa sua e dimenticare tutto. (20%)
    20
  • Dovrebbe dirigersi da solo nella vecchia biblioteca. (40%)
    40
  • Dovrebbe seguire la donna fino alla locanda. (40%)
    40
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9 Commenti

  1. dopo un capitolo così concitato direi che il povero Anis potrebbe aver bisogno di una pausa, quindi lo farei tornare a casa… Anche se ovviamente la pausa sarà solo temporanea 😬 Continuo a vedere una contaminazione con altri generi, prima la casa misteriosa e poi un qualche peccato da assolvere che ricorda la caccia alle streghe… Mi piace, mi piace!

  2. Hai presente quella sensazione, quando sai che dovresti chiudere un libro e spegnere la luce perché sono le tre di notte e l’indomani hai la sveglia alle sei, ma non riesci a interrompere la lettura e inizi un nuovo capitolo?
    Su questa piattaforma questo, purtroppo, non è possibile, ma sarebbe assolutamente il caso!

  3. Ciao! Di questo primo capitolo mi è piaciuto molto il senso di quotidianità e vita “normale” che si respira nonostante si tratti di un mondo fantasy, con i sospetti sulla straniera e la casa “stregata” che richiamano più altri generi di storie. Siccome mi piacciono le contaminazioni, anche se magari in questo caso non volute, ho apprezzato molto. Per il seguito siccome Anis ha paura della casa direi di mandarlo all’inseguimento della bionda. A presto!

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