Mercatino di Natale

Sabato 7 dicembre

Arrivarono di buon mattino. Era una giornata fredda ma tersa, il giorno prima della festa dell’Immacolata. Peccato che quest’anno caschi di domenica, aveva pensato Derek, mi perdo un giorno di vacanza. Derek aveva sette anni compiuti da poco e una spiccata curiosità per tutto ciò che è festoso, allegro, colorato e in movimento. Per questo i suoi genitori, come ogni anno, avevano accettato di accompagnarlo all’ennesimo mercatino di Natale. Quel sabato, come i due successivi, si sarebbe svolto non lontano da casa loro, in uno dei tanti paesi della nebbiosa provincia del nord. Derek era italiano, solo che aveva quel nome (quel nome straniero, come lo indicavano a scuola i compagni) perché sua madre era americana. Il padre, medico, l’aveva conosciuta durante gli anni di specializzazione negli States, vent’anni prima, quando trascorse là un periodo per un dottorato in pneumologia.

Trovarono facilmente parcheggio, nonostante il centro fosse transennato, proprio perché arrivarono presto. Claudio, il papà di Derek, pensava di cavarsela al massimo per mezzogiorno, confidando che la stanchezza e il freddo stancassero velocemente il figlio. E poi lui al pomeriggio era di turno in ospedale. Invece, dopo un’ora di camminata tra le bancarelle, Derek era ancora più vispo che mai. Appena vide il trenino poi si mise ad urlare, voleva a tutti i costi salire. Era un trenino di quelli che fanno il giro turistico nelle città dove ne vale la pena; in quel paese, non era altro che una scusa per spillare altri soldi ai genitori, pensò suo padre.

Verso le undici e mezzo, tutto sembrava compiuto secondo programma: il giro tra le bancarelle era stato fatto, due volte avanti e indietro. Il dolce (uno strudel di mele proveniente direttamente dal Trentino) era stato mangiato, soprattutto da Derek. Il giro in trenino si era concluso con il bambino che applaudiva, contento come suo padre non lo vedeva da un po’. Claudio controllò il cellulare, in cerca di eventuali messaggi dall’ospedale. Niente di niente. Mentre cercava di ricordare dove avesse lasciato l’auto, pregustando un rientro anticipato per una doccia e un pasto con calma prima del turno di servizio, ebbe un attimo di smarrimento: alzando lo sguardo dal display, ebbe come la sensazione che qualcosa intorno a lui fosse cambiato, come se il volume delle voci, della musica, dei rumori di fondo tutto intorno si fosse improvvisamente attutito. Deglutendo e scacciando quella strana sensazione, cercò con lo sguardo la moglie e il figlio, convinti di averli proprio lì, davanti a lui. Ma ciò che vide non corrispondeva a quanto si aspettava.

Jenny Simmons, la moglie americana naturalizzata italiana di Claudio Corbelli, non vedeva l’ora di andarsene da quel penoso mercatino. Cosa c’era di rilevante rispetto all’anno prima, o rispetto a una qualunque delle iniziative del genere che infestavano i paesi medio-piccoli in quel periodo? Soliti addobbi, solita merce, solito odore nauseabondo di dolci e croccante nell’aria, soliti bambini schiamazzanti, a partire da suo figlio Derek. Col marito, erano d’accordo che il pomeriggio lei sarebbe rimasta a casa col bambino, che poi il giorno dopo, domenica, non ne avrebbe voluto sapere di fare la babysitter: aveva promesso ai suoi soci che avrebbe messo mano a quel progetto per cui il loro studio di architettura aveva ricevuto un congruo anticipo e che ora, anche a causa di ciò che era successo, era stato inopinatamente accantonato. Un errore madornale, secondo Giorgio Mondovì, il senior partner dello studio. Jenny ricordava ancora quando glielo disse, con un’espressione vitrea che rendeva superflua qualsiasi risposta. Jenny avrebbe voluto mandarlo al diavolo, ma si fermò un attimo prima di dire qualcosa di cui poi avrebbe potuto pentirsi.

Scacciò quei pensieri osservando Derek che addentava l’ennesimo dolcetto. Davvero non capiva come facesse a dargliele tutte vinte. Stava per toglierglielo di mano, poi con un gesto nervoso, rivolto più che altro a sé stessa, lasciò perdere. Piuttosto secondo lei era ora di andare. Derek si sarebbe dovuto accontentare per quel sabato e per tutti quelli a venire. Lei (lei, almeno) non aveva intenzione di ritornarci, né lì né altrove. Senza contare che doveva ancora pensare ai regali di Natale e ad addobbare casa, non avrebbe certo passato un altro sabato o un’altra sola ora di un giorno qualunque in quelle condizioni. In quel momento però non poteva sapere che le cose non sarebbero andate proprio così. Più che altro, si rese conto che qualcosa non andava quando, preso per mano Derek e convintolo bruscamente a fare dietrofront, si accorse che suo marito non era più accanto a loro. Si guardò intorno allargando poco a poco il raggio di interesse. Possibile che si fosse cacciato in un bar senza dirle niente? Forse era rimasto indietro perché aveva trovato qualcuno che lo aveva fermato per un saluto…

Passata mezz’ora, Jenny dovette rassegnarsi ad una conclusione: suo marito non era più lì e non rispondeva nemmeno al telefono.

Come decide di procedere Jenny?

  • Mentre è ancora al mercatino, riceve un messaggio da uno sconosciuto (75%)
    75
  • Prende Derek per mano e gira in lungo e in largo per il mercatino, in cerca di Claudio (13%)
    13
  • Corre subito alla polizia (13%)
    13
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

5 Commenti

  1. Mi fa piacere che hai deciso di continuare il tuo racconto. Molto buono anche questo secondo episodio.
    È un peccato che tu abbia pochi lettori, ma questo dipende molto da te: su questo sito, se non fai girare il tuo nome andando a leggere e commentare i racconti degli altri, solo in pochi ti notano. Se non hai tempo, vai almeno sul racconto primo in classifica, quello che ha più lettori. Non è un mezzuccio, tranquillo.

  2. Potrebbe avere sviluppi interessanti questo primo episodio, sempre che tu abbia intenzione di proseguire.
    I commenti sul tuo stile perciò me li riservo nel caso mi darai il piacere di continuare a seguirti.
    Sembrerebbe che Claudio abbia avuto un malessere, ma vediamo di che tenore è il messaggio della sconosciuta.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi