Ri-conoscersi

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede? Beatrice accetta di fare una chiacchierata con Alessandro (100%)

Un nuovo capitolo

Forse sono imprudente, ma se è arrivato fino a qui avrà qualcosa di importante da dirmi. Anche se non so come abbia fatto a trovarmi accetto di parlargli. Nei miei movimenti così come nei miei pensieri trovo un profondo distacco. Non che io non sia più interessata a lui, ma semplicemente percepisco come io sia passata avanti. Provo una totale tenerezza, ma niente di più.
Spero tu stia bene, mi dice, e mi dispiace essere piombato qui all’improvviso senza dirti nulla.
Rimango in silenzio, fisso le mie gambe nude e l’asfalto. Aspetto che continui e che mi dica qualcosa. Il suo aspetto non è cambiato di molto. Ci sono i suoi soliti capelli, i vestiti incasinati e abbinati come capita, le scarpe rovinate che non butta da anni. Sul viso noto le occhiaie più calcate, ma non ci do peso: avrà passato qualche notte insonne.
Volevo dirti che parto e non so se ti interessa sapere ancora qualcosa di me, ma mi sembrava giusto avvisarti – il suo tono è calmo ma la voce ha un leggero tremolio – vado dall’altra parte del mondo fra una settimana.
Le mie sopracciglia si inarcano leggermente, gli occhi si aprono di più e lo guardo dritto in faccia.
Dall’altra parte del mondo?, chiedo.
Mi sembra quasi impossibile che lui abbia scelto di partire, così ancorato alle sue tradizioni e ai suoi rituali. Quando parlavamo di futuro non faceva altro che ripetermi di pensare al presente, ai nostri luoghi e ora mi sembra che si sia capovolto tutto. Che razza di scelta è? Da profonda tenerezza inizio a sentire una specie di irritazione. Avrebbe potuto prendere una posizione quando stavamo insieme ed eravamo sull’orlo del baratro e invece ci è arrivato dopo. O forse è stato proprio questo momento di rottura dalla routine che gli ha permesso di prendere coscienza di quello che non andava nella sua vita?
Sì, vado in Australia perché qui non mi sento più al mio posto – si spiega – ma non voglio che tu dica niente… mi dispiace solo per come sono finite le cose fra di noi, ma avevi ragione tu, era tutto così monotono…
Vedo che butta un’occhiata verso Amelie e rimane con lo sguardo sospeso.
Non ti ho lasciato per lei Ale, dico mettendo le mani avanti, non andava da un pezzo.
Fa un mezzo sorriso, mi guarda e poi ti guarda Amelie, ora che sei lontana.
Stareste bene insieme, ti auguro il meglio – sussurra – a presto.
Percepisco il tono della sua voce sincero e la sua mano finisce dietro l’orecchio come ogni volta che cerca di aprirsi. Arriva un abbraccio caldo e intimo, al di sopra delle mie aspettative, che scioglie ogni sentimento negativo e contrastante. Poi mi dà un fugace bacio sulla guancia e gli dico a bassa voce buona fortuna. Vorrei dirgli qualche parola in più, ma sento come un nodo alla gola che non mi permette di andare avanti. Lascio allora che queste due parole siano quelle di addio. Prima di ritornare davanti al locale mi chiede se c’è qualcosa che vorrei cancellare.
Credo sia giusto che le nostre strade si stiano dividendo – gli spiego – ma non per questo devo rinnegare quello che c’è stato fra noi… ripensando a tutta la nostra storia ne sono felice e mai la vorrei cancellare.
Lui sorride come se fosse soddisfatto della mia risposta e io penso che adesso per me si sta aprendo un nuovo capitolo. Voglio scriverlo con consapevolezza e senza ripensamenti.
Torniamo insieme verso di te, Amelie, che aspetti a schiena dritta e braccia conserte. Prima di accedersi una sigaretta e tornare da dove è arrivato, ti dice di prenderti cura di me. Lo dice con voce soffusa e tremolante che mi risuona in testa per un po’. Mi guardi confusa e gli sorridi. Questa storia è così bizzarra, mi dico. Mi avvicino al tuo viso, lo prendo fra le mani e ti guardo intensamente.
Credo di essere pronta a viverci, ti dico.
Per un secondo rimani immobile, mi guardi stranita. Poi ci baciamo senza preoccuparci delle persone attorno a noi e di tutto quello che ci potrebbe remare contro. In questo istante, Amelie, capisco che ogni tassello sta prendendo il suo posto.
Finiamo la serata al locale, chiacchiero molto con Francesca con cui mi trovo in sintonia fin da subito e fanno presto ad arrivare le tre di notte quando finalmente chiudi il pub. È incasinato, ci sono bicchieri dappertutto e il ronzio della confusione mi assorda ancora le orecchie. Sono seduta a un tavolo, con lo sguardo seguo ogni tuo movimento intento a ripulire il locale e penso che sei bellissima. Quando finisci di sistemare saluti i tuoi colleghi e arriviamo davanti alla tua moto.
Allora non devo preoccuparmi di lui?, mi chiedi.
No sta per partire e poi non siete in competizione, ti rispondo sorridendo e cercando la tua mano.
Sono le tre di notte passate e io non ho la minima voglia di tornare a casa. Vuoi venire da me?, domandi come se nulla fosse.
Non posso far altro che accettare.

Cosa succede a casa di Amelie?

  • Si addormentano insieme e il giorno dopo decidono di fare una gita fuori porta (0%)
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  • Amelie racconta della sua vita a Beatrice (50%)
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  • Passano una notte d'amore (50%)
    50
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64 Commenti

  1. La mamma, prima o poi bisogna parlarci!
    Ti vedo sempre piu padrona della situazione e proprio per questo, da lettore ti chiedo di fare un piccolo sforzo: ogni tanto lascia un attimo il ritmo didascalico del racconto, sento il bisogno di una piccola pietra di inciampo, di un cambio di passo per rilanciare l’interesse.
    Io proverei, sicuramente ti riesce, però fai come vuoi, tu sei il capo. Alla prossima, ciao🙋

    • Sono sempre ben accetti i consigli qui e visto che posso sperimentare li prendo in considerazione molto volentieri. Per questo ti chiedo cosa intendi con una pietra di inciampo, in modo che possa averne un’idea mentre butterò giù il prossimo episodio.
      Come sempre ti ringrazio per il feedback!

      • …Ciao, … pietra d’inciampo, ovviamente in senso lato, è l’interruzione volontaria o meno del ritmo e il successivo rilancio per evitare la cadenza fissa possa diventare a lungo sembrare monotona. Mi riferisco come già detto nell’altro commento al ritmo didascalico del racconto con i dialoghi riportati come frammenti di un ricordo e mai come fossero espressi in tempo reale con l’uso canonico delle caporali o equivalenti. Naturalmente, ripeto, è lo stile che tu vuoi e la storia va come decidi tu, il mio è solo un commento: leggilo, registralo e poi fai come ti pare! 😋 ciao🙋

        • Hai ragione sui dialoghi, ma credo (seppur io sia alle prime armi) che avendo cominciato con questo stile didascalico sia più coerente portarlo avanti, come se fosse una narrazione in prima persona della protagonista che dà sfogo ai suoi pensieri e in un certo modo rielabora quello che accade e le viene detto. Mi rendo però conto che questo può far diventare incasinata e forse anche noiosa la parte dei dialoghi… sono combattuta ma credo terrò fino alla fine questo stile per poi cambiarlo in una storia che magari verrà poi.

  2. In ritardo ma sono arrivato.
    Quando la tua donna ti dice “dobbiamo parlare” è sempre buia l’ora che sta arrivando.
    Personamente concordo con Bea. Se Ale non è voluto andare con lei e poi la tempesta di messaggi e chiamate… beh, io l’avrei mandato a quel paese senza tanti scrupoli. Ma vista la reazione di lui è stata senza dubbio la scelta migliore.
    Mi lascia perplesso la scelta di mettere i discorsi diretti in corsivo invece che tra virgolette. Si corre il rischio di far confusione nel capire chi sta parlando.
    Fossi in lei l’andrei a trovare subito sul posto di lavoro.

  3. Continuo ad apprezzare il tuo stile di scrittura, però ho qualche perplessità sulla gestione dei dialoghi in questo episodio. È vero che, trattandosi di un flusso di pensieri, il dialogo va bene anche nel testo (è lo stesso stile che sto sperimentando io), ma qui il botta e risposta tra la protagonista e Ale è troppo fitto per potere essere incluso nel testo. Per convenzione poi il corsivo dovrebbe essere riservato eventualmente ai pensieri (ma a me personalmente piace poco).
    Non è una critica, sia ben chiaro.

    • Hai ragione, ho trovato piuttosto complicato far incastrare la parte di dialogo che volevo sviluppare, così ho pensato fosse meglio distinguerlo con il corsivo rispetto al resto del testo per renderlo più scorrevole a chi lo legge. Forse però non è stata una buona idea… Non la prendo come una critica, anzi ti ringrazio: soltanto in questo modo posso rifletterci su e migliorarmi!

  4. Scrive ad Amelie, ormai non pensa ad altro.
    In questo capitolo mi ritrovo con uno stile che sembra più acerbo ma, guarda te, più in sintonia col personaggio narrante, che ha bisogno di crescere e fare esperienza. Sembra di leggere le pagine del suo diario.Tutto bene, continua così, la tua ragazza maturerà e tu con lei. Alla prossima, ciao🙋

  5. Ciao, buon Anno, e scusami, ero rimasta indietro!!! Ma ho recuperato e come dice Napo qui sotto, bello stile originale, avevo letto un romanzo proprio di recente di uno scrittore affermato che ha questo stile… brava. Voto per segna il numero.
    Alla prossima!

    • Grazie per aver recuperato e per il tuo feedback! ✨ In realtà sto sperimentando per la prima volta questo stile, come se fosse un flusso di pensieri e sono felice che stia riscontrando “successo” senza risultare troppo banale o caotico (soprattutto nei dialoghi)..

  6. Buon anno Giorgia.
    L’uso del tempo presenta aiuta a tenere vivo il fremito dell’innamoramento che sembra non arrivare mai a compimento.
    Questo racconto è una perenne attesa di un qualcosa che aspetti che accada mentre in realtà sta già accadendo. Brava, mi piace. Trova il modo per far sì che l’incantesimo non si rompa e sarai perfetta. Ciao🙋

    • Ti ringrazio per il feedback sempre puntuale. Hai ragione, le virgolette avrebbero aiutato ma avendo usato uno stile “flusso di pensieri” mi sembrava inadatto aggiungerle soltanto adesso al terzo episodio anche se ammetto di aver fatto un po’ di fatica anch’io a strutturare i dialoghi in questo modo. Ed è vero anche che la ragazza è distante, forse la protagonista non si rende ancora conto dei segnali che le manda e per questo appare così disinteressata.
      Spero nel prossimo episodio di migliorare sia i dialoghi, rendendoli più scorrevoli nonostante io abbia scelto di usare questa “forma” sia di tirare fuori le emozioni della ragazza.

  7. “…essere imprigionata nei suoi ritmi mi uccide…”
    “…ti comporti come se tutto intorno a te fosse fragile…”
    Ciao, queste le due perle che ho colto nel tuo nuovo capitolo. Mi e piaciuto molto, la prima parte in alcuni punti non è, a mio avviso, perfetta, ma da quando c’è il nuovo incontro la storia decolla, il tempo presente la rende viva, palpabile: come il sentimento che l’anima. Questa è una storia d’innamoramento, non c’è dubbio: complimenti, ottimo.lavoro! ciao🙋

      • Ciao, eccomi, nulla di particolare, solo un paio di cose che avrei scritto in modo diverso:
        “…messaggi che ne sono arrivati dopo”, avrei tolto
        -che ne sono-;
        “…quando non capisce le mie esigenze…”
        avrei scritto “Quando finge di non capire…”;
        “…Ennesimo concerto imsieme…”
        avrei scritto “…un altro concerto insieme…”.
        Come vedi niente di che, è il mio punto di vista, cestina tutto se vuoi, l’autore sei tu, e brava!
        p.s.: Molti motociclisti tengono un secondo casco nel bauletto.😉 ciao🙋

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