Sopravvissuto

Dove eravamo rimasti?

Nell'ultimo capitolo ci sarà un salto temporale. Di quanto andremo avanti? Tre mesi (67%)

Continuare a vivere.

-Signorina, è il suo turno-
La voce della guardia riecheggia all’ interno della mia mente come se stessi ascoltando una playlist con l’utilizzo di un paio di cuffiette, magari una di quelle canzoni che Leonardo era solito far partire quando ci trovavamo in macchina insieme.
Sono riuscita ad arrendermi all’idea che lui non ci sia più? No.
Sapevo che fosse sbagliato rimanere focalizzati su un singolo evento? Sì, o almeno è quello che mi ripete la psicologa che sta seguendo il mio caso durante le nostre interminabili sedute.
Proprio quando sto per sollevarmi dal divano sul quale mi trovo, mille dubbi iniziano ad affliggere la mia -ancora- debole persona: riuscirò a portare a termine la mia testimonianza senza intoppi? Lo spero.
Mentalmente conto i passi che mi separano dall’aula all’interno della quale si terrà a breve il processo ai danni di mio cugino; a venticinque mi trovo davanti la porta chiusa.
Non ho ancora perdonato Matteo per ciò che ha fatto, nonostante non possa negare l’evidenza: nelle nostre vene scorre lo stesso sangue.
Che strana la vita: ti regala una persona, ti fa trascorrere del tempo con lei e poi, in un attimo, te la porta via senza farsi troppi scrupoli.
All’interno dell’aula percepisco gli sguardi di tutti i presenti -compresi i miei genitori e Matteo- su di me, ma riesco ad arrivare al mio posto.
In questo momento sono seduta al banco dei testimoni, con i miei mille dubbi a farmi compagnia.
Ma non posso arrendermi, non adesso che sto per dare giustizia a una persona che -purtroppo- non c’è più.
Ma Leonardo avrebbe veramente voluto questo?
Cosa avrebbe pensato se mi avesse vista contro mio cugino, suo migliore amico e assassino?
Lui teneva molto alla famiglia, ma so -o almeno spero- di star facendo la cosa giusta.
Non riesco a guardare negli occhi Matteo, in quanto non posso ancora credere di non averlo mai conosciuto così bene come credevo.
Può qualcuno ingannarci per così tanti anni? A quanto pare sì, ciò è possibile.
Sento che le forze stanno per abbandonarmi, ma non posso permettermi il lusso di andare via.
Continuo a ripetermi che debba farlo, ma tutto diventa vano quando rivolgo lo sguardo verso mio cugino: dopo la mia denuncia è stato arrestato, ma proprio non riesco più a riconoscerlo: è visibilmente deperito e i suoi capelli -i quali avevano una lunghezza non indifferente già da prima del suo arresto- sono diventati molti più lunghi rispetto a come ricordassi io.
Potrei fare l’ipocrita e dire che mi dispiaccia molto, ma la cosa che odio di più è l’incoerenza: non posso far finta che mi interessi ancora qualcosa di lui, di mio cugino, del mio primo migliore amico, dell’assassino di Leonardo.
Ecco, è così che lo vedo da tre mesi a questa parte: lui ha ucciso la persona che più amavo, e nulla potrà mai sostituirsi all’odio che provo.
Ma come si fa a capire quando il livello dell’odio abbia raggiunto il limite massimo?
Ma soprattutto: esiste un livello massimo per l’odio?
Una volta un personaggio della mia serie televisiva preferita disse che odiare gli costasse troppa fatica e che lo facesse solo in casi strettamente eccezionali; adesso: era un caso “strettamente eccezionale” provare quel sentimento nei confronti di una persona che era parte integrante della mia vita?
Adesso non ho tempo per poter dare una risposta a tutte quelle domande che tormentano la mia mente, in quanto il giudice che dovrà decretare la sentenza che cambierà per sempre la vita di Matteo è appena entrato.
Ecco, il giudice inizia a farmi tutte le domande del caso.
Prima che io possa rendermene totalmente conto, quelle domande ebbero termine.
Cosa ho risposto?
Non ricordo.
È questo ciò che accade a tutte quelle persone che si trovano all’interno di un tribunale in qualità di testimoni?
Una cosa posso affermarla con certezza: sono sicura che Leonardo sia rimasto sempre lì con me, in quanto non sarei mai riuscita a reggere senza il suo aiuto.
Un altro particolare riecheggerà per sempre all’interno della mia memoria: ho percepito un soffio di vento sfiorarmi la pelle, ma la cosa strana è che ciò fosse impossibile, dal momento che la porta principale della sala è rimasta costantemente chiusa.
E proprio all’interno di quell’aula di tribunale la vita di Matteo è cambiata radicalmente, in quanto è stato condannato a sei anni per omicidio stradale.
So che sia difficile da credere, ma io non sono riuscita a provare nessuna pena per lui: aveva sbagliato e doveva pagare.
Adesso devo solo imparare a continuare a vivere, dal momento che questo sarebbe stato il desiderio più grande di Leonardo.
Ciao Leo, ricordati di me.

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67 Commenti

  1. Il cerchio si è chiuso nel migliore dei modi, sia per la storia che per come è stata scritta.
    Siccome sai che non mi piace lasciarti senza fare almeno un appunto 🤣 ti segnalo la scelta dei trattini. Forse mi sbaglio, ma credo che finora non li avessi mai usati. Se è così non conviene cambiare stile in corso d’opera. Se hai iniziato usando esclusivamente la punteggiatura, fallo fine alla fine.
    Poi non posso che farti i complimenti ed esortarti a continuare. La stoffa c’è. Curale con dedizione.
    Alla prossima storia

  2. Mi spiace essere arrivata tardi su questa storia.
    Ho letto i commenti e i suggerimenti che ti hanno dato e sono d’accordo. Aggiungo che una buona rilettura prima di pubblicare ti evita errori grossolani come per esempio in questo capitolo “ai quelli” invece di “ai quali”. Capita spesso , anche a me, che mi sfuggano delle imprecisioni o errori di battitura, per questo ti consiglio di rileggerti.
    In ogni caso hai scritto una bella storia!!! Spero di poter esserci sin dall’inizio alla tua prossima.
    Intanto ci vediamo al finale di questa!

  3. Bentornata. Spero stai reagendo bene a questa brutta storia che ci è capitata.
    La tua scrittura diventa sempre più fluida e scorrevole, scegli parole che hanno anche un suono, e questo è importante. Ti consiglio di esercitarti a non dire niente di più di quanto necessario. Al lettore piace immaginare la scena senza che tu lo imbocchi, come se non fosse capace di farlo da solo. Per esempio quando hai detto del cellulare che suona nel giubbotto. Chiaro che lo aveva indosso, dove altrimenti.
    E anche la rivelazione fatta dal ragazzo che accusa il cugino. Esercitati a farle capire le cose, senza dirle direttamente.
    Ho votato per affrontarlo direttamente. Mi sembra una caratteristica della protagonista.
    Se ti va, dai un’occhiata al sito del mio profilo.
    Alla prossima

  4. Gran bel racconto, mi sta piacendo molto! Mi ha colpito la tragicità della storia e il modo in cui la protagonista reagisce agli eventi, con dolore ma anche con una certa maturità. Lo stile di scrittura anche mi piace molto, sebbene ogni tanto ci siano refusi o un po’ troppi giri di parole per esprimere certi concetti, ma quest’ultimo aspetto è semplicemente un mio gusto personale. L’unico passaggio che non ho apprezzato è quello del dialogo con la psicologa, che ho trovato abbastanza macchinoso, ma ripeto che per il resto il racconto mi piace! Voto anch’io per la madre.

    • Ciao Lorenzo, grazie mille per aver speso un po’ del tuo tempo legggendo la mia storia.
      Il tuo commento mi ha fatto davvero molto piacere, e sono contenta che i capitoli ti siano piaciuti; per quanto riguarda lo stile, mi sto impegnando per migliorarlo: ho ancora moltissimo da imparare, e ne sono consapevole.
      Spero che la storia continui a piacerti!.

  5. Bel capitolo. Fin ora ti ho seguito senza commentare. È una bella storia, soprattutto questo capitolo si vede che lo hai sentito parecchio. Troviamo il lato positivo nella tragedia reale che stiamo vivendo: prova a scrivere di getto e poi revisionare con attenzione il tutto, migliorandolo più che puoi.
    Aspetto il resto

  6. Ciao,
    ho scelto il cimitero, tanto per restare nel dialogo interiore della ragazza e vedere quanto abbia bisogno di uno psicologo.

    Attenzione alle ripetizioni, tieni a portata brower un dizionario dei sinonimi e contrari e quando correggi sostituisci le ripetizioni.
    Ad esempio hai usato “tenermi” 3 volte in 4 righe e “qualcosa” 2 volte nella stessa riga.
    Vedrai che migliorerà anche la leggibilità.

    Altra cosa:
    Se un personaggio ha una domanda o la fa attaverso un dialogo o se la fa inconsciamente, tutte e due insieme sta un po’ male. Riga 4 e 5, scegliendo una delle 2 avresti avuto caratteri in più da sfruttare.
    Attendo il prossimo capitolo.

  7. Ciao,
    ho scelto la seconda. È la più logica.

    Attenzione a questo:
    -Ricordo i fari di un’auto che ci veniva contro la nostra-

    Non è proprio bello da leggere, è dialettale, è meglio “che veniva contro la nostra” oppure ancora meglio “che ci veniva contro”

    Ancora troppi “non” consecutivi, ma è una questione di esercizio, migliorerai sicuramente.
    Aspetto il prossimo capitolo.

  8. Ciao, mi unisco ad altri per incitarti a continuare a scrivere, e leggere per migliorare il tuo stile, ancora acerbo. Per quanto mi riguarda forse avrai tralasciato qui la parte riguardante l’ipotetico problema fra i genitori, a meno che sia importante per il proseguo della storia. Il capitolo è già carico di dolore e tristezza per la morte di Leo. Ma è solo il mio parere, eh?
    Brava, continua così.

  9. Ciao, hai usato troppo spesso frasi con la negazione “NON”.
    La prossima cinta prova a farle in modo diverso.
    Abbiamo appreso che Leonardo è morto, invece di dedicare il prossimo capitolo al momento io l’avrei fatto in questo. È un mio punto di vista, non è una regola.
    Attendo il prossimo capitolo.

  10. Questa può essere la palestra giusta per allenarti a scrivere, ma devi fare tesoro dei suggerimenti degli altri e lasciare da parte i commenti che sono solo adulatori. Appena puoi leggi qualche testo di tecnica di scrittura creativa, anche se – devo dire – stai gestendo molto bene il narratore in prima persona. Attenta ai refusi, avevi fretta di pubblicare?

  11. Ciao, prima di pubblicare ti consiglio di rileggere più e più volte a caccia di refusi, are esempio c’è buoi al posto di bui.
    Capita, non c’è nessun problema.
    Un altro consiglio è di leggere qualcosa sulla scrittura creativa.
    Attendo il terzo capitolo.

  12. Ciao Rossella il mio commento ricalca quello di Napo.
    Ti faccio i miei auguri e ti do un solo consiglio, anzi due, il primo vale per tutti ma soprattutto per chi vuole scrivere: si deve leggere, è un imperativo, è la scuola più importante e non si può relegare in un angolino di tempo libero; il secondo è di rileggere sempre ad alta voce lo scritto: emergeranno tutte le imperfezioni come delle vere e proprie stonature. Buon anno e al prossimo capitolo🙋 ciao

  13. È bello che una ragazza di sedici anni abbia la passione per la scrittura.
    Certo lo stile è acerbo anche se il tema è ‘maturo’. Continuare a scrivere può solo farti bene, l’importante è che tu legga tanto.
    Comunque l’inizio è promettente.
    Auguri a tutto tondo.

    • Ciao, mi fa piacere che sia passato.
      Ho iniziato a scrivere su TI anche per migliorare il mio stile: so di avere ancora tanto da imparare!
      Purtroppo in questo periodo non ho abbastanza tempo per leggere (causa impegni scolastici), ma quando riuscirò a ritagliarmi una spazio lo farò senz’altro.
      Spero che continuerai a seguirmi.
      A presto.

  14. L’inizio è interessante e ho scelto Leonardo come migliore amico.
    Solo un piccolo appunto: i dialoghi prevedono normalmente l’uso dei caporali («») (ALT+0171 e ALT+0187), che racchiudono il dialogo, o il trattino lungo (—) (ALT+0151) all’inizio del dialogo.
    Le virgolette indicano i pensieri.
    Non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo.

    • Ciao, grazie per essere passato e grazie per i complimenti (che fanno sempre molto piacere).
      Per quanto riguarda l’ambietazione realistica, devo ammettermi di essermi un po’ ispirata alla stanza ospedaliera nella quale mi trovavo a seguito di un’operazione (una semplice appendicite, niente di tanto grave), anche se, ovviamente, anche la fantasia e l’ispirazione hanno fatto il loro gioco.
      Grazie se vorrai continuare a seguirmi; spero di non deluderti.
      A presto.

  15. Ciao, un tema,scelto da te, all’ordine del giorno.
    Non so se è la cronaca di questi giorni ad ispirarti, a spingerti a raccontarlo, ma mi interessa il punto di vista di un giovane che partecipa al dibattito da una barella, con le sue paure. Noi almeno finora, (facciamo gli scongiuri), mai direttamente coinvolti in certi drammi, ci siamo mai chiesti cosa pensano i protagonisti ( a sedici, vent’anni) di certi fattacci? Ti sei presa una bella gatta da pelare cara Rossella, auguri! 🙋

    • Ciao, grazie per aver letto questo Incipit.
      Ormai credo si sia capito che le cose semplici non le ami e non facciano per me😅A dirti la verità non sono stata ispirata da nessun episodio recente di cronaca, ma volevo provare a raccontare questi episodi, di cui i “grandi” parlano tanto, dal punto di vista di un giovane (avendo anch’io la stessa età della protagonista)
      Per quando riguarda le paure della protagonista mi sono “ispirata”, se così si può dire, a quelle che ho provato io quest’estate durante un ricovero in ospedale (niente di che, solo una semplice operazione per togliere l’appendice)… non saranno mai le stesse, ma ho cercato di riprodurle; spero di esserci riuscita.
      Spero che continuerai a seguirmi. Alla prossima.

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