Sopravvissuto

Dove eravamo rimasti?

Prima di scoprire cosa sia successo a Leonardo, chi è lui per Bianca? Il migliore amico (60%)

Leonardo

Sarebbe riduttivo dire che io Leonardo fossimo migliori amici: io e lui eravamo confidenti, sostenitori, fratelli; eravamo tutto ciò che si potesse desiderare.
Ci incontrammo per la prima volta un anno fa al concerto del nostro cantante preferito, quando avevamo rispettivamente quindici e diciassette anni.
-Anche tu sei venuta da sola?- mi chiese prima che iniziasse lo spettacolo
-No, ma le mie amiche hanno il potere dell’invisibilità e non possono essere viste da nessuno-
-Ti hanno mai detto che hai proprio un bel caretterino?-
-Praticamente tutti i giorni- gli risposi prima di andare via.
“Perché tutti i casi umani capitano proprio a me?” pensavo mentre mi allontanavo: il mio fidanzato mi aveva lasciata da poco, e in quel momento per me ogni essere umano di sesso maschile era da evitare a tutti i costi, fosse stato anche il mio futuro principe azzurro.
Alcuni giorni dopo, accendendo il cellulare e entrando sul mio profilo Facebook, trovai una richiesta d’amicizia proprio da parte di quel ragazzo
-Ma proprio non riesci ad arrenderti?- gli scrissi dopo averla accettata
-Non conosco il significato dell’ultima parola, potresti spiegarmelo?- mi rispose dopo pochi minuti, inserendo alla fine della frase l’emoticon di una faccina sorridente.
Odiavo quel tipo di comportamento.
Lo bloccai senza neanche chiedergli nè come avesse fatto a trovarmi, nè perché mi avesse cercata.
Dopo quell’evento continuai a trascorrere regolarmente la mia vita, dividendomi tra studio, uscite con gli amici, allenamenti e scuola, la quale mi stava, giorno dopo giorno, sempre più stretta.
Tutto filò liscio fino al diciottesimo compleanno di Matteo, mio cugino: lì, con mia grande sorpresa, incontrai nuovamente il ragazzo del concerto, che scoprii essere un amico di mio cugino; potete immaginare la mia faccia quando Matteo si avvicinò per presentarci!.
-Il destino vuole farci incontrare per forza- mi disse lui scoppiando a ridere quando restammo soli.
Trascorremmo il resto della serata a ballare e a parlare, parlare di tutto ciò che ci passava per la testa: gli studi, i sogni nel cassetto, le aspettative per il nostro futuro, i nostri problemi, i nostri rimpianti; prima di andare via ci scambiammo i numeri telefonici: se il destino voleva così tanto farci incontrare, tanto valeva assecondarlo.
Non potevo ancora sapere che Leo, a partire da quel giorno, sarebbe diventato il mio migliore amico, la persona che mi ha sempre sostenuto e aiutata a superare i momenti difficili che la vita, a volte, ti costringe ad affrontare.
La maggior parte delle persone ritiene, in modo del tutto errato, che le amicizie, quelle vere, abbiano bisogno di tempo per crescere e diventare sempre più solide; io e Leo, invece, siamo la prova tangibile che le amicizie, come l’amore, possano anche nascere da un sentimento di disprezzo, che poi diventerà bisogno l’uno dell’altro.
Leo, come ho già detto prima, mi era sempre stato accanto durante i periodi più buoi della mia vita, nonostante mi conoscesse da relativamente poco tempo.
L’esempio più significativo che mi viene in mente accadde pochi mesi dopo il nostro secondo incontro, quando già avevamo stretto un legame molto speciale: stavo avendo dei problemi in ambito scolastico, e credevo che il modo più semplice per eliminarli fosse iniziare a fumare; un giorno lui notó un pacchetto di sigarette all’interno della mia borsa
-Dimmi che non sono tue- non sopportava vedere come la gente si “rovinasse la vita, come diceva lui.
Fu solo grazie a lui e al suo aiuto che smisi di allentare la pressione in quel modo, che solo dopo capii essere sbagliato.
Anche quella sera mi aveva aiutata: sapeva che i miei genitori, impegnati com’erano a causa del loro lavoro, non avrebbero potuto accompagnarmi, e lui si era offerto di farmi da autista
-Non sopporto di vederti con il broncio- mi disse quando gli chiesi il motivo per il quale volesse aiutarmi
-Può accompagnarmi anche Matteo-
-Sono o non sono il tuo migliore amico?- ribadì sorridendomi
Prima di incontrare Leo non credevo che potesse esistere l’amicizia tra uomo e donna, ma dopo dovetti ricredermi: l’amicizia tra i due sessi esisteva, ed era qualcosa di bellissimo.
Ma adesso io mi trovavo in quella stanza d’ospedale, e al mio fianco non avevo lui
-Dov’è Leo?- chiesi nuovamente, questa volta più determinatamente.

Purtroppo Leonardo è morto. Chi darà la notizia a Bianca?

  • Lo scoprirà da sola (38%)
    38
  • Il medico (25%)
    25
  • I suoi genitori (38%)
    38
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62 Commenti

  1. Bentornata. Spero stai reagendo bene a questa brutta storia che ci è capitata.
    La tua scrittura diventa sempre più fluida e scorrevole, scegli parole che hanno anche un suono, e questo è importante. Ti consiglio di esercitarti a non dire niente di più di quanto necessario. Al lettore piace immaginare la scena senza che tu lo imbocchi, come se non fosse capace di farlo da solo. Per esempio quando hai detto del cellulare che suona nel giubbotto. Chiaro che lo aveva indosso, dove altrimenti.
    E anche la rivelazione fatta dal ragazzo che accusa il cugino. Esercitati a farle capire le cose, senza dirle direttamente.
    Ho votato per affrontarlo direttamente. Mi sembra una caratteristica della protagonista.
    Se ti va, dai un’occhiata al sito del mio profilo.
    Alla prossima

    • Ciao, mi sono un po’ fatta atttendere (la scuola online è quasi peggio di quella normale😅), ma spero ne sia valsa la pena.
      Ti ringrazio moltissimo per i consigli, spero di riuscire a metterli in pratica dal prossimo capitolo.
      Grazie mille per continuare a seguire la storia; alla prossima!

  2. Gran bel racconto, mi sta piacendo molto! Mi ha colpito la tragicità della storia e il modo in cui la protagonista reagisce agli eventi, con dolore ma anche con una certa maturità. Lo stile di scrittura anche mi piace molto, sebbene ogni tanto ci siano refusi o un po’ troppi giri di parole per esprimere certi concetti, ma quest’ultimo aspetto è semplicemente un mio gusto personale. L’unico passaggio che non ho apprezzato è quello del dialogo con la psicologa, che ho trovato abbastanza macchinoso, ma ripeto che per il resto il racconto mi piace! Voto anch’io per la madre.

    • Ciao Lorenzo, grazie mille per aver speso un po’ del tuo tempo legggendo la mia storia.
      Il tuo commento mi ha fatto davvero molto piacere, e sono contenta che i capitoli ti siano piaciuti; per quanto riguarda lo stile, mi sto impegnando per migliorarlo: ho ancora moltissimo da imparare, e ne sono consapevole.
      Spero che la storia continui a piacerti!.

  3. Bel capitolo. Fin ora ti ho seguito senza commentare. È una bella storia, soprattutto questo capitolo si vede che lo hai sentito parecchio. Troviamo il lato positivo nella tragedia reale che stiamo vivendo: prova a scrivere di getto e poi revisionare con attenzione il tutto, migliorandolo più che puoi.
    Aspetto il resto

  4. Ciao,
    ho scelto il cimitero, tanto per restare nel dialogo interiore della ragazza e vedere quanto abbia bisogno di uno psicologo.

    Attenzione alle ripetizioni, tieni a portata brower un dizionario dei sinonimi e contrari e quando correggi sostituisci le ripetizioni.
    Ad esempio hai usato “tenermi” 3 volte in 4 righe e “qualcosa” 2 volte nella stessa riga.
    Vedrai che migliorerà anche la leggibilità.

    Altra cosa:
    Se un personaggio ha una domanda o la fa attaverso un dialogo o se la fa inconsciamente, tutte e due insieme sta un po’ male. Riga 4 e 5, scegliendo una delle 2 avresti avuto caratteri in più da sfruttare.
    Attendo il prossimo capitolo.

  5. Ciao,
    ho scelto la seconda. È la più logica.

    Attenzione a questo:
    -Ricordo i fari di un’auto che ci veniva contro la nostra-

    Non è proprio bello da leggere, è dialettale, è meglio “che veniva contro la nostra” oppure ancora meglio “che ci veniva contro”

    Ancora troppi “non” consecutivi, ma è una questione di esercizio, migliorerai sicuramente.
    Aspetto il prossimo capitolo.

  6. Ciao, mi unisco ad altri per incitarti a continuare a scrivere, e leggere per migliorare il tuo stile, ancora acerbo. Per quanto mi riguarda forse avrai tralasciato qui la parte riguardante l’ipotetico problema fra i genitori, a meno che sia importante per il proseguo della storia. Il capitolo è già carico di dolore e tristezza per la morte di Leo. Ma è solo il mio parere, eh?
    Brava, continua così.

  7. Ciao, hai usato troppo spesso frasi con la negazione “NON”.
    La prossima cinta prova a farle in modo diverso.
    Abbiamo appreso che Leonardo è morto, invece di dedicare il prossimo capitolo al momento io l’avrei fatto in questo. È un mio punto di vista, non è una regola.
    Attendo il prossimo capitolo.

  8. Questa può essere la palestra giusta per allenarti a scrivere, ma devi fare tesoro dei suggerimenti degli altri e lasciare da parte i commenti che sono solo adulatori. Appena puoi leggi qualche testo di tecnica di scrittura creativa, anche se – devo dire – stai gestendo molto bene il narratore in prima persona. Attenta ai refusi, avevi fretta di pubblicare?

  9. Ciao, prima di pubblicare ti consiglio di rileggere più e più volte a caccia di refusi, are esempio c’è buoi al posto di bui.
    Capita, non c’è nessun problema.
    Un altro consiglio è di leggere qualcosa sulla scrittura creativa.
    Attendo il terzo capitolo.

  10. Ciao Rossella il mio commento ricalca quello di Napo.
    Ti faccio i miei auguri e ti do un solo consiglio, anzi due, il primo vale per tutti ma soprattutto per chi vuole scrivere: si deve leggere, è un imperativo, è la scuola più importante e non si può relegare in un angolino di tempo libero; il secondo è di rileggere sempre ad alta voce lo scritto: emergeranno tutte le imperfezioni come delle vere e proprie stonature. Buon anno e al prossimo capitolo🙋 ciao

  11. È bello che una ragazza di sedici anni abbia la passione per la scrittura.
    Certo lo stile è acerbo anche se il tema è ‘maturo’. Continuare a scrivere può solo farti bene, l’importante è che tu legga tanto.
    Comunque l’inizio è promettente.
    Auguri a tutto tondo.

    • Ciao, mi fa piacere che sia passato.
      Ho iniziato a scrivere su TI anche per migliorare il mio stile: so di avere ancora tanto da imparare!
      Purtroppo in questo periodo non ho abbastanza tempo per leggere (causa impegni scolastici), ma quando riuscirò a ritagliarmi una spazio lo farò senz’altro.
      Spero che continuerai a seguirmi.
      A presto.

  12. L’inizio è interessante e ho scelto Leonardo come migliore amico.
    Solo un piccolo appunto: i dialoghi prevedono normalmente l’uso dei caporali («») (ALT+0171 e ALT+0187), che racchiudono il dialogo, o il trattino lungo (—) (ALT+0151) all’inizio del dialogo.
    Le virgolette indicano i pensieri.
    Non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo.

    • Ciao, ti ringrazio di essere passato.
      Ogni volta che scrivo qualcosa mi riprometto di non utilizzare le virgolette durante i dialoghi, ma ogni volta me ne dimentico!
      Comunque grazie per avermelo fatto notare, cercherò di stare più attenta.
      Sono contenta che ti sia piaciuto; alla prossima.

    • Ciao, grazie per essere passato e grazie per i complimenti (che fanno sempre molto piacere).
      Per quanto riguarda l’ambietazione realistica, devo ammettermi di essermi un po’ ispirata alla stanza ospedaliera nella quale mi trovavo a seguito di un’operazione (una semplice appendicite, niente di tanto grave), anche se, ovviamente, anche la fantasia e l’ispirazione hanno fatto il loro gioco.
      Grazie se vorrai continuare a seguirmi; spero di non deluderti.
      A presto.

  13. Ciao, un tema,scelto da te, all’ordine del giorno.
    Non so se è la cronaca di questi giorni ad ispirarti, a spingerti a raccontarlo, ma mi interessa il punto di vista di un giovane che partecipa al dibattito da una barella, con le sue paure. Noi almeno finora, (facciamo gli scongiuri), mai direttamente coinvolti in certi drammi, ci siamo mai chiesti cosa pensano i protagonisti ( a sedici, vent’anni) di certi fattacci? Ti sei presa una bella gatta da pelare cara Rossella, auguri! 🙋

    • Ciao, grazie per aver letto questo Incipit.
      Ormai credo si sia capito che le cose semplici non le ami e non facciano per me😅A dirti la verità non sono stata ispirata da nessun episodio recente di cronaca, ma volevo provare a raccontare questi episodi, di cui i “grandi” parlano tanto, dal punto di vista di un giovane (avendo anch’io la stessa età della protagonista)
      Per quando riguarda le paure della protagonista mi sono “ispirata”, se così si può dire, a quelle che ho provato io quest’estate durante un ricovero in ospedale (niente di che, solo una semplice operazione per togliere l’appendice)… non saranno mai le stesse, ma ho cercato di riprodurle; spero di esserci riuscita.
      Spero che continuerai a seguirmi. Alla prossima.

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