Sopravvissuto

Dove eravamo rimasti?

Purtroppo Leonardo è morto. Chi darà la notizia a Bianca? I suoi genitori (38%)

La scoperta

Vidi mio padre prendere la mano di mia madre e stringerla forte.
Da quando tempo non lo facevano, da quando tempo non si tenevano più per mano?
L’ultima volta è stata così tanto tempo fa che, anche se mi sforzassi, non la ricorderei sicuramente.
Il rapporto tra i miei genitori non è dei più belli, anzi: a causa dei loro rispettivi lavori non riescono a vedersi spesso e a trascorrere molto tempo insieme, e ciò li ha pian piano allontanati, rompendo irrimediabilmente il legame che li univa.
Ma non è stato sempre così: quando ero piccola eravamo una famiglia felice, ma poi qualcosa è cambiato, troppo velocemente affinché potessi accorgermene; affinché tutti noi potessimo accorgercene e far qualcosa per cercare di evitare ciò che sarebbe inevitabilmente accaduto.
I miei genitori avevano sul viso un’espressione di dolore, la stessa che aveva sul volto il medico, nonostante quest’ultimo cercasse in tutti i modi di nasconderla: crescendo avevo acquisito l’abilità di capire le persone e le loro emozioni, nonostante non le conoscessi bene o, addirittura, non le conoscessi affatto; non mi sfugge nulla, nessun dettaglio, e molto raramente mi sbaglio.
Il mio sguardo era sempre rivolto alle mani intrecciate dei miei genitori, a quel gesto che mai mi sarei aspettata da loro: non riuscivo a togliermi dalla testa l’idea che ciò fosse un presagio negativo, molto negativo.
-Leonardo non è qui- disse mio padre prendendo la parola, dopo aver fatto un profondo respiro
-Questo riesco a vederlo da me-; adesso che il dolore era diminuito, potevo finalmente formulare frasi di senso compiuto.
Inizialmente pensai che Leo fosse stato trasferito in un altro ospedale, magari in una struttura fuori dalla mia città, a causa delle sue condizioni cliniche, o che fosse già stato dimesso in quanto non avesse riportato danni gravi dall’incidente; purtroppo queste mie convinzioni vennero subito spazzate via da mio padre
-Leonardo è…- cercò le parole giuste per dirmelo, ma i suoi occhi parlarono per lui: le lacrime che gli rigavano il volto mi fecero capire tutto: Leonardo, l’unica persona che avrei voluto avere per sempre al mio fianco, non c’era più, era morto.
-È impossibile, non può essere vero- continuavo a dire, mentre i miei occhi diventavano rossi e gonfi a causa delle lacrime che si stavano preparando a uscire e il cuore minacciava di rompersi da un momento all’altro -o forse si era già spezzato?-.
Improvvisamente mi mancò il respiro, come se l’aria all’interno della stanza si fosse del tutto esaurita.
Ansimando portai una mano al petto, mentre le lacrime avevano già iniziato a scendere sul mio viso.
Non potevo credere che Leonardo fosse morto: non poteva veramente avermi lasciata sola, non poteva essere andato via senza prima avermi salutata; mi tornò in mente una frase che mi disse pochi mesi dopo il consolidamento della nostra amicizia “Sono con te sempre, anche quando non mi vedi”; ripensando a quelle parole a mente fredda, esse mi sembrarono essere quasi una sorta di premonizione, come se Leonardo mi avesse preannunciato ciò che gli sarebbe accaduto.
Poi, d’un tratto, non sentii nè vidi più nulla.
Non so dopo quanto tempo mi risvegliai, ma mi trovavo ancora in ospedale.
All’inizio pensai che tutto fosse stato solo un brutto sogno dovuto ai farmaci, ma non mi ci volle molto per ricordare.
-Ti abbiamo dato un calmante- mi disse un medico -Forse ti sentirai un po’ debole-
“Un po’ debole” era nulla in confronto a come mi sentivo veramente: era come se stessi vivendo la vita di un’altra persona, una vita che non mi apparteneva; sapevo di dovermene fare una ragione, ma proprio non ci riuscivo.
Mi aspettavo che da un momento all’altro entrasse Leonardo dicendomi, con il suo solito sorriso, che tutto fosse stato uno scherzo; io sicuramente non gli avrei parlato per un po’ di tempo, ma poi avremmo fatto pace, come accadeva sempre.
Adesso che Leonardo non c’era più, cosa ne sarebbe stato di me? Chi sarebbe stato con me nei momenti del bisogno, chi mi avrebbe sostenuta?
Sicuramente non Leonardo, non più.
Davo la colpa della sua morte a tutti, anche ai miei genitori; arrivai a prendermela perfino con Dio, che mi aveva tolto l’unica persona a cui volevo veramente bene: non avevo già sofferto abbastanza secondo lui?.
Pian piano la rabbia lasciò spazio alla tristezza e alla rassegnazione: non potevo cambiare il corso degli eventi, dovevo arrendermi.
“Leo, ovunque tu sia adesso, sappi che mi manchi” continuavo a dirmi, sperando che quelle parole arrivassero fino a lui, affinché sapesse che non lo avrei mai dimenticato.

Nel prossimo episodio scopriremo altri dettagli dell'incidente. Intanto, quando è successo?

  • Dopo il compleanno di un loro amico comune (0%)
    0
  • Dopo il compleanno di Leonardo (60%)
    60
  • Dopo una festa in discoteca (40%)
    40
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38 Commenti

  1. Ciao,
    ho scelto il cimitero, tanto per restare nel dialogo interiore della ragazza e vedere quanto abbia bisogno di uno psicologo.

    Attenzione alle ripetizioni, tieni a portata brower un dizionario dei sinonimi e contrari e quando correggi sostituisci le ripetizioni.
    Ad esempio hai usato “tenermi” 3 volte in 4 righe e “qualcosa” 2 volte nella stessa riga.
    Vedrai che migliorerà anche la leggibilità.

    Altra cosa:
    Se un personaggio ha una domanda o la fa attaverso un dialogo o se la fa inconsciamente, tutte e due insieme sta un po’ male. Riga 4 e 5, scegliendo una delle 2 avresti avuto caratteri in più da sfruttare.
    Attendo il prossimo capitolo.

  2. Ciao,
    ho scelto la seconda. È la più logica.

    Attenzione a questo:
    -Ricordo i fari di un’auto che ci veniva contro la nostra-

    Non è proprio bello da leggere, è dialettale, è meglio “che veniva contro la nostra” oppure ancora meglio “che ci veniva contro”

    Ancora troppi “non” consecutivi, ma è una questione di esercizio, migliorerai sicuramente.
    Aspetto il prossimo capitolo.

  3. Ciao, mi unisco ad altri per incitarti a continuare a scrivere, e leggere per migliorare il tuo stile, ancora acerbo. Per quanto mi riguarda forse avrai tralasciato qui la parte riguardante l’ipotetico problema fra i genitori, a meno che sia importante per il proseguo della storia. Il capitolo è già carico di dolore e tristezza per la morte di Leo. Ma è solo il mio parere, eh?
    Brava, continua così.

  4. Ciao, hai usato troppo spesso frasi con la negazione “NON”.
    La prossima cinta prova a farle in modo diverso.
    Abbiamo appreso che Leonardo è morto, invece di dedicare il prossimo capitolo al momento io l’avrei fatto in questo. È un mio punto di vista, non è una regola.
    Attendo il prossimo capitolo.

  5. Questa può essere la palestra giusta per allenarti a scrivere, ma devi fare tesoro dei suggerimenti degli altri e lasciare da parte i commenti che sono solo adulatori. Appena puoi leggi qualche testo di tecnica di scrittura creativa, anche se – devo dire – stai gestendo molto bene il narratore in prima persona. Attenta ai refusi, avevi fretta di pubblicare?

  6. Ciao, prima di pubblicare ti consiglio di rileggere più e più volte a caccia di refusi, are esempio c’è buoi al posto di bui.
    Capita, non c’è nessun problema.
    Un altro consiglio è di leggere qualcosa sulla scrittura creativa.
    Attendo il terzo capitolo.

  7. Ciao Rossella il mio commento ricalca quello di Napo.
    Ti faccio i miei auguri e ti do un solo consiglio, anzi due, il primo vale per tutti ma soprattutto per chi vuole scrivere: si deve leggere, è un imperativo, è la scuola più importante e non si può relegare in un angolino di tempo libero; il secondo è di rileggere sempre ad alta voce lo scritto: emergeranno tutte le imperfezioni come delle vere e proprie stonature. Buon anno e al prossimo capitolo🙋 ciao

  8. È bello che una ragazza di sedici anni abbia la passione per la scrittura.
    Certo lo stile è acerbo anche se il tema è ‘maturo’. Continuare a scrivere può solo farti bene, l’importante è che tu legga tanto.
    Comunque l’inizio è promettente.
    Auguri a tutto tondo.

    • Ciao, mi fa piacere che sia passato.
      Ho iniziato a scrivere su TI anche per migliorare il mio stile: so di avere ancora tanto da imparare!
      Purtroppo in questo periodo non ho abbastanza tempo per leggere (causa impegni scolastici), ma quando riuscirò a ritagliarmi una spazio lo farò senz’altro.
      Spero che continuerai a seguirmi.
      A presto.

  9. L’inizio è interessante e ho scelto Leonardo come migliore amico.
    Solo un piccolo appunto: i dialoghi prevedono normalmente l’uso dei caporali («») (ALT+0171 e ALT+0187), che racchiudono il dialogo, o il trattino lungo (—) (ALT+0151) all’inizio del dialogo.
    Le virgolette indicano i pensieri.
    Non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo.

    • Ciao, ti ringrazio di essere passato.
      Ogni volta che scrivo qualcosa mi riprometto di non utilizzare le virgolette durante i dialoghi, ma ogni volta me ne dimentico!
      Comunque grazie per avermelo fatto notare, cercherò di stare più attenta.
      Sono contenta che ti sia piaciuto; alla prossima.

    • Ciao, grazie per essere passato e grazie per i complimenti (che fanno sempre molto piacere).
      Per quanto riguarda l’ambietazione realistica, devo ammettermi di essermi un po’ ispirata alla stanza ospedaliera nella quale mi trovavo a seguito di un’operazione (una semplice appendicite, niente di tanto grave), anche se, ovviamente, anche la fantasia e l’ispirazione hanno fatto il loro gioco.
      Grazie se vorrai continuare a seguirmi; spero di non deluderti.
      A presto.

  10. Ciao, un tema,scelto da te, all’ordine del giorno.
    Non so se è la cronaca di questi giorni ad ispirarti, a spingerti a raccontarlo, ma mi interessa il punto di vista di un giovane che partecipa al dibattito da una barella, con le sue paure. Noi almeno finora, (facciamo gli scongiuri), mai direttamente coinvolti in certi drammi, ci siamo mai chiesti cosa pensano i protagonisti ( a sedici, vent’anni) di certi fattacci? Ti sei presa una bella gatta da pelare cara Rossella, auguri! 🙋

    • Ciao, grazie per aver letto questo Incipit.
      Ormai credo si sia capito che le cose semplici non le ami e non facciano per me😅A dirti la verità non sono stata ispirata da nessun episodio recente di cronaca, ma volevo provare a raccontare questi episodi, di cui i “grandi” parlano tanto, dal punto di vista di un giovane (avendo anch’io la stessa età della protagonista)
      Per quando riguarda le paure della protagonista mi sono “ispirata”, se così si può dire, a quelle che ho provato io quest’estate durante un ricovero in ospedale (niente di che, solo una semplice operazione per togliere l’appendice)… non saranno mai le stesse, ma ho cercato di riprodurle; spero di esserci riuscita.
      Spero che continuerai a seguirmi. Alla prossima.

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