Sopravvissuto

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio scopriremo altri dettagli dell'incidente. Intanto, quando è successo? Dopo il compleanno di Leonardo (60%)

L’incidente

 Dalla scoperta della morte di Leonardo sono ormai passati tre giorni, giorni durante i quali non ho fatto altro che chiedermi per quale ragione io sia sopravvissuta e lui abbia perso la vita.
Continuavo a farmi quella domanda, ma non riuscivo a trovare una risposta.
Il medico, lo stesso che era presente al momento della rivelazione dei mie genitori, mi ha consigliato di intraprendere un percorso terapeutico per “andare avanti”; ma è veramente possibile farlo dopo aver perso una persona così importante?
Penso a questo mentre mi trovo distesa sul lettino della psicologa ospedaliera, una ragazza di circa trent’anni con un marcato accento siciliano
-Come ti sei sentita quando lo hai saputo?- mi ha chiesto dopo aver cercato di mettermi più a mio agio possibile
-Secondo te?-
Era veramente tanto difficile riuscire a capire il mio stato d’animo?
-Ho sentito il mio cuore rompersi in mille pezzi-; metaforicamente, era così che mi sentivo internamente
-E adesso come stai?-
-Sto come una che ha appena perso il suo migliore amico e che non è stata presente al suo funerale-
La vidi scrivere su una cartellina
-Ti va di raccontarmi qualcosa dell’incidente?- chiese poi
Incidente.
Odiavo quella parola.
-Posso rifiutarmi?-
Rimase nuovamente in silenzio
“Immagino che debba farlo per forza” pensai
-Quella sera Leonardo aveva organizzato una festa per il suo diciannovesimo compleanno.
Non aveva inviato molte persone, ma a lui andava bene così.
Lo ricordo spacchettare i regali, soffiare sulle candeline e ballare spensieratamente-
“Avrebbe compiuto le stesse azioni se avesse saputo che quella sarebbe stata la sua ultima notte? “pensai.
-Cosa gli hai regalato tu?-
Era veramente importante saperlo?
-Un orologio. Si lamentava sempre che il suo fosse rotto, quindi ho pensato che avrebbe potuto gradire-
-Continua pure- mi disse, accorgendosi che mi fossi fermata
-Alla fine della festa, quando tutti erano già andati via, gli avevo chiesto di riaccompagnarmi a casa: si era fatto tardi, e i miei genitori non sarebbero stati disponibili-
-Erano fuori casa?-
-Non lo so-
-Immagino che il tuo confidente fosse Leonardo, dico bene?-
-Perché mi chiedi quello che già sai?-
Mi sentivo come se fossi una cavia in un laboratorio: nessuno sapeva come stessi realmente, ma tutti volevano provare a indovinarlo
-E dell’incidente che ricordi?-
-Ricordo i fari di un’auto che ci veniva contro la nostra-
-Leonardo aveva perso il controllo?-
-Non lo so-
-E poi?-
-L’ultima cosa che ricordo è un forte rumore, che immagino sia riconducibile all’impatto. Poi mi sono risvegliata qui; il resto già lo sai-
-E poi Leonardo è morto-
Aprii gli occhi di scatto: non mi aspettavo una sua osservazione così, a bruciapelo
-Lo sai qual è la cosa bella? Che forse si sarebbe salvato se l’altra macchina avesse chiamato subito i soccorsi invece di scappare.
Sai, lui voleva diventare un medico, e invece proprio i medici non sono riusciti a fare nulla per lui-
Mi guardò a lungo prima di rispondere
-Leonardo è molto sul colpo; non si poteva fare niente per lui-
Rimasi di sasso: perché nessuno me lo aveva detto?
Se volevano proteggermi, tenermi nascoste delle cose così importanti non era il modo migliore per farlo
-Non te lo hanno detto perché non sapevano come farlo-
-E quindi hanno lasciato a te questo duro compito-
Ero distrutta: Leonardo era molto più forte di me; come aveva fatto a non resistere all’impatto?
Perché non aveva resistito all’impatto?
Durante i giorni precedenti all’incidente mi diceva sempre di essere molto in ansia a causa dei test d’ammissione all’università
“Se non dovessi passarli?” mi chiedeva
“Ci riproverai l’anno prossimo” gli rispondevo io
Adesso il problema era stato risolto: non avrebbe mai frequentato quei corsi.
-Sai di non essere l’unica persona a soffrire per quello che è successo?-
La guardai senza capire
-Hai detto che alla festa di Leonardo c’erano anche altri ragazzi; sai se loro stiano meglio o peggio di te?-
Pensai alla madre di Leonardo, che non avrebbe mai più potuto sentire la voce del suo unico figlio e a tutti coloro che lo conoscevano e lo amavano, perché non amare Leonardo era impossibile.
Mi sentii un’egoista per aver messo al primo posto il mio dolore.
Mi congedai dalla psicologa con una consapevolezza in più: non ero l’unica alla quale Leonardo mancava.
Trovai i miei genitori in stanza ad aspettarmi.
Forse Leonardo aveva ragione: loro mi amavano, anche se lo dimostravano in modi diversi rispetto a quelli che mi sarei aspettata.
E la mamma di Leonardo come stava?
Io non la conoscevo bene, ma Leonardo mi raccontava sempre che lei lo amasse tantissimo.
Durante la mia permanenza in ospedale non ci eravamo ancora sentite.
-Avete il numero della mamma di Leo?- 
Mi guardarono perplessi
-Voglio solo parlare con lei- spiegai
Fu allora che ricevetti un altro duro colpo: la madre di Leonardo non voleva parlare con me; i miei genitori l’avevano contattata proprio il giorno dell’incidente, ma non era stata una piacevole conversazione.
Mi chiedevo solo una cosa: perché non voleva parlarmi?

Perchè non vuole parlarle?

  • Leo non avrebbe percorso quella strada se non avesse dovuto riaccompagnare Bianca a casa (50%)
    50
  • Cerca qualcuno a cui dare la colpa, nonostante Bianca non ne abbia (0%)
    0
  • È ancora troppo scossa (50%)
    50
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41 Commenti

  1. Ciao,
    ho scelto il cimitero, tanto per restare nel dialogo interiore della ragazza e vedere quanto abbia bisogno di uno psicologo.

    Attenzione alle ripetizioni, tieni a portata brower un dizionario dei sinonimi e contrari e quando correggi sostituisci le ripetizioni.
    Ad esempio hai usato “tenermi” 3 volte in 4 righe e “qualcosa” 2 volte nella stessa riga.
    Vedrai che migliorerà anche la leggibilità.

    Altra cosa:
    Se un personaggio ha una domanda o la fa attaverso un dialogo o se la fa inconsciamente, tutte e due insieme sta un po’ male. Riga 4 e 5, scegliendo una delle 2 avresti avuto caratteri in più da sfruttare.
    Attendo il prossimo capitolo.

  2. Ciao,
    ho scelto la seconda. È la più logica.

    Attenzione a questo:
    -Ricordo i fari di un’auto che ci veniva contro la nostra-

    Non è proprio bello da leggere, è dialettale, è meglio “che veniva contro la nostra” oppure ancora meglio “che ci veniva contro”

    Ancora troppi “non” consecutivi, ma è una questione di esercizio, migliorerai sicuramente.
    Aspetto il prossimo capitolo.

  3. Ciao, mi unisco ad altri per incitarti a continuare a scrivere, e leggere per migliorare il tuo stile, ancora acerbo. Per quanto mi riguarda forse avrai tralasciato qui la parte riguardante l’ipotetico problema fra i genitori, a meno che sia importante per il proseguo della storia. Il capitolo è già carico di dolore e tristezza per la morte di Leo. Ma è solo il mio parere, eh?
    Brava, continua così.

  4. Ciao, hai usato troppo spesso frasi con la negazione “NON”.
    La prossima cinta prova a farle in modo diverso.
    Abbiamo appreso che Leonardo è morto, invece di dedicare il prossimo capitolo al momento io l’avrei fatto in questo. È un mio punto di vista, non è una regola.
    Attendo il prossimo capitolo.

  5. Questa può essere la palestra giusta per allenarti a scrivere, ma devi fare tesoro dei suggerimenti degli altri e lasciare da parte i commenti che sono solo adulatori. Appena puoi leggi qualche testo di tecnica di scrittura creativa, anche se – devo dire – stai gestendo molto bene il narratore in prima persona. Attenta ai refusi, avevi fretta di pubblicare?

  6. Ciao, prima di pubblicare ti consiglio di rileggere più e più volte a caccia di refusi, are esempio c’è buoi al posto di bui.
    Capita, non c’è nessun problema.
    Un altro consiglio è di leggere qualcosa sulla scrittura creativa.
    Attendo il terzo capitolo.

  7. Ciao Rossella il mio commento ricalca quello di Napo.
    Ti faccio i miei auguri e ti do un solo consiglio, anzi due, il primo vale per tutti ma soprattutto per chi vuole scrivere: si deve leggere, è un imperativo, è la scuola più importante e non si può relegare in un angolino di tempo libero; il secondo è di rileggere sempre ad alta voce lo scritto: emergeranno tutte le imperfezioni come delle vere e proprie stonature. Buon anno e al prossimo capitolo🙋 ciao

  8. È bello che una ragazza di sedici anni abbia la passione per la scrittura.
    Certo lo stile è acerbo anche se il tema è ‘maturo’. Continuare a scrivere può solo farti bene, l’importante è che tu legga tanto.
    Comunque l’inizio è promettente.
    Auguri a tutto tondo.

    • Ciao, mi fa piacere che sia passato.
      Ho iniziato a scrivere su TI anche per migliorare il mio stile: so di avere ancora tanto da imparare!
      Purtroppo in questo periodo non ho abbastanza tempo per leggere (causa impegni scolastici), ma quando riuscirò a ritagliarmi una spazio lo farò senz’altro.
      Spero che continuerai a seguirmi.
      A presto.

  9. L’inizio è interessante e ho scelto Leonardo come migliore amico.
    Solo un piccolo appunto: i dialoghi prevedono normalmente l’uso dei caporali («») (ALT+0171 e ALT+0187), che racchiudono il dialogo, o il trattino lungo (—) (ALT+0151) all’inizio del dialogo.
    Le virgolette indicano i pensieri.
    Non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo.

    • Ciao, ti ringrazio di essere passato.
      Ogni volta che scrivo qualcosa mi riprometto di non utilizzare le virgolette durante i dialoghi, ma ogni volta me ne dimentico!
      Comunque grazie per avermelo fatto notare, cercherò di stare più attenta.
      Sono contenta che ti sia piaciuto; alla prossima.

    • Ciao, grazie per essere passato e grazie per i complimenti (che fanno sempre molto piacere).
      Per quanto riguarda l’ambietazione realistica, devo ammettermi di essermi un po’ ispirata alla stanza ospedaliera nella quale mi trovavo a seguito di un’operazione (una semplice appendicite, niente di tanto grave), anche se, ovviamente, anche la fantasia e l’ispirazione hanno fatto il loro gioco.
      Grazie se vorrai continuare a seguirmi; spero di non deluderti.
      A presto.

  10. Ciao, un tema,scelto da te, all’ordine del giorno.
    Non so se è la cronaca di questi giorni ad ispirarti, a spingerti a raccontarlo, ma mi interessa il punto di vista di un giovane che partecipa al dibattito da una barella, con le sue paure. Noi almeno finora, (facciamo gli scongiuri), mai direttamente coinvolti in certi drammi, ci siamo mai chiesti cosa pensano i protagonisti ( a sedici, vent’anni) di certi fattacci? Ti sei presa una bella gatta da pelare cara Rossella, auguri! 🙋

    • Ciao, grazie per aver letto questo Incipit.
      Ormai credo si sia capito che le cose semplici non le ami e non facciano per me😅A dirti la verità non sono stata ispirata da nessun episodio recente di cronaca, ma volevo provare a raccontare questi episodi, di cui i “grandi” parlano tanto, dal punto di vista di un giovane (avendo anch’io la stessa età della protagonista)
      Per quando riguarda le paure della protagonista mi sono “ispirata”, se così si può dire, a quelle che ho provato io quest’estate durante un ricovero in ospedale (niente di che, solo una semplice operazione per togliere l’appendice)… non saranno mai le stesse, ma ho cercato di riprodurle; spero di esserci riuscita.
      Spero che continuerai a seguirmi. Alla prossima.

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