Sopravvissuto

Dove eravamo rimasti?

Dove vorrebbe andare Bianca una volta uscita dall'ospedale? Al cimitero da Leonardo (43%)

Fuori dall’ospedale

Passai la notte precedente alla mia dimissione senza chiudere occhio, contando le ore che separavano il mio ritorno alla normalità.
Ma era veramente la mia quotidianità quella alla quale stavo ritornando?
Una domanda continuava a martellarmi la testa: sarei riuscita a lasciarmi tutto alla spalle?
I medici continuavano a dirmi che avrei potuto farcela, ma io avevo i miei dubbi: è vero che, a volte, serve toccare il fondo per darsi lo slancio per risalire, ma questa volta mi sembrava di essere scesa troppo in basso.
Avevo paura, ma dovevo provarci.
La mattina seguente, dopo aver effettuato le ultime visite di controllo, fui dimessa.
È impossibile descrivere ciò che provai quando misi piedi fuori dalla struttura che, fino a quel momento, era stata la mia casa: mi sentii come una colomba che, dopo essere stata liberata dalla gabbia all’interno della quale era stata imprigionata, poteva finalmente riprendere il suo volo.
La luce accecante del sole sembrava essere una mia nemica: ero stata troppo tempo senza vederla, e adesso dovevo riabituarmi a essa e alla sensazione di calore che oltrepassava il mio corpo quando questo veniva colpito dei raggi solari.
Ma andava bene così: avevo passato cose peggiori -che in poco tempo mi avevano costretta a crescere- per farmi abbattere da ciò.
Inspirai ascoltando le voci di coloro che si trovavano al di fuori della struttura ospedaliera e il cinguettio degli uccellini che erano lì vicino.
Mi resi conto di quante cose si diano per scontate, ma che scontate non sono.
Quando salimmo in macchina mi voltai per guardare la struttura sanitaria: decisi che, da quel momento, sarebbe nata una nuova me.
Ma affinché la vecchia Bianca morisse, avevo ancora bisogno di fare una cosa
-Potremmo andare in un posto prima di tornare a casa?- chiesi ai miei genitori
-Non pensi sarebbe meglio tornare direttamente a casa? I medici hanno detto di riposare- rispose mia madre, mentre mio padre era impegnato a fare marcia indietro per uscire dal parcheggio 
-Sono settimane che riposo-
-E dov’è che vorresti andare?-
Feci un respiro prima di rispondere
-Da Leonardo-.
In macchina giunse un silenzio assordante.
-Allora?-; sapevo che, se non avessi iniziato a parlare io, i miei non lo avrebbero mai fatto.
Vidi i miei genitori guardarsi meglio occhi, come se potessero comunicare telepaticamente
“Ok, non mi accompagneranno da nessuno parte” pensai, arrendendomi al fatto che, almeno fino a quando i miei genitori non avessero ritenuto che stessi meglio, non sarei mai andata a trovarlo.
Invece, con mia molta sorpresa, accettarono
-Se sei sicura e pensi che ciò potrebbe aiutarti a farti stare meglio- disse mia madre -Andiamo-
Farti stare meglio
Pensai che l’unico modo per farmi stare meglio fosse avere Leo al mio fianco in carne e ossa, senza il bisogno di dover parlare davanti a una lapide senza poterlo abbracciare.
-Grazie- sussurrai, mentre i miei occhi si riempivano di lacrime; lacrime di gioia questa volta, perchè quelle da attribuire al dolore le avevo esaurite.
Il tragitto sembrò essere interminabile.
Continuavo a chiedermi se quella fosse veramente la cosa giusta, ma non riuscivo a darmi una risposta abbastanza soddisfacente da farmi stare tranquilla; anzi, il fatto di non riuscire a capire cosa dovessi fare mi metteva ancora più agitazione
“Menomale che avrei dovuto stare tranquilla e non fare sforzi” pensai mentre mio padre posteggiava l’auto.
-Sei sicuro di volerlo fare?- mi chiese
-Si- mentii io: sapevo che, se avessi rivelato le mie preoccupazioni e il mio stato emotivo, mi avrebbero sicuramente riportata a casa e chiusa in camera -non in tutti i sensi, ovviamente- fino a quando non sarei stata meglio.
Il cimitero del mio paese non era molto grande, ma quando entrai mi sembró essere gigantesco, come se, durante i miei giorni di permanenza forzata in ospedale, qualcuno lo avesse ingrandito.
O forse era la presenza di Leonardo a farmelo sembrare più grande?
Dopotutto, lui è sempre stato il leader della comitiva, colui che riusciva a tirarti su anche quando ti sembrava che tutto il mondo avesse firmato la tua condanna a morte.
Sapevo dove si trovasse la tomba di famiglia di Leonardo, in quanto una volta, poco dopo la morte di suo nonno, lui mi chiese di accompagnarlo; perché Leo era così: voleva apparire forte e sempre pronto a dare una mano, quando era lui stesso, a volte, ad aver bisogno di aiuto.
Quel giorno non era uno di quelli nei quali i cimiteri avrebbero dovuto essere pieni, ma capii dalla notevole quantità delle automobili che mi stessi sbagliando.
Mentre mi dirigevo verso il luogo di sepoltura di Leonardo sentivo gli occhi di tutti i presenti su di me, come se tutti sapessero che fossi io l’unica colpevole di tutto.
Mi tornarono in mente tutti i ricordi belli con Leonardo, dai nostri messaggi a tarda notte ai nostri incontri organizzati all’ultimo minuto.
Promisi a me stessa una cosa: non avrei mai più dato nulla per scontato.

Ci sarà qualcuno sulla tomba di Leonardo?

  • Si, il cugino di Bianca (0%)
    0
  • No, Bianca sarà da sola (0%)
    0
  • Si, sua madre (100%)
    100
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52 Commenti

  1. Bel capitolo. Fin ora ti ho seguito senza commentare. È una bella storia, soprattutto questo capitolo si vede che lo hai sentito parecchio. Troviamo il lato positivo nella tragedia reale che stiamo vivendo: prova a scrivere di getto e poi revisionare con attenzione il tutto, migliorandolo più che puoi.
    Aspetto il resto

  2. Ciao,
    ho scelto il cimitero, tanto per restare nel dialogo interiore della ragazza e vedere quanto abbia bisogno di uno psicologo.

    Attenzione alle ripetizioni, tieni a portata brower un dizionario dei sinonimi e contrari e quando correggi sostituisci le ripetizioni.
    Ad esempio hai usato “tenermi” 3 volte in 4 righe e “qualcosa” 2 volte nella stessa riga.
    Vedrai che migliorerà anche la leggibilità.

    Altra cosa:
    Se un personaggio ha una domanda o la fa attaverso un dialogo o se la fa inconsciamente, tutte e due insieme sta un po’ male. Riga 4 e 5, scegliendo una delle 2 avresti avuto caratteri in più da sfruttare.
    Attendo il prossimo capitolo.

  3. Ciao,
    ho scelto la seconda. È la più logica.

    Attenzione a questo:
    -Ricordo i fari di un’auto che ci veniva contro la nostra-

    Non è proprio bello da leggere, è dialettale, è meglio “che veniva contro la nostra” oppure ancora meglio “che ci veniva contro”

    Ancora troppi “non” consecutivi, ma è una questione di esercizio, migliorerai sicuramente.
    Aspetto il prossimo capitolo.

  4. Ciao, mi unisco ad altri per incitarti a continuare a scrivere, e leggere per migliorare il tuo stile, ancora acerbo. Per quanto mi riguarda forse avrai tralasciato qui la parte riguardante l’ipotetico problema fra i genitori, a meno che sia importante per il proseguo della storia. Il capitolo è già carico di dolore e tristezza per la morte di Leo. Ma è solo il mio parere, eh?
    Brava, continua così.

  5. Ciao, hai usato troppo spesso frasi con la negazione “NON”.
    La prossima cinta prova a farle in modo diverso.
    Abbiamo appreso che Leonardo è morto, invece di dedicare il prossimo capitolo al momento io l’avrei fatto in questo. È un mio punto di vista, non è una regola.
    Attendo il prossimo capitolo.

  6. Questa può essere la palestra giusta per allenarti a scrivere, ma devi fare tesoro dei suggerimenti degli altri e lasciare da parte i commenti che sono solo adulatori. Appena puoi leggi qualche testo di tecnica di scrittura creativa, anche se – devo dire – stai gestendo molto bene il narratore in prima persona. Attenta ai refusi, avevi fretta di pubblicare?

  7. Ciao, prima di pubblicare ti consiglio di rileggere più e più volte a caccia di refusi, are esempio c’è buoi al posto di bui.
    Capita, non c’è nessun problema.
    Un altro consiglio è di leggere qualcosa sulla scrittura creativa.
    Attendo il terzo capitolo.

  8. Ciao Rossella il mio commento ricalca quello di Napo.
    Ti faccio i miei auguri e ti do un solo consiglio, anzi due, il primo vale per tutti ma soprattutto per chi vuole scrivere: si deve leggere, è un imperativo, è la scuola più importante e non si può relegare in un angolino di tempo libero; il secondo è di rileggere sempre ad alta voce lo scritto: emergeranno tutte le imperfezioni come delle vere e proprie stonature. Buon anno e al prossimo capitolo🙋 ciao

  9. È bello che una ragazza di sedici anni abbia la passione per la scrittura.
    Certo lo stile è acerbo anche se il tema è ‘maturo’. Continuare a scrivere può solo farti bene, l’importante è che tu legga tanto.
    Comunque l’inizio è promettente.
    Auguri a tutto tondo.

    • Ciao, mi fa piacere che sia passato.
      Ho iniziato a scrivere su TI anche per migliorare il mio stile: so di avere ancora tanto da imparare!
      Purtroppo in questo periodo non ho abbastanza tempo per leggere (causa impegni scolastici), ma quando riuscirò a ritagliarmi una spazio lo farò senz’altro.
      Spero che continuerai a seguirmi.
      A presto.

  10. L’inizio è interessante e ho scelto Leonardo come migliore amico.
    Solo un piccolo appunto: i dialoghi prevedono normalmente l’uso dei caporali («») (ALT+0171 e ALT+0187), che racchiudono il dialogo, o il trattino lungo (—) (ALT+0151) all’inizio del dialogo.
    Le virgolette indicano i pensieri.
    Non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo.

    • Ciao, ti ringrazio di essere passato.
      Ogni volta che scrivo qualcosa mi riprometto di non utilizzare le virgolette durante i dialoghi, ma ogni volta me ne dimentico!
      Comunque grazie per avermelo fatto notare, cercherò di stare più attenta.
      Sono contenta che ti sia piaciuto; alla prossima.

    • Ciao, grazie per essere passato e grazie per i complimenti (che fanno sempre molto piacere).
      Per quanto riguarda l’ambietazione realistica, devo ammettermi di essermi un po’ ispirata alla stanza ospedaliera nella quale mi trovavo a seguito di un’operazione (una semplice appendicite, niente di tanto grave), anche se, ovviamente, anche la fantasia e l’ispirazione hanno fatto il loro gioco.
      Grazie se vorrai continuare a seguirmi; spero di non deluderti.
      A presto.

  11. Ciao, un tema,scelto da te, all’ordine del giorno.
    Non so se è la cronaca di questi giorni ad ispirarti, a spingerti a raccontarlo, ma mi interessa il punto di vista di un giovane che partecipa al dibattito da una barella, con le sue paure. Noi almeno finora, (facciamo gli scongiuri), mai direttamente coinvolti in certi drammi, ci siamo mai chiesti cosa pensano i protagonisti ( a sedici, vent’anni) di certi fattacci? Ti sei presa una bella gatta da pelare cara Rossella, auguri! 🙋

    • Ciao, grazie per aver letto questo Incipit.
      Ormai credo si sia capito che le cose semplici non le ami e non facciano per me😅A dirti la verità non sono stata ispirata da nessun episodio recente di cronaca, ma volevo provare a raccontare questi episodi, di cui i “grandi” parlano tanto, dal punto di vista di un giovane (avendo anch’io la stessa età della protagonista)
      Per quando riguarda le paure della protagonista mi sono “ispirata”, se così si può dire, a quelle che ho provato io quest’estate durante un ricovero in ospedale (niente di che, solo una semplice operazione per togliere l’appendice)… non saranno mai le stesse, ma ho cercato di riprodurle; spero di esserci riuscita.
      Spero che continuerai a seguirmi. Alla prossima.

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