Sopravvissuto

Dove eravamo rimasti?

Ci sarà qualcuno sulla tomba di Leonardo? Si, sua madre (100%)

La madre

Mentre camminavo verso il luogo nel quale Leonardo era stato sepolto, intravidi una figura femminile intenta a poggiare delle rose bianche, i fiori che lui preferiva in assoluto, sulla sua tomba.
Inizialmente pensai che si trattasse di una nostra amica venuta a rendergli un saluto, proprio ciò che mi era stato negato di fare durante il giorno del suo funerale, il giorno del funerale del mio migliore amico.
Credetti che fosse meglio tornare dai miei genitori, che si trovavano poco distanti da me e spiavano ogni mia mossa, e chiedere loro di riportarmi indietro -non volevo che qualcun altro mi vedesse piangere, non volevo mostrarmi debole- e chiedere di riaccompagnarmi lì quando avrei avuto l’assoluta certezza di poter parlare (posso usare questo verbo?) da sola con Leonardo, ma dovetti ricredermi quando capii a chi appartenesse quell’esile figura che i miei occhi erano impegnati ad osservare: era la mamma di Leonardo, la persona con la quale avrei voluto avere un confronto.
I miei genitori sapevano che si trovasse lì?
Ripensandoci, non credo che avrebbero accettato di condurmi in quel luogo se fossero stati a conoscenza di ciò: per loro ero ancora troppo debole per compiere qualsiasi tipo di sforzo, sia dal punto di vista fisico che da quello psichico, e non credo che avrebbero accettato di  non avvisarmi del fatto che avrei potuto incontrare proprio l’unica persona che, almeno in quel momento, rappresentava per me il solo legame stabile con Leonardo.
Avevo chiesto molte volte di parlarle, ma ero sicura che ne sarei stata veramente in grado?
Dopotutto, cosa avrei potuto dire a una donna che aveva da poco perso il suo unico figlio, la cosa più bella e importante che una donna possa possedere?
Mi tornò alla memoria una celebre locuzione latina: “haec ornamenta mea”, che la tradizione vuole attribuire a Cornelia, figlia di Publio Cornelio Scipione Africano e madre dei Gracchi.
Sono sicura che sua madre mi avrebbe odiata, ma non potevo farmi sfuggire questa possibilità.
Ero ancora incerta sul da farsi, ma decisi che avrei provato il tutto per tutto; dopotutto, o la va o la spacca.
Mi avvicinai cautamente a lei e, quando la vidi terminare il suo lavoro, la chiamai.
Il cuore, che batteva a mille all’interno del mio petto, minacciava di uscire fuori dal corpo e adagiarsi sul cemento del cimitero; se i miei genitori avessero avuto il potere di leggere i pensieri che si stavano accumulando all’interno della mia mente in quel momento, mi avrebbero certamente presa di forza e trascinata via.
La donna, sentendo pronunciare il suo nome, si voltò di scatto: credeva che fosse stato Leo a chiamarla?
Inutile spiegare il suo sguardo non appena si accorse della mia presenza.
Cercai di spiegarle il motivo per il quale mi trovassi lì, ma lei non volle sentire ragioni: per lei ero solo la causa della prematura morte di suo figlio, ma non riusciva a rendersi conto del fatto che suo figlio fosse anche la persona che io non avrei mai voluto perdere.
Mia madre, intuendo che la situazione stesse iniziando a diventare alquanto tesa, provò ad avvicinarsi, ma io la bloccai: avrei dovuto risolvere tutto da sola, forse per la prima volta in tutta la mia vita.
-So che lei mi odi- riuscii a dire, in una lingua che si discostava molto dall’italiano -Ma anche a me manca Leo-
Lei mi fissò scuotendo la testa, senza rispondere, per un tempo che mi sembrò infinito e, infine, come se nulla fosse, mi voltò le spalle e si allontanò.
Non mi sarei mai aspettata quel gesto: non pensavo che una come lei, che mi sembrava essere una donna dalla personalità davvero molto forte, non mi desse neanche la possibilità di spiegare le mie ragioni.
Infondo non era colpa mia, o meglio: non era solo colpa mia, ma di una serie di sfortunati eventi accaduti tutti insieme.
Ma io ero lì per un motivo ben preciso: stare con Leo.
Mi avvicinai alla foto sulla sua lapide e iniziai a raccontargli di tutto ciò che era accaduto dopo la sua morte: il mio ricovero, la mia quasi-depressione, i miei ricordi indelebili.
Poi, quando le lacrime mi avevano già appannato la vista, tornai dai miei.
Mentre camminavo verso loro, però, notai un ragazzo che aveva preso a fissarmi.
Ammetto che, per una frazione di secondo, pensai che potesse essere Leo, ma poi mi auto convinsi che ciò fosse solo il frutto della mia, non ancora del tutto lucida, mente.
Ero riuscita a portare a termine l’obiettivo che mi ero prefissata, nonostante mi sarebbe piaciuto avere un vero dialogo.
Pensavo che tutto fosse finalmente finito; non immaginavo, invece, ciò che sarebbe accaduto da lì a poco.

Cosa sarà successo?

  • Bianca riceverà una telefonata dalla madre di Leonardo (29%)
    29
  • Bianca riceverà un messaggio da uno sconosciuto (57%)
    57
  • Bianca riceverà una chiamata dall'ospedale (14%)
    14
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62 Commenti

  1. Bentornata. Spero stai reagendo bene a questa brutta storia che ci è capitata.
    La tua scrittura diventa sempre più fluida e scorrevole, scegli parole che hanno anche un suono, e questo è importante. Ti consiglio di esercitarti a non dire niente di più di quanto necessario. Al lettore piace immaginare la scena senza che tu lo imbocchi, come se non fosse capace di farlo da solo. Per esempio quando hai detto del cellulare che suona nel giubbotto. Chiaro che lo aveva indosso, dove altrimenti.
    E anche la rivelazione fatta dal ragazzo che accusa il cugino. Esercitati a farle capire le cose, senza dirle direttamente.
    Ho votato per affrontarlo direttamente. Mi sembra una caratteristica della protagonista.
    Se ti va, dai un’occhiata al sito del mio profilo.
    Alla prossima

    • Ciao, mi sono un po’ fatta atttendere (la scuola online è quasi peggio di quella normale😅), ma spero ne sia valsa la pena.
      Ti ringrazio moltissimo per i consigli, spero di riuscire a metterli in pratica dal prossimo capitolo.
      Grazie mille per continuare a seguire la storia; alla prossima!

  2. Gran bel racconto, mi sta piacendo molto! Mi ha colpito la tragicità della storia e il modo in cui la protagonista reagisce agli eventi, con dolore ma anche con una certa maturità. Lo stile di scrittura anche mi piace molto, sebbene ogni tanto ci siano refusi o un po’ troppi giri di parole per esprimere certi concetti, ma quest’ultimo aspetto è semplicemente un mio gusto personale. L’unico passaggio che non ho apprezzato è quello del dialogo con la psicologa, che ho trovato abbastanza macchinoso, ma ripeto che per il resto il racconto mi piace! Voto anch’io per la madre.

    • Ciao Lorenzo, grazie mille per aver speso un po’ del tuo tempo legggendo la mia storia.
      Il tuo commento mi ha fatto davvero molto piacere, e sono contenta che i capitoli ti siano piaciuti; per quanto riguarda lo stile, mi sto impegnando per migliorarlo: ho ancora moltissimo da imparare, e ne sono consapevole.
      Spero che la storia continui a piacerti!.

  3. Bel capitolo. Fin ora ti ho seguito senza commentare. È una bella storia, soprattutto questo capitolo si vede che lo hai sentito parecchio. Troviamo il lato positivo nella tragedia reale che stiamo vivendo: prova a scrivere di getto e poi revisionare con attenzione il tutto, migliorandolo più che puoi.
    Aspetto il resto

  4. Ciao,
    ho scelto il cimitero, tanto per restare nel dialogo interiore della ragazza e vedere quanto abbia bisogno di uno psicologo.

    Attenzione alle ripetizioni, tieni a portata brower un dizionario dei sinonimi e contrari e quando correggi sostituisci le ripetizioni.
    Ad esempio hai usato “tenermi” 3 volte in 4 righe e “qualcosa” 2 volte nella stessa riga.
    Vedrai che migliorerà anche la leggibilità.

    Altra cosa:
    Se un personaggio ha una domanda o la fa attaverso un dialogo o se la fa inconsciamente, tutte e due insieme sta un po’ male. Riga 4 e 5, scegliendo una delle 2 avresti avuto caratteri in più da sfruttare.
    Attendo il prossimo capitolo.

  5. Ciao,
    ho scelto la seconda. È la più logica.

    Attenzione a questo:
    -Ricordo i fari di un’auto che ci veniva contro la nostra-

    Non è proprio bello da leggere, è dialettale, è meglio “che veniva contro la nostra” oppure ancora meglio “che ci veniva contro”

    Ancora troppi “non” consecutivi, ma è una questione di esercizio, migliorerai sicuramente.
    Aspetto il prossimo capitolo.

  6. Ciao, mi unisco ad altri per incitarti a continuare a scrivere, e leggere per migliorare il tuo stile, ancora acerbo. Per quanto mi riguarda forse avrai tralasciato qui la parte riguardante l’ipotetico problema fra i genitori, a meno che sia importante per il proseguo della storia. Il capitolo è già carico di dolore e tristezza per la morte di Leo. Ma è solo il mio parere, eh?
    Brava, continua così.

  7. Ciao, hai usato troppo spesso frasi con la negazione “NON”.
    La prossima cinta prova a farle in modo diverso.
    Abbiamo appreso che Leonardo è morto, invece di dedicare il prossimo capitolo al momento io l’avrei fatto in questo. È un mio punto di vista, non è una regola.
    Attendo il prossimo capitolo.

  8. Questa può essere la palestra giusta per allenarti a scrivere, ma devi fare tesoro dei suggerimenti degli altri e lasciare da parte i commenti che sono solo adulatori. Appena puoi leggi qualche testo di tecnica di scrittura creativa, anche se – devo dire – stai gestendo molto bene il narratore in prima persona. Attenta ai refusi, avevi fretta di pubblicare?

  9. Ciao, prima di pubblicare ti consiglio di rileggere più e più volte a caccia di refusi, are esempio c’è buoi al posto di bui.
    Capita, non c’è nessun problema.
    Un altro consiglio è di leggere qualcosa sulla scrittura creativa.
    Attendo il terzo capitolo.

  10. Ciao Rossella il mio commento ricalca quello di Napo.
    Ti faccio i miei auguri e ti do un solo consiglio, anzi due, il primo vale per tutti ma soprattutto per chi vuole scrivere: si deve leggere, è un imperativo, è la scuola più importante e non si può relegare in un angolino di tempo libero; il secondo è di rileggere sempre ad alta voce lo scritto: emergeranno tutte le imperfezioni come delle vere e proprie stonature. Buon anno e al prossimo capitolo🙋 ciao

  11. È bello che una ragazza di sedici anni abbia la passione per la scrittura.
    Certo lo stile è acerbo anche se il tema è ‘maturo’. Continuare a scrivere può solo farti bene, l’importante è che tu legga tanto.
    Comunque l’inizio è promettente.
    Auguri a tutto tondo.

    • Ciao, mi fa piacere che sia passato.
      Ho iniziato a scrivere su TI anche per migliorare il mio stile: so di avere ancora tanto da imparare!
      Purtroppo in questo periodo non ho abbastanza tempo per leggere (causa impegni scolastici), ma quando riuscirò a ritagliarmi una spazio lo farò senz’altro.
      Spero che continuerai a seguirmi.
      A presto.

  12. L’inizio è interessante e ho scelto Leonardo come migliore amico.
    Solo un piccolo appunto: i dialoghi prevedono normalmente l’uso dei caporali («») (ALT+0171 e ALT+0187), che racchiudono il dialogo, o il trattino lungo (—) (ALT+0151) all’inizio del dialogo.
    Le virgolette indicano i pensieri.
    Non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo.

    • Ciao, ti ringrazio di essere passato.
      Ogni volta che scrivo qualcosa mi riprometto di non utilizzare le virgolette durante i dialoghi, ma ogni volta me ne dimentico!
      Comunque grazie per avermelo fatto notare, cercherò di stare più attenta.
      Sono contenta che ti sia piaciuto; alla prossima.

    • Ciao, grazie per essere passato e grazie per i complimenti (che fanno sempre molto piacere).
      Per quanto riguarda l’ambietazione realistica, devo ammettermi di essermi un po’ ispirata alla stanza ospedaliera nella quale mi trovavo a seguito di un’operazione (una semplice appendicite, niente di tanto grave), anche se, ovviamente, anche la fantasia e l’ispirazione hanno fatto il loro gioco.
      Grazie se vorrai continuare a seguirmi; spero di non deluderti.
      A presto.

  13. Ciao, un tema,scelto da te, all’ordine del giorno.
    Non so se è la cronaca di questi giorni ad ispirarti, a spingerti a raccontarlo, ma mi interessa il punto di vista di un giovane che partecipa al dibattito da una barella, con le sue paure. Noi almeno finora, (facciamo gli scongiuri), mai direttamente coinvolti in certi drammi, ci siamo mai chiesti cosa pensano i protagonisti ( a sedici, vent’anni) di certi fattacci? Ti sei presa una bella gatta da pelare cara Rossella, auguri! 🙋

    • Ciao, grazie per aver letto questo Incipit.
      Ormai credo si sia capito che le cose semplici non le ami e non facciano per me😅A dirti la verità non sono stata ispirata da nessun episodio recente di cronaca, ma volevo provare a raccontare questi episodi, di cui i “grandi” parlano tanto, dal punto di vista di un giovane (avendo anch’io la stessa età della protagonista)
      Per quando riguarda le paure della protagonista mi sono “ispirata”, se così si può dire, a quelle che ho provato io quest’estate durante un ricovero in ospedale (niente di che, solo una semplice operazione per togliere l’appendice)… non saranno mai le stesse, ma ho cercato di riprodurle; spero di esserci riuscita.
      Spero che continuerai a seguirmi. Alla prossima.

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