Sopravvissuto

Dove eravamo rimasti?

Cosa sarà successo? Bianca riceverà un messaggio da uno sconosciuto (57%)

Quando la vita ti sorprende

Due settimane.
Erano trascorse solamente due settimane da quando tutti quelli avvenimenti si erano abbattuti sulla mia vita, riuscendo a mettere ancora più in disordine quella confusione che già avevo in testa.
Credo che essere degli adolescenti oggi equivalga a combattere una guerra infinita che nessuno sarà mai capace di vincere, in quanto ci saranno sempre delle mine inesplose pronte a portare a termine il loro lavoro: noi siamo pieni di sogni, speranze, errori che accettiamo sempre a testa alta, consapevolezze; siamo un fiume in piena durante una tempesta, quando gli argini non sono più in grado di contenerlo.
A tutto ciò, sommate il fatto che non mi sia stato concesso neanche di avere al mio fianco la persona per la quale avrei dato tutto.
Più pensavo alla mia vita, più la vedevo come un immenso puzzle.
Avevo impiegato tutta la poca forza che mi restava per tentare di andare avanti e, proprio quando credevo che il peggio fosse passato, ecco che qualcuno che si trova molto in alto -chiamatelo pure destino se volete- ha pensato bene di farmi ricordare che io non sia la padrona della mia vita, ma semplicemente una spettatrice degli eventi che si verificavano in essa, ai quali non posso pretendere di oppormi; una mattina, mentre mi stavo recando a scuola -i medici e i miei genitori di avevano consigliato di interrompere tutto ciò che avrebbe potuto crearmi dello stress emotivo, ma io non riuscivo più a rimanere chiusa all’interno delle quattro mura della mia stanza-, il mio cellulare vibrò all’interno della tasca interiore del giubbotto di pelle che indossavo, facendomi capire che mi fosse appena arrivato un messaggio.
Interruppi la riproduzione della playlist musicale che mi stava accompagnando e presi il cellulare, non dando troppo peso alla cosa;
“Sarà uno dei soliti messaggi pubblicitari” pensai infatti, ma non potevo sapere che fossi completamente fuori strada.
Il mittente aveva scritto poche righe, ma quelle furono sufficienti per farmi gelare il sangue: se avessi voluto conoscere tutta la verità su quella notte, mi sarebbe bastato recarmi in un locale esattamente alle 20:30, non un minuto di più.
Mi sembrò di essere diventata la protagonista di uno di quei film horror che tanto piacevano a Leonardo, dove nessuno ne esce mai vivo.
Poteva trattarsi semplicemente uno scherzo di cattivo gusto, fatto da qualcuno che non aveva la minima idea di cosa stessi provando in quel momento?
Sì, avrebbe potuto esserlo, ma volevo andare fino in fondo a questa storia, accettando di prendere tutte le consegue che ciò avrebbe apportato: mi sarei fatta nuovamente del male? Era molto probabile, ma ormai non avevo più nulla da perdere.
Trascorsi il resto della giornata aspettando che diventasse sera e, quando ciò accadde, quasi non riuscivo a credere a quale piega avesse preso la mia vita: desideravo che si aggiungesse del movimento, ma ciò mi appariva visibilmente esagerato.
Quando mi recai nel luogo indicatomi dal mittente del messaggio -che non mi aveva più scritto e aveva spento il cellulare-, trovai un ragazzo che sembrava star aspettando qualcuno: era lui, ne ero certa.
Quello che il ragazzo mi disse riuscii a farmi rimanere come paralizzata: era a conoscenza di alcuni fatti sulla vita di mio cugino che mi lasciarono senza parole.
Scoprii lui che avesse iniziato a far uso di sostanze stupefacenti, ma aveva contratto troppi debiti e non aveva più la possibilità di poterli ripagare; da qui l’incendio alla sua auto -che lui aveva fatto passare come un semplice problema legato alla batteria della stessa vettura- e il suo comportamento non del tutto normale degli ultimi tempi.
Potevo veramente conoscerlo così poco?
Vi starete chiedendo quale sia il punto di intersezione tra lui e Leonardo: Leo aveva scoperto tutto e voleva costringere mio cugino ad andare dalla polizia, ma lui temeva che gli atti intimidatori sarebbero diventati sempre più gravi se lo avesse fatto.
Matteo non voleva ucciderlo, ma sperava che Leo pensasse che fosse stato uno di quelli contro i quali voleva mettersi ad aver provocato l’incidente, che non credeva sarebbe stato mortale per lui. Mi portai le mani alla testa, non riuscendo più a capirci niente: perché mi sembrava di essere finita all’interno di un film poliziesco dove tutti sono contro tutti e nessuno ne esce vincitore?
Ma potevo realmente fidarmi delle parole di uno sconosciuto che aveva portato solo delle foto di un litigio tra mio cugino e Leonardo per farmi comprendere che stesse dicendo il vero?
Quella lite avrebbe anche potuto riguardare dei motivi personali tra due amici, che non erano obbligatoriamente riconducibili a tutto quel mondo che mi si era appena palesato davanti.
Una parte di me, però, era dell’idea che tutto ciò detto dal ragazzo fosse vero.
Mi affidai al mio sesto senso, ma la cosa non mi piacque per niente: mio cugino aveva ucciso il mio migliore amico, il nostro migliore amico.

Adesso che Bianca ha saputo ciò, come si comporterà con Matteo?

  • Aspetterà che compia qualche passo falso per incastrarlo (33%)
    33
  • Andrà dalla polizia (0%)
    0
  • Lo affronterà direttamente (67%)
    67
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62 Commenti

  1. Bentornata. Spero stai reagendo bene a questa brutta storia che ci è capitata.
    La tua scrittura diventa sempre più fluida e scorrevole, scegli parole che hanno anche un suono, e questo è importante. Ti consiglio di esercitarti a non dire niente di più di quanto necessario. Al lettore piace immaginare la scena senza che tu lo imbocchi, come se non fosse capace di farlo da solo. Per esempio quando hai detto del cellulare che suona nel giubbotto. Chiaro che lo aveva indosso, dove altrimenti.
    E anche la rivelazione fatta dal ragazzo che accusa il cugino. Esercitati a farle capire le cose, senza dirle direttamente.
    Ho votato per affrontarlo direttamente. Mi sembra una caratteristica della protagonista.
    Se ti va, dai un’occhiata al sito del mio profilo.
    Alla prossima

    • Ciao, mi sono un po’ fatta atttendere (la scuola online è quasi peggio di quella normale😅), ma spero ne sia valsa la pena.
      Ti ringrazio moltissimo per i consigli, spero di riuscire a metterli in pratica dal prossimo capitolo.
      Grazie mille per continuare a seguire la storia; alla prossima!

  2. Gran bel racconto, mi sta piacendo molto! Mi ha colpito la tragicità della storia e il modo in cui la protagonista reagisce agli eventi, con dolore ma anche con una certa maturità. Lo stile di scrittura anche mi piace molto, sebbene ogni tanto ci siano refusi o un po’ troppi giri di parole per esprimere certi concetti, ma quest’ultimo aspetto è semplicemente un mio gusto personale. L’unico passaggio che non ho apprezzato è quello del dialogo con la psicologa, che ho trovato abbastanza macchinoso, ma ripeto che per il resto il racconto mi piace! Voto anch’io per la madre.

    • Ciao Lorenzo, grazie mille per aver speso un po’ del tuo tempo legggendo la mia storia.
      Il tuo commento mi ha fatto davvero molto piacere, e sono contenta che i capitoli ti siano piaciuti; per quanto riguarda lo stile, mi sto impegnando per migliorarlo: ho ancora moltissimo da imparare, e ne sono consapevole.
      Spero che la storia continui a piacerti!.

  3. Bel capitolo. Fin ora ti ho seguito senza commentare. È una bella storia, soprattutto questo capitolo si vede che lo hai sentito parecchio. Troviamo il lato positivo nella tragedia reale che stiamo vivendo: prova a scrivere di getto e poi revisionare con attenzione il tutto, migliorandolo più che puoi.
    Aspetto il resto

  4. Ciao,
    ho scelto il cimitero, tanto per restare nel dialogo interiore della ragazza e vedere quanto abbia bisogno di uno psicologo.

    Attenzione alle ripetizioni, tieni a portata brower un dizionario dei sinonimi e contrari e quando correggi sostituisci le ripetizioni.
    Ad esempio hai usato “tenermi” 3 volte in 4 righe e “qualcosa” 2 volte nella stessa riga.
    Vedrai che migliorerà anche la leggibilità.

    Altra cosa:
    Se un personaggio ha una domanda o la fa attaverso un dialogo o se la fa inconsciamente, tutte e due insieme sta un po’ male. Riga 4 e 5, scegliendo una delle 2 avresti avuto caratteri in più da sfruttare.
    Attendo il prossimo capitolo.

  5. Ciao,
    ho scelto la seconda. È la più logica.

    Attenzione a questo:
    -Ricordo i fari di un’auto che ci veniva contro la nostra-

    Non è proprio bello da leggere, è dialettale, è meglio “che veniva contro la nostra” oppure ancora meglio “che ci veniva contro”

    Ancora troppi “non” consecutivi, ma è una questione di esercizio, migliorerai sicuramente.
    Aspetto il prossimo capitolo.

  6. Ciao, mi unisco ad altri per incitarti a continuare a scrivere, e leggere per migliorare il tuo stile, ancora acerbo. Per quanto mi riguarda forse avrai tralasciato qui la parte riguardante l’ipotetico problema fra i genitori, a meno che sia importante per il proseguo della storia. Il capitolo è già carico di dolore e tristezza per la morte di Leo. Ma è solo il mio parere, eh?
    Brava, continua così.

  7. Ciao, hai usato troppo spesso frasi con la negazione “NON”.
    La prossima cinta prova a farle in modo diverso.
    Abbiamo appreso che Leonardo è morto, invece di dedicare il prossimo capitolo al momento io l’avrei fatto in questo. È un mio punto di vista, non è una regola.
    Attendo il prossimo capitolo.

  8. Questa può essere la palestra giusta per allenarti a scrivere, ma devi fare tesoro dei suggerimenti degli altri e lasciare da parte i commenti che sono solo adulatori. Appena puoi leggi qualche testo di tecnica di scrittura creativa, anche se – devo dire – stai gestendo molto bene il narratore in prima persona. Attenta ai refusi, avevi fretta di pubblicare?

  9. Ciao, prima di pubblicare ti consiglio di rileggere più e più volte a caccia di refusi, are esempio c’è buoi al posto di bui.
    Capita, non c’è nessun problema.
    Un altro consiglio è di leggere qualcosa sulla scrittura creativa.
    Attendo il terzo capitolo.

  10. Ciao Rossella il mio commento ricalca quello di Napo.
    Ti faccio i miei auguri e ti do un solo consiglio, anzi due, il primo vale per tutti ma soprattutto per chi vuole scrivere: si deve leggere, è un imperativo, è la scuola più importante e non si può relegare in un angolino di tempo libero; il secondo è di rileggere sempre ad alta voce lo scritto: emergeranno tutte le imperfezioni come delle vere e proprie stonature. Buon anno e al prossimo capitolo🙋 ciao

  11. È bello che una ragazza di sedici anni abbia la passione per la scrittura.
    Certo lo stile è acerbo anche se il tema è ‘maturo’. Continuare a scrivere può solo farti bene, l’importante è che tu legga tanto.
    Comunque l’inizio è promettente.
    Auguri a tutto tondo.

    • Ciao, mi fa piacere che sia passato.
      Ho iniziato a scrivere su TI anche per migliorare il mio stile: so di avere ancora tanto da imparare!
      Purtroppo in questo periodo non ho abbastanza tempo per leggere (causa impegni scolastici), ma quando riuscirò a ritagliarmi una spazio lo farò senz’altro.
      Spero che continuerai a seguirmi.
      A presto.

  12. L’inizio è interessante e ho scelto Leonardo come migliore amico.
    Solo un piccolo appunto: i dialoghi prevedono normalmente l’uso dei caporali («») (ALT+0171 e ALT+0187), che racchiudono il dialogo, o il trattino lungo (—) (ALT+0151) all’inizio del dialogo.
    Le virgolette indicano i pensieri.
    Non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo.

    • Ciao, ti ringrazio di essere passato.
      Ogni volta che scrivo qualcosa mi riprometto di non utilizzare le virgolette durante i dialoghi, ma ogni volta me ne dimentico!
      Comunque grazie per avermelo fatto notare, cercherò di stare più attenta.
      Sono contenta che ti sia piaciuto; alla prossima.

    • Ciao, grazie per essere passato e grazie per i complimenti (che fanno sempre molto piacere).
      Per quanto riguarda l’ambietazione realistica, devo ammettermi di essermi un po’ ispirata alla stanza ospedaliera nella quale mi trovavo a seguito di un’operazione (una semplice appendicite, niente di tanto grave), anche se, ovviamente, anche la fantasia e l’ispirazione hanno fatto il loro gioco.
      Grazie se vorrai continuare a seguirmi; spero di non deluderti.
      A presto.

  13. Ciao, un tema,scelto da te, all’ordine del giorno.
    Non so se è la cronaca di questi giorni ad ispirarti, a spingerti a raccontarlo, ma mi interessa il punto di vista di un giovane che partecipa al dibattito da una barella, con le sue paure. Noi almeno finora, (facciamo gli scongiuri), mai direttamente coinvolti in certi drammi, ci siamo mai chiesti cosa pensano i protagonisti ( a sedici, vent’anni) di certi fattacci? Ti sei presa una bella gatta da pelare cara Rossella, auguri! 🙋

    • Ciao, grazie per aver letto questo Incipit.
      Ormai credo si sia capito che le cose semplici non le ami e non facciano per me😅A dirti la verità non sono stata ispirata da nessun episodio recente di cronaca, ma volevo provare a raccontare questi episodi, di cui i “grandi” parlano tanto, dal punto di vista di un giovane (avendo anch’io la stessa età della protagonista)
      Per quando riguarda le paure della protagonista mi sono “ispirata”, se così si può dire, a quelle che ho provato io quest’estate durante un ricovero in ospedale (niente di che, solo una semplice operazione per togliere l’appendice)… non saranno mai le stesse, ma ho cercato di riprodurle; spero di esserci riuscita.
      Spero che continuerai a seguirmi. Alla prossima.

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