Sopravvissuto

Dove eravamo rimasti?

Adesso che Bianca ha saputo ciò, come si comporterà con Matteo? Lo affronterà direttamente (67%)

Il peso delle scelte.

Dire che aver scoperto la doppia vita di mio cugino avesse notevolmente destabilizzato quella normalità alla quale stavo cercando di tornare, sarebbe riduttivo.
Avevo paura, ma avevo imparato che fosse inutile rimanere fossilizzati all’interno di quel tunnel, poiché non saremmo mai capaci di allontanarci da esso, con la speranza -seppur quest’ultima sia sempre molto flebile- di non percorrere mai più quell’oscurità.
Non riuscii a chiudere occhio quella notte, riuscendo persino ad evitare che i miei genitori si rendessero conto del fatto che non fossi riuscita a mantenere fede alla promessa fatta ai medici che mi avevano in cura in ospedale, ai quelli avevo garantito di tenermi assolutamente lontana da tutto ciò che sarebbe stato capace di scalfire quella ancora debole corazza che stavo costruendo.
Sapevo tutto ciò mi si sarebbe ritorto ben presto contro, ma dovevo assolutamente chiudere quella questione che vedeva schierati -ovviamente da parti opposte- mio cugino e me.
Trascorsi il resto della notte a girarmi nel letto, pensando a cosa fosse meglio fare: affidarmi totalmente alle parole di uno sconosciuto o arrivare alla fine di tutta la storia?
Forse sarò stata un’ incosciente, ma decisi di dove scoprire tutta la verità: non mi sarei mai perdonata se avessi lasciato che Leo non avesse ottenuto la giustizia che meritava.
La mattina mi recai da Matteo, con la sicurezza che lui non fosse a conoscenza del fatto che la sua doppia identità fosse stata fatta uscire allo scoperto.
Inutile dire l’imbarazzo che provai quando ci sedemmo l’uno di fronte all’altra, come se lo stessi incontrando per la prima volta durante il corso di tutta la mia vita;
“Eppure non mi sentivo così prima di incontrare quel ragazzo misterioso” pensavo mentre cercavo le parole più adatte -nonostante non abbia ancora capito se esistano- per iniziare quel discorso che ci vedeva rivali, cancellando ogni ricordo di noi bambini che ci nascondevamo sotto il tavolo della cucina per evitare di essere rimproveri dai nostri genitori a seguito di una delle nostre solite marachelle infantili.
Era come se stessi parlando con un’altra persona, non più con il Matteo che conoscevo.
-Perchè?- riuscii a chiedere mentre lui versava del caffè nella mia tazzina; inizialmente Matteo non capì a cosa mi stessi riferendo, ma il muro di silenzio che si creò tra noi due ebbe come il potere di fargli comprendere che io sapessi tutto, compresa la verità sull’incidente che aveva strappato così violentemente Leo da noi.
Lui si lasciò cadere sulla sedia e, portando le mani alla testa, iniziò a piangere.
Io avrei voluto abbracciarlo e rassicurarlo, ma non riuscii a muovermi; in quell’istante riprovai la senza sensazione che mi invase il giorno del mio risveglio in ospedale, quando il mio corpo non rispondeva più ai comandi che il mio cervello gli inviava.
Ma quella Bianca era morta -l’avevo promesso a me stessa il giorno della mia dimissione-, e quella che c’era adesso non si sarebbe fatta impietosire da quel luccichio comparso all’interno degli occhi di Matteo: mi dispiaceva che fosse in quello stato, ma non riuscivo a non dargli la colpa di tutti gli avvenimenti negativi che avevano scombussolato la mia vita.
Quando si rese conto che non mi sarei mai alzata dalla sedia per andare a consolarlo -Leonardo sarebbe ancora in vita se lui lo avesse ascoltato, ma Matteo aveva preferito fare di testa sua-, si asciugò le lacrime e mi rivelò la sua versione dei fatti, la quale non si discostava molto da quella che avevo già ascoltato precedentemente da quel ragazzo che mi aveva fatto conoscere la verità: Matteo mi disse che non credeva di non riuscire più a pagare i proprio debiti, ma quando aveva ricevuto delle minacce si rese effettivamente conto -purtroppo troppo tardi- del casino all’interno del quale si era infilato; aveva provato a chiedere un prestito a Leonardo, ma questo gli aveva risposto che dovesse assolutamente andare a denunciare il fatto, altrimenti lo avrebbe fatto lui stesso.
Matteo non si sarebbe mai aspettato una simile reazione da parte del suo migliore amico, ma non poteva permettersi di fare nessuna denuncia, in quanto sapeva che sarebbe stato solo peggio; decise di intimorire Leonardo per distorglielo dall’idea che aveva avuto, ma non aveva calcolato i rischi della propria.
Leonardo è morto per questo, per aver voluto troppo bene al suo migliore amico.
Fu come essere colpiti in piena faccia da un pugno: ero da poco riuscita ad accettare il fatto che non avrei mai potuto ascoltare la voce del mio migliore amico, e adesso avevo scoperto di aver perso anche Matteo.
Capii di essere rimasta veramente sola, nonostante avessi intuito quanta sofferenza provocasse a mio cugino il rimorso di ciò che aveva fatto.
Matteo mi promise che sarebbe andato alla polizia per denunciare tutto, compreso che fosse stato lui ad uccidere Leonardo, ma neanche questo riuscii a farmi tornare la fiducia che riponevo in lui.
Per me era morto, esattamente come Leonardo.

Nell'ultimo capitolo ci sarà un salto temporale. Di quanto andremo avanti?

  • Dieci anni (50%)
    50
  • Cinque anni (0%)
    0
  • Tre mesi (50%)
    50
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62 Commenti

  1. Bentornata. Spero stai reagendo bene a questa brutta storia che ci è capitata.
    La tua scrittura diventa sempre più fluida e scorrevole, scegli parole che hanno anche un suono, e questo è importante. Ti consiglio di esercitarti a non dire niente di più di quanto necessario. Al lettore piace immaginare la scena senza che tu lo imbocchi, come se non fosse capace di farlo da solo. Per esempio quando hai detto del cellulare che suona nel giubbotto. Chiaro che lo aveva indosso, dove altrimenti.
    E anche la rivelazione fatta dal ragazzo che accusa il cugino. Esercitati a farle capire le cose, senza dirle direttamente.
    Ho votato per affrontarlo direttamente. Mi sembra una caratteristica della protagonista.
    Se ti va, dai un’occhiata al sito del mio profilo.
    Alla prossima

    • Ciao, mi sono un po’ fatta atttendere (la scuola online è quasi peggio di quella normale😅), ma spero ne sia valsa la pena.
      Ti ringrazio moltissimo per i consigli, spero di riuscire a metterli in pratica dal prossimo capitolo.
      Grazie mille per continuare a seguire la storia; alla prossima!

  2. Gran bel racconto, mi sta piacendo molto! Mi ha colpito la tragicità della storia e il modo in cui la protagonista reagisce agli eventi, con dolore ma anche con una certa maturità. Lo stile di scrittura anche mi piace molto, sebbene ogni tanto ci siano refusi o un po’ troppi giri di parole per esprimere certi concetti, ma quest’ultimo aspetto è semplicemente un mio gusto personale. L’unico passaggio che non ho apprezzato è quello del dialogo con la psicologa, che ho trovato abbastanza macchinoso, ma ripeto che per il resto il racconto mi piace! Voto anch’io per la madre.

    • Ciao Lorenzo, grazie mille per aver speso un po’ del tuo tempo legggendo la mia storia.
      Il tuo commento mi ha fatto davvero molto piacere, e sono contenta che i capitoli ti siano piaciuti; per quanto riguarda lo stile, mi sto impegnando per migliorarlo: ho ancora moltissimo da imparare, e ne sono consapevole.
      Spero che la storia continui a piacerti!.

  3. Bel capitolo. Fin ora ti ho seguito senza commentare. È una bella storia, soprattutto questo capitolo si vede che lo hai sentito parecchio. Troviamo il lato positivo nella tragedia reale che stiamo vivendo: prova a scrivere di getto e poi revisionare con attenzione il tutto, migliorandolo più che puoi.
    Aspetto il resto

  4. Ciao,
    ho scelto il cimitero, tanto per restare nel dialogo interiore della ragazza e vedere quanto abbia bisogno di uno psicologo.

    Attenzione alle ripetizioni, tieni a portata brower un dizionario dei sinonimi e contrari e quando correggi sostituisci le ripetizioni.
    Ad esempio hai usato “tenermi” 3 volte in 4 righe e “qualcosa” 2 volte nella stessa riga.
    Vedrai che migliorerà anche la leggibilità.

    Altra cosa:
    Se un personaggio ha una domanda o la fa attaverso un dialogo o se la fa inconsciamente, tutte e due insieme sta un po’ male. Riga 4 e 5, scegliendo una delle 2 avresti avuto caratteri in più da sfruttare.
    Attendo il prossimo capitolo.

  5. Ciao,
    ho scelto la seconda. È la più logica.

    Attenzione a questo:
    -Ricordo i fari di un’auto che ci veniva contro la nostra-

    Non è proprio bello da leggere, è dialettale, è meglio “che veniva contro la nostra” oppure ancora meglio “che ci veniva contro”

    Ancora troppi “non” consecutivi, ma è una questione di esercizio, migliorerai sicuramente.
    Aspetto il prossimo capitolo.

  6. Ciao, mi unisco ad altri per incitarti a continuare a scrivere, e leggere per migliorare il tuo stile, ancora acerbo. Per quanto mi riguarda forse avrai tralasciato qui la parte riguardante l’ipotetico problema fra i genitori, a meno che sia importante per il proseguo della storia. Il capitolo è già carico di dolore e tristezza per la morte di Leo. Ma è solo il mio parere, eh?
    Brava, continua così.

  7. Ciao, hai usato troppo spesso frasi con la negazione “NON”.
    La prossima cinta prova a farle in modo diverso.
    Abbiamo appreso che Leonardo è morto, invece di dedicare il prossimo capitolo al momento io l’avrei fatto in questo. È un mio punto di vista, non è una regola.
    Attendo il prossimo capitolo.

  8. Questa può essere la palestra giusta per allenarti a scrivere, ma devi fare tesoro dei suggerimenti degli altri e lasciare da parte i commenti che sono solo adulatori. Appena puoi leggi qualche testo di tecnica di scrittura creativa, anche se – devo dire – stai gestendo molto bene il narratore in prima persona. Attenta ai refusi, avevi fretta di pubblicare?

  9. Ciao, prima di pubblicare ti consiglio di rileggere più e più volte a caccia di refusi, are esempio c’è buoi al posto di bui.
    Capita, non c’è nessun problema.
    Un altro consiglio è di leggere qualcosa sulla scrittura creativa.
    Attendo il terzo capitolo.

  10. Ciao Rossella il mio commento ricalca quello di Napo.
    Ti faccio i miei auguri e ti do un solo consiglio, anzi due, il primo vale per tutti ma soprattutto per chi vuole scrivere: si deve leggere, è un imperativo, è la scuola più importante e non si può relegare in un angolino di tempo libero; il secondo è di rileggere sempre ad alta voce lo scritto: emergeranno tutte le imperfezioni come delle vere e proprie stonature. Buon anno e al prossimo capitolo🙋 ciao

  11. È bello che una ragazza di sedici anni abbia la passione per la scrittura.
    Certo lo stile è acerbo anche se il tema è ‘maturo’. Continuare a scrivere può solo farti bene, l’importante è che tu legga tanto.
    Comunque l’inizio è promettente.
    Auguri a tutto tondo.

    • Ciao, mi fa piacere che sia passato.
      Ho iniziato a scrivere su TI anche per migliorare il mio stile: so di avere ancora tanto da imparare!
      Purtroppo in questo periodo non ho abbastanza tempo per leggere (causa impegni scolastici), ma quando riuscirò a ritagliarmi una spazio lo farò senz’altro.
      Spero che continuerai a seguirmi.
      A presto.

  12. L’inizio è interessante e ho scelto Leonardo come migliore amico.
    Solo un piccolo appunto: i dialoghi prevedono normalmente l’uso dei caporali («») (ALT+0171 e ALT+0187), che racchiudono il dialogo, o il trattino lungo (—) (ALT+0151) all’inizio del dialogo.
    Le virgolette indicano i pensieri.
    Non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo.

    • Ciao, ti ringrazio di essere passato.
      Ogni volta che scrivo qualcosa mi riprometto di non utilizzare le virgolette durante i dialoghi, ma ogni volta me ne dimentico!
      Comunque grazie per avermelo fatto notare, cercherò di stare più attenta.
      Sono contenta che ti sia piaciuto; alla prossima.

    • Ciao, grazie per essere passato e grazie per i complimenti (che fanno sempre molto piacere).
      Per quanto riguarda l’ambietazione realistica, devo ammettermi di essermi un po’ ispirata alla stanza ospedaliera nella quale mi trovavo a seguito di un’operazione (una semplice appendicite, niente di tanto grave), anche se, ovviamente, anche la fantasia e l’ispirazione hanno fatto il loro gioco.
      Grazie se vorrai continuare a seguirmi; spero di non deluderti.
      A presto.

  13. Ciao, un tema,scelto da te, all’ordine del giorno.
    Non so se è la cronaca di questi giorni ad ispirarti, a spingerti a raccontarlo, ma mi interessa il punto di vista di un giovane che partecipa al dibattito da una barella, con le sue paure. Noi almeno finora, (facciamo gli scongiuri), mai direttamente coinvolti in certi drammi, ci siamo mai chiesti cosa pensano i protagonisti ( a sedici, vent’anni) di certi fattacci? Ti sei presa una bella gatta da pelare cara Rossella, auguri! 🙋

    • Ciao, grazie per aver letto questo Incipit.
      Ormai credo si sia capito che le cose semplici non le ami e non facciano per me😅A dirti la verità non sono stata ispirata da nessun episodio recente di cronaca, ma volevo provare a raccontare questi episodi, di cui i “grandi” parlano tanto, dal punto di vista di un giovane (avendo anch’io la stessa età della protagonista)
      Per quando riguarda le paure della protagonista mi sono “ispirata”, se così si può dire, a quelle che ho provato io quest’estate durante un ricovero in ospedale (niente di che, solo una semplice operazione per togliere l’appendice)… non saranno mai le stesse, ma ho cercato di riprodurle; spero di esserci riuscita.
      Spero che continuerai a seguirmi. Alla prossima.

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