Vedi Napoli…

Dove eravamo rimasti?

Paolo accetterà di parlare? forse, ma prima vuole vedere il micio. (78%)

la marea

«Il gatto rosso?» Il testone del sosia oscilla lentamente a destra e a sinistra sulla cerniera del collo. Il movimento cadenzato ha un ché di innaturale, meccanico. È un gesto volutamente maleducato, sicuramente provocatorio assieme agli occhi spalancati oltre misura. La voce ora è rauca, esce da un tubo rugginoso e scricchiola sulle ‘erre’. Sulle ‘esse’ scivola: sembra di vetro e fango. « …Il tuo grasso gatto rosso, Benito… stava proprio qui…» posa l’indice sul tavolo mentre continua a fissare l’inebetito padrone di casa dritto negli occhi. «Qua sopra, poco fa.»
Paolo è sempre più confuso. Deve pensare, non sa decidere quanto deve temere quell’uomo. Sente che la situazione non è sotto controllo e decide di non cedere ad una reazione impulsiva (del resto già sfumata) perché, forse tra poco si sveglierà da un incubo.
Ad ogni modo prova a ribattere, tanto per ricordare alla platea del suo ego calpestato che esiste e che ha un’opinione: il suo orgoglio ha fame.
«Intanto si chiama Bonito e non Benito» dice alterato «non sale sul tavolo e non ha l’abitudine di sparire quando arrivo a casa, anzi…» spara tutto d’un fiato, come in un salto, uno strappo di corsa in salita.
Risposta debole. Buttalo fuori invece: sembra lui il padrone…
«Be’ oggi l’ha fatto.» lo interrompe l’altro «Lascia perdere, chiediti piuttosto come faccio a conoscere il suo nome e il tuo!»
Sono ben altre le cose che Paolo si chiede ma non è pronto per le risposte che potrebbero arrivare e allora vorrebbe solo chiudere gli occhi come quando era bambino e sperare che Belfagor scompaia.
«Quelle non sono cose difficili da scoprire…»
Sto andando bene, ottima replica, sensata!
«Ok, tu sei il capo. Allora… lo cerchiamo!?» blatera Belfa mentre si gira di nuovo verso il tavolo e si rilassa.
(Si sà, dopo un po’ il collo duole, però quel gesto di chi è a suo agio in casa tua e ti dà arrogante le spalle è uno schiaffo!).
«Posso farlo da me, grazie. E adesso fuori!»
Non sono credibile, con questo ombrello in mano sono ridicolo!
«Adesso fuori-adesso fuori… mi-conviene-usciree» l’uomo si alza, gli gira intorno, ne può sentire l’odore.
È veramente identico a me!
Quello continua a girare, il corpo si muove ma la testa adesso sta ferma nel vuoto e lo sguardo vitreo è sempre fisso su di lui (come quello di un falco in volo).
Spavaldo lo irride cantilenando: «Che-paura-che-mi-fai. Oh-povero-me-che-storia-che-mi-capita-oggi… Oggi-non-è-il-mio-giorno-fortunato-meglio-che-vada… anzi-obbedisco-badrone! Oh sì, hai-ahi! Oh sì, ahi-ahi… ».
Così, strafottente, a suo modo agghiacciante, il volto deformato da una smorfia beffarda, il deficiente, il buffone, il cialtrone si avvia verso l’uscita simulando stavolta un’andatura goffa, ondeggiante, con le gambe storte e ad ogni ahi-ahi si volta e mostra la lingua.
Paolo però non vuole vederlo.
Sta lì.
Spera che se ne vada davvero, subito. Timoroso di spezzare l’incantesimo, non si volta e non muove un muscolo. Aspetta solo lo scatto della serratura con la chiusura della porta alle spalle sue e del visitatore.
Per pochi lunghissimi secondi sembra non accadere più nulla.
Paolo respira.
Un miagolio, un che di supplichevole, lo assale alle spalle: è una fitta dolorosa, un brivido. Ma lui non ha sentito l’uomo uscire e allora non si volta ancora.
Chiude gli occhi. Un attimo, solo un attimo. Calma!
Si dà dell’imbecille. Ma, sono un cacasotto?
E alla fine si decide. (Si gira piano perché nulla è scontato.)
Il gatto è lì: non si muove, sembra di pezza. Lo fissa con occhi gialli… guarda lui o qualcosa dietro di lui.
«Ehi micione dov’eri? Vieni qua…» Paolo non ci crede: il micio si sottrae e scappa verso la cucina. (… la fame?)
Povero gattino, quel tale è un vero stronzo. Da dove sarà uscito?
Paolo tornò a chiedersi perché tanta paura, e per cosa poi? Per un deficiente che gli somigliava e che faceva lo spiritoso? Per uno che era d’accordo con qualche amico suo e adesso stava al bar a raccontare con una birra in mano?
La marea era scesa. (E non appena rimetti la testa fuori dall’acqua il mare non fa piu paura!)

E venne poi per lui, che non pranzò quel giorno, l’ora di tornare in negozio.
Facendo la solita strada passò in un punto dove il marciapiedi confinava con piccolo giardino condominiale. Era, quello, chiuso da un muretto incorniciato da un glicine esuberante e sfrontato con una vecchia inferriata arrugginita che trovava proprio nelle sue spire legnose la forza per rimanere in piedi.
Paolo vi aveva spesso notato la presenza di un grosso cane che se ne stava tranquillo a pensare ai fatti suoi.
Quel giorno però non andò così, perché quello prese a ringhiare e poi ad abbaiare furiosamente non appena lo sentì arrivare.
Lui, colpito, si fermò. Si voltò, e poté vedere una vecchia affacciata a una finestra del primo piano che, interpretando il suo sguardo come una domanda, rispose gridando a lui e al vento: «L’hanno lasciato fori ma è bono, sta a difenne er teritorio… senti che caciàra!».
Annamo bene…, ce mancava lui oggi, ‘sto fio de ‘na mignotta!

cosa succede adesso

  • Paolo fa buon viso a cattivo gioco (0%)
    0
  • Arriva un aiuto insperato (40%)
    40
  • Paolo si confida con qualcuno (60%)
    60
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87 Commenti

    • …Grazie, sì, certo: le ombre, lo specchio, l’inconscio che ,bene o male condiziona la nostra esistenza. A volte prende il sopravvento, le paure che genera si moltiplicano e qualcuno ogni tanto ne viene sopraffatto. Non so se Paolo ce la farà, ma…vedi Napoli, la vita va così. Grazie ancora, ciao🙋

    • Bravo, hai colto il senso del mio incipit: ogni angolo di via che ci troviamo a percorrere vivendo una avventura può finire e un’altra cominciare, siamo navicelle nel mare della vita, e ogni volta è un’ esperieza nuova: tu sai che storia vivrai domani? Io no!
      Grazie per il commento a presto. ciao🙋

  1. Che riguarderanno chi nascerà, immagino.
    Bellissimo episodio poetico e sensibile.

    questa parte è un capolavoro,

    ” … Dopo il rodaggio di un paio di mesi, di ritorno dalle vacanze, passarono dalla pietra incendiata di sole di Lipari, direttamente al gelo fiabesco di Corso Trieste 46. Portarono conchiglie in un cestino di vimini e le posarono accanto all’astore che vegliava le medaglie di Cefalonia e Corfù; scelsero con cura il posto per dimenticarle e cominciarono la loro vita nuova. …”

    ci avrei chiuso una storia con un pezzo così. Complimenti.

  2. Ciao Fenderman,
    un sorso amaro questa volta. Bella la similitudine della colonna e la sua ombra, mi è piaciuta molto. Io ho votato per le sorprese, perché mi piacciono e perché questo racconto mi pare che abbia da offrirne parecchie.
    Bravo, che dire? Ti aspetto con ill quarto e nel mentre ti auguro un ottimo inizio d’Anno, alla prossima!

    • Ciao keziarica.
      Mi è venuta la voglia di fare una incursione là dove il nostro umore, la nostra quotidianità trova nutrimento e/o intossicazione. Vediamo se Napoli ci capirà qualcosa. In quanto a me cercherò di portarmi dietro un filo d’ironia che in questo genere di “viaggi” è salutare.
      Buon anno nuovo, e grazie!🙋

    • Ciao Ale, spero davvero per lui che le dia retta che qui si mette male!
      Quella parte a cui hai fatto riferimento è solo un flash sulla vastità di temi che si incontrano quando ci si inoltra nella complessità della mente. Il raccontarne bene è un’arte e da modestissimo apprendista mi arrampico e spero solo di non cadere, inserendo schegge di psicologia intuitiva. La psicologia vera la lasciamo ai professionisti, siamo qui per divertirci. Ciao, a presto 🙋

  3. Molto interessante il racconto anche per quel velo di confusione in cui si cela. Io lascerei le osservazioni senza le parentesi perché in alcuni casi fanno perdere il senso delle frasi.
    Seguo e aspetto i prossimi capitoli per avere maggiore chiarezza su che cosa succederà. Mi intriga! 🤗

    • Buongiorno, mi dispiace che ti sei persa, però lo capisco.
      Io immagino una scena dove ci sono due personaggi e una voce narrante che è un po’ il nostro testimone. Lui e lì e ogni tanto si volta e, tra parentesi, fa delle osservazioni guardando verso di noi. Poi è vero anche che i pensieri del protagonista vivono una specie di storia parallela riportata in corsivo e questo complica un po’ ancora le cose. Questo frammenta e disorienta, capisco, e il mio impegno è nel cercare di semplificare senza tradire questo schema. Grazie per il commento. Ciao 🙋

  4. Facciamo che Paolo si confidi con qualcuno, così magari si chiarisce le idee lui (e me le chiarisco anch’io). Anche questo racconto attinge a piene mani dal surreale, spero che sia un surreale che abbia una chiave di lettura interessante e non sia solo un divertissement.

    • Buongiorno Napo,
      certo che storie come questa possono andare a parare chissà dove. Io vorrei che restasse credibile e avesse una meta reale per niente immaginaria da raggiungere.
      Spero di riuscirci. In quanto a chiarirsi le idee…be’ per adesso non saprei.😁
      Ciao, grazie del commento. 🙋

    • Ciaoo Aless.
      il racconto viaggia di per sé sul passato remoto. Il presente mi aiuta, (ma non so se riesco 😁) a fare uno zoom su certi momenti specifici, è un po’ come essere lì mentre la cosa accade, assieme ai protagonisti. Ma alla lunga il presente può stancare e si snatura; e allora trovo logico tornare al racconto e a un minimo di distacco emotivo.
      Grazie per il puntuale graditissimo commento. Alla prossima, ciao 🙋

  5. Io vorrei prima vedere il micio se fossi in lui.
    Ciao fenderman, il tuo inizio funziona. Hai sempre un tono leggero e tendente al brillante che a me piace. Sarà un’avventura leggera che farà sorridere, credo, e io la seguirò volentieri. Alla prossima! P.s. grazie di essere passato da me, risponderò a tutto, è un periodo un po’ faticoso.

  6. Ciao Fenderman,
    bentornato. Per me, vuole vedere il micio, e mi pare pure giusto!
    Sono felice di ritrovarti così presto. Molto bene, una storia tutta nuova; ho idea che si allontani un poco dal tono leggero delle precedenti, ma staremo a vedere. Come sempre hai un buon tocco e riesci a dipingere ambienti e personaggi con maestria. Io aspetto gli sviluppi e ti auguro una buonissima giornata.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      una piccola svolta seria (o quasi) sperando che l’ironia non venga meno. Noto con piacere che qua siamo tutti animalisti. Il micio fa simpatia, ti confesso che anche io avrei chiesto di andarlo a cercare…
      Grazie per il contributo e alla prossima!🙋

  7. Buongiorno Fenderman
    Non ho mai seguito una tua storia, solo letto qua e là qualche capitolo, sto pochissimo sul sito.
    Ora, mi è piaciuto il tuo incipit: molto curioso l’incontro di Paolo “con se stesso”, scrivi con molta scioltezza. E poi c’è il gatto, che può essere un elemento futuro importante…
    perciò, micio micio

  8. …Eccomi qua. Intanto ci vai con una ragazza che ci vuole perché quattro occhi vedono meglio di due. Tre milioni nel ’91 e vai in capo al mondo, è logico, e poi ti compri l’Avventura con la “A’ maiuscola. Brava Ale, come tu sai essere. Aspetto il seguito. 🙋 ciao

  9. Attratto dal titolo (che però è solo un gioco di parole) sono approdato qui.
    Efficace la descrizione della vita di Paolo che precede la svolta surreale nel finale. Diciamo che da qui si può partire per qualunque percorso. Il sosia si sta cibando del povero micio? Svolta horror. Il micio si è trasformato nel sosia del suo padrone? Svolta fiabesca. Paolo ha le allucinazioni e antropoformizza il micio? Svolta psicologica.
    Insomma voglio prima capire che fine ha fatto il gatto.
    Ti seguo.
    P.S.: Dovrei essere uno degli utenti radunati da Alessandra, mi ha estorto la promessa di tornare a scrivere.

    • Ciao Napo, sono molto felice del tuo interesse e ti confesso che il titolo non era una teappolona; mi è venuto così perché amo la napoletanità e mi piaceva l’idea. In quanto ad Alessandra dobbiamo ringraziarla perché dimostra di crederci ancora e noi vogliamo crederci! ciao, grazie! 🙋

  10. Secondo me vuole prima vedere il micio, fosse mai che il gatto si è trasformato in lui, nel suo gemello, e adesso reclama la sua vita… sai tipo come nei film horror… ahahahahah, comunque devo farti i complimenti per questo primo episodio davvero ben scritto, e con qualche perla qua e là che mi ha ricordato quanto ancora ho da imparare.
    seguo la storia. a presto. ( stavolta sarò costante, sono tornata anch’io ahahah, sotto natale ho radunato un po’ di utenti per sfidarci, e tu capiti a fagiolo, perché sei al primo episodio, non pubblicare troppo in fretta -;) )

    • Ciao Ale, se sei tornata ti vado subito a cercare…😉
      volevo prendermi una pausa anche io ma non ci riesco. Volevo raccontare una storiella aperta a tutti gli sviluppi possibili sperando che qualcuno mi dia una strada interessante da seguire. L’idea di fondo si intuisce e, quindi, non la rivelo perché sarebbe superfluo. Alla prossima, ciao🙋

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