Vedi Napoli…

Dove eravamo rimasti?

cosa succede adesso Paolo si confida con qualcuno (60%)

L’ombra

Poco dopo, in negozio, Paolo ripensava al sosia e a quanto era stato idiota.
«Paolo che hai, non stai bene?»
«Io? No, è solo un po’ di mal di testa, non ho pranzato e ho fatto male.»
Adriana, amica, cassiera e socia della ferramenta, non gli credette ma volle assecondarlo.
«Vuoi un cantuccino?» disse estraendo da sotto la cassa un sacchetto di carta.
«Cantuccini? Che fai, cedi alle tentazioni?»
«Ma che, da tempo ormai per me niente più tentazioni: la mia è una resa totale amico mio! Ho visto tanta gente volare via prematuramente facendo una vita irreprensibile che, se permetti, cedo, cedo eccome! Ah, ah, ah.»
«Senti Adriana, a proposito: stasera hai da fare? Andiamo a cena? Ti va? Vorrei parlarti di una cosa…»
«Stasera, io e te? Ma è una cosa del negozio o che…»
«No, no: qui è tutto a posto. È una cosa che mi è successa e che vorrei condividere con te.»
«Ah, ok, va bene. Ma guarda che io a certe tentazioni ancora riesco a resistere eh!» disse lei sorridendo.
«Non preoccuparti non è un assalto alla tua verginità, ho solo bisogno di parlare con qualcuno.»
«Con qualcuno o con me? Perché se vuoi parlare con la sottoscritta stavolta devi accettare quel vecchio invito a casa mia che non hai mai considerato.»
«È vero, mi arrendo donna meravigliosa… Quasi quasi ci ripenso a proposito della tua verginità!»

Adriana Rossi era una giovane donna single per scelta. Era figlia di un generale del Genio che, quattro anni prima, le aveva lasciato in eredità una grande casa in Corso Trieste e un capitale da investire. Così lei, che era diplomata in pianoforte, aveva messo da parte, senza abbandonarla del tutto, la sua vita in musica, come amava dire, e, subentrata ad un vecchio socio della ferramenta andato in pensione, ora gestiva l’attività con Paolo suo amico da sempre.
L’idea di quella cena a due le dava gioia, non c’era un’altra parola. Tra loro la stima e l’affetto venivano da lontano, e se mai si erano concessi una serata assieme forse era perché Il suo ingresso nella società aveva contribuito alla fine del matrimonio di lui. Paolo infatti non era riuscito a sopportare per molto i ripetuti attacchi di gelosia di Anita che immaginava chissà che storie e la separazione era stata inevitabile. Poteva quella cena essere l’occasione giusta per Adriana di liberarsi dai sensi di colpa? Lei lo sperava davvero.
*
«Ciao, eccoti. Trovato parcheggio? Seguimi che qui potresti perderti!»
Adriana in mezz’ora si era fatta bella, Bella davvero! pensò Paolo che non se l’aspettava.
Lei lo guidò per corridoi semibui fiancheggiati da elaborate cornici brunite attorno a facce austere e baffi asburgici; e poi cimeli di guerra dalla Grecia e dalla Libia, divise e decorazioni in teche di vetro e mogano vegliate da rapaci di bronzo dalle ali spiegate.
Tutto era immerso in un silenzio plumbeo punzecchiato dai tacchi di lei con un tack, tack! irriverente, metronomo dei loro passi.
Paolo raccontò il fattaccio. Fu faticoso: la rabbia e l’umiliazione subita lo ancoravano alla vergogna e al desiderio di rivalsa.
Lei ascoltò dapprima sorridendone perché incredula o forse per sdrammatizzare; ma poi capì che non era quello che serviva a Paolo e lasciò stare. Dopo cena suonò per lui Chopin e, a richiesta, “I will never fall in love again” di Bacharach che la mise un po’ a disagio. Poi, davanti a un calice di rosso si fece ripetere con calma la storia e fece bene: la tensione calò e finalmente si sentì di commentare:
«Be’, intanto se il tuo visitatore si rifà vivo tu difenditi: registralo, denuncialo, oppure magari parla con lui. …Poi, però fai anche un po’ i conti con te stesso. Te lo devo dire: ti sei chiuso da tempo in una specie di corazza fatta di abitudini e di un autocontrollo perlomeno esagerato… e poi? E poi basta un cazzone ubriaco per mandarti in crisi? Sei fortissimo, piantato lì come una colonna di marmo in piazza e non ti accorgi che in una giornata di sole, dove tutto è luminoso e vivo, la tua ombra rischia di essere la cosa più evidente di te. Quell’ombra, caro mio, sembra fatta di niente ma è invece potentissima: è il luogo delle tue debolezze, delle tue fragilità. Tu non la vedi ma c’è: è lì, e più sei distratto dalla luce più è nitida! Sta a te svuotarla, sfumarla, e puoi farlo solo regalandoti una vita diversa, più leggera, una vita che sia una colonna più forte ancora ma trasparente. Un giorno, credimi, ringrazierai quell’uomo se sarai capace di reagire!».
Notò risalire l’inquietudine in lui ma alzandosi in piedi e girando su se stessa con le braccia a descrivere lo spazio intorno continuò: «Ho notato che questa casa, con la sua raccolta di cose morte, non ti mette a disagio: come mai? Io per l’amore che ho per mio padre ci vivo da trent’anni eppure la odio, la trovo macabra; e tu no? Cos’è la tua, indifferenza? Sei così Paolo? Ti prego, spogliati di questo tuo cieco rigore; è bello vivere: perché non lo fai? …Ecco finalmente te l’ho detto!». Paolo taceva ma quello bastò a lei per ascendere al trono dell’immaginario di lui e… mettersi in pericolo.

Quella notte Paolo

  • seguirà uno dei consigli di Adriana (60%)
    60
  • perderà qualcosa (0%)
    0
  • avrà ancora sorprese (40%)
    40
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87 Commenti

    • …Grazie, sì, certo: le ombre, lo specchio, l’inconscio che ,bene o male condiziona la nostra esistenza. A volte prende il sopravvento, le paure che genera si moltiplicano e qualcuno ogni tanto ne viene sopraffatto. Non so se Paolo ce la farà, ma…vedi Napoli, la vita va così. Grazie ancora, ciao🙋

    • Bravo, hai colto il senso del mio incipit: ogni angolo di via che ci troviamo a percorrere vivendo una avventura può finire e un’altra cominciare, siamo navicelle nel mare della vita, e ogni volta è un’ esperieza nuova: tu sai che storia vivrai domani? Io no!
      Grazie per il commento a presto. ciao🙋

  1. Che riguarderanno chi nascerà, immagino.
    Bellissimo episodio poetico e sensibile.

    questa parte è un capolavoro,

    ” … Dopo il rodaggio di un paio di mesi, di ritorno dalle vacanze, passarono dalla pietra incendiata di sole di Lipari, direttamente al gelo fiabesco di Corso Trieste 46. Portarono conchiglie in un cestino di vimini e le posarono accanto all’astore che vegliava le medaglie di Cefalonia e Corfù; scelsero con cura il posto per dimenticarle e cominciarono la loro vita nuova. …”

    ci avrei chiuso una storia con un pezzo così. Complimenti.

  2. Ciao Fenderman,
    un sorso amaro questa volta. Bella la similitudine della colonna e la sua ombra, mi è piaciuta molto. Io ho votato per le sorprese, perché mi piacciono e perché questo racconto mi pare che abbia da offrirne parecchie.
    Bravo, che dire? Ti aspetto con ill quarto e nel mentre ti auguro un ottimo inizio d’Anno, alla prossima!

    • Ciao keziarica.
      Mi è venuta la voglia di fare una incursione là dove il nostro umore, la nostra quotidianità trova nutrimento e/o intossicazione. Vediamo se Napoli ci capirà qualcosa. In quanto a me cercherò di portarmi dietro un filo d’ironia che in questo genere di “viaggi” è salutare.
      Buon anno nuovo, e grazie!🙋

    • Ciao Ale, spero davvero per lui che le dia retta che qui si mette male!
      Quella parte a cui hai fatto riferimento è solo un flash sulla vastità di temi che si incontrano quando ci si inoltra nella complessità della mente. Il raccontarne bene è un’arte e da modestissimo apprendista mi arrampico e spero solo di non cadere, inserendo schegge di psicologia intuitiva. La psicologia vera la lasciamo ai professionisti, siamo qui per divertirci. Ciao, a presto 🙋

  3. Molto interessante il racconto anche per quel velo di confusione in cui si cela. Io lascerei le osservazioni senza le parentesi perché in alcuni casi fanno perdere il senso delle frasi.
    Seguo e aspetto i prossimi capitoli per avere maggiore chiarezza su che cosa succederà. Mi intriga! 🤗

    • Buongiorno, mi dispiace che ti sei persa, però lo capisco.
      Io immagino una scena dove ci sono due personaggi e una voce narrante che è un po’ il nostro testimone. Lui e lì e ogni tanto si volta e, tra parentesi, fa delle osservazioni guardando verso di noi. Poi è vero anche che i pensieri del protagonista vivono una specie di storia parallela riportata in corsivo e questo complica un po’ ancora le cose. Questo frammenta e disorienta, capisco, e il mio impegno è nel cercare di semplificare senza tradire questo schema. Grazie per il commento. Ciao 🙋

  4. Facciamo che Paolo si confidi con qualcuno, così magari si chiarisce le idee lui (e me le chiarisco anch’io). Anche questo racconto attinge a piene mani dal surreale, spero che sia un surreale che abbia una chiave di lettura interessante e non sia solo un divertissement.

    • Buongiorno Napo,
      certo che storie come questa possono andare a parare chissà dove. Io vorrei che restasse credibile e avesse una meta reale per niente immaginaria da raggiungere.
      Spero di riuscirci. In quanto a chiarirsi le idee…be’ per adesso non saprei.😁
      Ciao, grazie del commento. 🙋

    • Ciaoo Aless.
      il racconto viaggia di per sé sul passato remoto. Il presente mi aiuta, (ma non so se riesco 😁) a fare uno zoom su certi momenti specifici, è un po’ come essere lì mentre la cosa accade, assieme ai protagonisti. Ma alla lunga il presente può stancare e si snatura; e allora trovo logico tornare al racconto e a un minimo di distacco emotivo.
      Grazie per il puntuale graditissimo commento. Alla prossima, ciao 🙋

  5. Io vorrei prima vedere il micio se fossi in lui.
    Ciao fenderman, il tuo inizio funziona. Hai sempre un tono leggero e tendente al brillante che a me piace. Sarà un’avventura leggera che farà sorridere, credo, e io la seguirò volentieri. Alla prossima! P.s. grazie di essere passato da me, risponderò a tutto, è un periodo un po’ faticoso.

  6. Ciao Fenderman,
    bentornato. Per me, vuole vedere il micio, e mi pare pure giusto!
    Sono felice di ritrovarti così presto. Molto bene, una storia tutta nuova; ho idea che si allontani un poco dal tono leggero delle precedenti, ma staremo a vedere. Come sempre hai un buon tocco e riesci a dipingere ambienti e personaggi con maestria. Io aspetto gli sviluppi e ti auguro una buonissima giornata.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      una piccola svolta seria (o quasi) sperando che l’ironia non venga meno. Noto con piacere che qua siamo tutti animalisti. Il micio fa simpatia, ti confesso che anche io avrei chiesto di andarlo a cercare…
      Grazie per il contributo e alla prossima!🙋

  7. Buongiorno Fenderman
    Non ho mai seguito una tua storia, solo letto qua e là qualche capitolo, sto pochissimo sul sito.
    Ora, mi è piaciuto il tuo incipit: molto curioso l’incontro di Paolo “con se stesso”, scrivi con molta scioltezza. E poi c’è il gatto, che può essere un elemento futuro importante…
    perciò, micio micio

  8. …Eccomi qua. Intanto ci vai con una ragazza che ci vuole perché quattro occhi vedono meglio di due. Tre milioni nel ’91 e vai in capo al mondo, è logico, e poi ti compri l’Avventura con la “A’ maiuscola. Brava Ale, come tu sai essere. Aspetto il seguito. 🙋 ciao

  9. Attratto dal titolo (che però è solo un gioco di parole) sono approdato qui.
    Efficace la descrizione della vita di Paolo che precede la svolta surreale nel finale. Diciamo che da qui si può partire per qualunque percorso. Il sosia si sta cibando del povero micio? Svolta horror. Il micio si è trasformato nel sosia del suo padrone? Svolta fiabesca. Paolo ha le allucinazioni e antropoformizza il micio? Svolta psicologica.
    Insomma voglio prima capire che fine ha fatto il gatto.
    Ti seguo.
    P.S.: Dovrei essere uno degli utenti radunati da Alessandra, mi ha estorto la promessa di tornare a scrivere.

    • Ciao Napo, sono molto felice del tuo interesse e ti confesso che il titolo non era una teappolona; mi è venuto così perché amo la napoletanità e mi piaceva l’idea. In quanto ad Alessandra dobbiamo ringraziarla perché dimostra di crederci ancora e noi vogliamo crederci! ciao, grazie! 🙋

  10. Secondo me vuole prima vedere il micio, fosse mai che il gatto si è trasformato in lui, nel suo gemello, e adesso reclama la sua vita… sai tipo come nei film horror… ahahahahah, comunque devo farti i complimenti per questo primo episodio davvero ben scritto, e con qualche perla qua e là che mi ha ricordato quanto ancora ho da imparare.
    seguo la storia. a presto. ( stavolta sarò costante, sono tornata anch’io ahahah, sotto natale ho radunato un po’ di utenti per sfidarci, e tu capiti a fagiolo, perché sei al primo episodio, non pubblicare troppo in fretta -;) )

    • Ciao Ale, se sei tornata ti vado subito a cercare…😉
      volevo prendermi una pausa anche io ma non ci riesco. Volevo raccontare una storiella aperta a tutti gli sviluppi possibili sperando che qualcuno mi dia una strada interessante da seguire. L’idea di fondo si intuisce e, quindi, non la rivelo perché sarebbe superfluo. Alla prossima, ciao🙋

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