Vedi Napoli…

Dove eravamo rimasti?

Adriana e la registrazione: lei non crederà (56%)

Il Vascello Fantasma

«Ma tu cosa credi?» disse Adriana «È uno scherzo o che? Mi porti qui a mangiare pizza e mortadella con una registrazione di Wagner… “Il Vascello Fantasma”? Ma, dico io, ti rendi conto? Dimmi che è uno scherzo e facciamoci questa risata però mi devi un pranzo e…»
«Ferma, ferma! Che Wagner e Wagner, dammi qua, fammi sentire!»
«…Già perché tu, naturalmente non l’hai ascoltato…!»
«No, io no, ti giuro! Non ne ho avuto il coraggio, credimi! Avevo paura di risvegliare chissà che maledizione… fammi sentire.»
«È inutile, Paolo. Qui c’è para-para l’overture del Vascello…»
«…Fantasma, guarda caso, ho capito! Dammi qua questo cazzo di registratore!»
Fu quello il momento in cui Napoli Paolo, quarantasei anni, da Roma, capì di essere ufficialmente pazzo.
Era l’esatto istante in cui una brava, simpatica, piacevolissima signora lo trattava da scemo e gli sbatteva in mano sul palmo aperto il registratore con la prova finale.
Caro Wagner la tua era una overture e una diagnosi.
Quello che seguì tuttavia, strano a dirsi, fu anche la fine dell’ incubo perché il soggetto in questione, il pazzo, beato lui, ne risultò sollevato.
Ebbene, signori per il mondo sono matto. Ho un amico tale e quale a me: si chiama… Sosia, è un fannullone ma mi fa ridere. Ho un’amica che si preoccupa per me, e ogni pazzo deve pur avere qualcuno che lo fa. Ho una figlia lontana che era la mia vita e che mi riconoscerà forse un giorno in un obitorio dove dovrà suo malgrado spostare le giovani chiappe per vedermi, e poi, oltre una moglie amata e dimenticata, ho uno splendido esemplare di gatto domestico: si chiama Benito ed è più matto di me!
E veniamo ad elencare le cose che non ho:
una barchetta di carta per navigare, un criceto per cammello, una chiffon cake in cui affogare, una estate al mare, una spalla su cui posare il capo e ritrovare un po’ di pianto: quello che neanche ricordo più. Tutto quello che non ho non mi serve giacché, si sa, per tutti sono matto e dunque felice. Io ho un fratello che viaggia nel cosmo, sì… è appena tornato da Saturno; lassù si annoia, e invece con me è libero di organizzare delle belle chiacchierate e serate in musica. Dice che la musica è la grande madre; il suo numero preferito è 432; mi parla di Mozart e Wagner… dice che io sono fortunato, che uno su un milione è come me, che io vedo quello che è, che posso leggere le ombre e… insomma: io ho un fratello, tale e quale a me e nessuno, dico nessuno lo può vedere: io sono il previlegiato. Cosa c’è di male ad essere pazzi?
E, invece, non era vero niente. Paolo vedeva fantasmi e aveva incubi, ok va bene: ma la pazzia? Ma quale pazzia! Erano gli altri che lo credevano matto e pensavano di lui le cose sopra dette. Per lui la verità era un’altra: per lui erano solo fantasmi usciti dall’ombra per sbocciare nella sua vita come fiori di campo; e vero, sacrosanto, era invece tutto quello detto a proposito di Sosia. Lui era il suo nuovo grande amico, allontanava i cattivi pensieri e migliorava la sua vita, lo avvicinava alla musica e alla conversazione oziosa, lo faceva sentire unico e amato.
Da giorno del verdetto il suo rapporto con Adriana crebbe all’inverosimile: lui aveva solleticato l’istinto materno di una non madre molto materna e acceso la miccia di una deflagrante, perfetta storia d’amore; una relazione totalmente appagante per lui dato che la “single per vocazione” era sessualmente iperattiva, brava in cucina e, qualità rara, molto, molto simpatica!
Dopo il rodaggio di un paio di mesi, di ritorno dalle vacanze, passarono dalla pietra incendiata di sole di Lipari, direttamente al gelo fiabesco di Corso Trieste 46. Portarono conchiglie in un cestino di vimini e le posarono accanto all’astore che vegliava le medaglie di Cefalonia e Corfù; scelsero con cura il posto per dimenticarle e cominciarono la loro vita nuova.
Per Bonito fu, invece, un passaggio difficile a sentir lui, anche se trovando ben altri spazi in cui giocare a nascondersi alla fine si adattò. Vivendo insieme tutto diventava facile: Adriana era meravigliosa, lui lo sapeva da sempre ma lo teneva chiuso dentro: ci voleva Sosia per fare il miracolo! Per lei invece Paolo fu una rivelazione. Era l’esatto opposto di quello che credeva fosse ormai diventato: premuroso, maschio, colto e ansioso di conoscenza si perdeva dietro le volute delle sue dita quando suonava per lui e precedeva ogni suo desiderio. In cambio chiedeva solo di tollerare i suoi momenti di “meditazione ” in cui si fermava a pensare volto allo specchio e dialogava in una lingua sconosciuta; ogni tanto rideva per tornare poi amabilmente a lei e riferire di viaggi interstellari sulla coda di una cometa, assieme al contrario specchiato di sé, ovvero il meglio possibile! Lei tollerava, ma che dico, amava, godeva quella magia. Lui era un originale, un pezzo unico; era in sintonia con lei e sembrava incarnare perfettamente il “gancio in mezzo al cielo” di Baglioniana memoria: gioco, arte, passione.
E così un giorno, gli annunciò piena di gioia, che era incinta.

adesso dentro e fuori la testa di Paolo succederanno tante cose che riguarderanno

  • Adriana ed altri (0%)
    0
  • Paolo e la sua famiglia (0%)
    0
  • chi nascerà (100%)
    100
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

87 Commenti

    • …Grazie, sì, certo: le ombre, lo specchio, l’inconscio che ,bene o male condiziona la nostra esistenza. A volte prende il sopravvento, le paure che genera si moltiplicano e qualcuno ogni tanto ne viene sopraffatto. Non so se Paolo ce la farà, ma…vedi Napoli, la vita va così. Grazie ancora, ciao🙋

    • Bravo, hai colto il senso del mio incipit: ogni angolo di via che ci troviamo a percorrere vivendo una avventura può finire e un’altra cominciare, siamo navicelle nel mare della vita, e ogni volta è un’ esperieza nuova: tu sai che storia vivrai domani? Io no!
      Grazie per il commento a presto. ciao🙋

  1. Che riguarderanno chi nascerà, immagino.
    Bellissimo episodio poetico e sensibile.

    questa parte è un capolavoro,

    ” … Dopo il rodaggio di un paio di mesi, di ritorno dalle vacanze, passarono dalla pietra incendiata di sole di Lipari, direttamente al gelo fiabesco di Corso Trieste 46. Portarono conchiglie in un cestino di vimini e le posarono accanto all’astore che vegliava le medaglie di Cefalonia e Corfù; scelsero con cura il posto per dimenticarle e cominciarono la loro vita nuova. …”

    ci avrei chiuso una storia con un pezzo così. Complimenti.

  2. Ciao Fenderman,
    un sorso amaro questa volta. Bella la similitudine della colonna e la sua ombra, mi è piaciuta molto. Io ho votato per le sorprese, perché mi piacciono e perché questo racconto mi pare che abbia da offrirne parecchie.
    Bravo, che dire? Ti aspetto con ill quarto e nel mentre ti auguro un ottimo inizio d’Anno, alla prossima!

    • Ciao keziarica.
      Mi è venuta la voglia di fare una incursione là dove il nostro umore, la nostra quotidianità trova nutrimento e/o intossicazione. Vediamo se Napoli ci capirà qualcosa. In quanto a me cercherò di portarmi dietro un filo d’ironia che in questo genere di “viaggi” è salutare.
      Buon anno nuovo, e grazie!🙋

    • Ciao Ale, spero davvero per lui che le dia retta che qui si mette male!
      Quella parte a cui hai fatto riferimento è solo un flash sulla vastità di temi che si incontrano quando ci si inoltra nella complessità della mente. Il raccontarne bene è un’arte e da modestissimo apprendista mi arrampico e spero solo di non cadere, inserendo schegge di psicologia intuitiva. La psicologia vera la lasciamo ai professionisti, siamo qui per divertirci. Ciao, a presto 🙋

  3. Molto interessante il racconto anche per quel velo di confusione in cui si cela. Io lascerei le osservazioni senza le parentesi perché in alcuni casi fanno perdere il senso delle frasi.
    Seguo e aspetto i prossimi capitoli per avere maggiore chiarezza su che cosa succederà. Mi intriga! 🤗

    • Buongiorno, mi dispiace che ti sei persa, però lo capisco.
      Io immagino una scena dove ci sono due personaggi e una voce narrante che è un po’ il nostro testimone. Lui e lì e ogni tanto si volta e, tra parentesi, fa delle osservazioni guardando verso di noi. Poi è vero anche che i pensieri del protagonista vivono una specie di storia parallela riportata in corsivo e questo complica un po’ ancora le cose. Questo frammenta e disorienta, capisco, e il mio impegno è nel cercare di semplificare senza tradire questo schema. Grazie per il commento. Ciao 🙋

  4. Facciamo che Paolo si confidi con qualcuno, così magari si chiarisce le idee lui (e me le chiarisco anch’io). Anche questo racconto attinge a piene mani dal surreale, spero che sia un surreale che abbia una chiave di lettura interessante e non sia solo un divertissement.

    • Buongiorno Napo,
      certo che storie come questa possono andare a parare chissà dove. Io vorrei che restasse credibile e avesse una meta reale per niente immaginaria da raggiungere.
      Spero di riuscirci. In quanto a chiarirsi le idee…be’ per adesso non saprei.😁
      Ciao, grazie del commento. 🙋

    • Ciaoo Aless.
      il racconto viaggia di per sé sul passato remoto. Il presente mi aiuta, (ma non so se riesco 😁) a fare uno zoom su certi momenti specifici, è un po’ come essere lì mentre la cosa accade, assieme ai protagonisti. Ma alla lunga il presente può stancare e si snatura; e allora trovo logico tornare al racconto e a un minimo di distacco emotivo.
      Grazie per il puntuale graditissimo commento. Alla prossima, ciao 🙋

  5. Io vorrei prima vedere il micio se fossi in lui.
    Ciao fenderman, il tuo inizio funziona. Hai sempre un tono leggero e tendente al brillante che a me piace. Sarà un’avventura leggera che farà sorridere, credo, e io la seguirò volentieri. Alla prossima! P.s. grazie di essere passato da me, risponderò a tutto, è un periodo un po’ faticoso.

  6. Ciao Fenderman,
    bentornato. Per me, vuole vedere il micio, e mi pare pure giusto!
    Sono felice di ritrovarti così presto. Molto bene, una storia tutta nuova; ho idea che si allontani un poco dal tono leggero delle precedenti, ma staremo a vedere. Come sempre hai un buon tocco e riesci a dipingere ambienti e personaggi con maestria. Io aspetto gli sviluppi e ti auguro una buonissima giornata.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      una piccola svolta seria (o quasi) sperando che l’ironia non venga meno. Noto con piacere che qua siamo tutti animalisti. Il micio fa simpatia, ti confesso che anche io avrei chiesto di andarlo a cercare…
      Grazie per il contributo e alla prossima!🙋

  7. Buongiorno Fenderman
    Non ho mai seguito una tua storia, solo letto qua e là qualche capitolo, sto pochissimo sul sito.
    Ora, mi è piaciuto il tuo incipit: molto curioso l’incontro di Paolo “con se stesso”, scrivi con molta scioltezza. E poi c’è il gatto, che può essere un elemento futuro importante…
    perciò, micio micio

  8. …Eccomi qua. Intanto ci vai con una ragazza che ci vuole perché quattro occhi vedono meglio di due. Tre milioni nel ’91 e vai in capo al mondo, è logico, e poi ti compri l’Avventura con la “A’ maiuscola. Brava Ale, come tu sai essere. Aspetto il seguito. 🙋 ciao

  9. Attratto dal titolo (che però è solo un gioco di parole) sono approdato qui.
    Efficace la descrizione della vita di Paolo che precede la svolta surreale nel finale. Diciamo che da qui si può partire per qualunque percorso. Il sosia si sta cibando del povero micio? Svolta horror. Il micio si è trasformato nel sosia del suo padrone? Svolta fiabesca. Paolo ha le allucinazioni e antropoformizza il micio? Svolta psicologica.
    Insomma voglio prima capire che fine ha fatto il gatto.
    Ti seguo.
    P.S.: Dovrei essere uno degli utenti radunati da Alessandra, mi ha estorto la promessa di tornare a scrivere.

    • Ciao Napo, sono molto felice del tuo interesse e ti confesso che il titolo non era una teappolona; mi è venuto così perché amo la napoletanità e mi piaceva l’idea. In quanto ad Alessandra dobbiamo ringraziarla perché dimostra di crederci ancora e noi vogliamo crederci! ciao, grazie! 🙋

  10. Secondo me vuole prima vedere il micio, fosse mai che il gatto si è trasformato in lui, nel suo gemello, e adesso reclama la sua vita… sai tipo come nei film horror… ahahahahah, comunque devo farti i complimenti per questo primo episodio davvero ben scritto, e con qualche perla qua e là che mi ha ricordato quanto ancora ho da imparare.
    seguo la storia. a presto. ( stavolta sarò costante, sono tornata anch’io ahahah, sotto natale ho radunato un po’ di utenti per sfidarci, e tu capiti a fagiolo, perché sei al primo episodio, non pubblicare troppo in fretta -;) )

    • Ciao Ale, se sei tornata ti vado subito a cercare…😉
      volevo prendermi una pausa anche io ma non ci riesco. Volevo raccontare una storiella aperta a tutti gli sviluppi possibili sperando che qualcuno mi dia una strada interessante da seguire. L’idea di fondo si intuisce e, quindi, non la rivelo perché sarebbe superfluo. Alla prossima, ciao🙋

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi