Vedi Napoli…

Dove eravamo rimasti?

adesso dentro e fuori la testa di Paolo succederanno tante cose che riguarderanno chi nascerà (100%)

Il Fiore Nero

Alla nascita Lorenzo, sottopeso e afflitto da una malformazione cardiaca, fu ospitato in incubatrice in terapia intensiva per il tempo necessario ad acquisire l’idoneità all’intervento chirurgico.
Ci vollero due mesi; per Adriana sessantatré giorni con lui a patire, amplificate, le sue stesse pene. In quella pancia di vetro suo figlio continuava il viaggio intrapreso con lei: guai a mancare!
Il giorno dell’intervento stava con Paolo nella sala d’aspetto. Gli sguardi di quelli che passavano, soprattutto del personale medico che ormai era di famiglia, lanciavano muti messaggi di conforto che aiutavano e annientavano al tempo stesso.
Mentre i loro minuti si rincorrevano nel tentativo vano di accelerare il tempo, la mente, stanca per aver troppo navigato un mare agitato da angosce e speranze, ormai taceva. Rimaneva solo la scienza in cui confidare, e la paura aveva gioco facile.

Ma torniamo a sette mesi prima…

Fu un giorno speciale: prima una telefonata di Vanessa che tornava da Barcellona, poi la notizia della gravidanza di Adriana!
«Cosa vorresti per nostro figlio…» cinguettò lei mentre Paolo la stringeva ancora più forte a sé togliendole quasi il fiato «io mi auguro che ami la musica, non c’è niente di più…»
«Io,» disse lui « per ora mi contento che somigli a te.»
«Troppo facile, visto che sarà mio figlio!» disse lei guardandolo dal basso, il suo petto contro quello di lui, la testa protesa all’indietro.
«Figlio …o figlia, cosa ti auguri bella mammina?»
«Un maschio, e si chiamerà Lorenzo. Io finisco il tempo verso 10 di Agosto… mi pare giusto!»
«Ah, ah, ah vero, bellissimo nome; vedremo… e se femmina?»
«A proposito: oggi arriva tua figlia…»
«Già, Vanessa. Non vedo l’ora. Prima te, e ora lei… la mia vita rinasce.»
«Ah, ah certo, una fenice, come la mia! Sì la mia, che è cominciata con te…» disse carezzevole guardandolo dritto negli occhi. «A volte mi chiedo se prima fosse vita: Adriana, Adriana, prima cos’era?» recitò con un sorriso dalla piega amara ripensando agli anni persi. «…Le dirai di me?»
«Tu che dici?» disse lui sciogliendola dall’abbraccio, «ne sarà felice, lo so. Lei aveva simpatia per te.»
«Mah, chissà che pensa di me e del ruolo che ho avuto nella fine del tuo matrimonio.»
«Non so che le ha raccontato la madre, ma per fortuna quando ci siamo lasciati lei era già grande.»
«Vero, vero. Ma, sai, non vorrei riaprire una ferita.»
«Non succederà tesoro mio.»
«Paolo, ti prego, non dirle di… delle tue meditazioni. Questo è un segreto solo nostro, non voglio che tu abbia problemi!»
«Uhm, ok, io vado, tu fai con comodo. A dopo.»
*
Poco dopo…
«Papà ti trovo bene…» Vanessa, forse un po’ sciupata ma bella come la ricordava, gli comparve davanti radiosa, sembrava felice. Lo assalì subito con mille domande e ascoltò ansiosa il racconto sul nuovo corso della sua vita.
«Lei dov’è adesso? Dove sta?»
«Tra poco sarà qui, tra poco la vedrai…»
«Vivi con lei adesso? A casa nostra?»
«A casa sua. Casa nostra è là che aspetta te.»
«Grazie, ma non sono qui per questo, sono qui per te.»
«Per me? E a tua madre lo hai detto?»
«Mamma, caro papi, è a Parigi da sei mesi con Michel, orafo ricco e bellissimo. Non lo sapevi?»
«Orafo? No, cazzo l’Anita che furbona!»
«E tu? Tu no invece? Adriana è ricca no?»
«No, non lo è, e comunque non è quello che intendevo. Volevo solo dire…»
«Che mamma si chiama fuori, lo so, lo so! E dunque, sai che ti dico? Veniamo a noi: auguri a te; e in quanto a me… io sono tornata per restare perché… perché voglio che… mio figlio nasca a Roma!»
Ecco, appunto, ci voleva. La sorpresa era per me: mio figlio già relegato in seconda pagina! Nuovi scenari, nuove domande-il mondo gira-la gente nasce e muore-la gente scompare e poi torna… E Anita a Parigi, con l’orafo, a farsi mettere in cinta anche lei! Mi manca solo una specie di figlio “postumo” da lei e sono a posto.
Che dirà Sosia di tutto questo?

«…Sai cosa succederà?» avrebbe detto quello, «Ci arrivi? Noo? Loro, coi loro pancioni, si coalizzeranno, stringeranno un patto, certo un patto, sai di quelli tipo “fratelli di sangue,” una specie di mutuo soccorso fra donne; e sai che succederà a te? Ti escluderanno, sarai un impiccio, e finirai come hai cominciato. Sarai solo un pover’uomo, una bestia da soma: un fallito, una merda. Credi a me, fermale, nessuno può aiutarti, devi fermarle!»

Paolo era depresso: la malanima di fondo che agitava il suo intelletto era un maledetto fiore nero profumato al veleno offerto al bene che poteva capitare. Capì che aveva bisogno di ben altro scudo: Sosia non bastava più per dare un volto alla sua anima negativa. E vennero mesi d’inferno in cui incubi e visioni divennero sempre più perturbanti.
In cerca d’aiuto, consultò uno psicologo che lo raccomandò ad uno psichiatra e poi non si fece mancare neanche un esorcista; ma, pensò, ci voleva ben altro!
*
Adriana che leggeva la sua angoscia, spostò gli occhi umidi da lui alla parete di fronte per guardare al tempo immobile di un orologio digitale.

Era il 9 agosto.

Domani è San Lorenzo e noi ce la faremo!

Il bambino, se ce la farà, potrà aiutare Paolo?

  • Si, ma non da solo. (25%)
    25
  • sarà un problema in più, e probabilmente non ce la farà. (0%)
    0
  • Sarà un alleato. (75%)
    75
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87 Commenti

    • …Grazie, sì, certo: le ombre, lo specchio, l’inconscio che ,bene o male condiziona la nostra esistenza. A volte prende il sopravvento, le paure che genera si moltiplicano e qualcuno ogni tanto ne viene sopraffatto. Non so se Paolo ce la farà, ma…vedi Napoli, la vita va così. Grazie ancora, ciao🙋

    • Bravo, hai colto il senso del mio incipit: ogni angolo di via che ci troviamo a percorrere vivendo una avventura può finire e un’altra cominciare, siamo navicelle nel mare della vita, e ogni volta è un’ esperieza nuova: tu sai che storia vivrai domani? Io no!
      Grazie per il commento a presto. ciao🙋

  1. Che riguarderanno chi nascerà, immagino.
    Bellissimo episodio poetico e sensibile.

    questa parte è un capolavoro,

    ” … Dopo il rodaggio di un paio di mesi, di ritorno dalle vacanze, passarono dalla pietra incendiata di sole di Lipari, direttamente al gelo fiabesco di Corso Trieste 46. Portarono conchiglie in un cestino di vimini e le posarono accanto all’astore che vegliava le medaglie di Cefalonia e Corfù; scelsero con cura il posto per dimenticarle e cominciarono la loro vita nuova. …”

    ci avrei chiuso una storia con un pezzo così. Complimenti.

    • Ciao keziarica.
      Mi è venuta la voglia di fare una incursione là dove il nostro umore, la nostra quotidianità trova nutrimento e/o intossicazione. Vediamo se Napoli ci capirà qualcosa. In quanto a me cercherò di portarmi dietro un filo d’ironia che in questo genere di “viaggi” è salutare.
      Buon anno nuovo, e grazie!🙋

    • Ciao Ale, spero davvero per lui che le dia retta che qui si mette male!
      Quella parte a cui hai fatto riferimento è solo un flash sulla vastità di temi che si incontrano quando ci si inoltra nella complessità della mente. Il raccontarne bene è un’arte e da modestissimo apprendista mi arrampico e spero solo di non cadere, inserendo schegge di psicologia intuitiva. La psicologia vera la lasciamo ai professionisti, siamo qui per divertirci. Ciao, a presto 🙋

    • Buongiorno, mi dispiace che ti sei persa, però lo capisco.
      Io immagino una scena dove ci sono due personaggi e una voce narrante che è un po’ il nostro testimone. Lui e lì e ogni tanto si volta e, tra parentesi, fa delle osservazioni guardando verso di noi. Poi è vero anche che i pensieri del protagonista vivono una specie di storia parallela riportata in corsivo e questo complica un po’ ancora le cose. Questo frammenta e disorienta, capisco, e il mio impegno è nel cercare di semplificare senza tradire questo schema. Grazie per il commento. Ciao 🙋

  2. Facciamo che Paolo si confidi con qualcuno, così magari si chiarisce le idee lui (e me le chiarisco anch’io). Anche questo racconto attinge a piene mani dal surreale, spero che sia un surreale che abbia una chiave di lettura interessante e non sia solo un divertissement.

    • Buongiorno Napo,
      certo che storie come questa possono andare a parare chissà dove. Io vorrei che restasse credibile e avesse una meta reale per niente immaginaria da raggiungere.
      Spero di riuscirci. In quanto a chiarirsi le idee…be’ per adesso non saprei.😁
      Ciao, grazie del commento. 🙋

    • Ciaoo Aless.
      il racconto viaggia di per sé sul passato remoto. Il presente mi aiuta, (ma non so se riesco 😁) a fare uno zoom su certi momenti specifici, è un po’ come essere lì mentre la cosa accade, assieme ai protagonisti. Ma alla lunga il presente può stancare e si snatura; e allora trovo logico tornare al racconto e a un minimo di distacco emotivo.
      Grazie per il puntuale graditissimo commento. Alla prossima, ciao 🙋

  3. Io vorrei prima vedere il micio se fossi in lui.
    Ciao fenderman, il tuo inizio funziona. Hai sempre un tono leggero e tendente al brillante che a me piace. Sarà un’avventura leggera che farà sorridere, credo, e io la seguirò volentieri. Alla prossima! P.s. grazie di essere passato da me, risponderò a tutto, è un periodo un po’ faticoso.

  4. Ciao Fenderman,
    bentornato. Per me, vuole vedere il micio, e mi pare pure giusto!
    Sono felice di ritrovarti così presto. Molto bene, una storia tutta nuova; ho idea che si allontani un poco dal tono leggero delle precedenti, ma staremo a vedere. Come sempre hai un buon tocco e riesci a dipingere ambienti e personaggi con maestria. Io aspetto gli sviluppi e ti auguro una buonissima giornata.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      una piccola svolta seria (o quasi) sperando che l’ironia non venga meno. Noto con piacere che qua siamo tutti animalisti. Il micio fa simpatia, ti confesso che anche io avrei chiesto di andarlo a cercare…
      Grazie per il contributo e alla prossima!🙋

  5. Buongiorno Fenderman
    Non ho mai seguito una tua storia, solo letto qua e là qualche capitolo, sto pochissimo sul sito.
    Ora, mi è piaciuto il tuo incipit: molto curioso l’incontro di Paolo “con se stesso”, scrivi con molta scioltezza. E poi c’è il gatto, che può essere un elemento futuro importante…
    perciò, micio micio

  6. …Eccomi qua. Intanto ci vai con una ragazza che ci vuole perché quattro occhi vedono meglio di due. Tre milioni nel ’91 e vai in capo al mondo, è logico, e poi ti compri l’Avventura con la “A’ maiuscola. Brava Ale, come tu sai essere. Aspetto il seguito. 🙋 ciao

  7. Attratto dal titolo (che però è solo un gioco di parole) sono approdato qui.
    Efficace la descrizione della vita di Paolo che precede la svolta surreale nel finale. Diciamo che da qui si può partire per qualunque percorso. Il sosia si sta cibando del povero micio? Svolta horror. Il micio si è trasformato nel sosia del suo padrone? Svolta fiabesca. Paolo ha le allucinazioni e antropoformizza il micio? Svolta psicologica.
    Insomma voglio prima capire che fine ha fatto il gatto.
    Ti seguo.
    P.S.: Dovrei essere uno degli utenti radunati da Alessandra, mi ha estorto la promessa di tornare a scrivere.

    • Ciao Napo, sono molto felice del tuo interesse e ti confesso che il titolo non era una teappolona; mi è venuto così perché amo la napoletanità e mi piaceva l’idea. In quanto ad Alessandra dobbiamo ringraziarla perché dimostra di crederci ancora e noi vogliamo crederci! ciao, grazie! 🙋

  8. Secondo me vuole prima vedere il micio, fosse mai che il gatto si è trasformato in lui, nel suo gemello, e adesso reclama la sua vita… sai tipo come nei film horror… ahahahahah, comunque devo farti i complimenti per questo primo episodio davvero ben scritto, e con qualche perla qua e là che mi ha ricordato quanto ancora ho da imparare.
    seguo la storia. a presto. ( stavolta sarò costante, sono tornata anch’io ahahah, sotto natale ho radunato un po’ di utenti per sfidarci, e tu capiti a fagiolo, perché sei al primo episodio, non pubblicare troppo in fretta -;) )

    • Ciao Ale, se sei tornata ti vado subito a cercare…😉
      volevo prendermi una pausa anche io ma non ci riesco. Volevo raccontare una storiella aperta a tutti gli sviluppi possibili sperando che qualcuno mi dia una strada interessante da seguire. L’idea di fondo si intuisce e, quindi, non la rivelo perché sarebbe superfluo. Alla prossima, ciao🙋

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