VOCE SOLISTA

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà la voce solista del prossimo episodio? Aida (75%)

Aida

Mio padre mi ha sempre chiamato “bambina”. Non è come potreste pensare, non è un segno d’affetto, è un modo per sminuirmi. Sei rimasta bambina – è sempre stato il suo pensiero – non sei mai cresciuta, ti sono cresciuti solo i vizi. Quando c’era mamma, fino al giorno prima che sparisse, le imponeva di starmi sempre addosso. Vedi che questa viene su male, diceva. Poi mamma è andata via, non so dove, non so come, ma so perché. Non lo sopportava più.

Lui non c’entra con la scomparsa di mia madre, ne sono sempre stata sicura. A lui mia madre serviva.

L’ho difeso con tutte le mie forze quando avevamo Polizia e Pubblico Ministero per casa. Io e mio fratello Alvaro lo abbiamo difeso convinti della sua innocenza, ma anche perché lui era tutto ciò che ci rimaneva. Sapete come mi ha ringraziato? A giugno mi ha tolto da scuola. Ero stata rimandata in quattro materie, senza mamma da gennaio, tra assenze e scarso rendimento. Lui non ci ha pensato su due volte. È meglio che resti a casa, mi ha detto, qui c’è tanto da fare e io non posso starti dietro, meglio che impari a fare la brava massaia, ché c’è il rischio, se lascio la presa, che mi diventi prima puttana e poi ragioniera.

Alvaro non ha mai speso una parola per me. Lui aveva preso il diploma di perito meccanico e già lavorava presso l’officina di una grande concessionaria a qualche chilometro da casa, alla rotonda sulla Nazionale. Alvaro è sempre stato un egoista, somiglia in tutto e per tutto a nostro padre. Non ho mai capito se loro due hanno sofferto davvero per la scomparsa di mamma. Mi sbaglierò ma più che altro, in privato, sembrava che la cosa desse loro noia perché aveva sconvolto le abitudini di casa. Alvaro poi, da subito, aveva cominciato a costruirsi il personaggio del portavoce che potesse fare bella mostra di sé nei servizi alla tv e nelle interviste ai giornali. Ne aveva approfittato anche per tessere una relazione con una giovane agente di polizia che partecipava in quel periodo alle indagini. Si chiamava Gianna, oggi è un ispettore. Di sicuro, dalla scomparsa di mamma, quella che ha sofferto di più, anche in seguito, sono stata io.

Ormai sono ridotta a fare la badante di mio padre. Un minino di autosufficienza gli è rimasta, ma riesce a fare solo pochi movimenti dalla sedia a rotelle al letto e viceversa, quasi sempre ha bisogno dell’ossigeno. Mangia poco, parla anche meno, ha sempre meno pretese, o dorme o ascolta la radio o guarda la tv. Non sta più a controllare ogni passo che faccio, semplicemente perché non ce la fa più.

Il laboratorio di falegnameria a poco a poco l’ho svuotato, ho regalato tutto. Mio padre non ne sa nulla e comunque del laboratorio non ne ha mai più parlato. È stato così che negli ultimi quattro anni ho potuto fare amicizia con un po’ di ragazzi della zona, mettendo in giro sui social la voce che avevo un locale senza pretese, dove però si poteva stare a fare musica o solo chiacchiere, senza dare fastidio a nessuno. Mio padre non se ne è mai accorto, d’altra parte il magazzino è staccato dal casolare ed è lontano dalla sua camera. I ragazzi della band, che hanno scelto il magazzino come base, lo hanno anche isolato con i cartoni delle uova. Nei giorni feriali vengono quasi ogni sera. Clara, la cantante, frequentava la mia stessa scuola, siamo diventate amiche. Poi c’è Filippo il bassista, che si fa chiamare Phil, col quale è nata una mezza storia da qualche mese in qua.

Subito dopo Natale i ragazzi della band partono per Milano, è la loro prima occasione per esibirsi in un cenone di Capodanno in un ristorante di periferia. Sono elettrizzati all’idea. Mi hanno chiesto di andare con loro. Phil dice che se le cose vanno bene potremmo anche non tornare più a Vicotorto.

Io a un cenone di Capodanno in ventisette anni non sono mai andata. Domani chiamo Alvaro.

Chi sarà la voce solista del prossimo episodio?

  • Phil (18%)
    18
  • Alvaro (82%)
    82
  • Aida (0%)
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153 Commenti

  1. Alvaro ha già parlato ora, proponendoci varie alternative ma non sembrava sapere la verità. Preferisco Gianna, visto che il racconto è un poliziesco. Ero molto indeciso con Aida, ma alla fine la mia opzione è andata a lei. Sono proprio curioso del finale che gli darai. Se non sbaglio è raro che un tuo racconto si concluda al decimo capitolo, di solito al nono veniva svelato tutto e il decimo era un capitolo di conclusione (mi pare lo dicesti pure una volta) 🙂 bello lo smile sulle scelte 😀

    • Hai ragione, concludo i racconti sempre al nono capitolo, il decimo è di solito un epilogo ambientato mesi dopo. Sarà così anche stavolta e non vi dirò molto di più, tranne un piccolo particolare buttato lì senza dargli nessun peso che potrà essere colto solo dai più attenti e con una buona memoria.
      Lo
      Smile che strizza l’occhio – lo hai capito – l’ho messo per evidenziare che il narratore non è onnisciente e quindi non sa la verità.

  2. ”Così è se vi pare…” l’intenzione di narrare la stessa storia dai diversi punti di vista, dall’interno della storia stessa non poteva che portare a questa conclusione. Vediamo se il finale ci riserva una soluzione soddisfacente o ancora il dubbio. 🙋 Ciao, buon finale!

  3. Bene, questi ultimi due capitoli sono di livello alto. E sai che se c’è da criticare non mi risparmio. Mi sei piaciuto molto, soprattutto in questo ottavo, nonostante usi la minima parte dei caratteri, riesci a far sembrare tutto non forzato o di fretta. Ero molto indeciso fra il capezzale e fra sé e sé in auto, ma ho scelto il capezzale di Aida. Mi interessano le reazioni della ragazza, forse qualcosa le tornerà in mente. Mancano due capitoli, ora sono davvero curioso di sapere come andrà a finire 🙂 Aspetto!

  4. Dai commenti vedo che hai pubblicato da poco l’ottavo. Ne sto leggendo due insieme. Parto dal sette, poi faccio un commento per l’otto. Qui avrei votato a casa di Serse pure io, quindi voto comunque ininfluente sarebbe stato. Il capitolo mi è piaciuto, hai ributtato un po’ di benzina sulla trama, la ragazza senza memoria (essendo dal suo punto di vista non può mentire, almeno credo), qualcuno che la voleva morta, forse. Forse non è stato un incidente, ma una cosa voluta. Filippo non mi piace, troppo premuroso, sembra volersi assicurare che non ricordi davvero nulla. Vado di volata all’ottavo (ma non come si dice a Livorno, che all’ottavo ci stanno i matti).

  5. Con ogni probabilità parlando tra sé e sé mentre guida potrebbe aiutarci a capire.
    Anch’io inizio a capire ma voglio aspettare che sia tu a svelare.
    PS Entrare e commentare è stato come operarmi a un rene. ( e tu sai che conosco la procedura)
    ci siamo raggiunti, domani anch’io sarò al nono…. buona fine a tutti e due in questo deserto desolato lasciato a teresa pirat da un anno ahahahahah

    cccpt

  6. Ciao Napo, confesso che mi ero persa un paio di puntate, ma d’altra parte anche tu non sei più passato a trovarmi dalle “due sorelle”…quindi siamo pari direi. Dai che sei quasi alla fine… e questo Alvaro che si è sbrigato a liberarsi delle cose del padre mi fa sorridere ma anche pensare… voto per il suo monologo interiore. A presto.

  7. Ciao Napo, ammetto che mancavo da un po’ su TI e che in questa occasione ho recuperato diversi “episodi”.
    Quest’ultimo, in particolare, ha riacceso la curiosità dello sviluppo della trama che, però, forse non ti ha coinvolto particolarmente.
    Gli elementi oggettivi per risolvere questo caso sono inesistenti, quindi immagino che ci sarà una confessione da parte di un fragile protagonista, magari proprio mentre riprende la memoria…
    A presto, ciao!

    • Bentornato, sicil. Sì, gli elementi per risolvere il caso sono inesistenti e non è detto che non sia inesistente il caso. Non manca molto alla fine di questo racconto (che, come dici tu, non mi ha coinvolto più di tanto).
      Ti aspetto al prossimo episodio.

  8. Credo di essermi persa il capitolo precedente.
    Adesso ho votato da casa di Serse, facendoti andare in parità, ahimé.
    Non mi aspettavo che la fatalità di un incidente avesse posto fuori combattimento Aida, da prima della data incriminata, direi che a questo punto lei è estranea alla morte di suo padre.
    mumble mumble

    • Qui tutti mentono, ma Phil che motivo avrebbe di mentire? Non fidarti di Serse che è un vecchio – peraltro trapassato – che ha perso la cognizione del tempo. Non fidarti di Alvaro, di cui non si fidava Serse e tantomeno Aida. Posso spoilerare un po’? Chi sa la verità non è detto che la dica.

  9. Scelgo il bar, sia mai che tra le mille voci infondate ne giri anche qualcuna verosimile.

    Mi piace da sempre il tuo modo di scrivere.
    La storia scivola via, leggera nella forma ma non nei contenuti.
    Come fai? Svelami il tuo segreto 🙂

    Ho qualche ipotesi, ma per il momento mantengo il segreto e aspetto con ansia il prossimo.

  10. Tu mi tenti con Aida (e vedo che la gente l’ha scelta), ma per me un capitolo con la voce solista di un coro sarebbe stato l’ideale, anche da sviluppare. Per questo avevo scelto i frequentatori del bar 🙂

    Il capitolo mi è piaciuto più dei precedenti, il mistero si infittisce e i capitoli però diminuiscono. Quindi forse è giusto che si passi a Aida. Ma vediamo.

    La storia incuriosisce e vediamo cosa ti inventerai per i prossimi capitoli 🙂

  11. Mi è sfuggito il click su Aida, ma volevo votare Gianna…
    Queto episodio mi è piaciuto, hai mostrato l’ingenua sagacia, che è un ossimoro, del medico ed è stato anche divertente. Anche se aver notato un filo bianco su un’unghia e che Alvaro fosse più bianco del lenzuolo mi pare onestamente una forzatura, mi è piaciuto lo stesso come l’hai mostrato.

  12. Gianna. Ben calibrato il linguaggio del medico, benissimo il modo in cui hai acceso la curiosità sul dettaglio. Ho letto un po’ di commenti qui sotto e ti confermo: sito di una lentezza snervante che certo non agevola la partecipazione

    • Sembrerebbe la cosa più logica, ma il mio focus non è su chi è l’assassino, piuttosto le domande sono altre: è un assassinio? è eutanasia e Serse era d’accordo? e in entrambi i casi si scoprirà la verità o la morte di Serse sarà archiviata come morte naturale?

  13. “Non avrei mica puntato il dito contro qualcuno, avrei solo riferito quel piccolo particolare. Così il dubbio sarebbe diventato della Gianna.”

    😀

    Lui passa il dubbio e noi passiamo il testimone a Gianna per capire cosa ne pensa di tutta la storia. Buon capitolo, mi pare leggermente frettolosa la parte dei dialoghi dove avrei voluto vedere più reazioni alle parole, e fossi in te non avrei fatto dire a Gianna apertamente al dottore quello che pensa, ma l’avrei fatta tacere ma con uno sguardo che lo incenerisce. Poi nel prossimo capitolo avrei esposto il suo pensiero (tipo furbo quell’ometto, ha fatto scaricabarile). Ma è una mia impressione.

    Aspetto il prossimo!

  14. ottimo capitolo; voto gianna (ma anche alvaro sarebbe stato interessante a questo punto)

    “Un dubbio è un dubbio e ne esci o togliendotelo di persona o passandolo a un altro”, bellissima…

  15. Perdonami, ma leggendo questo capitolo, mi è sembrato di guardare un bel
    falso d’autore. Qualcosa non mi quadra.
    Sentiamo Alvaro, e vediamo se conferma il racconto del doc.

    PS Curioso l’articolo prima del nome La Gianna, l’Adele… qui in Lombardia è normale, dici che anche da Serse lo è?

    • Vicotorto non esiste, ma un po’ di indizi (i nomi propri, la passione per Verdi, l’uso dell’articolo davanti al nome) lo collocherebbero tra Emilia e Lombardia.
      Se qualcosa non ti quadra, in parte la colpa sarà mia. Da escludere che ci siano colpi di scena in questo giallo/non giallo. Posso dire che l’io narrante di solito non mente.

  16. Seguiamo il flusso: Gianna ne parlerà con il medico di Serse. Ho recuperato terzo e quarto. Bene il terzo, ottimo il quarto. Almeno per quel che mi riguarda. Anni fa ho letto un giallo medioevale di Ian Pears scritto più o meno in questo modo, con tre diverse voci narrati che si alternavano nel racconto della stessa vicenda.
    Un po’ il tuo racconto me lo ricorda benché rispetto a Pears tu fai una cosa un po’ diversa facendo procedere la narrazione e fornendo elementi dai diversi punti di vista che concorrano alla definizione del puzzle mentre lì le voci narranti raccontavano tre diverse versioni della stessa storia… la quarta versione era quella che dava il titolo al romanzo. Scusa se sono partito per la tangente, ma il bello di theincipit sta anche in questo, no?

  17. Vorrei dar fiducia all’argutezza del medico, che forse ha notato una stranezza e ne parlerà con l’ispettrice. E con noi.
    Mi piace la tua scelta di dare una diversa soggettiva ai capitoli. Ricordo che lo feci anch’io molto tempo fa, con la storia di Rosa e Catalina, grazie al quale abbiamo fatto conoscenza.

  18. Ciao! Rieccomi da Mosca, non più dalla Siberia. Nelle chiese russe non avrebbero avuto furia, perché ci fa caldo 🙂 Stavolta il capitolo mi è piaciuto di più (si vede che Serse ti ispira). Ho votato la scelta più logica, ovvero che sia il medico a parlarne con la poliziotta.
    Come sempre diretto e senza fronzoli. Aspetto il quinto. Storia molto interessante (ma per ora, sarò sincero, lontana dai tuoi migliori lavori). Ma tutto dipenderà dall’evolversi.

    • Devi essere sincero, lo sai che non m’interessano i convenevoli.
      Questa sperimentazione di cambiare voce narrante a ogni episodio mi sta mettendo in difficoltà. È davvero la prima volta che la trama del racconto viene decisa dalle scelte dei lettori, credimi. Sarò più esplicito quando passerò al prossimo episodio.
      Tra l’altro non so perché mi sono imbarcato in tema così drammatico che deprime me per primo.
      Grazie del commento.

  19. una mano ben riconoscibile ha chiuso la manopola…
    comunque voto anch’io per il medico (già lo avevo votato in precedenza), ma più di tutto vorrei sentire una voce esterna alla famiglia

  20. Buonasera Napo, ci hai fatto aspettare parecchio per poter leggere questo 4 episodio!
    Il racconto entra nel vivo, pur nell’ironico paradosso che tale circostanza si concretizza proprio in concomitanza alla morte di un personaggio.
    Ad ogni modo, a rigor di logica, ritengo che sia il medico di base a doverne parlare all’ispettrice di polizia, in quanto è il primo a visitare il defunto paziente nonché è la persona più adatta a notare delle anomalie in quella che per molti altri sarebbe una ”consueta” morte naturale.
    Ricordo a me stesso che la sua classificazione quale “asino” proviene dall’io narrante di Serse, sicuramente non obbiettivo e non vincolante nel consentire al medico di appurare un soffocamento indotto.
    A presto, mi auguro che tu non sparisca nuovamente a lungo perché è davvero un piacere leggerti!

    P. S.
    Temo di aver cliccato, per errore, su ”l’ispettrice ne parlerà con il medico”, non ne sono certo. Tuttavia, come ti dicevo, la mia scelta era quella inversa.

  21. L’ opzione poliziotta + coinvolgimento emotivo mi stuzzica molto.

    Non so se è la question famiglia, il ballare coi punti di vista tra vita e morte, l’ argomento scelte più o meno dolorose…ma questa storia mi tocca davvero dentro e continuo a seguirla timoroso e curioso.

    Hai uno stile molto limpido caro Napo e molto “delicato” con i quali sfiori i vari argomenti, come il dito bagnato sul bordo calice per produrre quel suono…

    • L’opzione da te scelta è la più “sentimentale”, dove Gianna è più la vecchia fiamma di Alvaro che non l’ispettrice di Polizia. Dall’opzione che prevarrà stavolta dipende l’evoluzione dell’intero racconto.
      Grazie per essere passato.

  22. Scusa ma: Gianna ne parla col medico e il medico ne parla con Gianna non sono la stessa opzione?
    Comunque Gianna ne parla col medico.
    Perché dici “sembrerebbe sia morto per cause naturali” quando nella scena abbiamo visto che è stato asfissiato da qualcuno? Uno dei due figli, immagino. Lo so, lo dici perché noi eravamo nella mente di Serse e i personaggi no, per cui a loro può sembrare tutto un caso, ma siccome la domanda la poni a noi che eravamo nella mente di Serse, mi pare un po’ strana…
    Però bella scena, davvero vivida. Soffocavo anch’io a un certo punto.
    cccpt

  23. Complimenti, come al solito sei stato travolgente. Ho letto i primi 3 episodi d’un fiato e sono rimasto particolarmente coinvolto da Serse, mi ha catapultato e immerso nel suo mondo.
    Sarà per questo che spero che il prossimo episodio sia raccontato ancora una volta da lui.
    A presto, un abbraccio.

  24. Ritorno in grande stile. Il primo capitolo mi ha conquistato, il secondo mi è piaciuto, il terzo mi è sembrato troppo sbrigativo. Spero il prossimo torni con la stessa carica del primo. Ho votato il dottore perché può rivelarci dei dettagli interessanti. Serse però non mi sarebbe dispiaciuto. Felice di ritrovarti

    • Sono io che sono felice di ritrovarti.
      In effetti all’ultimo episodio ho dedicato pochissimo tempo, l’ho scritto di getto e senza voglia. Il vero problema è che la voglia di scrivere non c’è più e sono tornato qui solo perché me lo ha chiesto Alessandra.
      Ovviamente sta vincendo l’opzione che avevo buttato lì come riempitivo…

  25. mi riaffaccio per caso dopo tanto tempo e trovo questa bella sorpresa; ho letto i primi tre capitoli e voto per il medico di famiglia, sono curioso di sapere perché secondo lui il problema di serse non sia conseguenza del suo lavoro di falegname
    ho difficoltà ad inquadrare il modo di raccontare di serse: ammette di aver pesantemente condizionato la vita della figlia e della moglie (btw, ne conosceremo il nome?), ma non è completamente distaccato come ci si potrebbe aspettare da uno spirito trapassato
    ad ogni modo, buon anno!

  26. Ciao Napo, ho letto adesso i tre capitoli che avevo perso.
    La storia da te narrata, purtroppo, è una tematica famigliare molto attuale: un genitore malato, un figlio che o, come nel caso di Aida, si sacrifica per lui, o che, come nel caso di Alvaro, se ne frega e continua per la sua strada senza voltarsi indietro.
    Per il prossimo capitolo voto che la voce narrata sia quella di Serse, anche se devo ammettere di essere stata indecisa tra lui e il medico di famiglia.
    Buon Anno Nuovo.

  27. Mah, io dico di ascoltare la voce del medico di famiglia anche per rispettare il tuo proposito di dare sempre una voce diversa ad ogni episodio. In ogni caso sarei interessata ad ascoltare il medico per capire se davvero quest’uomo abbia bisogno di cure, di amore o di essere accantonato come loro vorrebbero fare. Mi domando che fine faranno invece quegli anziani che di figli non ne hanno. Sotto un ponte? A fiume? Mah.
    Detto questo: buon Anno Nuovo, Maestro.
    cccpt

    • D’accordo, il mio proposito è di cambiare voce narrante a ogni episodio, ma certo non ho in mente dieci personaggi diversi. Poi, tu che sei padrona delle tecniche di scrittura, sai bene che la narrazione in prima persona ha dei limiti invalicabili: solo Aida sa che fine ha fatto, solo Serse sa come è morto, e via di seguito.
      Auguri per un 2020 di successo.

    • Grazie Giorgia per il commento. Vediamo quale opzione prevarrà. Come capita sempre, mi ero fatto l’idea che ci sarebbe stato un plebiscito su Serse, ma i lettori quasi sempre prendono la strada che non mi aspetto.
      Buon anno.

  28. Ciao Napo,
    capitolo cortissimo, e menomale! Questo Alvaro già mi sta antipatico. Succede spesso, uno dei fratelli ha famiglia, l’altro no. Chi non ha famiglia o figli si prende cura del genitore o dei genitori anziani e malati. Poi, questo anziano, che non è che meriti granché. Aspetterò il seguito per capire se davvero non merita nulla.
    Intanto, ti auguro un felice Nuovo Anno e ci si vede a gennaio.
    Alla prossima!

  29. Buon Natale a tutti.

    Ho trovato un un pò di confusione nei salti temporali tra il primo e il secondo capitolo..
    Un morto parlante a 10 anni di distanza dalla scomparsa della moglie.
    La figlia bambina, all’epoca della scomparsa della mamma, che doveva essere presa a scuola..
    per cui, immagino frequentasse la scuola elementare.
    Poi nel secondo capitolo, la chiusura coi botti di Capodanno.. la “bambina” dichiara di avere 27 anni…
    va be…
    votato Alvaro.

  30. La mentalità fatta di stereotipi di padre e figlia si completano ed è resa bene, lessico essenziale e efficace.
    A differenza di Aida e Alvaro, non credi che, nelle ragioni scatenanti la scomparsa di una donna, non si sbagli quasi mai a pensare “Cherchez l’homme”?
    Mi chiedo se, nella tua idea, l’alternarsi della voce narrante ci porterà a una specie di “Così è se vi pare”.
    Alvaro (se insisti nel proporcelo, ci sarà un perché).

    • Interessante il tuo commento. In linea di massima, sono d’accordo con te che dietro la scomparsa di una donna c’è sempre un uomo.
      Sì, Louise, in tutti i miei scritti ricorre il tema che non esiste una sola verità. Stavolta però una delle voci narranti è nel mondo dei più e forse potrebbe dirvi la verità, se lo vorrete.

  31. Alvaro. Mi pare l’opzione più funzionale al progetto, diciamo così. Quando ho letto il nome del paese ho pensato a una collaborazione con Ale. Da quel che ho letto spulciando i commenti mi pare di capire che si tratti invece soltanto di un omaggio. Peccato. Chissà che ne sarebbe venuto fuori. Bene la chiusura del primo, arrivata assolutamente inaspettata. Sono davvero curioso di saperne di più. Seguo.

    • Lou, la sperimentazione dei racconti paralleli l’avevo fatta tempo fa con Diego Zucca, stavolta invece mi sono limitato a un piccolo tributo ad Alessandra che ha riportato qui me, Giulia Menegatti e chef Marc aka il Mago.
      Da acuto lettore e da ottimo autore, quale tu sei, hai intuito il progetto e ti confermo che in questa fase Alvaro è sicuramente il più funzionale allo sviluppo del racconto. Ma vediamo cosa decideranno i lettori.
      Se l’opzione Phil ne uscirà sconfitta, non ritroveremo più questo personaggio. C’è invece un altro attore, introdotto marginalmente in questo episodio, che si farà avanti nella seconda metà del racconto. Tu che sei ormai un esperto giallista avrai già capito chi è.

  32. Ciao Napo,
    direi di sentire Phil, per Alvaro c’è tempo e mi piacerebbe conoscere meglio Aida, dal punto di vista di una persona estranea alla famiglia.
    Di storie come questa, al giorno d’oggi, se ne sentono (e vedono) parecchie. Donne scomparse, figli sbattuti in prima pagina o abbagliati dai riflettori di mille trasmissioni televisive a caccia di scoop. Hai cominciato un giallo d’attualità, si potrebbe dire, e il resoconto, in forma quasi diaristica di Aida, ha dato un’altra pennellata sulla vicenda. Sono curiosa di sapere che fine ha fatto la madre, come vorrei tanto sapere che fine han fatto altre donne perse nel nulla.
    Bene così, se non ci si legge prima: Buonissime Feste.
    Alla prossima!

    • Grazie K.
      Sì, questo racconto attinge a piene mani dall’attualità, da una società sempre più cinica ed egoista.
      Phil, ti avverto, non ci aiuterebbe a entrare nel vivo del giallo e, se prevalesse questa opzione, aspettati un episodio breve.
      Non so se riuscirò a scrivere in queste feste, ma mi piacerebbe rispettare i tempi del plot e pubblicare prima di fine anno. Ma come dici giustamente tu, Buonissime Feste.

    • Ti ringrazio per il commento. Non so se tutti alla lunga possano apprezzare questo susseguirsi di voci narranti, questi monologhi senza dialoghi, così duri e realistici.
      Per tornare su theincipit – a parte l’invito di Alessandra – mi serviva sperimentare ancora una volta qualcosa di nuovo per me.

  33. Salve Napo, ho ricevuto la notifica per email ed eccomi qui a leggerti.
    Dunque un morto che parla… la premessa sembra interessante, considerata la scomparsa della moglie.
    Nella parte iniziale, ho percepito un pò troppi (io).
    Per il resto, aspettando il secondo capitolo ho votato ancora per Serse,
    Ovviamente seguo.
    Un saluto a te e a tutti

    • Serse – chiarisco subito – non è un povero Cristo, è un uomo incattivito dai casi della vita e dalle malattie. È un egoista e un egocentrico, perciò io io io.
      La scomparsa della moglie, nella mia idea originale, non è il tema centrale del racconto, rimarrà sempre ai margini a meno che voi lettori non mi farete cambiare idea.
      Grazie per essere passato.

  34. Ciao Napo,
    bentornato! Quindi il giallo che strizza l’occhio al soprannaturale, di cui mi accennasti al mio esordio con Tani, alla fine ha preso forma. Bene, sono contenta e curiosa di sapere cos’ha da dire il prossimo solista. Io ho votato per Aida, che mi pare possa dar voce alla madre scomparsa, chissà perché ma mi suona così.
    Aspetto, dunque, il secondo episodio e rimando alla prossima settimana gli auguri di Buone Feste.
    Alla prossima!

    • Ciao K, benvenuta.
      Temo di deluderti, perché non ci saranno elementi di soprannaturale in questo racconto. L’unica cosa fuori dal reale è che una delle voci narranti è quella di un morto. Però, se ti può fare piacere, se toccherà di nuovo a Serse narrare un pezzo della storia, potrei renderlo onnisciente… visto che è morto. Chissà, ho solo un’idea di massima su come può evolvere la storia, il resto dipende da voi lettori.
      A presto.

  35. Ciao Napo, una storia sgrossata dal vecchio con rigida oggettività che sembra il rigetto dei sentimenti che sicuramente negli anni l’hanno pervasa e nutrita. I figli vanno dunque ascoltati, è giusto; anche se sento che forse è troppo presto e che lui, il padre, ha ancora molto da dire.
    Lo ascolterei ancora un po’ prima degli altri. (però se non vuole…)
    Bella, schietta, efficace la scrittura, complimenti. Peccato che questi capitoletti siano costretti in spazi tanto esigui e si debba aspettare troppo per leggere il seguito!
    grazie, comunque e, alla prossima. ciao 🙋

    • Grazie del commento.
      Non preoccuparti, non ti farò aspettare troppo per leggere il secondo episodio. Di solito pubblico almeno un episodio a settimana.
      Non son d’accordo sugli spazi esigui. Ai primordi di theincipit i caratteri a disposizione erano tremila e si viveva bene ugualmente. Raramente io uso cinquemila caratteri, uso quelli che mi servono, evito le lungaggini.
      Nel primo episodio ho introdotto, oltre Serse, altri due personaggi viventi. La terza opzione, che sia ancora il defunto a narrare, l’ho aggiunta giocoforza. Rispetto la tua scelta, ma l’idea portante è cambiare ogni volta punto di vista, cambiando il narratore in prima. Se continuasse Serse a narrare, scatterebbe l’effetto Spoon River.

  36. Per ora dico Aida.
    Bentornato Maestro!
    Storia surreale anche la tua, bravo! Ci cimentiamo entrambi in qualcosa di diverso dal nostro solito… più o meno. Mi piace che sia un giallo. Mi piace che alla fine della lettura, mentre pensavo a quale fine avesse fatto sua moglie, lui mi abbia sparato nello stomaco un gran colpo di scena, un colpo da maestro, dei tuoi… appunto. Finale magnifico. Beh, l’inizio di una storia che già si prevede davvero intrigante. A casa The Incipit dovrebbero assumerti, sembri preoccupartene più di loro. ahahahah
    seguo gioco eccetera

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