AAA Crononauta cercasi

Il colloquio

Il primo giorno del resto della mia vita cominciò con una tazza sbeccata.

«Brutto segno» mi dissi sospirando mentre finivo di lavare i piatti del giorno prima.

Era un afoso lunedì mattina di agosto: ero nella cucina del mio appartamento, le mani affondate nell’acquaio colmo di schiuma bianca, a lambiccarmi il cervello su come pagare l’affitto e una bolletta della luce ormai scaduta.

Era una giornata come un’altra: una giornata tranquilla, ordinaria, così come lo era la mia vita di allora. Ero, e forse sono ancora, il desolante ritratto di quella generazione di giovani precari frettolosamente etichettata come “choosy”.

Avevo bisogno di un lavoro, un lavoro qualsiasi, che mi permettesse di non tornare, coda tra le gambe, a casa da mamma e papà.

Tenere duro” era il motto. Lo avevo anche scritto con il rossetto sullo specchio del bagno.

Tenere duro, sì, ma la mia tazza preferita si era sbeccata. Sospirai depressa.

Avevo un colloquio per un posto da cameriera in un pub: non sapevo spillare birra e non riuscivo a portare più di un piatto alla volta, ma era l’unico annuncio decente nella sezione “Offresi” sul quotidiano locale.

Al dire il vero, ce n’era anche un altro, ma era talmente magnifico, che sapeva di bufala lontano un miglio.

AAA Giovane donna laureata in Scienze Umanistiche cercasi per lavoro d’import-export. Si richiede buona conoscenza di una o più lingue antiche, nozioni base di egittologia ed etruscologia, padronanza nel decifrare codici miniati e incunaboli. Il lavoro richiede flessibilità di orario e disponibilità a viaggiare. Presentarsi in via Angusta a mezzogiorno lunedì…

«Sono io!» avevo esclamato leggendo l’annuncio per la seconda volta, incredula «Sembra che sia stato scritto pensando a me!».

Probabilmente era lo scherzo di qualche buontempone o, peggio, di qualche maniaco.

Lo avevo cerchiato comunque con la penna rossa, poi avevo telefonato al pub per prendere un appuntamento per il colloquio.

Il pub si trovava in una viuzza del centro; nonostante vivessi in quella città da più di cinque anni ancora mi capitava di perdermi, così sbagliai traversa e mi ritrovai in dei vicoli mai visti prima, nel cuore del vecchio borgo medievale. Iniziai a vagare rapita dalla bellezza secolare della pietra scura, guardavo i balconi, i fregi delle finestre, i cornicioni, i portoni antichi, come a mio solito, persa in un tempo che non mi apparteneva, dimentica dell’appuntamento con il proprietario del pub. Fu così che andai a sbattere contro un vecchietto che scendeva in direzione opposta alla mia con un cagnolino al guinzaglio, un meticcio minuscolo che mi ringhiò con tale impeto da farmi sobbalzare.

«Mi scusi tanto» dissi imbarazzata.

Non si sentivano più né rumore di auto né voci di uomini.

«Ti stavo aspettando» rispose gentile il signore.

La schiena curva e le mani tremule e rugose lo facevano apparire centenario.

«Cosa vai cercando con il naso all’insù?»

«Via della Volta Buia, dovrebbe essere una traversa dietro Piazza delle Erbe» risposi ingenuamente.

«Temo, cara, che non troverai quel che vai cercando in Via della Volta Buia».

«Come?»

Fino a quel momento non avevo davvero guardato l’uomo anziano di fronte a me. Alzai lo sguardo e fissai l’ometto, una luce in quegli occhietti acquosi mi fece scattare un campanello d’allarme ed indietreggiai.

«Puoi tornare su i tuoi passi, cara, ma non troverai quel che vai cercando» ripeté di nuovo l’uomo e mi sembrò meno gobbo e vecchio di prima.

«Quel che sto cercando?» ripetei a mia volta spaventata.

«Hai letto l’annuncio, no? Hai detto che sembrava scritto apposta per te. Sono contento di aver saputo individuare bene le tue caratteristiche. Quindi accetti?»

«Annuncio? Quale annuncio?» balbettai sconvolta.

La pagina degli annunci lavorativi del quotidiano locale apparve nella mia mente, il tratto rosso tracciato con la penna intorno a quello che avevo bollato come uno scherzo.

«É un lavoro faticoso, sì, ma ben retribuito, divertente il più delle volte, gratificante, mai noioso, e adatto ai tuoi studi. E poi si viaggia, viaggiare è la parte migliore».

Disse viaggiare con una strana intonazione della voce, che mi fece desiderare ancora di più di girare i tacchi e correre a nascondermi sotto il letto, a casa di mia madre.

«Non è questo quello che cercavi?» insistette per la terza volta.

«Cosa? No, io… Lei… Senta, ma lei chi diavolo è?»

«Oh, cara, le presentazioni sono superflue».

Non aspettò una mia replica, richiamò il cagnetto, che ancora mi fissava con mal trattenuto odio, e riprese la sua strada come se nulla fosse. Mi diedi un pizzicotto per controllare se fossi sveglia o se dormissi ancora.

Il campanile di Sant’Angelo iniziò a battere i suoi rintocchi; realizzai di essere in folle ritardo per il colloquio, alzai gli occhi alla ricerca di un’insegna stradale e sull’angolo dell’edificio di fronte a me lessi la targa con il nome della via: Via Angusta. Era mezzogiorno.

Nel prossimo capitolo:

  • Introduciamo un terzo personaggio (0%)
    0
  • Seguiamo il misterioso vecchietto (0%)
    0
  • Seguiamo ancora la protagonista (100%)
    100
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16 Commenti

  1. Questo racconto migliora di capitolo in capitolo, complimenti. L’idea della biglietteria per i viaggi nel tempo mi è piaciuta particolarmente! Direi di tornare indietro a cavallo, mi sembra adeguato all’epoca di Alessandro Magno 😉

  2. Diamo un po’ di fiducia alla tua protagonista, facciamo riuscire il furto di colore! Questa storia mi ha preso davvero molto bene, mi piace molto il tuo stile e mi sembra che tu gestisca bene anche gli stretti spazi di questa piattaforma. La protagonista poi mi sta già molto simpatica, un po’ perché mi ricorda alcuni miei personaggi è un po’ perché mi ci identifico anch’io 🤣

  3. Ciao! Non mi crederai ma tra i miei appunti avevo una storia con una premessa davvero simile a questa, iniziava anche quella con la protagonista in cerca di lavoro e avevo addirittura scritto il suo curriculum! Poi proseguiva un po’ in stile Doctor Who ma vabbè, l’avevo accantonata e non credo ne farò più qualcosa, quindi sono molto contento di seguire questa tua storia e vedere come svilupperai tu questa idea 😀 Per il prossimo capitolo voto per seguire di nuovo la protagonista, credo sia un po’ pericoloso spostarsi su altri personaggi proprio all’inizio, e lo dico perché ho fatto questo “errore” nell’ultima storia che ho scritto qua e ci ho messo un po’ a tornare in carreggiata. A presto!

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