DEUS EX MACHINA: il demone

Demoni

In un 1990 alternativo gli esseri umani hanno raggiunto un livello di conoscenza e di consapevolezza di se stessi che li ha portati a far emergere tutte le potenzialità dell’inconscio ma anche i suoi lati oscuri. Nei momenti in cui questo lato prende il sopravvento gli individui si trasformano. Non esistendo più le religioni e nemmeno la politica gli esseri umani si sono divisi in tre fazioni. Le trasformazioni sono diverse in base alla fazione a cui si appartiene. I naturisti si trasformano in animali, gli spiritualisti in angeli o demoni e i tecnocrati in cyborg.

LUNEDÌ

Finalmente la campanella suonò. Zaffiro aveva scampato l’interrogazione di chimica e poteva restare serena ancora per un giorno. Riempì frettolosamente lo zaino e corse velocemente giù dalle scale senza salutare nemmeno i compagni di classe. Giunse alla fermata del pullman con largo anticipo. Prese il cellulare e iniziò a dialogare con la sua I.A. preferita.

Un ragazzo si avvicinò a Zaffiro e la salutò. Poi abbassò gli occhi. Sembrava molto timido ma Zaffiro non sembrava voler attaccare bottone. D’improvviso però allungò la mano e strappò via lo zaino alla ragazza e poi cominciò a correre. Zaffiro gli corse dietro per duecento metri stringendo il cellulare in mano ma non si rese conto di essere finita in mezzo alla strada. Sentì un clacson. Si voltò. Spalancò gli occhi terrorizzata appena vide un’automobile che si stava avvicinando a grande velocità.  Aprì le mani e lasciò cadere il cellulare che teneva in nella mano  sinistra. Si coprì il volto con le mani d’istinto. La macchina si fermò. Non la sfiorò nemmeno. Si fermò circa un metro prima di toccarla.

Dall’auto uscì un uomo di circa trent’anni. Sembrava il classico bravo ragazzo che non trasgredisce mai nessuna regola. Era però molto arrabbiato e stava per perdere il controllo. Le unghie si allungarono. Il naso si assottigliò. I denti si allungarono. Gli occhi cambiarono colore e si colorarono di viola. Le orecchie si deformarono e i lobi si appuntirono. L’uomo aveva rivelato il suo lato nascosto. Nel 1990 infatti ogni essere umano quando perdeva il controllo rivelava la sua vera anima. Il suo lato oscuro o il suo lato più cristallino. L’uomo si era trasformato in un demone e i demoni erano davvero pericolosi.

Zaffiro mostrò i palmi delle mani al demone. Poi sorrise. Questo era l’unico modo per calmare l’istinto sanguinario di questo tipo di trasmutazione. Zaffiro si avvicinò lentamente. Sempre con i palmi delle mani bene in vista. Lo guardava negli occhi. Lui tirò fuori la lingua che oramai era diventata spessa e biforcuta.

Ormai erano vicinissimi e Zaffiro voltò lo sguardo. Sul marciapiede alla sua destra c’era un poliziotto di quartiere che intervenne in men non si dica. Sparò al mostro con l’unica arma che avrebbe potuto fermarlo. I poliziotti infatti erano provvisti di due tipi di armi. Quelle per neutralizzare le transmutazioni demoniache e quelle per neutralizzare le transmutazioni animalesche più pericolose. Nessuno sapeva come fossero costruiti quei congegni ma la RealTech, la ditta che produceva, ci teneva a precisare che si basavano solo sulla scienza e non sulla magia perché la magia non esiste. Una volta che un essere trasmutato veniva colpito da un raggio sparato dall’arma si ritrasformava istantaneamente in essere umano. Questo però accadeva in modo molto doloroso. L’uomo infatti si contorse a terra gridando mentre il suo corpo stava riprendendo le sembianze umane.  Il poliziotto chiamò il pronto intervento e dopo pochi minuti l’uomo venne portato via in ambulanza. Si sarebbe sicuramente ripreso dopo pochi giorni di cure mediche. 

La giornata di Zaffiro era iniziata malissimo e per via di questo imprevisto perse anche l’autobus. Dovette aspettare quello successivo. Arrivò a casa con 45 minuti di ritardo. 

Oni era una città davvero meravigliosa. I quartieri periferici somigliavano a dei borghi medioevali. Fondati da francesi, italiani e inglesi erano caldi ed accoglienti ma abitati solo dalle classi meno abbienti. Il centro della città era invece ultramoderno, occupato da altissimi e modernissimi palazzi di vetro. Questo era il cuore pulsante della città ed era abitato da persone molto ma molto ricche.

Zaffiro abitava in periferia. Un villa a schiera con un piccolo giardino l’aveva accolta sin dalla sua nascita. Viveva solo con sua madre perché i suoi genitori si erano separati quando lei compì sei anni di vita. 

Aveva una sorella, Acquamarina, che aveva tre anni più di lei. Erano molto diverse tra di loro. Zaffiro era un maschiaccio, ribelle e senza regole ma il suo corpo era estremamente femminile e curato. Acquamarina era gentile e conformista ma portava i capelli corti e il suo look era trasandato.

Zaffiro si sdraiò sul letto, prese il suo walkman e iniziò ad ascoltare la musica. Suonarono alla porta. Maggie, la mamma di Zaffiro, andò ad aprire.

Chi ha suonato alla porta?

  • Il ragazzo che ha rubato lo zaino di Zaffiro (100%)
    100
  • La polizia scientifica che ha un mandato di perquisizione (0%)
    0
  • La polizia ordinaria che è in cerca di Zaffiro (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

12 Commenti

  1. Per il finale: Arriva Max e rivela un segreto incredibile!

    Giusto una cosa: “Ma non capisci che a me non me ne frega niente del bene e del futuro dell’umanità? Io sono un’adolescente, cavolo, cavolo, cavolo! A me interessa solo di me, dei miei bisogni e della mia famiglia e me ne infischio della tecnologia e del bene dell’umanità”. Secondo me, quel “sono un’adolescente” è forzato: alcuni adolescenti si comportano come Zaffiro ma non si giustificano col fatto di essere adolescenti, anzi si credono adulti e che tutto il mondo deve dargli ragione! La frase, sempre secondo me, suonava meglio: “Ma non capisci che a me non me ne frega niente del bene e del futuro dell’umanità? Cavolo! Cavolo! Cavolo! A me interessa di me, dei miei bisogni e della mia famiglia e me ne infischio della tecnologia e del bene dell’umanità!”

    Ciao 🙂

  2. Zaffiro li porta dall’essere umano che non si è mai trasmutato. E lì ci sarà una sorpresa, ovviamente 😉

    Questo capitolo ha un bel ritmo. I due scienziati hanno fatto la figura degli scemi: hanno a che fare con una tipa in grado di adoperare i poteri senza trasmutare e la mettono in condizione di attivarli (lo stress deve essere stato tanto), senza alcuna precauzione…

    Ciao 🙂

  3. Le trasmutazioni non sono qualcosa di naturale!

    Ciao! Ben arrivata. Ti dico subito cosa mi piace e cosa non mi piace di questo racconto:
    Mi piace: è ben scritto, l’incipit è appassionante e lo svolgimento interessante
    Non mi piace: è tutto molto raccontato. Non sono un fan del “show don’t tell” e sono convinto che a volte mettere una descrizione sia più incisiva e meno ambigua di un’azione che potrebbe essere fraintesa. Tuttavia qui vi è solo descrizione. Niente discorsi diretti, niente azioni. È totalmente raccontato. Esperimento interessante ma che aiuta poco l’immedesimazione. Cerca di aprire un po’ di più le “porte” dei tuoi personaggi, facendogli ogni tanto parlare o fare azioni che, pur non essendo incisive, aiutano a far capire cosa provano i personaggi (esempio scemo: quando la vede uscire come “zombie”, il ragazzo fa un salto e dice qualcosa). Lo so che i caratteri sono tiranni e spesse volte sarai costretta a scegliere cosa fare…

    Ciao 🙂

  4. Ciao, ho appena letto il capitolo.
    Non sono una grande amante del genere fantasy, ma questa storia mi incuriosisce.
    In merito agli errori di forma ti do lo stesso consiglio che è stato dato a me, ovvero quello di leggere prima di pubblicare: so che 5000 sono relativamente pochi, ma rileggere aiuta molto.
    Ho votato per l’arrivo del ragazzo che ha rubato lo zaino a Zaffiro.
    Al prossimo capitolo.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi