Due Sorelle

Dove eravamo rimasti?

Chi dice la verità fra le due sorelle? E cosa succederà ora? Nessuna delle due dice il vero, e sopriamo un po' meglio l'antefatto (100%)

L’incontro con Paolo

Sofia, 10 anni
Oggi ero in cucina a fare merenda quando è arrivata Virginia con un suo compagno di scuola. “Si chiama Paolo” ha detto presentandolo alla mamma, “dobbiamo studiare insieme”, come a giustificarsi. Poi sono spariti in camera, a studiare dice lei. Io lo so però che invece fanno altro, ascoltano musica, le canzonette che piacciono a loro, e poi parlano di cose da grandi. Dietro la porta chiusa li sento ridere e chiacchierare, e vorrei essere lì con loro e ridere anch’io, ma non posso, lo so, sono troppo piccola. Virginia si arrabbierebbe con me e io non voglio che poi mi tenga il muso. Così cerco sempre di fare la brava ed essere gentile con lei. Virginia ha quattro anni più di me, e guarda già i ragazzi. A me i maschi invece non interessano proprio, preferisco giocare con le mie amiche. Però questo Paolo amico di mia sorella è proprio bello, devo ammetterlo! Ha dei bellissimi occhi, un po’ grigi un po’ verdi, e un bel sorriso, con tanti denti bianchissimi, e quando ride la sua risata è frizzante. E’ anche gentile, mi ha scostato la sedia quando volevo alzarmi dal tavolo, e mi ha detto “prego signorina”. A me signorina non l’aveva detto mai nessuno!… Io spero che presto si stanchino di ascoltare musica e chiacchierare chiusi in camera, e scendano di nuovo in cucina o in salotto, così posso stare un po’ con loro e guardare ancora Paolo che ride.

Virginia, 14 anni
Che bello, oggi ho convinto il mio compagno Paolo a venire a casa mia. Con la scusa che dovevamo fare una ricerca per scuola mamma non si è preoccupata di fargli mille domande come fa di solito quando porto a casa un amico e ci ha lasciati salire in camera senza fare storie. Mi veniva da ridere a vedere la faccia di Sofia, la mia dolce sorellina. E’ rimasta a bocca aperta a guardare Paolo, lei che è ancora troppo piccola per apprezzare i maschi non riusciva a togliergli gli occhi di dosso. E quando lui le ha parlato è diventata tutta rossa e imbarazzata. Che ridere! Poi Paolo ed io siamo saliti in camera e abbiamo messo su la musica che ci piace, e seduti per terra ci siamo messi a parlare di cose nostre. Lui mi piace, mi fa sempre ridere un sacco, e poi è bello, davvero bello. Non è come gli altri miei compagni tutti brufolosi, un po’ goffi, impacciati, che non sanno spiaccicare una parola con le ragazze perché si vergognano. Lui no, lui è come se fosse più grande, e poi è intelligente e sa parlare di tante cose interessanti. Non che a me interessino molto queste cose di cui mi parla, ma mi piace ascoltarlo, e poi…bacia bene! Però non deve credere che adesso siamo fidanzati, eh? Proprio no! ci sono anche altri ragazzi nella mia scuola che mi piacciono. C’è un tipo di due anni più avanti che mi guarda sempre quando passo in corridoio, e un giorno mi ha salutato. Non so ancora come si chiama, devo scoprirlo, devo chiederlo ad Aurora, lei conosce un po’ tutti perché ha un fratello più grande. Magari vanno a scuola insieme, suo fratello e questo tipo. Anche suo fratello non è male, magari ci potrei uscire una volta o l’altra…

La madre
Le mie due bambine le ho adorate da subito. Prima è nata Virginia, bella, bionda, delicata quanto una rosa, ma con le sue spine. Mi ha fatto dannare fin da piccola, esigente e capricciosa: se non la si accontentava erano capricci a non finire, metteva su dei musi che te li raccomando! Suo padre poi gliele dava tutte vinte. La domenica mattina se la prendeva con sé dopo la Messa e la portava al bar del Giulio dove si trovava con i suoi amici per l’aperitivo domenicale. Lei li aveva presto conquistati tutti, faceva il giro da uno all’altro che le facevano mille complimenti, e come sei bella, e come sei carina, e via dicendo. Lei si montava la testa, era inevitabile che succedesse, e diveniva sempre più esigente. Crescendo le cose sono peggiorate, in un certo qual modo. Non c’era verso di farle mettere un vestito che non avesse scelto lei, o delle scarpe regalate dalle cugine più grandi, ancora nuove per carità, che certe volte le scarpe ai bambini scappano proprio via subito. Ma lei no, guai a mettere qualcosa che era già stato indossato da altri! A scuola voleva sempre essere la prima, prima nel banco davanti alla maestra, prima nella fila, prima sul pulmino che la portava a casa. Prepotente, ma con la sua avvenenza le si perdonava tutto. Quattro anni dopo è nata Sofia. Virginia l’ha amata subito, non era gelosa, ha capito subito che poteva trasformare la sorellina in una sua schiavetta adorante e così è stato, le faceva fare tutto quello che voleva lei.
Sofia era diversa, tranquilla, pacifica, non mi ha mai fatto perdere una notte, dove la mettevo stava. Quando c’era la sorella vicina si illuminava tutta, la guardava adorante. Quando ha iniziato a camminare la seguiva ovunque, con le sue gambette corte cercava di tenerle dietro e quando l’altra si nascondeva si guardava in giro smarrita chiamandola “inia? inia?”. Per molti anni rimase Inia per lei, un nomignolo che Virginia tollerava solo dalla sorella.

I caratteri delle due sorella si stanno delineando meglio. Ora chi parlerà?

  • Il padre delle due sorelle (17%)
    17
  • Paolo e racconta la sua versione (83%)
    83
  • Virginia e Sofia, ognuna la sua parte di storia (0%)
    0
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56 Commenti

  1. Ho scelto l’opzione della nuova fidanzata perché mi piacerebbe che ti cimentassi in un approfondimento psicologico. Non devi farlo però facendo dire alle sorelle che sono gelose, devi mostrarlo attraverso i loro gesti, le loro azioni.

  2. Ho votato per Virginia che rivuole Paolo per sé perché avevi iniziato dicendo che si sposavano, e quindi una svolta ci doveva essere. Però francamente spero ancora in un ulteriore ribaltone, Virginia è decisamente antipatica!

  3. Vedo che anche tu hai scelto, come me, di alternare le voci narranti. Io me ne sono pentito, ma ormai sono in ballo, perché trovo difficile portare avanti la trama cambiando punto di vista. Tra l’altro i cambi di pdv le trovo noiosi. Spero che tu non ti penta come ho fatto io.
    Gli anni di età si scrivono in lettere, i numeri si usano solo per le date e le ore.
    Ti seguo (e ho votato per Paolo).

    • Pentita no, è solo più difficile. In realtà le voci dovevano essere solo due, ma visto che poi le scelte devono essere tre diventava difficile trovare una terza possibilità. La mia idea originale era una storia raccontata totalmente prima da una delle due sorelle, poi la stessa storia vista dall’altra parte. Ma in questo gioco non funziona.
      I numeri so come si scrivono, in questo caso essendo il titolo è un po’ come fosse una data. Non volendo ingarbugliarmi con conti di anni, ho messo direttamente gli anni delle protagoniste. Che poi cambieranno in altre pagine…

  4. Ciao, leggendo che questa bambina di 14 anni e già in grado di giudicare chi bacia bene mi sono chiesto cosa mi sono perso…
    La storia può andare ovunque, fai tu, le ragazzine sono simpatiche, continuiamo a sentire loro, è presto per dar voce agli altri. Il
    Sarà un piacere seguirti; alla prossima dunque. ciao🙋

  5. Ciao!!!
    Mah, ti dirò: io avrei detto che entrambe dicessero una parte della verità, ma questa opzione non c’è e così ho votato per nessuna delle due e capire meglio l’antefatto. Mi parevano entrambe sincere. Una storia che mi ha scosso i nervi, sai? Non sai da che parte stare, da quella di Sofia o dalla parte di Virginia? Davvero non lo so…
    seguo!!

  6. Intrigante e curioso incipit… anche se ammetto di aver fatto un po’ di fatica a seguire qualche frase a causa della lunghezza (però capisco che è una scelta stilistica e probabilmente una mia difficoltà).
    Seguo volentieri la storia per vedere come si evolve!

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