IL CASO FONTE.

ARRIVATI SULLA SCENA DEL DELITTO.

Giorgio Conti si sentiva fragile come un’ampolla di vetro soffiato. La sua vita non era proprio consona al farlo stare lontano dalla bottiglia.
Ormai si era arreso. Mai più un goccio? Pura utopia, ma riuscì comunque a scendere a compromessi, beveva wiskey quando poteva e non sempre ad ogni occasione. Quando era in giro con Maurizio, all’ora di pranzo si accontentava di una birretta.
Quando erano di turno la notte un Adderal a testa però non glielo levava nessuno. Le anfetamine, aveva constatato, lo facevano essere più lucido di quanto non lo fosse da sobrio.
Quando arrivò la chiamata in commissariato, erano spaparanzati sulla scrivania a parlare di donne. Anzi, era Maurizio a parlare di fica. Giorgio sembrava aver rimosso l’elemento femminile dalla sua vita, dopo che Laura lo aveva lasciato. Non la odiava, né biasimava: era un tipo dal carattere difficile, e all’epoca beveva, e per bere si intende che ci dava dentro di brutto. Maurizio anche beveva, ma almeno non aveva obblighi coniugali e si divertiva con qualche collega novellina. Entrambi, all’epoca dei fatti, non avevano figli. 
Se qualcuno avesse chiesto ad entrambi, quale fosse il loro personale ” anno zero ”, gli avrebbero risposto: ” Il caso Fonte ”.
Dopo la chiamata dovettero alzarsi dalle loro amate e comode sedie ( comode soprattutto la mattina dopo la sbronza ) e recarsi a Fonte: una cittadina alle porte di Roma. Da Roma a Fonte, almeno quel giorno c’era una novità. 
<< Una tredicenne è stata inculata..ehm..stuprata a sangue con un bastone e lasciata a morire in un prato sotto una cava abbandonata, e non è tutto, qualche malato figlio di puttana ha cavato gli occhi a un neonato e ci ha fatto una specie di altare, con uno legato sopra, che è catatonico.>> Il Capo della Polizia che gli aveva assegnato l’incarico aveva poco tatto per qualsiasi cosa, i suoi grossi sopracciglioni neri gli avevano fatto guadagnare il soprannome di ” Capo Monociglio ”. Non che nessuno glielo dicesse in faccia.
Durante il tragitto da Roma a Fonte, Maurizio Gori si accese una sigaretta dopo l’altra, mentre Giorgio prese un’aspirina per il dolore lampante che aveva alla testa.
<< Ci hai dato dentro ieri sera è? >> gli domandò Maurizio. Aveva la barba ispida di chi non si rasa da qualche giorno.
<< Un’informatrice mi ha detto chi è che spaccia a Torrespaccata. Poi alla fine gli ho dovuto offrire da bere per farle vuotare il sacco e mi sono ubriacato. >>
<< Scommetto che era una di quelle troie del vicolo Gaudente, gliel’hai data una botta almeno? >> Era Maurizio a guidare, e Giorgio, ignorando la domanda, gli disse di tenere d’occhio la via e di non guardarlo.
<< Dai, non fare il perfettino con me..>> lo incalzò Maurizio.
<< No, non me la sono scopata, ma mi ha dato queste.>> Giorgio estrasse un flacone di pillole e lo contemplò rigirandolo tra le dita.
<< Tu ti ci ammazzerai co’ sta roba fratè..>> Maurizio tornò a guardare la strada dopo aver dato una rapida occhiata al flacone di anfetamine.
<< Almeno bevo di meno..>>
I problemi di alcolismo erano cominciati quando, in un’operazione a San Basilio, un tossico, cercando di scappare dalla polizia passando dalla finestra all’ultimo piano, era caduto sfracellandosi al suolo. Maurizio e Giorgio, che erano lì sotto a pregarlo di non uscire dalla finestra, avevano dovuto buttare i loro abiti impiastricciati di sangue e materia cerebrale. Poi tutto il quartiere li aveva presi come un tiro al bersaglio. Maurizio ne era uscito illeso ma Giorgio era stato colpito a una rotula. Ancora adesso zoppicava leggermente.
Entrambi non sapevano che dopo quello che avrebbero visto a Fonte, li avrebbe scossi a tal punto da riprendere bottiglia e pasticche e darci dentro come ai vecchi tempi.
Mentre entravano in paese, salendo una stradina principale dalla quale si vedevano le montagne e l’agglomerato di case su di esse, Giorgio non poté fare a meno di notare l’enorme cava scavata nella montagna sotto la quale c’erano una fila di grigie case. Quella era la loro meta: le case popolari.
Passarono davanti a una struttura arancione, riverniciata da poco, con una scritta che diceva : ” Palazzetto ”.
C’erano dei ragazzi lì fuori, uno di loro ruotava velocemente con le dita una bacchetta per batteria.
Arrivati alle case popolari, Maurizio parcheggiò quasi dentro la scena del crimine, il nastro della polizia scivolò sulla cappotta della BMW.
Un poliziotto, un provincialotto, corse verso di loro a stringergli la mano. 
Finite le presentazioni, i due vennero condotti dal capo della polizia locale fin sopra l’ultimo piano della torre, e fu lì che cominciò ” l’anno zero ” per Maurizio Gori e Giorgio Conti.
C’era l’altare, una macabra costruzione fatta di rami e sterpaglie, tutt’intorno delle candele ormai consumate, un neonato posto sulla culla rudimentale e sopra la scritta: ” Cammina nelle tenebre, nei giorni d’inverno.”

I due investigano in giro, ma cosa è successo a Marco?

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  • è uno di loro adesso (0%)
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  • si è liberato (0%)
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28 Commenti

  1. La storia e avvincente, ti faccio i complimenti.
    Ti faccio anche una esortazione a cercare dibrendere piur appetibile per il kettors il tuo raccvonto. Non mi perderò in consigli nliosi, non ne sarei neanche veramente capace però una piccola ricerca sul web potrà aiutarti a migliorare l’uso della punteggiatura Riuscirai cosi ad impreziosire lonscritto e ti garantisconchecsarai

  2. Non saprei. Credo che abbia detto una parte di verità ma non completamente, ma quanta verità e quanta menzogna non saprei proprio.

    Devo dire che questa storia continua ad entusiasmarmi, anche se due capitoli in uno mi impediscono di giocare 😉

    Ciao 🙂

  3. Red Dragon ha detto:

    E?… Ci sarà un seguito? 😉

    Ciao 🙂

  4. chef Marc ha detto:

    Pronto x il gran finale. Avanti così. Bel capitolo

  5. Red Dragon ha detto:

    Il prossimo è l’ultimo capitolo (a meno di seguiti) quindi dico “Punto di vista di Marco”, così non facciamo torto a nessuno ^_^

    Devo dire che è un bel giallo quello che si sta sviluppando 🙂

    Ciao 🙂

  6. Red Dragon ha detto:

    E sine che sono amanti: ma sarà il tizio misterioso o le gemelle le loro figlie? Faccio decidere al caso… roll… roll… Gemelle!

    Capitolo molto molto interessante.

    Ciao 🙂

  7. fenderman ha detto:

    Ciao, l’affare si ingrossa…
    Certo la sorella per amante è scioccante ma i figli quelli meglio di no!😁
    La storia è sempre più noir e coinvolgente. Aspetto il nono capitolo, ciao🙋

  8. Red Dragon ha detto:

    Sarebbe più logico gli occhi del neonato, ma mi fa troppo schifo quindi voto una foto.

    Ciao 🙂

  9. fenderman ha detto:

    …Che sarai più contento.
    Vorrei solo segnalarti la parola “infrazione” al posto, suppongo di “effrazione”. Scusa il casino fatto nel commento ma scrivo da uno smartphone e può succedere; ciao🙋

  10. fenderman ha detto:

    La storia e avvincente, ti faccio i complimenti.
    Ti faccio anche una esortazione a cercare dibrendere piur appetibile per il kettors il tuo raccvonto. Non mi perderò in consigli nliosi, non ne sarei neanche veramente capace però una piccola ricerca sul web potrà aiutarti a migliorare l’uso della punteggiatura Riuscirai cosi ad impreziosire lonscritto e ti garantisconchecsarai

  11. Red Dragon ha detto:

    Non saprei. Credo che abbia detto una parte di verità ma non completamente, ma quanta verità e quanta menzogna non saprei proprio.

    Devo dire che questa storia continua ad entusiasmarmi, anche se due capitoli in uno mi impediscono di giocare 😉

    Ciao 🙂

  12. fenderman ha detto:

    La storia è coinvolgente, sono sicuro che ci potrai interessare ancora di più.
    un paio di cose secondo me da rileggere:
    “…entrati dentro…” “ …e le affittai…”
    …seguo. Alla prossima ciao🙋

  13. chef Marc ha detto:

    Questa storia continua a sembrarmi un bel film che in tv seguirei volentieri, con buona pace del telecomando.

    Trovano un indizio.

  14. Red Dragon ha detto:

    Indizio sulle gemelle! Siamo in piena indagine! VIVA!

    Ciao 🙂

  15. Red Dragon ha detto:

    C’è in ballo qualcosa di grosso.
    Di solito non mi piacciono gli horror, ma essendo il seguito della precedente storia, provo a seguire. Ho solo una domanda: perché tre capitoli in uno?

    Ciao 🙂

    • Vengeance ha detto:

      Perché questa storia mi sta prendendo troppo! Ho buttato giù tre capitoli senza nemmeno rendermene conto, ma ora devo stare attento a non dimenticare tutti gli indizi che ho inserito nella storia, devo far ricollegare tutto alla fine.

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