IL CASO FONTE.

Dove eravamo rimasti?

Scopriranno qualcosa da uno spacciatore, cosa? le due Elly e il tizio erano consumatrici di meth (100%)

LO SPACCIATORE.

In pineta, non fu difficile trovare qualche gruppo di sbarbatelli sparsi qua e là, seduti sui muretti o sui tavolini da pic-nic.
Quando i due detective entrarono lì, tutti i ragazzini accorsero a nascondere fumo o erba, qualcuno se ne andò con le mani in tasca, altri, invece, i più grandi, rimasero, e si resero disponibili per le indagini.
<< Vi dirò tutto quello che so, ma dovete spezzare le ossa a quel figlio di puttana >>, disse un ragazzo, poco più che ventenne. Indossava una canotta della Nike, aveva qualche tatuaggio e il fisico del classico fighetto che si fa qualche iniezione sulle chiappe per gonfiare i muscoli, ma sembrava un bravo ragazzo.
<< Chi spaccia qui in paese? Di chi è la piazza? >> gli domandò Giorgio, con fare ostile. Il ragazzo, visibilmente deciso ad aiutarli, spifferò tutto.
<< Io non faccio uso di meth, né di canne, ve lo dico. Per essere sincero con voi, visto che fate il vostro lavoro..>>
<< ..si si dai, chi spaccia qui? >> tagliò corto Giorgio. Era sempre stato a corto di buone maniere, più propenso agli interrogatori vecchio stile, quelli dove si picchiava.
<< Sì, ma ho la vostra parola che non direte che ve l’ho detto io? >>
Maurizio sorrise placidamente. << Ma come, un energumeno come te, ha paura? >>
<< Non è questione di fisico qui. Il fisico non conta niente quando ti puntano una pistola in faccia, ed è successo, sapete? >>
Giorgio si risvegliò dalla noia che quel ragazzo pompato, pieno di sé, gli aveva provocato. Ebbe come uno scintillio negli occhi.
<< Quando è successo? E a chi? >> il suo tono di voce ora era allarmato, quasi petulante. Maurizio anche si avvicinò al ragazzo, appoggiandosi con le mani al tavolo sul quale il tipo era seduto con un suo amico, che terrorizzato non aveva proferito parola.
<< Luigi Caponera, detto ” er magico ”, è quello che rifornisce tutti, ma di cocaina. Io so di per certo che spaccia solo quella. Una volta certi di Roma con cui aveva tipo 5000 euro di buffi, sono venuti al bar e gli hanno puntato una pistola addosso. Lui disse che non era colpa sua, che se non pagavano lui, lui non poteva pagare loro, così quelli gli hanno distrutto la macchina. >>
<< Ok, Luigi Caponera..chi spaccia erba o fumo invece? >> stavolta continuò Maurizio, mentre Giorgio segnava il nome su un taccuino.
<< ‘Er fumo lo spaccia Emanuele Cinelli. E’ uno forte a boxe, ha vinto anche diversi trofei regionali, nel Lazio, mi raccomando non dite che sono stato io a dirlo, o mi ammazzano di botte.>> Il ragazzo aveva una parlata strana, tra il romano e il ciociaro. In seguito, quando tornarono in auto a cercare questi due spacciatori, Giorgio definì il ragazzo un burino.
<< Un burino che ha a cuore questa orrenda causa >> lo difese Maurizio.
Di Meth, nessuno sapeva niente. Alle feste di paese o alla piccola discoteca ” Carpe Diem ” capitava di vedere qualcuno con la faccia storta, le mandibole serrate e gli occhi assenti, tipici effetti di meth o derivati, ma nessuno seppe dire chi la spacciava.
<< La discoteca è di strada, superi la pineta e trovi la piazza dove c’è la discoteca >> gli disse infine il ragazzo. << Io, gente rovinata con questa roba sintetica, l’ho vista solo lì.>>
Avevano due nomi, uno spacciatore di coca e uno di fumo e la discoteca, ma prima Giorgio volle andare alla casa dove si era impiccato quel tizio.
<< Dividiamoci i compiti >>, disse Maurizio, mentre bevevano una birra, seduti sulle scale delle scuole medie, adiacenti alla pineta, << tu vai alla casa, io in discoteca.>>
<< Cerca di non ubriacarti troppo e lascia stare le ragazze >> gli rispose Giorgio, assente in volto. Era come se ogni indizio lo facesse ritornare al presente, mentre quando si era a un punto morto svaniva, perso in chissà quale meandro della sua mente.
Maurizio entrò in discoteca che erano le 14.00, c’era solo una barista e una donna delle pulizie cosi indaffarata che non alzò la testa nemmeno quando Maurizio entrò nel locale.
<< Gran bel baccano, ieri sera è? >> ruppe il ghiaccio il detective. Se ci fosse stato Giorgio le avrebbe terrorizzate col suo modo di fare rude. Non era un brutto uomo, solo che aveva sempre la solita espressione accigliata, che lo rendeva, ” pericoloso ”.
Proprio Giorgio invece, nella casa sopra la pineta, trovò bottiglie di birra e lattine bucate, usate per fumare crack. Vide anche la corda appesa a un gancio sul soffitto. La sedia sulla quale si era arrampicato era ancora capovolta. La casa era piccola. Esaminò tutte le stanze, erano vuote, spoglie, odore di vecchio permeava l’ambiente. Fu quando entrò nella camera da letto, che vide l’orrore. 
Dovette tapparsi il naso, il tanfo della decomposizione era acido e pestilenziale. Sul letto, morto da chissà quanto tempo, c’era un vecchio, i vermi lo avevano ricoperto, aveva le mani congiunte, non aveva gli occhi…

e' il vecchio del sogno di marco, cosa sta succedendo?

  • non lo so ditemelo voi (0%)
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  • dei tossici di meth (0%)
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  • qui c'è in ballo qualcosa di grosso (100%)
    100
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28 Commenti

  1. La storia e avvincente, ti faccio i complimenti.
    Ti faccio anche una esortazione a cercare dibrendere piur appetibile per il kettors il tuo raccvonto. Non mi perderò in consigli nliosi, non ne sarei neanche veramente capace però una piccola ricerca sul web potrà aiutarti a migliorare l’uso della punteggiatura Riuscirai cosi ad impreziosire lonscritto e ti garantisconchecsarai

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