IL CASO FONTE.

Dove eravamo rimasti?

che c'è nello scrigno nascosto? una foto (50%)

IL C.I.M.

Maurizio si alzò dalla sedia e si affiancò al collega, che osservava lo scrigno con curiosità e con il suo solito sguardo minaccioso. Il vecchio sembrava più nervoso ma non fece la minima obiezione quando Giorgio aprì il piccolo contenitore in legno intarsiato.
A Maurizio, quello scrigno, ricordava uno molto simile, nel quale, quando aveva pressappoco dodici anni, aveva posto il cadavere di una piccola tartaruga d’acqua che aveva amato molto, e che un giorno, tornato da scuola, aveva trovato senza vita. Ricordò di aver seppellito in un prato dietro casa lo scrigno con dentro l’esserino morto, e successivamente il giorno dopo, di aver dissotterrato il contenitore e di averlo aperto, nella disperata speranza che ” Franklin ” , come lui l’aveva chiamata, fosse viva. 
Giorgio aprì lo scrigno. All’interno c’era una foto, sembrava recente ma aveva i bordi ingialliti, e ritraeva una donna in un vasto prato di campagna. 
<< Fa vedere >>, disse Maurizio al collega, che gli passò la foto.
<< Questa chi è? >> ringhiò poi Giorgio all’anziano.
Il vecchio intanto si era alzato anche lui dalla sedia e un’espressione carica di malinconia lo aveva trasformato da un vecchio mezzo rimbambito a un vecchio mezzo rimbambito, depresso.
<< Lei è mia sorella, Rita >> rispose, mentre gli occhi gli si riempivano di lacrime. In effetti, sebbene dalla foto, che poteva avere non più di una quindicina d’anni, non si vedeva perfettamente il volto della donna, Giorgio e Maurizio, avevano intuito immediatamente che fosse la sorella. I tratti del viso: naso, mento e taglio degli occhi erano quelli del vecchio, e infatti..<< mia sorella gemella..>> aggiunse poi Franco.
<< E’ morta? >> gli domandò Maurizio, con molta più pacatezza di quella che avrebbe potuto avere Giorgio se glielo avesse chiesto lui.
<< No, è al C.I.M, qui fuori Fonte..ha avuto una forte dipendenza dalle droghe per molti anni..la mia famiglia..io..l’abbiamo aiutata in tutti i modi ma lei non è mai riuscita a sconfiggere quel demone, ora è al centro di igiene mentale, quello che su a Fonte chiamano il ” centro per i pazzi ”.>>
<< Dipendenza da quale droga? >> gli domandò Giorgio, con la solita luce che gli si accendeva negli occhi quando saltava fuori un dettaglio importante. Anche Maurizio ora guardava il vecchio con una certa impaziente curiosità.
<< Con quella schifezza chimica che girava quel periodo a Fonte…>>
<<..La metanfetamina? Quella merda chimica che chiamano Meth? >> lo interruppe Maurizio.
<< Sì! Proprio quella! Quella roba l’ha fatta impazzire! Quella roba fa impazzire la gente! >>
<< Bisognerà fare una visitina a questo centro, chiedere a lei da dove arrivava questa roba..>> Maurizio scrutò il vecchio con uno sguardo intriso di dubbi…<< Perché tenevi quella foto nascosta lì dentro? >> lo anticipò Giorgio, ostile e ancora più sospettoso del collega, nei confronti del vecchio. Ma Franco non si scompose, sebbene intristito dal ricordo della sorella e leggermente più agitato, era sempre placido e calmo. I due detective dovevano praticamente urlargliele le domande, sebbene avesse degli apparecchi alle orecchie di ultima generazione, spesso non sentiva. Aveva detto infatti, in precedenza, ai due detective, di essere completamente sordo e che riscuoteva la pensione di invalidità.
<< Io e lei eravamo gemelli, ci amavamo..quella foto è l’unica che mi è rimasta, le altre le ho bruciate..guardarle, e pensare a lei..mi fa troppo male.. perciò questa la tengo nascosta, come tengo lei sempre nel mio cuore..>>
Non c’era una sola parola a cui entrambi, Giorgio e Maurizio, credettero, e un fiume, una valanga di domande assalirono le loro menti, già cariche di indizi, sospetti, persone sospette, e interrogativi.
Le due gemelle.. e anche questo vecchio rincoglionito aveva una gemella..aveva detto che si ” amavano ”, e Giorgio voleva proprio sapere in che modo si ” amavano ”..a Giorgio venne, fulmineo, il sospetto che questa gente di campagna avesse praticato l’incesto, che le gemelle fossero figlie di Franco e della sua sorella gemella, e c’era un’oscuro alone di mistero attorno a tutta questa storia della droga. Questo Franco era vecchio, sì, quindi acciaccato dall’età, ma aveva la stessa lentezza, nei movimenti, nel parlare, che Maurizio aveva rilevato in quella ragazza al ” Carpe Diem ”, quella che chiamavano ” la rimastina ”, tant’è che fu proprio Maurizio a chiedergli:<< E tu? Tu hai mai assunto Metamfetamina? >>
Franco guardò il pavimento, non rispose. Giorgio si avvicinò a lui, minaccioso, lo fece sedere sulla sedia.
<< Cosa facevi con la tua amata sorellina, è? Ve la sparavate insieme, quella merda, poi scopavate? Adesso è il momento di dirci tutta la verità, prima che andiamo da tua sorella, o giuro che ti lego a questa sedia e ti cavo i denti, uno ad uno con un paio di tenaglie >>..

Comincia l'interrogatorio in stile Giorgio..e esce fuori qualcosa di..'' innaturale''

  • Viene fuori che il vecchio e la sorella gemella erano amanti e il tizio misterioso è loro figlio (0%)
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  • Erano amanti ma le gemelle non erano loro figlie e il vecchio aveva detto la verità sull'averle ospitate nel suo chalet e sul gatto morto (50%)
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  • Il vecchio e la sua sorella gemella erano amanti e le gemelle erano loro figlie (50%)
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28 Commenti

  1. La storia e avvincente, ti faccio i complimenti.
    Ti faccio anche una esortazione a cercare dibrendere piur appetibile per il kettors il tuo raccvonto. Non mi perderò in consigli nliosi, non ne sarei neanche veramente capace però una piccola ricerca sul web potrà aiutarti a migliorare l’uso della punteggiatura Riuscirai cosi ad impreziosire lonscritto e ti garantisconchecsarai

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