ITALIAN HORROR STORY

PRINCIPIO E FINE

Le mani erano scorticate, come le ginocchia e i gomiti. Giocare sul campetto d’asfalto, con le porte irregolari, richiedeva una buona dose di ossa dure. Forse proprio per quello lo chiamavano ” osso duro ”. Un soprannome che non gli dispiaceva, era consapevole del cambiamento fisico che stava subendo. Gli adulti lo chiamavano pubertà, e forse era proprio quello il crescente nervosismo, e il fatto che gli bastasse vedere un centimetro quadrato di pelle non coperta dai vestiti, di qualche ragazza, per fargli venire una sensazione strana lì sotto.
Ma nei suoi pensieri c’erano ancora solo le partite a calcetto al campo vicino casa, e le partite alla Nintento 64 insieme ai suoi amici, in particolare al suo migliore amico Maurizio.
Quel giorno, proprio loro due si stavano recando al campetto. Maurizio portava fieramente sottobraccio il pallone nuovo regalatogli dai genitori a Natale, nella tasca posteriore dei jeans stracciati la sua fida mazza fionda, che usava con maestria.
<< Passa un po’ ? >> gli chiese Giorgio. Maurizio prese la palla con entrambe le mani, la lanciò a mezz’aria all’altezza della fronte, poi la stoppò col petto, palleggiò con entrambe le ginocchia, poi con un colpetto di tacco gliela passò.
<< Mamma mia che spettacolo Turok! >> disse poi, << ma non  c’è su Dreamcast? Sta solo su Nintendo? >>
<< Eeeh, purtroppo per te sì! >> gli rispose Giorgio, mentre faceva piccoli e brevi palleggi con la palla nuova dell’amico.
Maurizio era più alto di lui di tutta la testa, e anche molto più snello, ma anche lui mostrava già un’avvenente muscolatura. Una muscolatura più fine, meno piena, rispetto all’amico.
<< Te lo avevo detto di non farti la Dream! Dovevi farti la 64! >>
<< Eh, dillo ai miei! Quella mi hanno regalato a natale! >>
Quando furono in prossimità del campetto, davanti a una piccola discesa di cemento che dalla strada principale scendeva giù in una piazzola dove c’era il campo, e che poi continuava verso sopra, passando di fianco a dei giardinetti e ricollegandosi più su alla strada principale, Giorgio fece un potente rinvio, il pallone scavalcò la recinzione ed entrò nel campetto. Entrambi corsero all’interno, per giocare. Quando furono dentro, Giorgio corse verso la porta a Nord, con Maurizio che si preparava a fare un tiro, quando dai giardinetti dietro di loro sentirono urla e schiamazzi.
<< Andiamo un po’ a vedé? >> gli disse Maurizio, calciando distrattamente il pallone in porta. Giorgio lo seguì.
Arrivati nei giardinetti, che erano perlopiù un boschetto con l’erba alta in alcuni punti, e terra battuta in altri, trovarono due ragazzi più grandi di loro di due anni, che ridevano mentre prendevano a sassate un cane randagio e malconcio che avevano legato a un albero.
Giorgio e Maurizio si nascosero dietro a un grosso pino. << So quelli grandi, è treccia e Ugo..>> disse sottovoce Giorgio.
<< Pezzi di merda..>> rispose Maurizio.
La povera bestiola terrorizzata latrava mentre i due la colpivano.
Maurizio estrasse la fionda e incoccò un sasso non molto grosso ma ben appuntino, tirò al massimo l’elastico e poi rilasciò il colpo.
Il sasso si abbatté di lato sul naso di uno dei due, quello che chiamavano treccia, con un tonfo secco. 
<< Aaaahh >> treccia si portò le mani alla faccia, sangue denso e rosso scuro zampillava veloce dal suo naso, andando a colare in bocca tra i denti, e sulla maglietta.
<< Pezzi di merdaaa! >> L’amico di treccia, Ugo, si scagliò contro Maurizio con furia cieca, Giorgio lo intercettò con un potente calcio nelle costole che piegò in due il ragazzo.
<< E adesso andatevene, merde! >> gli urlò Giorgio, sferrandogli poi un altro, potente calcio nello stomaco. 
Treccia continuava a piangere e a dire che aveva il naso rotto, l’amico era piegato in due.
Quando i bulli scapparono, i due amici liberarono il cane, lo curarono, lo nutrirono, e da quel giorno fu la loro Mascotte.
Lo chiamarono ” Ciccio ”.

Adesso come allora, i due detective erano fianco a fianco, stavolta non dietro un  pino bensì un muro, mentre diverse pallottole ronzavano di qua e di là ai lati del muro, conficcandosi nel cemento o mandando in frantumi ciò che rimaneva della finestra.
Erano appena arrivati a casa di Luca Masi, e il benvenuto erano stati gli spari. I due erano corsi al muro esterno della casa, cercando di arrivare alla porta, ma quando avevano aperto, le pallottole erano passate vicino alle loro orecchie, ronzando come mosche impazzite.
Giorgio fece segno a Maurizio di girare attorno alla vecchia abitazione di campagna, e di cercare di trovare un’entrata posteriore, mentre lui distraeva qualcuno, forse più di uno, che aveva ribaltato un tavolo e vi si era posto dietro, usandolo come riparo, mentre sparava selvaggiamente con una semi automatica.
Giorgio si riparò dietro il muro, sparando all’interno senza nemmeno mirare, mentre aspettava che il collega trovasse una soluzione…

Un assaggio della fine..ma prima cosa racconto?

  • Proseguo dalla fine del racconto precedente (100%)
    100
  • L'infanzia del tizio misterioso (0%)
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  • Cosa è successo alle gemelle (0%)
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23 Commenti

  1. Da quello che so di Marco, non è mai entrato a far parte della setta; che vendeva droga è improbabile ma potrebbe essere un colpo di scena; rimane il testo che… boh! Non vedo cosa potrebbe c’entrare. Tiro a caso tra questi due, va… roll. roll… pari! Il testo!

    Ciao 🙂

  2. Indirettamente. Il fatto che abbiano le sue canzoni, lo mette in mezzo, ma non ce lo vedo ad essere così… schifoso.

    Mentre che Franco Rude si sia suicidato sembra fattibile, il nostro Tassinari mi sembra alquanto strano… non è che “lo hanno suicidato”? 😉

    Ciao 🙂

  3. Red Dragon ha detto:

    🙁
    Non mi è piaciuto 🙁

    Ciao 🙂

  4. Red Dragon ha detto:

    Reunion per il gran finale! Tutti al C.I.M.!

    Ciao 🙂

  5. Red Dragon ha detto:

    Da quello che so di Marco, non è mai entrato a far parte della setta; che vendeva droga è improbabile ma potrebbe essere un colpo di scena; rimane il testo che… boh! Non vedo cosa potrebbe c’entrare. Tiro a caso tra questi due, va… roll. roll… pari! Il testo!

    Ciao 🙂

  6. Red Dragon ha detto:

    Praticamente a caso: i genitori di Giulia Ficheroni 🙂

    Ciao 🙂

  7. Red Dragon ha detto:

    In quella stessa casa! Poi magari fuggono per poter dare corpo agli ultimi tre capitoli 😉

    La scena della sparatoria è bellissima! Complimenti! 🙂

    Ciao 🙂

  8. Red Dragon ha detto:

    Quello mi sa di “esecutore”. Il prossimo è il capitolo 6, quindi bisogna iniziare a far quadrare il cerchio e dirigersi verso il finale: morirà ma dirà qualcosa…

    Ciao 🙂

  9. Red Dragon ha detto:

    Indirettamente. Il fatto che abbiano le sue canzoni, lo mette in mezzo, ma non ce lo vedo ad essere così… schifoso.

    Mentre che Franco Rude si sia suicidato sembra fattibile, il nostro Tassinari mi sembra alquanto strano… non è che “lo hanno suicidato”? 😉

    Ciao 🙂

  10. Red Dragon ha detto:

    Le canzoni di Marco Fonte ed un video… delle gemelle! Rivolto ai due poliziotti 😉

    Ciao 🙂
    PS: non stai andando un po’ troppo veloce? Così voto solo io…

    Ciao 🙂

  11. Red Dragon ha detto:

    Tutte e due le cose. So che è macabro ma visti i precedenti… 😉

    Ciao 🙂

  12. Red Dragon ha detto:

    Prosegui dalla fine del racconto precendente 🙂

    Il flashback dell’infanzia dei due poliziotti è stato molto carino 🙂

    Ciao 🙂

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