ITALIAN HORROR STORY

Dove eravamo rimasti?

Maurizio chiama Giorgio, le gemelle potrebbero essere nascoste nel C.I.M., ma Giorgio... Ha scoperto una terribile verità da Marco, ora è diretto al C.I.M. (100%)

C’E’ UN’USCITA?

Quell’uomo aveva un ghigno stampato sul volto, un’espressione che non prometteva niente di buono. Niente di nuovo, quell’espressione l’aveva vista migliaia di volte sulla faccia del padre, quando le diceva: ” Vieni, vieni a sederti qui vicino a papà.” Ma Elisa sapeva quello che succedeva poi, lo aveva cominciato a scoprire da quando aveva otto anni. Lei e Serena erano pressoché identiche, le si poteva distinguere per qualche tratto del viso. Elisa aveva il volto leggermente più ovale, le guance più paffute, con le fossette, e un neo sul labbro superiore. Forse era per questo che il padre sceglieva lei, il più delle volte. Quando doveva andare a ” sedersi vicino a papà ”, ogni volta che lei si avvicinava a l’uomo, lui la prendeva delicatamente per i fianchi esili, e con le sue mani callose e lerce, se la poggiava sulle gambe. Forse non era un caso che le vestissero sempre entrambe con gonne, poiché quando indossava una gonna, sentiva le mani di lui sotto di essa, le dita che entravano nelle mutandine, e poi dentro di lei. Man mano che la violava, il fiato di lui, rancido, puzzolente di alcool e sigarette, diventata più affannoso, e lei poteva sentire la sua eccitazione crescere, e dopo un po’ farsi strada tra le sue cosce, o anche spesso tra le natiche, senza nessuna delicatezza, o amore, come invece diceva lui. ” Lo faccio perché ti amo, piccola mia ” le diceva sempre lui, il mostro. Spesso partecipava anche sua mamma. Sua mamma era sorella gemella del mostro, e si somigliavano molto. Lei era più gentile però, quando la penetrava con le dita era più delicata del padre. Spesso facevano dormire Elisa con loro, nel letto matrimoniale. Quando finiva tutto, la ragazzina affondava la faccia nel cuscino. Lacrime bollenti le solcavano le guance, mentre sentiva lo sperma colargli tra le cosce. Perché a Serena era stato risparmiato tutto questo? Sua madre spesso baciava o toccava anche Serena, ma il peggio capitava sempre a lei: Elisa. Certo, aveva amato alla follia sua sorella gemella, ma aveva sempre covato e represso un sentimento di profonda invidia. L’inferno era toccato tutto a lei. Doveva tuttavia proteggere il bambino: serviva a lei, per ascendere, non poteva lasciarlo all’uomo. 
<< Quanto mi sei mancata..>> L’uomo si slacciò la cinta, il suo respiro era pesante, eccitato, le ricordava tanto quello di suo padre. << Vieni qui >> le disse, e lei si avvicinò a lui, inginocchiandosi. Quando Elisa aveva visto quel video, nel quale, quando era una neonata di undici mesi, un gruppo di uomini, compreso quello che era in piedi davanti a lei, l’avevano stuprata, lo aveva fatto vedere subito anche a Luca Masi, che si era eccitato e l’aveva pregata di regalarle quella pennetta USB. La pennetta invece lei l’aveva trovata tra le cose del padre. Quando ne aveva visto il contenuto, qualcosa di buio e tetro di era insinuato per sempre nella sua anima. << Perché tu devi sapere, che nessuno ti ha mai amata, sei solo un oggetto di piacere >> le disse l’uomo, a brache calate. Nel pronunciare quella frase aveva avuto un’erezione istantanea. Elisa alzò gli occhi, lo guardò e sorrise. << Cos’hai in man..>> L’uomo, il signor Ficheroni, un ricco imprenditore che da anni militava tra le schiere dei comunisti di Fonte, si era accorto che Elisa stringeva qualcosa in mano, ma non fece in tempo a finire la frase che lei gli prese il pene e con  un colpo secco glielo tagliò di netto con il grosso pezzo di vetro che aveva stretto forte in mano fino a quel momento e che le aveva squarciato il palmo. Dal moncherino schizzò un fiotto di sangue che la inondò. Lei si leccò le braccia compiaciuta. L’uomo urlò, Elisa lo assalì, tagliandogli la gola.
Giorgio arrivò di corsa al C.I.M. e si riunì al collega, finalmente.
Quando disse a Maurizio ciò che aveva saputo , egli confermò rispondendogli che lo aveva già intuito. Davanti a loro la Tassinari e il marito erano letteralmente sconvolti.
<< E’ il padre della Ficheroni il capo della setta. Il cantante era costretto a scrivere testi con messaggi subliminali per loro. Quei malati volevano convertire più gente possibile! >>
<< Dove sono le stanze delle gemelle!?>>
La coppia condusse i Detective nelle stanze di Elisa e Serena.
All’interno, la cameretta era quella di due bambine di otto anni. Bambole, carta da parati rosa e giocattoli ovunque. A terra c’era il corpo di Ficheroni, immerso in un mare di sangue.
<< Oh mio dio, Serena! >> La madre adottiva corse verso Serena.
<< Ferma, signora! >> le urlò Maurizio. Serena giaceva senza vita sul letto, a pochi passi dall’uomo morto.
Superata l’entrata, i detective ebbero una visuale completa della stanza, come anche i signori Tassinari e Clerici. Entrambi rabbrividirono. 
<< Elisa, ferma, non farlo! >> Elisa si voltò verso di loro. Stava in piedi sulla finestra aperta, davanti a lei c’era il vuoto e sette metri di altezza, in braccio aveva un neonato…

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