ITALIAN HORROR STORY

Dove eravamo rimasti?

Cosa c'è nella casa? Tutte e due le cose (100%)

LA SETTA

I due Detective si avvicinarono, pistola in mano, alla porta d’entrata della vecchia casa, poi entrambi si affiancarono ai lati. Si guardarono, Giorgio contò fino a tre con le dita, poi irruppero.
Con un calcio aprirono la porta, che si schiantò contro la parete interna, frantumandosi in alcuni punti, diverse schegge e pezzi di legno sverniciato volarono per aria.
<< Polizia! >> urlò il Toro. 
<< Tu cerca per le stanze, io vedo qui >> gli disse Maurizio. Come da prassi, come avevano fatto a casa di Franco Rude e come facevano ogni volta che irrompevano in un’abitazione. Appena entrati, si erano ritrovati in un salotto abbastanza grande, buio, polveroso e abbandonato. C’era un tavolo al centro e un camino sulla loro sinistra. Le persiane macilente, una vita fa pitturate di vernice verde ora tutta scorticata, erano chiuse, la luce del giorno filtrava attraverso di esse, riempendosi, all’interno della casa, di pulviscolo.
Giorgio esaminò le stanze, Maurizio la sala. 
‘ Il tiratore ‘ come veniva chiamato, non dovette impiegare troppo tempo nel cercare, quando si avvicinò al camino.
Rivolse la pistola e la torcia accesa inizialmente in tutti i lati della sala, in un primo veloce check per vedere la situazione.
Il pavimento di mattonelle, come la tinta sui muri, il mobilio, le persiane, tutto era riconducibile a una cinquantina di anni prima.
Era una casa piuttosto vecchia. E abbandonata.
Per terra era pieno di escrementi di ratti, grosse ragnatele si impossessavano piano piano di ogni angolo tra i muri o tra i mobili, e diverse dita di polvere erano poggiate su ogni superficie.
Quando Maurizio puntò la torcia dentro il camino, vide un mucchietto d’ossa. Per qualche secondo le rimase a guardare.
La speranza, che gli balenò per un instante fugace nella mente, fu che fossero ossa di cane. Ma aveva riconosciuto subito di chi fosse quel piccolo scheletro ammucchiato, e il piccolo teschio posto su di esso.
<< Oh cazzo..Giorgio!!!>> urlò. Gli occhi puntati, increduli sul macabro mucchietto.
Giorgio fu in un attimo vicino al collega. << Le stanze sono tutte pulite…pare che non c’è niente Maurì..>>, poi rivolse lo sguardo dove Maurizio teneva, ferma, puntata la torcia, << Ooh, porca puttana, cazzo..>>
<< Chiama la centrale. >> Giorgio mise una mano sulla spalla del collega ancora incredulo, prese la sua torcia, che aveva spento nel momento in cui era tornato nel salotto, illuminato da quella di Maurizio, e la riaccese. Si avvicinò al camino e si mise in ginocchio, nel frattempo Maurizio chiamava la centrale per i rinforzi.
A Giorgio, venne spontaneo mettere una mano all’interno della canna fumaria del camino. Una grezza costruzione in sassi, ricoperta da vecchio porfido. E come a casa di Franco Rude, tastando un po’ dappertutto, smosse qualcosa che era poggiata  in un incavo della canna fumaria, in uno spazio su un sasso piatto.
Uno scrigno. Uno scrigno di legno come quello a casa del vecchio sordo incestuoso. Giorgio si alzò, guardò il piccolo contenitore che reggeva tra le mani. << Maurì!..>>
Maurizio rientrò nell’abitazione, era uscito fuori appena aldilà della porta d’entrata, poiché dentro quel tugurio non gli prendeva il telefono. Si avvicinò a Giorgio. << Che cazzo è? >>
<< Te lo ricordi? Uguale come dal vecchio..>> poi senza esitazione Giorgio lo aprì.
<< Ma che cazzo!..>> dissero entrambi più o meno nello stesso istante, le torce di tutti e due puntate sull’interno dello scrigno.
Giorgio si voltò un attimo, bestemmiando tre, quattro volte di seguito, Maurizio si limitò a tirare fuori la fiaschetta e a bere a garganella. Lì dentro c’erano due paia di occhi umani, sottovuoto in delle bustine apposite. I bulbi erano perfettamente intatti, la radice anche. Un paio, riconobbero i due, erano occhi di un infante, piccoli, di colore azzurro, ora vitrei e resi acquosi, come quelli di un pesce marcio, dalla morte e dal sottovuoto.
 Maurizio, che nel frattempo, mentre Giorgio imprecava, aveva indossato dei guanti di lattice, frugò all’interno del contenitore. << C’è qualcos’altro, Giò.>> Tirò fuori delle vecchie foto e una  pennetta USB. Esaminò proprio la pennetta, mentre Giorgio nel frattempo gli aveva tolto le foto di mano e le stava esaminando. << Che c’entra una pennetta in mezzo a tutta roba vecchia?>> domandò Maurizio mentre la guardava. Spostò l’attenzione sulle foto. Le sfogliarono attentamente insieme, la torcia ben puntata ad illuminare, poi si guardarono, increduli.
<< Guarda qua? >> disse Giorgio. Erano quattro foto. In tre c’erano dei neonati, in una un gruppo di uomini. Ma a uno del gruppo era stata cancellata la faccia con la brace di una sigaretta, che aveva bucato la foto da parte a parte.
Ma Maurizio lo riconobbe lo stesso, dalla corporatura: era il Signor Tassinari. Nel frattempo arrivavano i rinforzi. Mentre la polizia ispezionava la casa, i due controllarono l’USB…

Cosa c'è nella pennetta?

  • Le canzoni di Marco Fonte, e un video... (100%)
    100
  • Tutte le canzoni dei '' new trasmission'' il gruppo di Marco Fonte (0%)
    0
  • Un video delle gemelle (0%)
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