ITALIAN HORROR STORY

Dove eravamo rimasti?

<< Basta, non voglio più farlo..>> gli disse. Marco c'entra qualcosa in tutto questo? Indirettamente (100%)

SOMIGLIANZE

Marco era fermo sull’uscio di casa. Davanti a lui, nel corridoio, c’era una sua conoscenza che aveva sperato di non rivedere.
Il tizio, cappuccio in testa, occhi dilatati e maligni, indossava un  lurido giaccone impermeabile verde scuro che gli arrivava quasi alle ginocchia.
<< Non posso più farlo..>> Il tono di Marco era supplichevole.
<< Devi, io…noi ne abbiamo bisogno.>>
<< No adesso basta…ti prego >> Il cantante era palesemente terrorizzato da quel tizio. 
<< Non ci servi più a niente allora.>> Dichiarò il tizio, dopodiché estrasse una pistola e la puntò contro Marco, il ragazzo alzò istintivamente le mani e indietreggiò di qualche passo.
<< Ti prego, non farlo.>> Lo implorò. 
L’altro sorrise, fu un ghigno terribile, da far venire i brividi, aveva i denti marci, le labbra screpolate a tal punto da essere piene di tagli. << Vieni con me in cucina.>> Gli ordinò. << Cosa vuoi fare? >> L’altro allargò il suo ghigno tetro. << Ho detto, vieni con me in cucina, non te lo far ripetere >> disse con tono mellifluo.
A quel punto Marco fece come gli era stato ordinato, camminando prudentemente di lato all’aggressore, che poi lo seguì fino in cucina, tenendo puntata la pistola contro la nuca del cantante.
<< Siediti! >>
Marco si sedette su una sedia, il tizio gli si pose di fianco e gli puntò la pistola alla tempia. 
<< Prima di uccidermi, sappi che tanto stanno arrivando quei due cani da caccia. Ti troveranno.>> Marco voleva guadagnare tempo, ma il tizio, nel sentire quell’affermazione, non parve spaventato anzi sembrò divertito.
<< Non muoverti >> ringhiò il tizio, << prendi carta e penna >> gli ordinò.
‘ Ci siamo, è finita ‘ pensò il ragazzo a quel punto. 
‘ Che vada a fanculo allora, se le prende da solo ‘.
<< Apri il cassetto dietro di te, ci sono dei foglietti e una penna>> disse Marco.
<< Se fai un mezzo movimento ti sparo dentro un occhio >> lo guardò, poi sorrise ancora << tu sai quanto sono cattivo…>>
Marco, ormai arreso alla morte, sorrise a sua volta e gli rispose:<< Tu sei solo un cogl…>>
<< Polizia! Marco, apri subito! >> Marco la riconobbe subito, era la voce di uno dei due cani da caccia, per la precisione, di quello più alto e più snello, quello che non faceva in tempo a buttare una sigaretta che già ne aveva un’altra in bocca.
Il tizio parve allarmarsi, ma prima che entrambi potessero fare qualcosa, la porta di casa venne aperta con un calcio, il grosso boato che si generò si perpetrò in tutta la casa. 
A quel punto, il cantante scattò verso l’aggressore, con entrambe le mani afferrò la mano che reggeva la pistola, spostandola fuori dal bersaglio ( che era lui ) ma partì un colpo.
Il rumore dei passi era sempre più vicino alla cucina. Il tizio sparò un altro colpo addosso a Marco, poi corse verso la finestra, l’aprì e si gettò fuori. Proprio nel momento in cui lo faceva, Giorgio e Maurizio entrarono a pistole spianate.
<< Fermo! >> urlò il toro, poi sparò un colpo di pistola che centrò il vetro di una delle aperture e si conficcò nel fianco del tizio che scappava. Il Tizio riuscì a scappare, ma Giorgio fu certo di averlo colpito. 
Maurizio si inginocchiò vicino Marco, che giaceva a terra respirando a fatica, con entrambe le mani premute sullo stomaco, fiotti di sangue tra le dita. << Fammi vedere >> gli disse il tiratore. << Mi ha colpito, mi ha preso..>> i respiri di Marco erano sempre più affannosi. 
Giorgio era corso alla finestra. << Fermo! >> Sparò altri due colpi fuori, il tizio arrancava verso l’uscita del cortile. Nessuno dei due colpi lo centrarono. Se fosse stato Maurizio a sparare, non sarebbe successo. << Cazzo! >> imprecò Giorgio, poi si fiondò anche lui fuori dalla finestra. Erano al secondo piano, tre metri e mezzo, forse quattro di altezza, tuttavia Giorgio atterrò senza subire danni, mentre il tizio che scappava, qualche metro davanti a lui, zoppicava e gemeva per il dolore, reggendosi la gamba offesa. 
Tuttavia il tizio riuscì a entrare in una panda verde inzaccherata di fango e tutta abbozzata, e partì sgommando.
<< Cazzo! >> imprecò ancora Giorgio, dopodiché si diresse alla loro BMW che era parcheggiata dall’altro lato del viale. Perse ulteriori secondi, nonostante aveva corso per raggiungere l’automobile, ma quando partì aveva ancora la Panda a vista d’occhio. 
Intanto le sirene accese dell’ambulanza diretta a casa di Marco allarmavano la gente della cittadina, a quelle si unirono quelle delle auto della polizia.
Giorgio chiamò il collega al telefono. << Prendi un auto della polizia, passa per il paese e scendi per la strada che porta nelle campagne, questo sta scendendo là! >>
La panda sfrecciava senza controllo, quasi ribaltandosi alle curve e sobbalzando sui dossi, Giorgio, a sirene accese, all’inseguimento…

 

Ci siamo. La sparatoria a casa del tizio.Che succederà?

  • Il tizio ferirà Giorgio (0%)
    0
  • Il tizio scapperà (0%)
    0
  • Il tizio morirà, ma prima dirà una frase... (100%)
    100
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