ITALIAN HORROR STORY

Dove eravamo rimasti?

Ci siamo. La sparatoria a casa del tizio.Che succederà? Il tizio morirà, ma prima dirà una frase... (100%)

IL CERCHIO SI STRINGE

La panda verde sgangherata deviò di colpo a sinistra, su una stradina secondaria di brecciolino che dalla via principale si staccava attraverso i campi, arrivando fino a una casa grigia e fatiscente. 
‘ Ne ho veramente le palle piene di questa campagna e di queste maledette case schifose ‘. Giorgio accostò la BMW un centinaio di metri davanti la casa, colui che inseguiva era invece entrato di corsa, per quanto la caviglia storta e la pallottola al fianco gli permettessero. Il tizio si barricò dentro.
Giorgio raggiunse la porta d’entrata, e si posizionò di lato ad essa, spalle contro il muro esterno. Intanto estrasse il telefono e chiamò Maurizio. << Dove sei? >>
<< Sto arrivando all’incrocio, quello dove sta il fontanile..>>
<< Arrivato al fontanile sali la salita a sinistra, poi sempre dritto, la seconda svolta a sinistra che trovi ..sono qui..muoviti Maurì!>> Giorgio attese. I due erano come un unico corpo, parti di un solo organismo, separati si sentivano entrambi incompleti. A Giorgio venne in mente se anche le gemelle avessero mai provato quella sensazione, qualora fossero state mai separate.
Risolse alla fine che non gliene fregava un cazzo di quei due abomini, frutti di un incesto malato tra zoticoni.
<< Arrenditi! >> Urlò. Nessuna risposta. Probabile che il tizio fosse uscito sul retro dell’abitazione. Doveva agire, doveva agire subito. << Fanculo..>> sussurrò, poi abbatté la porta con un calcio. Partì uno sparo dall’interno, qualcosa ronzò molto vicino all’orecchio di Giorgio, quello lì stava ancora dentro la casa.
Giorgio si tuffò di lato e si riparò spalle al muro. Nella fugace vista che aveva avuto dell’interno, aveva visto un tavolo da cucina ribaltato. << Arrenditi! >> Urlò di nuovo, poi senza guardare dentro sparò due colpi alla cieca che rimbombarono all’interno della casa, di rimando, gli arrivarono due colpi dall’aggressore. Uno di questi si conficcò nel muro proprio alle sue spalle, Giorgio poté sentire bene il cemento che si apriva all’altezza dei suoi reni. << Cazzo! >> Imprecò e si spostò di più alla sua destra. Il rumore di ruote sulla breccia lo rassicurò, Maurizio era arrivato.
<< Passa di lato alla via! >> Urlò Giorgio al compagno, altri colpi uscirono poi dalla casa. Maurizio corse a testa bassa verso la casa, passando per il prato che costeggiava la stradina. Raggiunse Giorgio, poi con uno scatto felino si spostò sul lato sinistro, dove si posizionò, spalle al muro anch’egli. << Sta attento! >> gli urlò il toro. Maurizio si sporse leggermente verso l’interno e sparò tre colpi con la sua semi-automatica. Di rimando ronzarono tre colpi dall’interno.
<< Brutto figlio di puttana, arrenditi! >> Giorgio guardò Maurizio, con le dita contò fino a tre, dopodiché entrambi si affacciarono e scaricarono i loro caricatori all’interno. Di tutta risposta arrivarono altre pallottole, alcune di esse sbriciolarono gli angoli del muro, altri sgretolarono la porta, altri ancora uscirono fuori. No, non andava così. << Tu vai dietro, cerca un’altra entrata ..sta attento..>> sussurrò Giorgio al collega. Maurizio annuì con la testa e cautamente si spostò sul retro.
Forse l’aggressore non aveva visto arrivare Maurizio, ma sicuramente si era accorto della presenza di un altro quando il Detective si era unito al collega, a lato dell’entrata. E poi aveva sparato anche lui, quindi ora addio effetto sorpresa. Giorgio decise quindi di tenere occupato il tizio, continuando a sparargli contro e a ripararsi subito dopo.
Giorgio smise di sparare per un attimo e chiamò i rinforzi alla centrale, era avvenuto tutto così caoticamente che solo ora gli venne in mente di farlo. Per qualche attimo gli spari da entrambe le parti cessarono, poi un << Fermo! >> e diversi spari all’interno della casa, lo fecero di nuovo scattare. Stavolta, visto che quella voce era del collega, Giorgio entrò senza esitazione, sparando tre colpi che trapassarono il tavolo. Si sentì il rumore di carne che viene impallinata, un rumore che conoscevano bene entrambi. 
Finalmente avevano colpito il Tizio.
Maurizio era in piedi dietro il tavolo, pistola puntata, occhi sgranati. Giorgio lo affiancò.
A ripararsi lì dietro c’era l’uomo. Giaceva sul pavimento, emettendo suoni strozzati simili a colpetti di tosse, A ogni colpo di quello un denso fiotto di sangue gli schizzava fuori dalla bocca.
Lo avevano riempito di pallottole su tutto l’addome e sul fianco.
Maurizio si protese verso di lui. << Dove sono le gemelle! Chi sono i tuoi complici! >> gli urlò il faccia. L’altro morente e tremante, spostò lo sguardo su Giorgio e sorrise, la sua bocca era diventata una cascata di sangue. << Le gemelle…le gemelle sono la…no..oo..stra..lu..>> Il tizio stramazzò, la sua espressione si fissò per sempre nell’agonia della morte, gli occhi rivolti al cielo, sbarrati.
I due detective si guardarono. Le gemelle…

Dove sono le gemelle

  • In quella stessa casa (100%)
    100
  • Sono morte (0%)
    0
  • A Roma (0%)
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