ITALIAN HORROR STORY

Dove eravamo rimasti?

Chi è che nasconde qualcosa? I genitori di Giulia Ficheroni (100%)

PUZZLE

Giorgio sedeva sulla sedia nel tavolo degli interrogatori, davanti a lui vi era Maria Pofi: la madre di Marco Fonte. Quel pomeriggio, il cielo si era incupito e minacciava un bell’acquazzone. Giorgio aveva molti giri da fare e molta gente da spremere fino all’osso. Sarebbe arrivato al colpevole, oh sì, cazzo, se ci sarebbe arrivato. La signora Pofi venne interrogata da sola, il compagno: un uomo che era tutto un fascio di nervi e muscoli e con le mani grosse e callose, aspettava fuori sorvegliato dagli agenti. 
<< La prego, mi chieda tutto quello che vuole e mi faccia tornare da mio figlio.>> La donna era sull’orlo dell’ennesimo pianto isterico. Da quando gli agenti l’avevano prelevata dall’ospedale e portata in centrale aveva pianto e urlato come una forsennata. Ogni volta che lo faceva, le vene sul suo esile collo si gonfiavano a dismisura. Giorgio era quasi tentato a pensare che il cordoglio della donna fosse autentico.
<< Signora, suo figlio è invischiato in questa storia e con quella gente. Io non so in che modo, ma lo è. Abbiamo trovato una pennetta con tutte le sue canzoni, a casa di Luca Masi. >> Le rivelò Giorgio.
<< Inoltre, per quale motivo Masi voleva uccidere suo figlio? >>
Nell’udire la parola ” uccidere ”, la signora Pofi scoppiò di nuovo a piangere, portandosi le mani screpolate sugli occhi. Faceva le pulizie in tre condomini, a Roma, dove si era trasferita quando si era riaccompagnata con Valentino Bracchi.
<< Conosceva quell’uomo, signora? >> la incalzò Giorgio.
<< No >> rispose lei singhiozzando << non so chi sia, mio figlio ha tanti ammiratori e ammiratrici..>>
Il Tizio non era originario di Fonte, ma vi si era trasferito nel 2016 con la sorella: la proprietaria dello scheletro rinvenuto sotto terra nel giardino della casa in cui abitavano. Entrambi tossici di meth, crack, cocaina e alcool, avevano perso i genitori quando erano piccoli. Lui aveva trascorso l’infanzia da una casa famiglia all’altra, per poi esser spedito nel centro di rieducazione comportamentale dove aveva conosciuto le gemelle; lei era stata molti anni in varie comunità di recupero, prima di arrivare a Fonte. Dalle analisi della scientifica non risultarono fratture o traumi, ma dalla dilatazione del bacino venne fuori che aveva partorito in passato, e più volte.
Se solo quel ” figlio di puttana”( come diceva Giorgio ) di Luca Masi non si fosse fatto uccidere, avrebbero tutti saputo prima che la ragazza, più piccola del fratello di un anno, aveva avuto due aborti spontanei all’età di quindici anni. I due figli erano entrambi del padre: un maniaco che la stuprava da quando lei aveva otto anni e che venne barbaramente ucciso, bruciato vivo nella sua auto da quattro soldi, per dei debiti di droga non pagati, quando la ragazza aveva quasi diciassette anni. La madre dei due, anche lei vittima e succube dell’uomo, era morta di overdose da cocaina quando i ragazzini avevano dieci e undici anni. Questo fu ciò che fu riferito alla questura di Roma dalla casa famiglia che li aveva presi, la questura aveva passato poi le informazioni ai colleghi di Fonte, tempo dopo la sparatoria in ” via della selce ”. I due fratelli passarono da una casa famiglia all’altra. Lui diveniva sempre più ingestibile e violento, lei cronicamente depressa, con sbalzi di umore e scatti d’ira. Alla fine, quando furono entrambi maggiorenni, i servizi sociali gli diedero una casa ( quella a Fonte ) e lui venne assunto part-time come spazzino. Dopo poco tempo però si licenziò, e nessuno sa di cosa vissero. L’ipotesi messa su, e di certo la più probabile, fu quella che lui spacciasse. Il che lo collegava a Marco Fonte, a Giulia Ficheroni e ai delitti. Infine, sua sorella aveva avuto un terzo figlio e lo aveva avuto proprio con il fratello. Il terzo figlio era il bambino trovato senza occhi, su quel macabro altare, nel cementificio. Cominciavano a crearsi dei collegamenti ma non era ancora chiaro cosa c’entrasse Marco Fonte in tutta quella terribile vicenda, mentre tutti non diedero importanza a un eventuale coinvolgimento di Giulia Ficheroni, anche lei conoscente e cliente del Masi, a detta della sua amica barista del ” carpe diem ”.
<< Signora, come mai è andata a vivere a Roma e ha lasciato suo figlio qui? >> A quella domanda la signora Pofi si rimise composta sulla sedia e si stropicciò gli occhi, arrossati dal pianto.
<< Quella è la casa del suo defunto padre. Non potevo più starci, inoltre Marco era sempre in giro per Roma e spesso veniva a trovarmi. E’ sempre stato così responsabile, e ha sempre provveduto a sé stesso..>>
Quando venne il turno del compagno, questo parve ancora più sconvolto di lei. Sembrava che entrambi non conoscessero i giri e le conoscenze di Marco, ed erano tutti e due impazienti di tornare all’ospedale. Giorgio decise che ci sarebbe andato anche lui: il ragazzo, seppe, ora era sveglio, fuori pericolo e poteva parlare..
Intanto al C.I.M…

Cosa verrà a sapere Giorgio, da Marco?

  • Era Marco in realtà a vendere la droga (0%)
    0
  • Da un periodo di tempo Marco era entrato a far parte della setta (0%)
    0
  • Da un periodo di tempo aveva cominciato a scrivere testi, con riferimenti alla pedofilia, su richiesta di gente ai piani alti.. (100%)
    100
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