NESSUN RICORDO

Dove eravamo rimasti?

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SCONOSCIUTI

Julie era peggiorata. Giusy diceva che non mancava molto alla sua morte.
Prima, ogni tanto, si ricordava e non c’era bisogno che mi presentassi ogni volta, ma ora, non se lo ricordava mai. Dovevo sempre raccontarle la nostra storia, di come ci eravamo conosciuti e come la relazione si era evoluta.

Io la amavo, ed era per quello che non me n’ero ancora andato.
Ma un giorno, mia madre mi disse una cosa che mi fece molto pensare. “Devi pensare anche un po’ a te stesso”. Questa frase non aveva molto senso, secondo me. Ma, dopo averci riflettuto capii. Io passavo tutti i giorni, tutto il giorno da Julie, una ragazza che non si ricordava di me.
“A quale scopo le racconti di voi ogni giorno, se sai che il mattino dopo, non se ne ricorderà più?” questo mi disse mia madre. Come prima cosa mi arrabbiai. Non si doveva permettere. Lei non sapeva niente di me e Julie.
Ma poi capii che mi stava rovinando la vita. Mi ero convinto a lasciarla.

Passai una notte intera a pensare a cosa dire. Scrissi una specie di discorso introduttivo, per spiegarle chi ero e poi un altro, per dirle che non sarei più venuto.

Quella mattina arrivai un po’ più presto, perchè volevo parlarne un po’ anche con Giusy. Quello che mi disse mi spiazzò.

-Perchè vuoi parlarle?-  non capii il senso di quella domanda. La mia espressione esprimeva al meglio il mio stupore. -Voglio dire, lei domani non si ricorderà niente. Perchè vuoi dirle tutte quelle cose- disse indicando il foglio del discorso, che aveva appena letto. -se sai che domani non se le ricorderà? Lei non sa chi sei. Scusami, ma è la verità. Anche quando le avrai raccontato la vostra storia, e poi la lascerai, lei non sarà triste. Lei non ti conosce, oggi. Ha smesso di conoscerti tre mesi fa. – quelle parole furono come un tuffo al cuore. Guardai Julie, nella camera, che dormiva, ancora ignara di tutto ciò che stava per accadere. Poi realizzai che Giusy aveva completamente ragione: agli occhi di Julie, io, ero uno sconosciuto.

-Io, fossi in te, me ne andrei e non tornerei più. – io sapevo bene che era crudele come cosa, ma sapevo anche che andarmene, o parlarne, non avrebbe fatto differenza.

Così me ne andai, e non tornai più. Ogni tanto chiamavo Giusy per chiederle come andava, ma alla fine, smisi anche con lei.

Gli anni passarono e fui ben contento di vivere la mia adolescenza. All’inizio stavo male per la brusca rottura con Julie. Non potei nemmeno salutarla un’ultima volta, ma alla fine ne rimase solo un bel ricordo.

Dopo una cinquantina d’anni, ero diventato un vecchio vedovo, con due figli, che mi avevano rinchiuso in un ospizio. Mi ero ambientato bene, avevo stretto amicizie con pazienti e infermieri. Dopo un solo anno lì, mi sentivo a casa.

Ma poi, il mondo mi cadde addosso, per la terza volta. Una nuova paziente, ma non poteva essere lei.
La vidi sulla sedia a rotelle, con gli occhi incollati al pavimento e i capelli bianchi sulla faccia. Esattamente come la prima volta. Quando alzò lo sguardo un sorriso si dipinse sulla sua faccia.

-Marcus?- chiese. Non ci volevo credere.
-Julie!- era lei. Si avvicinò, il sorriso scomparve.
-Sai, mi hai spezzato il cuore.- disse con le lacrime agli occhi
-Julie, ti ricordi?- chiesi sorpreso.
-Ogni cosa. Mi hanno iscritto ad un programma sperimentale, che ha avuto successo, a quanto pare.
-Senti, Julie…
-No, no. Non ti biasimo. L’avremmo fatto tutti.- il sorriso ricomparve. -Allora, come va?

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39 Commenti

  • Io dico di continuare così.Ed il salto temporale può comunque essere messo a causa della Reinger (o come si scrive…). Semplicemente a fine del nono capitolo, loro si svegliano pensando che sia tutto un sogno. Fin quando, nel decimo capitolo, non si reincontreranno e si riconosceranno 🙂
    Così salviamo capra e cavoli ^_^

    Per quanto riguarda Eric, non ricordo assolutamente in che punto è comparso, ma proporrei che fosse lui il motivo per cui Julie sia sopravvissuto 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao a tutti. Eccomi tornata con un nuovo capitolo. Scusate l’assenza, ma spero davvero di riuscire a continuare questa storia che mi sta piacendo davvero molto.
    Mi sono appuntata alcune cose che devo scrivere negli ultimi episodi, per esempio chi è Eric (avete suggerimenti?).
    Inoltre mi sono segnata anche il finale che Red aveva in mente, ovvero che lei lo aveva sempre creduto un sogno. Mi piace molto come idea, ma devo comunque trovare un modo per concludere la storia. E’ impensabile il fatto che lei guarisca, dato che ha già rischiato la morte e non è ancora in una bella situazione.
    L’unica opzione sembra quella di farli lasciare, ma così non ci sarà un lieto fine, a meno che…
    Pensavo piuttosto di spiegare Eric e di farli lasciare nel nono capitolo e poi fare un grande salto temporale a quando loro hanno qualcosa come settant’anni, e di farli rincontrare, entrambi guariti. A distanza di tempo è già più credibile la guarigione.
    Avevo l’idea dell’incontro da vecchi già dall’inizio, anche se pensavo di far morire uno dei due. Che dite invece di quest finale?
    Gili

  • Buongiorno a tutti. Scrivo questo commento per dire alcune cose.
    Questa storia mi è piaciuta moltissimo. Scriverla mi ha commosso più volte e mi è piaciuto metterci un po’ di tutti i libri che ho letto fin’ora. Ho cercato di personalizzarla il più possibile e il risultato mi è piaciuto davvero tanto.
    Come ho già detto in commenti precedenti, quella che avete letto non è la storia completa, dato che in privato la sto sviluppando, anche se, ovviamente, la trama rimane quella.
    E’ uno dei racconti migliori che io abbia scritto e spero vivamente di poterlo pubblicare, un giorno.
    Non ho ancora deciso se farlo finire positivamente o in un modo un po’ triste, quindi vi prego, ditemi la vostra opinione, che non so più come andare avanti.
    Annuncio già l’uscita di un nuovo libro che sto scrivendo. Si chiama “Dopo la fine del mondo”, ma non dico nient’altro. Lo stile è totalmente diverso rispetto a quello di “nessun ricordo”, ma è una storia che mi piace moltissimo lo stesso. Ogni capitolo è raccontato dal punto di vista di un ragazzo differente, vi può piacere?
    In ogni caso, sto ancora scrivendo “Nessun ricordo” e sono tentata di concludere con l’idea di Red Dragon, ovvero che Julie si sveglia, ma ha sempre creduto Marcus un sogno. Inoltre devo spiegare chi è Eric. Diciamo che accetti spunti e consigli (vi prego aiutatemi sono disperata).
    Spero che leggerete anche “Dopo la fine del mondo” perchè ci tengo moltissimo e mi sembra una storia intrigante anche quella.
    Ero partita con l’idea di chiedervi aiuto per la conclusione della storia e sono arrivata a presentarvi il mio nuovo libro, per cui direi di concludere qui questo commento.
    Grazie a tutti per aver seguito la storia e se avete idee per il racconto, scrivetemi (sì, lo so che è la terza volta che lo chiedo).
    Grazie mille.
    Gili

  • Hai realmente 12 anni? Perché da come descrivi le emozioni, i sentimenti che si possono provare in situazioni così complicate. Complimenti.
    Ho letto ora d’un fiato tutta la storia perché sono entrata da poco nella community. Mi è piaciuta. Una pecca è che a volte sei troppo sbrigativa, la storia può durare di più a mio parere.
    Non ho capito il senso delle varie opzioni che dai quindi voto a caso.

    • Ciao, sì, hai ragione, a volte sono un po’ sbrigativa, però ho paura che i dieci episodi non possano bastare. Sappiate comunque che in privato la sto scrivendo molto più lunga e carina. Spero di poterla pubblicare per intera un giorno. Comunque ho sempre avuto la passione della scrittura, ma ultmamente ho letto un libro che praticamente consiste soltanto nella descrizione delle emozioni del protagonista, per cui volevo provare.

    • Ciao, lo so. Non ho ascoltato molto le votazioni e questa idea del salto temporale può uscire bellissima, o orribile. Sppero la prima.Comunque avevo in mente qualcosa che non occuperà più di due o tre episodi, per cui dieci capitoli proprio non li riempio. Pensavo di migliorare questa storia in privato e poi un domani pubblicarla per intera, ovviamente qui su theincipit sarà un po’ meno carina ma spero comunque che vi piaccia.
      Gili

  • Ciao Emma, che dire mi fai quasi commuovere… Coltiva questa passione meravigliosa!
    vorrei darti due piccoli consigli. Uno è inerente la storia e riguarda la ragazza che esce per la prima volta dalla stanza dopo anni: un evento straordinario che non si può
    consumare con un semplice thè al bar come fosse cosa normale.
    Seconda cosa: alimenta la fantasia, approfitta dei voti dei lettori per svilupparla, è un esercizio che vale molto più di un storia già pensata. Brava, ciao🙋

    • Ciao volevo dirti che dato che uscire dalla stanza è una cosa abbastanza illegale per lei, perciò andare al bar vuol dire già tanto, ma apprezzo il consiglio.
      Per la fantasia, d’ora in poi, cercherò di usarla di più perchè ho esaurito i capitoli già pronti.
      Gili

  • Ciao, sono passata dopo averti visto sulla mia storia.
    Volevo innanzitutto ringraziarti per i complimenti, molto graditi, e complimentarmi a mia volta.
    Per avere dodici anni scrivi molto bene, e, aggiungerei, di temi molto delicati per un’età in cui, in genere, a queste cose non si pensa.
    Ho letto questo primo capitolo per curiosità e, anche se non seguirò la storia, ti auguro in bocca al lupo e di proseguirla a modo.

    Solo un piccolo appunto: prima di fare correzioni a qualcuno, assicurati controllando sul dizionario che si tratti di un “consiglio” valido 🙂
    Te lo dico senza malizia, perché anche a me è capitato di pensare “ma non si dice/scrive così”, e di sbagliare clamorosamente 🙂
    Buona fortuna cara.

  • Ciao Emma,
    è’ davvero sorprendente che già a 12 anni riconosci di avere una vera e propria passione per la scrittura…
    Ma ancora più sorprendente è la tematica che tocchi attraverso il racconto. La malattia, il dramma, la tua capacità di rapportarti già alla tua età con questi temi è una cosa piuttosto rara.
    Sai, molti persone adulte non sanno parlare di malattie. Nemmeno i medici sanno sempre farlo.
    Ho apprezzato molto anche la caratterizzazione dei due personaggi! E che riconosci che nella tristezza di una prigione (la malattia) possono avvenire degli incontri miracolosi che rendono la vita bellissima sempre e comunque.

    • Ciao. Grazie mille. Diciamo che quando l’anno scorso sono andata a vedere “A un metro da te” sono rimasta molto di stucco. Mi è piaciuto moltissimo. Ma poi settimana scorsa ho visto “Vivere due volte” e ho deciso di unire le due cose. Avevo già iniziato a scrivere qualcosa, quindi il secondo capitolo ce l’ho già pronto. Ciao.
      Gili

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