NESSUN RICORDO

Dove eravamo rimasti?

Come è Julie (la ragazza con la Reingher)? Simpatica e solare e legano subito (50%)

Innamorato

Quando rientrai, la testa era ancora abbassata, ma non appena mi sentì entrare la tirò su subito. Le macchie, ovvio, c’erano ancora, ma guardandola non contavano più niente. 

Era bellissima: gli occhi del color del mare e le labbra così rosse che poteva sembrare truccata, ma non lo era.

Non capivo bene perchè, se la Reingher era una malattia psicologica, avesse quelle macchie.
Ma a me non importava: era la ragazza più bella che avessi mai incontrato, con quei suoi capelli tra il biondo e il castano, un po’ arruffati, sì, ma che per il suo volto erano perfetti.

Allora non sapevo se ne fossi già innamorato, ma ora, ora l’ho capito: me ne ero innamorato già da prima che l’infermiera mi chiamasse fuori.

Io, come potevo amarla?
Come potevo, io, amare una persona senza neanche conoscerla?
Io, che non avevo mai creduto all’amore a prima vista.
Come?

Eppure era successo. In un solo movimento di collo mi aveva fatto innamorare. Non so bene come, non so bene perchè, non so bene il momento, ma so che lì, quel giorno, davanti a quella porta della stanza 412 dell’ospedale, io, sì, me ne ero innamorato.

“Ciao” disse.
“Ciao” risposi.
“Perchè sei qui?” chiese.
“Ho sempre voluto conoscere l’altra persona del 2001 e mi hanno detto che eri tu, quindi…
“L’altra persona?”
“Vedi, ogni anno nascono due bambini con la Reingher” spiegai.
“Capisco.” iniziò un silenzio che parve interminabile. In quei secondi pensai a quanto avremmo potuto parlare, fino ad arrivare all’altare, per poi trovarci di nuovo qui, dove tutto è iniziato, solo che al posto dei macchinari, tutto intorno a noi ci sarebbero potuti essere i parenti venuti a trovare i nuovi arrivati della famiglia.

“Hai intenzione di stare lì impalato?” chiese sorridente.
“Bè, sì.” risposi sincero.
“Perchè non andiamo al bar?”
“Perchè tu non puoi uscire di qui.”
“Ma sì che posso, dai, ti prego.” fu così che ebbe inizio tutto. La aiutai ad evadere da quella stanza piena solo di psicofarmaci e brutti pensieri. Non che l’avessi portata lontano: al bar dell’ospedale. Ma avevo capito che per lei significava molto. 

“Sai, è la prima volta che esco da quella stanza, dopo anni.” disse sorseggiando un tè. Non risposi. Non che non volessi. Solo che non sapevo cosa dire. 
“Grazie, Marcus.” lei sapeva il mio nome! E ormai il pensiero dell’altare e dei figli era svanito. Mi immaginavo noi da vecchi, a festeggiare i nostri 50 anni di matrimonio, sulla terrazza di casa nostra sulla spiaggia.
Poi mi ricordai che le rimanevano tre anni e ci è mancato poco che non piangessi. 

Tutto qui, un pomeriggio al bar, chiuso da una sgridata dell’infermiera che ci aveva confermato che Julie non poteva uscire da quella stanza.

E forse è stato proprio mentre guardavo la bocca dell’infermiera muoversi senza ascoltare minimamente niente di ciò che diceva, che decisi che avrei ottenuto per Julie il permesso per uscire da lì. Non volevo altro inferno per lei.

Marcus ottiene il permesso per Julie?

  • Sì, ma deve combattere un po' prima di ottenerlo. (100%)
    100
  • Sì, subito. (0%)
    0
  • No (0%)
    0
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39 Commenti

  • Io dico di continuare così.Ed il salto temporale può comunque essere messo a causa della Reinger (o come si scrive…). Semplicemente a fine del nono capitolo, loro si svegliano pensando che sia tutto un sogno. Fin quando, nel decimo capitolo, non si reincontreranno e si riconosceranno 🙂
    Così salviamo capra e cavoli ^_^

    Per quanto riguarda Eric, non ricordo assolutamente in che punto è comparso, ma proporrei che fosse lui il motivo per cui Julie sia sopravvissuto 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao a tutti. Eccomi tornata con un nuovo capitolo. Scusate l’assenza, ma spero davvero di riuscire a continuare questa storia che mi sta piacendo davvero molto.
    Mi sono appuntata alcune cose che devo scrivere negli ultimi episodi, per esempio chi è Eric (avete suggerimenti?).
    Inoltre mi sono segnata anche il finale che Red aveva in mente, ovvero che lei lo aveva sempre creduto un sogno. Mi piace molto come idea, ma devo comunque trovare un modo per concludere la storia. E’ impensabile il fatto che lei guarisca, dato che ha già rischiato la morte e non è ancora in una bella situazione.
    L’unica opzione sembra quella di farli lasciare, ma così non ci sarà un lieto fine, a meno che…
    Pensavo piuttosto di spiegare Eric e di farli lasciare nel nono capitolo e poi fare un grande salto temporale a quando loro hanno qualcosa come settant’anni, e di farli rincontrare, entrambi guariti. A distanza di tempo è già più credibile la guarigione.
    Avevo l’idea dell’incontro da vecchi già dall’inizio, anche se pensavo di far morire uno dei due. Che dite invece di quest finale?
    Gili

  • Buongiorno a tutti. Scrivo questo commento per dire alcune cose.
    Questa storia mi è piaciuta moltissimo. Scriverla mi ha commosso più volte e mi è piaciuto metterci un po’ di tutti i libri che ho letto fin’ora. Ho cercato di personalizzarla il più possibile e il risultato mi è piaciuto davvero tanto.
    Come ho già detto in commenti precedenti, quella che avete letto non è la storia completa, dato che in privato la sto sviluppando, anche se, ovviamente, la trama rimane quella.
    E’ uno dei racconti migliori che io abbia scritto e spero vivamente di poterlo pubblicare, un giorno.
    Non ho ancora deciso se farlo finire positivamente o in un modo un po’ triste, quindi vi prego, ditemi la vostra opinione, che non so più come andare avanti.
    Annuncio già l’uscita di un nuovo libro che sto scrivendo. Si chiama “Dopo la fine del mondo”, ma non dico nient’altro. Lo stile è totalmente diverso rispetto a quello di “nessun ricordo”, ma è una storia che mi piace moltissimo lo stesso. Ogni capitolo è raccontato dal punto di vista di un ragazzo differente, vi può piacere?
    In ogni caso, sto ancora scrivendo “Nessun ricordo” e sono tentata di concludere con l’idea di Red Dragon, ovvero che Julie si sveglia, ma ha sempre creduto Marcus un sogno. Inoltre devo spiegare chi è Eric. Diciamo che accetti spunti e consigli (vi prego aiutatemi sono disperata).
    Spero che leggerete anche “Dopo la fine del mondo” perchè ci tengo moltissimo e mi sembra una storia intrigante anche quella.
    Ero partita con l’idea di chiedervi aiuto per la conclusione della storia e sono arrivata a presentarvi il mio nuovo libro, per cui direi di concludere qui questo commento.
    Grazie a tutti per aver seguito la storia e se avete idee per il racconto, scrivetemi (sì, lo so che è la terza volta che lo chiedo).
    Grazie mille.
    Gili

  • Hai realmente 12 anni? Perché da come descrivi le emozioni, i sentimenti che si possono provare in situazioni così complicate. Complimenti.
    Ho letto ora d’un fiato tutta la storia perché sono entrata da poco nella community. Mi è piaciuta. Una pecca è che a volte sei troppo sbrigativa, la storia può durare di più a mio parere.
    Non ho capito il senso delle varie opzioni che dai quindi voto a caso.

    • Ciao, sì, hai ragione, a volte sono un po’ sbrigativa, però ho paura che i dieci episodi non possano bastare. Sappiate comunque che in privato la sto scrivendo molto più lunga e carina. Spero di poterla pubblicare per intera un giorno. Comunque ho sempre avuto la passione della scrittura, ma ultmamente ho letto un libro che praticamente consiste soltanto nella descrizione delle emozioni del protagonista, per cui volevo provare.

    • Ciao, lo so. Non ho ascoltato molto le votazioni e questa idea del salto temporale può uscire bellissima, o orribile. Sppero la prima.Comunque avevo in mente qualcosa che non occuperà più di due o tre episodi, per cui dieci capitoli proprio non li riempio. Pensavo di migliorare questa storia in privato e poi un domani pubblicarla per intera, ovviamente qui su theincipit sarà un po’ meno carina ma spero comunque che vi piaccia.
      Gili

  • Ciao Emma, che dire mi fai quasi commuovere… Coltiva questa passione meravigliosa!
    vorrei darti due piccoli consigli. Uno è inerente la storia e riguarda la ragazza che esce per la prima volta dalla stanza dopo anni: un evento straordinario che non si può
    consumare con un semplice thè al bar come fosse cosa normale.
    Seconda cosa: alimenta la fantasia, approfitta dei voti dei lettori per svilupparla, è un esercizio che vale molto più di un storia già pensata. Brava, ciao🙋

    • Ciao volevo dirti che dato che uscire dalla stanza è una cosa abbastanza illegale per lei, perciò andare al bar vuol dire già tanto, ma apprezzo il consiglio.
      Per la fantasia, d’ora in poi, cercherò di usarla di più perchè ho esaurito i capitoli già pronti.
      Gili

  • Ciao, sono passata dopo averti visto sulla mia storia.
    Volevo innanzitutto ringraziarti per i complimenti, molto graditi, e complimentarmi a mia volta.
    Per avere dodici anni scrivi molto bene, e, aggiungerei, di temi molto delicati per un’età in cui, in genere, a queste cose non si pensa.
    Ho letto questo primo capitolo per curiosità e, anche se non seguirò la storia, ti auguro in bocca al lupo e di proseguirla a modo.

    Solo un piccolo appunto: prima di fare correzioni a qualcuno, assicurati controllando sul dizionario che si tratti di un “consiglio” valido 🙂
    Te lo dico senza malizia, perché anche a me è capitato di pensare “ma non si dice/scrive così”, e di sbagliare clamorosamente 🙂
    Buona fortuna cara.

  • Ciao Emma,
    è’ davvero sorprendente che già a 12 anni riconosci di avere una vera e propria passione per la scrittura…
    Ma ancora più sorprendente è la tematica che tocchi attraverso il racconto. La malattia, il dramma, la tua capacità di rapportarti già alla tua età con questi temi è una cosa piuttosto rara.
    Sai, molti persone adulte non sanno parlare di malattie. Nemmeno i medici sanno sempre farlo.
    Ho apprezzato molto anche la caratterizzazione dei due personaggi! E che riconosci che nella tristezza di una prigione (la malattia) possono avvenire degli incontri miracolosi che rendono la vita bellissima sempre e comunque.

    • Ciao. Grazie mille. Diciamo che quando l’anno scorso sono andata a vedere “A un metro da te” sono rimasta molto di stucco. Mi è piaciuto moltissimo. Ma poi settimana scorsa ho visto “Vivere due volte” e ho deciso di unire le due cose. Avevo già iniziato a scrivere qualcosa, quindi il secondo capitolo ce l’ho già pronto. Ciao.
      Gili

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