NESSUN RICORDO

Dove eravamo rimasti?

Marcus ottiene il permesso per Julie? Sì, ma deve combattere un po' prima di ottenerlo. (100%)

IL PERMESSO

La mattina dopo corsi dall’infermiera. Avrei ottenuto quel permesso l’indomani, se non il giorno stesso.

-Giusy, ho bisogno di te. Mi devi fare un enorme piacere, ti prego! – la guardai con gli occhi carini, quelli che fanno pena a chiunque.

-Ora non posso, sono impegnata.

-Senti, è molto importante. Si tratta di Julie.

-Ok, dimmi tutto. 

-Mi serve il permesso di uscire. Quando vuole lei. Non si sente bene, si sente schiacciata, divorata. Lì non è libera.

-E continuerà a non esserlo, perchè molto difficilmente i pazienti con la Reingher ottengono quel permesso, almeno non al quarto stadio.

-Ti prego.

-Io voglio starne fuori.

-Dimmi cosa devo fare e lo farò da solo. – mi guardò con uno sguardo di disapprovazione.

-Va bene. – sbuffò.

-Sì! – urlai.

-Allora, devi parlare con il medico di reparto, dopodichè lui ti darà questo modulo che Julie dovrà compilare e firmare. Non servirà l’approvazione dei genitori, dato che lei è maggiorenne.

-Grazie grazie grazie Giusy! Grazie davvero! – la baciai sulla testa e corsi via.

Mi catapultai nell’ufficio del medico di reparto, gli chiesi il modulo e andai da Julie.

-Julie! Firma qui! – le porsi una penna.

-Che cos’è? – chiese perplessa.

-è il permesso di uscita. Potrai uscire tutte le volte che vorrai, essere indipendente, essere libera! – sul suo viso pallido comparve un sorriso che colorò la stanza. 

-Come hai fatto? – chiese contenta.

-Non chiedermelo, solo… firma!

Dopo aver letto tutto il modulo arrivò alla firma.

-Non posso firmarlo. – disse triste. E tutto tornò grigio.

-Perchè? 

-Perchè io ho 18 anni.

-Sì, lo so!

-Ma qui dice che fino ai 20 anni devono firmare i genitori.

-Cosa? Scherzi? – presi il foglio in mano e lessi. Era vero. Giusy si era sbagliata.

-Non importa, scrivi ai tuoi. 

-Tu non capisci, mi ci hanno fatto mettere loro qui dentro.

-Oh cavolo! Che si fa ora? Non possiamo continuare a scappare.

-Perchè no? Siamo giovani, divertiamoci un po’! Sono gli ultimi tre anni della mia vita! – sorrise. Sorrisi. 

Era così bella, così vera che qualsiasi cosa mi avesse chiesto, anche andare sulla Luna, mi sembrava possibile. E se voleva passare il resto della sua vita in fuga, be, allora lo avrei fatto con lei.

COSA SUCCEDE NEL PROSSIMO CAPITOLO?

  • Muoiono entrami in un incidente mentre scappavano (0%)
    0
  • Continuano a scappare come ora (100%)
    100
  • Julie scompare e continuo con la storia di Marcus, finchè non si rincontrano (0%)
    0
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12 Commenti

  1. Ciao Emma, che dire mi fai quasi commuovere… Coltiva questa passione meravigliosa!
    vorrei darti due piccoli consigli. Uno è inerente la storia e riguarda la ragazza che esce per la prima volta dalla stanza dopo anni: un evento straordinario che non si può
    consumare con un semplice thè al bar come fosse cosa normale.
    Seconda cosa: alimenta la fantasia, approfitta dei voti dei lettori per svilupparla, è un esercizio che vale molto più di un storia già pensata. Brava, ciao🙋

    • Ciao volevo dirti che dato che uscire dalla stanza è una cosa abbastanza illegale per lei, perciò andare al bar vuol dire già tanto, ma apprezzo il consiglio.
      Per la fantasia, d’ora in poi, cercherò di usarla di più perchè ho esaurito i capitoli già pronti.
      Gili

  2. Ciao, sono passata dopo averti visto sulla mia storia.
    Volevo innanzitutto ringraziarti per i complimenti, molto graditi, e complimentarmi a mia volta.
    Per avere dodici anni scrivi molto bene, e, aggiungerei, di temi molto delicati per un’età in cui, in genere, a queste cose non si pensa.
    Ho letto questo primo capitolo per curiosità e, anche se non seguirò la storia, ti auguro in bocca al lupo e di proseguirla a modo.

    Solo un piccolo appunto: prima di fare correzioni a qualcuno, assicurati controllando sul dizionario che si tratti di un “consiglio” valido 🙂
    Te lo dico senza malizia, perché anche a me è capitato di pensare “ma non si dice/scrive così”, e di sbagliare clamorosamente 🙂
    Buona fortuna cara.

  3. Ciao Emma,
    è’ davvero sorprendente che già a 12 anni riconosci di avere una vera e propria passione per la scrittura…
    Ma ancora più sorprendente è la tematica che tocchi attraverso il racconto. La malattia, il dramma, la tua capacità di rapportarti già alla tua età con questi temi è una cosa piuttosto rara.
    Sai, molti persone adulte non sanno parlare di malattie. Nemmeno i medici sanno sempre farlo.
    Ho apprezzato molto anche la caratterizzazione dei due personaggi! E che riconosci che nella tristezza di una prigione (la malattia) possono avvenire degli incontri miracolosi che rendono la vita bellissima sempre e comunque.

    • Ciao. Grazie mille. Diciamo che quando l’anno scorso sono andata a vedere “A un metro da te” sono rimasta molto di stucco. Mi è piaciuto moltissimo. Ma poi settimana scorsa ho visto “Vivere due volte” e ho deciso di unire le due cose. Avevo già iniziato a scrivere qualcosa, quindi il secondo capitolo ce l’ho già pronto. Ciao.
      Gili

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