NESSUN RICORDO

Dove eravamo rimasti?

COSA SUCCEDE NEL PROSSIMO CAPITOLO? Continuano a scappare come ora (67%)

UN PIANTO IN ONORE DEL RICORDO

Quella notte correvo verso la camera di Julie. Erano le due di notte. Ci eravamo accordati per incontrarci a mezzanotte, ma i miei erano venuti a trovarmi e se ne erano andati soltanto mezz’ora prima.
Quando entrai nella stanza lei stava dormendo.
-Julie! – la chiamai sussurrando e toccandole la spalla. -Julie! – ripetei. Si mosse un po’ e poi si girò dall’altra parte, ancora addormentata.
-Julie! Ehi, facciamo un giro? Julie! Julie! – avevo alzato un po’ il tono della voce e finalmente sembrava svegliarsi.
-Eric? Eric, sei tu? Non ora, ho sonno! – disse farfugliando e senza aprire gli occhi. Chi era Eric? Come aveva fatto a non riconoscere la mia voce? Perchè?
-Eric? Mi hai sentito? Vattene! – disse e finalmente aprì gli occhi e si mise a sedere sul letto. Appena mi vide si spaventò.
-Chi sei tu? Vattene o chiamo la sicurezza! – disse. Era forse un gioco? Stava scherzando?
-Julie, dai! Vieni, ho un posto dove portarti. – dissi, con la speranza di smetterla con questo gioco.
-Senti, non so chi tu sia, ma non ho alcuna intenzione di venire con te. – non sapeva chi ero. Non mi aveva riconosciuto!
-Julie… – dissi affranto.
Quella sera c’era una stellata fantastica e volevo dirle che mi piaceva, ma lei non mi aveva riconosciuto. Non avevo idea del motivo per cui le era successo. Magari era caduta e aveva avuto un momento di amnesia. Che le era preso?
Poi capii e rabbrividii.
La Reingher.
Non si ricordava niente. Non avevo mai pensato che sarebbe potuto succedere. Sapevo della sua Reingher, ma non avevo mai pensato che tutto il rapporto che stavamo costruendo, avrebbe potuto crollare in qualsiasi momento. Per causa sua, o anche per causa mia.
Entrambi avevamo la Reingher: anche io avrei potuto scordarmi tutto: la sua faccia, le fughe, i sentimenti. E a quel punto ci saremmo entrambi scordati l’uno dell’altra.
Ero spaventato: non volevo dimenticarmi niente. Né di lei, né di tutto il resto. Sono le cose che abbiamo fatto da giovani che raccontiamo quando siamo vecchi. Non volevo scordarmi tutto. Come potevo dimenticarmi delle nostre fughe? Delle avventure che avevamo vissuto insieme.
Io volevo ricordare tutto. Non si può eliminare una parte della propria vita così.
Mi appoggiai al muro fuori dalla camera di Julie. Ed ero solo io. Andavo bene così. Potevo piangere solo per me stesso. Mi concedetti un pianto in onore dei ricordi di Julie, che presto sarebbero svaniti anche dalla mia mente e allora, non avrei più avuto motivo per cui piangere, senza il ricordo di lei. Tanto valeva farlo ora, in un corridoio deserto d’ospedale, fuori dalla camera della ragazza che amavo, che avevo aiutato a scappare dalla stanza che ospitava i suoi incubi, la stessa ragazza che non si ricordava di me, non più.
Stavo male. Pensavo che non l’avrei mai scordata, che l’avrei aiutata a uscire dalla malattia, e invece era lei, che non si ricordava di me.
Stavo male. Pensavo che un giorno saremmo stati insieme, entrambi sani come pesci, e non era così.
Stavo male. Avevo paura di dimenticarla. E probabilmente così sarebbe stato. Un giorno. Ma quel giorno io non lo volevo vivere.

Che cosa succede?

  • Lei non si ricorda, ma lui non si arrende e riparte da zero (Ciao sono Marcus, ho anch'io la Reingher...) (50%)
    50
  • Lui cade in depressione ma lei lo aiuta ad uscirne, ripartendo da zero (50%)
    50
  • Lei si ricorda tutto (0%)
    0
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39 Commenti

  • Io dico di continuare così.Ed il salto temporale può comunque essere messo a causa della Reinger (o come si scrive…). Semplicemente a fine del nono capitolo, loro si svegliano pensando che sia tutto un sogno. Fin quando, nel decimo capitolo, non si reincontreranno e si riconosceranno 🙂
    Così salviamo capra e cavoli ^_^

    Per quanto riguarda Eric, non ricordo assolutamente in che punto è comparso, ma proporrei che fosse lui il motivo per cui Julie sia sopravvissuto 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao a tutti. Eccomi tornata con un nuovo capitolo. Scusate l’assenza, ma spero davvero di riuscire a continuare questa storia che mi sta piacendo davvero molto.
    Mi sono appuntata alcune cose che devo scrivere negli ultimi episodi, per esempio chi è Eric (avete suggerimenti?).
    Inoltre mi sono segnata anche il finale che Red aveva in mente, ovvero che lei lo aveva sempre creduto un sogno. Mi piace molto come idea, ma devo comunque trovare un modo per concludere la storia. E’ impensabile il fatto che lei guarisca, dato che ha già rischiato la morte e non è ancora in una bella situazione.
    L’unica opzione sembra quella di farli lasciare, ma così non ci sarà un lieto fine, a meno che…
    Pensavo piuttosto di spiegare Eric e di farli lasciare nel nono capitolo e poi fare un grande salto temporale a quando loro hanno qualcosa come settant’anni, e di farli rincontrare, entrambi guariti. A distanza di tempo è già più credibile la guarigione.
    Avevo l’idea dell’incontro da vecchi già dall’inizio, anche se pensavo di far morire uno dei due. Che dite invece di quest finale?
    Gili

  • Buongiorno a tutti. Scrivo questo commento per dire alcune cose.
    Questa storia mi è piaciuta moltissimo. Scriverla mi ha commosso più volte e mi è piaciuto metterci un po’ di tutti i libri che ho letto fin’ora. Ho cercato di personalizzarla il più possibile e il risultato mi è piaciuto davvero tanto.
    Come ho già detto in commenti precedenti, quella che avete letto non è la storia completa, dato che in privato la sto sviluppando, anche se, ovviamente, la trama rimane quella.
    E’ uno dei racconti migliori che io abbia scritto e spero vivamente di poterlo pubblicare, un giorno.
    Non ho ancora deciso se farlo finire positivamente o in un modo un po’ triste, quindi vi prego, ditemi la vostra opinione, che non so più come andare avanti.
    Annuncio già l’uscita di un nuovo libro che sto scrivendo. Si chiama “Dopo la fine del mondo”, ma non dico nient’altro. Lo stile è totalmente diverso rispetto a quello di “nessun ricordo”, ma è una storia che mi piace moltissimo lo stesso. Ogni capitolo è raccontato dal punto di vista di un ragazzo differente, vi può piacere?
    In ogni caso, sto ancora scrivendo “Nessun ricordo” e sono tentata di concludere con l’idea di Red Dragon, ovvero che Julie si sveglia, ma ha sempre creduto Marcus un sogno. Inoltre devo spiegare chi è Eric. Diciamo che accetti spunti e consigli (vi prego aiutatemi sono disperata).
    Spero che leggerete anche “Dopo la fine del mondo” perchè ci tengo moltissimo e mi sembra una storia intrigante anche quella.
    Ero partita con l’idea di chiedervi aiuto per la conclusione della storia e sono arrivata a presentarvi il mio nuovo libro, per cui direi di concludere qui questo commento.
    Grazie a tutti per aver seguito la storia e se avete idee per il racconto, scrivetemi (sì, lo so che è la terza volta che lo chiedo).
    Grazie mille.
    Gili

  • Hai realmente 12 anni? Perché da come descrivi le emozioni, i sentimenti che si possono provare in situazioni così complicate. Complimenti.
    Ho letto ora d’un fiato tutta la storia perché sono entrata da poco nella community. Mi è piaciuta. Una pecca è che a volte sei troppo sbrigativa, la storia può durare di più a mio parere.
    Non ho capito il senso delle varie opzioni che dai quindi voto a caso.

    • Ciao, sì, hai ragione, a volte sono un po’ sbrigativa, però ho paura che i dieci episodi non possano bastare. Sappiate comunque che in privato la sto scrivendo molto più lunga e carina. Spero di poterla pubblicare per intera un giorno. Comunque ho sempre avuto la passione della scrittura, ma ultmamente ho letto un libro che praticamente consiste soltanto nella descrizione delle emozioni del protagonista, per cui volevo provare.

    • Ciao, lo so. Non ho ascoltato molto le votazioni e questa idea del salto temporale può uscire bellissima, o orribile. Sppero la prima.Comunque avevo in mente qualcosa che non occuperà più di due o tre episodi, per cui dieci capitoli proprio non li riempio. Pensavo di migliorare questa storia in privato e poi un domani pubblicarla per intera, ovviamente qui su theincipit sarà un po’ meno carina ma spero comunque che vi piaccia.
      Gili

  • Ciao Emma, che dire mi fai quasi commuovere… Coltiva questa passione meravigliosa!
    vorrei darti due piccoli consigli. Uno è inerente la storia e riguarda la ragazza che esce per la prima volta dalla stanza dopo anni: un evento straordinario che non si può
    consumare con un semplice thè al bar come fosse cosa normale.
    Seconda cosa: alimenta la fantasia, approfitta dei voti dei lettori per svilupparla, è un esercizio che vale molto più di un storia già pensata. Brava, ciao🙋

    • Ciao volevo dirti che dato che uscire dalla stanza è una cosa abbastanza illegale per lei, perciò andare al bar vuol dire già tanto, ma apprezzo il consiglio.
      Per la fantasia, d’ora in poi, cercherò di usarla di più perchè ho esaurito i capitoli già pronti.
      Gili

  • Ciao, sono passata dopo averti visto sulla mia storia.
    Volevo innanzitutto ringraziarti per i complimenti, molto graditi, e complimentarmi a mia volta.
    Per avere dodici anni scrivi molto bene, e, aggiungerei, di temi molto delicati per un’età in cui, in genere, a queste cose non si pensa.
    Ho letto questo primo capitolo per curiosità e, anche se non seguirò la storia, ti auguro in bocca al lupo e di proseguirla a modo.

    Solo un piccolo appunto: prima di fare correzioni a qualcuno, assicurati controllando sul dizionario che si tratti di un “consiglio” valido 🙂
    Te lo dico senza malizia, perché anche a me è capitato di pensare “ma non si dice/scrive così”, e di sbagliare clamorosamente 🙂
    Buona fortuna cara.

  • Ciao Emma,
    è’ davvero sorprendente che già a 12 anni riconosci di avere una vera e propria passione per la scrittura…
    Ma ancora più sorprendente è la tematica che tocchi attraverso il racconto. La malattia, il dramma, la tua capacità di rapportarti già alla tua età con questi temi è una cosa piuttosto rara.
    Sai, molti persone adulte non sanno parlare di malattie. Nemmeno i medici sanno sempre farlo.
    Ho apprezzato molto anche la caratterizzazione dei due personaggi! E che riconosci che nella tristezza di una prigione (la malattia) possono avvenire degli incontri miracolosi che rendono la vita bellissima sempre e comunque.

    • Ciao. Grazie mille. Diciamo che quando l’anno scorso sono andata a vedere “A un metro da te” sono rimasta molto di stucco. Mi è piaciuto moltissimo. Ma poi settimana scorsa ho visto “Vivere due volte” e ho deciso di unire le due cose. Avevo già iniziato a scrivere qualcosa, quindi il secondo capitolo ce l’ho già pronto. Ciao.
      Gili

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