NESSUN RICORDO

Dove eravamo rimasti?

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NUOVE SCOPERTE

Julie è stata una bella parentesi, ma niente di più. Era un po’ di colore nel grigio dell’ospedale. Non ne ero realmente innamorato, ma la tristezza e la monotonia stavano vegliando su di me, per cui Julie era soltanto una persona che occupava i miei pensieri. “Chiodo schiaccia chiodo”.

Ogni mese devo fare dei controlli all’ospedale, per cui, per evitare di scoppiare a piangere ogni volta che passo davanti alla sua vecchia stanza, devo dimenticarla, o, perlomeno, cercare di non pensarla. E’ molto brutto da dire, dopo tutto quello che abbiamo passato, ma non posso passare la mia vita a pensare ad un cadavere.

Quel giorno mi svegliai con il sorriso stampato sulla faccia. Solitamente, quando dovevo fare un controllo, ero triste, dato che sarei tornato all’ospedale, luogo dove ho combattuto la Reingher, la depressione, ma soprattutto, Julie.

Oggi no! Ero pronto a lasciarmi tutto alle spalle. Un cadavere non avrebbe più comandato la mia vita.

Mi alzai dal letto, ma non corsi a fare colazione: ero troppo euforico e avrei vomitato tutto.

Mi vestii, mi lavaii e iniziaii a correre verso l’ospedale. Da qualche mese, ormai, ci andavo da solo: mi conoscevano tutti là e i miei genitori erano troppo indaffarati col lavoro. Ero contento, mi sentivo indipendente, finalmente.

Varcata la porta d’ingresso, mi precipitai al corridoio della Reingher: in fondo c’era la sala per i controlli. Ero sicurissimo che per almeno un anno la Reingher non sarebbe tornata. Quello che mi preoccupava era la depressione. Ne ero uscito, dopo tanto duro lavoro, ma potevo ricaderci in qualsiasi momento. Avevo gli incubi la notte, tenevo gli antidepressivi sempre in tasca, ma per ora non erano ancora serviti.

-Ciao! Se vuoi possiamo fare la strada parallela. – Giusy mi salutò.

-No, grazie, Giusy. Sono pronto ad affrontare un corridoio pieno di stanze insignificanti e senza alcun valore affettivo. – dissi. Forse era un po’ troppo, ma in fin dei conti non erano altro che stanze.

-Ok, ma sei sicuro? Sarebbe meglio passare dall’altra parte. – disse persistente.

-Giusy, ho detto di no. – iniziai la mia gloriosa corsa verso la sala controlli in fondo al corridoio. Quella di Julie era la 412, ed era l’ultima prima della mia meta.

Non sapevo bene come comportarmi. Ero curioso di vedere come era ridotta senza di lei, dato che per tutti i mesi precedenti non avevo avuto il coraggio di guardare. Nonostante ciò, avevo paura della mia reazione: ero determinato e sicuro di me, ma sapevo che probabilmente sarei scoppiato di nuovo a piangere.

Quando passai la sua porta, però, la curiosità prese il sopravvento e il mio sguardo cadde sulla stanza. Con la coda dell’occhio vidi Giusy preoccupata, ma non mi importava: se avessi dovuto piangere, avrei pianto.

Quello che vidi, però, fu devastante. Julie era seduta sul letto a sgranocchiare patatine. Rimasi pietrificato per qualche minuto, poi guardai Giusy.

-Tu lo sapevi? – ma è ovvio che lo sapeva, altrimenti perchè avrebbe cercato di farmi prendere un’altra strada ed era così preoccupata?

-Marcus, tu non hai idea di cosa sia successo. Ho cercato di dirtelo, ma non sapevo come…

-Non importa, ora spiegami che diavolo è successo. – dissi in tono calmo e arrabbiato allo stesso tempo.

-Ha avuto un arresto cardiaco ed è stata trasferita nell’ala apposita. Abbiamo detto a tutti che era morta perchè era impossibile che sopravvivesse. I medici hanno fatto di tutto e lei è entrata in coma. Due settimane fa si è risvegliata e ha seguito un corso di riabilitazione sia fisica che psicologica. Purtroppo ha ancora la Reingher, per cui è tornata qui. – disse. Mi ci volle un po’ per metabolizzare il tutto. Perchè non mi hanno detto che era in coma? Probabilmente perchè credevano che non si sarebbe più svegliata e che avrebbero dovuto staccare la spina.

Non sono arrabbiato con Giusy, nè con nessun altro. Hanno avuto le loro buone ragioni, ma ora voglio solo parlarle, parlare a Julie.

CHE SUCCEDE QUANDO MARCUS PARLA A JULIE?

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31 Commenti

  1. Buongiorno a tutti. Scrivo questo commento per dire alcune cose.
    Questa storia mi è piaciuta moltissimo. Scriverla mi ha commosso più volte e mi è piaciuto metterci un po’ di tutti i libri che ho letto fin’ora. Ho cercato di personalizzarla il più possibile e il risultato mi è piaciuto davvero tanto.
    Come ho già detto in commenti precedenti, quella che avete letto non è la storia completa, dato che in privato la sto sviluppando, anche se, ovviamente, la trama rimane quella.
    E’ uno dei racconti migliori che io abbia scritto e spero vivamente di poterlo pubblicare, un giorno.
    Non ho ancora deciso se farlo finire positivamente o in un modo un po’ triste, quindi vi prego, ditemi la vostra opinione, che non so più come andare avanti.
    Annuncio già l’uscita di un nuovo libro che sto scrivendo. Si chiama “Dopo la fine del mondo”, ma non dico nient’altro. Lo stile è totalmente diverso rispetto a quello di “nessun ricordo”, ma è una storia che mi piace moltissimo lo stesso. Ogni capitolo è raccontato dal punto di vista di un ragazzo differente, vi può piacere?
    In ogni caso, sto ancora scrivendo “Nessun ricordo” e sono tentata di concludere con l’idea di Red Dragon, ovvero che Julie si sveglia, ma ha sempre creduto Marcus un sogno. Inoltre devo spiegare chi è Eric. Diciamo che accetti spunti e consigli (vi prego aiutatemi sono disperata).
    Spero che leggerete anche “Dopo la fine del mondo” perchè ci tengo moltissimo e mi sembra una storia intrigante anche quella.
    Ero partita con l’idea di chiedervi aiuto per la conclusione della storia e sono arrivata a presentarvi il mio nuovo libro, per cui direi di concludere qui questo commento.
    Grazie a tutti per aver seguito la storia e se avete idee per il racconto, scrivetemi (sì, lo so che è la terza volta che lo chiedo).
    Grazie mille.
    Gili

  2. Hai realmente 12 anni? Perché da come descrivi le emozioni, i sentimenti che si possono provare in situazioni così complicate. Complimenti.
    Ho letto ora d’un fiato tutta la storia perché sono entrata da poco nella community. Mi è piaciuta. Una pecca è che a volte sei troppo sbrigativa, la storia può durare di più a mio parere.
    Non ho capito il senso delle varie opzioni che dai quindi voto a caso.

    • Ciao, sì, hai ragione, a volte sono un po’ sbrigativa, però ho paura che i dieci episodi non possano bastare. Sappiate comunque che in privato la sto scrivendo molto più lunga e carina. Spero di poterla pubblicare per intera un giorno. Comunque ho sempre avuto la passione della scrittura, ma ultmamente ho letto un libro che praticamente consiste soltanto nella descrizione delle emozioni del protagonista, per cui volevo provare.

    • Ciao, lo so. Non ho ascoltato molto le votazioni e questa idea del salto temporale può uscire bellissima, o orribile. Sppero la prima.Comunque avevo in mente qualcosa che non occuperà più di due o tre episodi, per cui dieci capitoli proprio non li riempio. Pensavo di migliorare questa storia in privato e poi un domani pubblicarla per intera, ovviamente qui su theincipit sarà un po’ meno carina ma spero comunque che vi piaccia.
      Gili

  3. Ciao Emma, che dire mi fai quasi commuovere… Coltiva questa passione meravigliosa!
    vorrei darti due piccoli consigli. Uno è inerente la storia e riguarda la ragazza che esce per la prima volta dalla stanza dopo anni: un evento straordinario che non si può
    consumare con un semplice thè al bar come fosse cosa normale.
    Seconda cosa: alimenta la fantasia, approfitta dei voti dei lettori per svilupparla, è un esercizio che vale molto più di un storia già pensata. Brava, ciao🙋

    • Ciao volevo dirti che dato che uscire dalla stanza è una cosa abbastanza illegale per lei, perciò andare al bar vuol dire già tanto, ma apprezzo il consiglio.
      Per la fantasia, d’ora in poi, cercherò di usarla di più perchè ho esaurito i capitoli già pronti.
      Gili

  4. Ciao, sono passata dopo averti visto sulla mia storia.
    Volevo innanzitutto ringraziarti per i complimenti, molto graditi, e complimentarmi a mia volta.
    Per avere dodici anni scrivi molto bene, e, aggiungerei, di temi molto delicati per un’età in cui, in genere, a queste cose non si pensa.
    Ho letto questo primo capitolo per curiosità e, anche se non seguirò la storia, ti auguro in bocca al lupo e di proseguirla a modo.

    Solo un piccolo appunto: prima di fare correzioni a qualcuno, assicurati controllando sul dizionario che si tratti di un “consiglio” valido 🙂
    Te lo dico senza malizia, perché anche a me è capitato di pensare “ma non si dice/scrive così”, e di sbagliare clamorosamente 🙂
    Buona fortuna cara.

  5. Ciao Emma,
    è’ davvero sorprendente che già a 12 anni riconosci di avere una vera e propria passione per la scrittura…
    Ma ancora più sorprendente è la tematica che tocchi attraverso il racconto. La malattia, il dramma, la tua capacità di rapportarti già alla tua età con questi temi è una cosa piuttosto rara.
    Sai, molti persone adulte non sanno parlare di malattie. Nemmeno i medici sanno sempre farlo.
    Ho apprezzato molto anche la caratterizzazione dei due personaggi! E che riconosci che nella tristezza di una prigione (la malattia) possono avvenire degli incontri miracolosi che rendono la vita bellissima sempre e comunque.

    • Ciao. Grazie mille. Diciamo che quando l’anno scorso sono andata a vedere “A un metro da te” sono rimasta molto di stucco. Mi è piaciuto moltissimo. Ma poi settimana scorsa ho visto “Vivere due volte” e ho deciso di unire le due cose. Avevo già iniziato a scrivere qualcosa, quindi il secondo capitolo ce l’ho già pronto. Ciao.
      Gili

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