NESSUN RICORDO

Dove eravamo rimasti?

Che succede nel prossimo capitolo? Julie lascia Marcus, capendo che lei gli sta rovinando la vita (33%)

ERIC

Passò un mese, in cui ogni giorno tutto cambiava: non sapevo mai se quando sarei entrato in quella stanza, lei si sarebbe ricordata. 

Cercavo di andare a trovarla tutti i giorni e quasi sempre subivo un colpo al cuore, dato che non mi ricordava.

Una delle poche volte in cui lei mi salutò con il mio nome, io sfruttai l’occasione per chiederle una cosa che mi ronzava in testa da un po’ di tempo.

-Chi è Eric?- quando glielo chiesi, il suo sorriso si spense. Abbassò lo sguardo e chiuse gli occhi.

-Eric…- cercò di iniziare. Alzò lo sguardo e spostò i capelli che le erano ricaduti sulla faccia. Le era tornato un mezzo sorriso, come se stesse pensando a un vecchio bel ricordo. -Be, io me lo ricordo Eric. Nonostante la malattia, certe cose non le si può dimenticare.- dopo questa premessa iniziò a parlare, presa dalle sue parole. -Eric era il mio ragazzo. Stavamo benissimo insieme. Era gentile, non chiedeva mai niente da me, mi faceva sorprese tutti i giorni. Insomma… ci teneva. Io ero già malata, ma ero solo al secondo stadio, quindi dimenticare qualcosa era davvero raro. Se avesse saputo della Reingher mi avrebbe trattato come una bambina, come tutti facevano. Quindi decisi di non dirgli niente.- mentre raccontava giocherellava con il lenzuolo del letto. Io, sulla sedia, accanto a lei, seduto ad ascoltare, teso come non mai. -Una volta, però, mia madre decise di invitarlo a cena a mia insaputa, per farmi una sorpresa. Ovviamente lo venne a scoprire.- si fermò un attimo, tesa anche lei. -Non mi trattò come una bambina. Per qualche strana ragione diventò violento.- una lacrima le attraversò il volto cupo. -Ringraziai il cielo quando passai allo stadio successivo della Reingher e furono costretti a ricoverarmi in ospedale. Non rispondevo alle chiamate, non gli dissi dov’ero e chiesi ai miei di fare lo stesso. Ma lui scoprì che ero in ospedale e per un po’ venne qua. Chiedevo sempre a Giusy di mandarlo via. E’ durato per un mesetto, poi non si è fatto più vedere.- non smise di piangere. Per tutto il tempo aveva guardato il lenzuolo con cui stava giocherellando, ma poi alzò lo sguardo per guardare me. -Ho paura, Marcus.

-Di che cosa?- chiesi.

-Ho paura che un giorno possa tornare.

-Ci sono qui io.- dissi. Mi alzai e andai a sedermi sul letto per abbracciarla.

-Marcus.- mi chiamò in lacrime.

-Cosa?

-Spero che, come non ho mai scordato Eric, non scorderò mai te.

Che succede nel prossimo capitolo?

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39 Commenti

  • Salto temporale: i nostri due si reincontrano, sanno di conoscersi anche se non hanno un ricordo e parlano tra di loro; così si viene a sapere cosa è accaduto in questo tempo ed i loro ricordi riaffiorano come fiori che sbocciano dopo un lungo inverno.
    Nel finale decideranno cosa fare 🙂

    Ciao 🙂

  • Io dico di continuare così.Ed il salto temporale può comunque essere messo a causa della Reinger (o come si scrive…). Semplicemente a fine del nono capitolo, loro si svegliano pensando che sia tutto un sogno. Fin quando, nel decimo capitolo, non si reincontreranno e si riconosceranno 🙂
    Così salviamo capra e cavoli ^_^

    Per quanto riguarda Eric, non ricordo assolutamente in che punto è comparso, ma proporrei che fosse lui il motivo per cui Julie sia sopravvissuto 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao a tutti. Eccomi tornata con un nuovo capitolo. Scusate l’assenza, ma spero davvero di riuscire a continuare questa storia che mi sta piacendo davvero molto.
    Mi sono appuntata alcune cose che devo scrivere negli ultimi episodi, per esempio chi è Eric (avete suggerimenti?).
    Inoltre mi sono segnata anche il finale che Red aveva in mente, ovvero che lei lo aveva sempre creduto un sogno. Mi piace molto come idea, ma devo comunque trovare un modo per concludere la storia. E’ impensabile il fatto che lei guarisca, dato che ha già rischiato la morte e non è ancora in una bella situazione.
    L’unica opzione sembra quella di farli lasciare, ma così non ci sarà un lieto fine, a meno che…
    Pensavo piuttosto di spiegare Eric e di farli lasciare nel nono capitolo e poi fare un grande salto temporale a quando loro hanno qualcosa come settant’anni, e di farli rincontrare, entrambi guariti. A distanza di tempo è già più credibile la guarigione.
    Avevo l’idea dell’incontro da vecchi già dall’inizio, anche se pensavo di far morire uno dei due. Che dite invece di quest finale?
    Gili

  • Buongiorno a tutti. Scrivo questo commento per dire alcune cose.
    Questa storia mi è piaciuta moltissimo. Scriverla mi ha commosso più volte e mi è piaciuto metterci un po’ di tutti i libri che ho letto fin’ora. Ho cercato di personalizzarla il più possibile e il risultato mi è piaciuto davvero tanto.
    Come ho già detto in commenti precedenti, quella che avete letto non è la storia completa, dato che in privato la sto sviluppando, anche se, ovviamente, la trama rimane quella.
    E’ uno dei racconti migliori che io abbia scritto e spero vivamente di poterlo pubblicare, un giorno.
    Non ho ancora deciso se farlo finire positivamente o in un modo un po’ triste, quindi vi prego, ditemi la vostra opinione, che non so più come andare avanti.
    Annuncio già l’uscita di un nuovo libro che sto scrivendo. Si chiama “Dopo la fine del mondo”, ma non dico nient’altro. Lo stile è totalmente diverso rispetto a quello di “nessun ricordo”, ma è una storia che mi piace moltissimo lo stesso. Ogni capitolo è raccontato dal punto di vista di un ragazzo differente, vi può piacere?
    In ogni caso, sto ancora scrivendo “Nessun ricordo” e sono tentata di concludere con l’idea di Red Dragon, ovvero che Julie si sveglia, ma ha sempre creduto Marcus un sogno. Inoltre devo spiegare chi è Eric. Diciamo che accetti spunti e consigli (vi prego aiutatemi sono disperata).
    Spero che leggerete anche “Dopo la fine del mondo” perchè ci tengo moltissimo e mi sembra una storia intrigante anche quella.
    Ero partita con l’idea di chiedervi aiuto per la conclusione della storia e sono arrivata a presentarvi il mio nuovo libro, per cui direi di concludere qui questo commento.
    Grazie a tutti per aver seguito la storia e se avete idee per il racconto, scrivetemi (sì, lo so che è la terza volta che lo chiedo).
    Grazie mille.
    Gili

    • Ciao! Mancano tre capitoli alla fine ed io sono per i finali positivi 🙂

      Quindi ribadisco la mia idea che lo ha sempre creduto un sogno e sviluppare la questione negli ultimi due capitoli al fine di portalo al finale positivo 🙂
      Fornirò nuove idee, man mano che scriverai i capitoli finali. Ricordo anche l’idea dei filmati 🙂

      Ciao 🙂

      • Ciao, l’idea dei filmati preferirei evitarla, dato che l’hanno già usata in un film, ma magari la inserisco in modo più “contenuto”.
        L’idea del sogno mi piace tantissimo! In questi giorni ho provato a scrivere qualcosa, ma non sono riuscita, per cui uscirà fra un po’.
        Per quanto riguarda la storia nuova occuperò almeno due libri, dato che i capitoli non sono poi così lunghi, ma è impossibile unirli.
        Gili

  • Hai realmente 12 anni? Perché da come descrivi le emozioni, i sentimenti che si possono provare in situazioni così complicate. Complimenti.
    Ho letto ora d’un fiato tutta la storia perché sono entrata da poco nella community. Mi è piaciuta. Una pecca è che a volte sei troppo sbrigativa, la storia può durare di più a mio parere.
    Non ho capito il senso delle varie opzioni che dai quindi voto a caso.

    • Ciao, sì, hai ragione, a volte sono un po’ sbrigativa, però ho paura che i dieci episodi non possano bastare. Sappiate comunque che in privato la sto scrivendo molto più lunga e carina. Spero di poterla pubblicare per intera un giorno. Comunque ho sempre avuto la passione della scrittura, ma ultmamente ho letto un libro che praticamente consiste soltanto nella descrizione delle emozioni del protagonista, per cui volevo provare.

    • Ciao, lo so. Non ho ascoltato molto le votazioni e questa idea del salto temporale può uscire bellissima, o orribile. Sppero la prima.Comunque avevo in mente qualcosa che non occuperà più di due o tre episodi, per cui dieci capitoli proprio non li riempio. Pensavo di migliorare questa storia in privato e poi un domani pubblicarla per intera, ovviamente qui su theincipit sarà un po’ meno carina ma spero comunque che vi piaccia.
      Gili

  • Ciao Emma, che dire mi fai quasi commuovere… Coltiva questa passione meravigliosa!
    vorrei darti due piccoli consigli. Uno è inerente la storia e riguarda la ragazza che esce per la prima volta dalla stanza dopo anni: un evento straordinario che non si può
    consumare con un semplice thè al bar come fosse cosa normale.
    Seconda cosa: alimenta la fantasia, approfitta dei voti dei lettori per svilupparla, è un esercizio che vale molto più di un storia già pensata. Brava, ciao?

    • Ciao volevo dirti che dato che uscire dalla stanza è una cosa abbastanza illegale per lei, perciò andare al bar vuol dire già tanto, ma apprezzo il consiglio.
      Per la fantasia, d’ora in poi, cercherò di usarla di più perchè ho esaurito i capitoli già pronti.
      Gili

  • Ciao, sono passata dopo averti visto sulla mia storia.
    Volevo innanzitutto ringraziarti per i complimenti, molto graditi, e complimentarmi a mia volta.
    Per avere dodici anni scrivi molto bene, e, aggiungerei, di temi molto delicati per un’età in cui, in genere, a queste cose non si pensa.
    Ho letto questo primo capitolo per curiosità e, anche se non seguirò la storia, ti auguro in bocca al lupo e di proseguirla a modo.

    Solo un piccolo appunto: prima di fare correzioni a qualcuno, assicurati controllando sul dizionario che si tratti di un “consiglio” valido 🙂
    Te lo dico senza malizia, perché anche a me è capitato di pensare “ma non si dice/scrive così”, e di sbagliare clamorosamente 🙂
    Buona fortuna cara.

  • Ciao Emma,
    è’ davvero sorprendente che già a 12 anni riconosci di avere una vera e propria passione per la scrittura…
    Ma ancora più sorprendente è la tematica che tocchi attraverso il racconto. La malattia, il dramma, la tua capacità di rapportarti già alla tua età con questi temi è una cosa piuttosto rara.
    Sai, molti persone adulte non sanno parlare di malattie. Nemmeno i medici sanno sempre farlo.
    Ho apprezzato molto anche la caratterizzazione dei due personaggi! E che riconosci che nella tristezza di una prigione (la malattia) possono avvenire degli incontri miracolosi che rendono la vita bellissima sempre e comunque.

    • Ciao. Grazie mille. Diciamo che quando l’anno scorso sono andata a vedere “A un metro da te” sono rimasta molto di stucco. Mi è piaciuto moltissimo. Ma poi settimana scorsa ho visto “Vivere due volte” e ho deciso di unire le due cose. Avevo già iniziato a scrivere qualcosa, quindi il secondo capitolo ce l’ho già pronto. Ciao.
      Gili

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