Clara nel paese delle meraviglie

La partenza

E’ partita una mattina con la sua vettura carica solo di due valigie,  due gatti e qualche vaso di piante d’appartamento. Tutto il resto sarebbe arrivato con il furgone del suo amico Mori, o meglio, tutto il resto che le sarebbe servito laggiù. Perché a Milano lasciava comunque molte cose. Gli affetti, prima di tutto. I suoi figli, un ex marito, amici. E poi due divani, il tavolo da pranzo con le sedie, il letto matrimoniale che ormai serviva solo a lei. Tutto prestato alla figlia che stava per andare a vivere con amici in un grande appartamento vuoto. Le aveva fatto comodo poterle “prestare” dei mobili, perché non sapeva quando sarebbe tornata né se sarebbe tornata. Forse laggiù le cose sarebbero andate male, forse avrebbe avuto troppa nostalgia di casa, dei figli, chissà. E allora sarebbe ritornata con le pive nel sacco, come si dice. Forse avrebbe resistito sei mesi. Forse per sempre. Nessuno poteva sapere come sarebbero andate le cose, laggiù. Che era la Toscana quel laggiù, in particolare la meravigliosa cittadina di San Gimignano. Dove Clara si stava trasferendo per vedere se, almeno là, riusciva a vivere con il suo lavoro di ceramista. A Milano non funzionava. Le vendite – poche – si raggruppavano solo a dicembre, nel periodo pre-natalizio. Per il resto dell’anno se la cavava tenendo corsi, vendendo materiali, smalti, argilla, cotture nel suo forno, e fornendo assistenza ad hobbisty e appassionati. Poi capitava ogni tanto che qualcuno le chiedeva qualcosa di particolare, un vaso, un piatto centrotavola, una scultura, un pezzo importante per un regalo importante.

La svolta – se di svolta si poteva parlare – era avvenuta quando aveva conosciuto Marcel, un giovane uomo per metà americano e per metà filippino, gay con molte conoscenze nel mondo più trendy milanese. Con lui avevano stretto un accordo, lei metteva a disposizione il suo laboratorio e il materiale, lui portava gli ordini che raccoglieva fra le sue conoscenze, e poi dividevano il ricavato. Le cose funzionavano, avevano lavorato per una società di comunicazione che doveva fare i regali di natale ai propri clienti (erano tempi in cui queste cose ancora si facevano), e per un negozio milanese fra l’high tech e l’etnico-tribale, che ordinava loro oggettistica molto particolare.

Però questo non bastava a coprire le spese del laboratorio-negozio, e Clara era piuttosto depressa e pensava di chiudere. Poi una coppia di amici artisti – lui fotografo, lei creativa – che si erano da poco trasferiti a San Gimignano aprendo una bottega dove vendere le loro creazioni, le avevano chiesto il piacere di tenere aperto la loro bottega per una decina di giorni, mentre loro si prendevano una breve vacanza. In quel periodo a Milano non si lavorava, l’estate la gente spariva, e lavorare l’argilla con il caldo torrido della metropoli era impossibile. Così Clara aveva accettato di buon grado ed era partita per quella che sarebbe stata la sua svolta di vita.

Toccando con mano come si viveva in quella cittadina, invasa dai turisti per ventiquattr’ore al giorno tutti i giorni che dio manda in terra da marzo a novembre, si era resa conto che lì avrebbe potuto veramente lavorare, vendere e guadagnare. Ritornata a Milano aveva iniziato a riflettere, valutando i pro e i contro, opzioni e possibilità. I suoi figli ormai erano grandi, due usciti di casa, il terzo andato a vivere con il padre, lei era libera di decidere dove e come vivere la sua vita. Così un giorno li aveva convocati tutti e annunciato che desiderava tentare quell’avventura. La Toscana era il suo “sogno nel cassetto” da sempre, fin da quando da ragazzina l’attraversava con i genitori per recarsi nei luoghi di villeggiatura al mare. Quelle colline ondulate punteggiate di casolari, quelle file di cipressi, vigneti e ulivi le erano rimasti nel cuore, e desiderava da sempre vivere in quei luoghi. Questo era il suo momento, era la sua occasione per realizzare il suo sogno.

E ora eccola qui, sull’autostrada Milano-Firenze, con due valigie, due gatti e qualche pianta. Era il mese di febbraio, aveva un mese di tempo per allestire la casa che aveva affittato e soprattutto rimettere in piedi il laboratorio e lo spazio espositivo. Era stata fortunata, aveva trovato un fondo – lì le botteghe le chiamano così – poco costoso, affacciato su una bella piazza soleggiata, sulla quale c’erano già altre botteghe di artisti. Il proprietario, l’elettricista del paese, le era sembrato un po’ viscido… un po’ manipolatore, le sembrava volesse farle la corte… ma forse era solo la sua impressione. In fondo non li conosceva ancora questi toscani! Già quell’abitudine a dare a tutti del “tu” l’aveva un po’ spiazzata, abituata com’era a tenere le distanze. Così lei continuava impassibile a dargli del “lei”, non voleva dargli troppa confidenza. Per il resto aveva apprezzato che le fosse venuto incontro sull’affitto, e ora era pronta a cominciare la sua avventura.

Chi saranno le prime conoscenze di Clara?

  • Ilaria e Cristina, le vicine di bottega (100%)
    100
  • Ramon e Marina, i gestori dell'Osteria del Carcere (0%)
    0
  • Gianni, il proprietario della bottega (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

24 Commenti

    • Non mi ero accorta di essere arrivata già al decimo capitolo, così ho dovuto stringere il finale, che nelle mie intenzioni era diverso. Manca un pezzo della storia, ma pazienza. Ci tenevo però a finire con questo finale tragico, reale, perché veramente da lì in poi tutto è stato differente. Ciao, ci vedremo fra un po’ temo…sono a corto di storie.

  1. E’ un racconto piacevole, per ora non è successo molto, ma le scene raccontate bastano da sole a convincere il lettore ad andare avanti. Si vede che conosci bene la materia che tratti, le descrizioni di San Gimigniano, le diversità dialettali, le tecniche della ceramica. Le scelte proposte sono tutte interessanti e simpatiche, scelgo la liutaia solo perché di scultrici ne hai già presentate due. Buon lavoro!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi