Clara nel paese delle meraviglie

Dove eravamo rimasti?

Cosa sta escogitando Clara saputo della scuola di musica? decide di prendere lezione di musica (50%)

La musica

Spiegati meglio, dove si trova questa scuola?” Clara chiede a Gioia. “La sotto, in fondo alla strada, sotto alla casa per anziani, lì dove c’è il grande bagolaro“.
Ed è sempre aperta?
No, solo al pomeriggio, e la sera ovviamente.

Ricevute le informazioni che le interessavano, Clara rimugina fra sé e sé. Ricorda di quando da ragazza accompagnava suo fratello minore a lezione di pianoforte, e rimaneva lì ad aspettarlo ascoltando le istruzioni dell’insegnante. E di quando aveva chiesto al suo padre di poter prendere lezione anche lei, ma lui aveva rifiutato adducendo la scusa che non c’erano soldi per due studenti, e poi lei frequentava già la scuola di danza. Di come c’era rimasta male, avrebbe tanto voluto imparare a suonare e un po’ ci si era messa da sola. Le note le conosceva, sapeva leggere uno spartito, e ascoltando l’insegnante di suo fratello qualcosa aveva appreso. Ma ora, ora non c’era più un padre che poteva dirle di no, ora poteva fare ciò che più desiderava, bastava volerlo!

Così la sera, chiusa bottega, si fa coraggio e va a cercare la scuola di musica. Appena entra senza una specie di felicità invaderla, sentendo quella cacofonia di suoni provenire dall’ambiente in generale. Qua sentiva una batteria, da sopra veniva il suono stridulo di un violino, dal basso quello conosciuto di un pianoforte. Ed è in quella direzione che Clara si avvia, e bussa timidamente alla porta. L’accoglie un giovane uomo sorridente, accanto ad un ragazzino seduto al piano. “Sì? posso aiutarla?” “Salve, è lei l’insegnante di pianoforte? Vorrei prendere lezione e vorrei delle informazioni.” “Sì sono io, sono Stefano, piacere. Se mi attende un attimo che finisco qua, le spiego tutto.
Detto fatto, Clara fissa l’appuntamento per iniziare la prima lezione. Spiega a Stefano che lei un po’ già suonava, che conosce le note ma probabilmente non si ricorderà tutto per bene. Stefano le spiega tutto, la tranquillizza, le dice che può prendere un piano a noleggio e le spiega dove, poi le racconta della scuola, di come è strutturata, degli altri insegnanti. Che nel frattempo sono scesi nel salone e si presentano: Filippo, batteria; Arina, dalla Russia, chitarra classica; Ivan, violino e secondo pianoforte; Giuseppe, chitarra elettrica. Poi ci sono altri, al momento non presenti, Elisa canto e voce, fidanzata di Stefano, Elena, flauto, Viola, violoncello (e sembrava un gioco di parole…). Tutti giovani, tutti che potevano essere suoi figli, tutti pieni di entusiasmo per il loro lavoro, con i bambini in particolare. Clara se ne esce frastornata, felice, emozionata. Il giorno dopo va subito al negozio che le ha indicato Stefano e prende accordi per noleggiare un pianforte. Non vede l’ora di iniziare. Quando qualche giorno dopo rivede Gioia la informa della sua decisione, e la ringrazia per averla informata, anche se per caso.
Allora devi venire anche al coro!” aggiunge subito lei. “Come al coro? quale coro? ma io non so cantare!
Ma figurati! tutti sanno cantare! e poi Stefano è bravo ad insegnare anche a cantare. E ci divertiamo, dai vieni!
E così Clara si ritrova anche inserita in un piccolo coro, diretto da Stefano che pratica anche come direttore d’orchestra. Sono quasi tutti adulti, salvo uno dei figli adolescenti di Gioia e un suo amico, e naturalmente Elisa. Stefano predilige un repertorio piuttosto moderno, cosa che a Clara piace molto, e insegna loro a cantare a più voci, imparando ad ascoltarsi. Si ritrovano una sera a settimana, e anche se qualche sera Clara non avrebbe tanta voglia di uscire di casa, affrontare tutta quella strada sterrata e buia, piena di curve, pure quando è lì con gli altri, e cantano, e ridono, e bevono un caffè o un tè dalla macchinetta, e condividono quei momenti di socialità si sente felice come non mai e rientra soddisfatta di sé e della serata trascorsa in compagnia.
Passati alcuni mesi, un giorno Stefano le fa una proposta di lavoro: “ti andrebbe – le dice di fare qualche ora come segretaria della scuola? Abbiamo bisogno di qualcuno che tenga i rapporti con i genitori degli allievi, che incassi le quote a inizio mese, che tenga un po’ di contabilità aiutando Elisa in questo, e gestisca un po’ il tutto con gli altri insegnanti. Tu mi sembri la persona adatta. Non potremmo pagarti molto, ma se ti accontenti…
Clara non sa cosa dire, è onorata che abbiano pensato a lei, ma vuole essere sicura così gli chiede “sei proprio sicuro che sia io la persona adatta? non vuoi proporlo a Gioia? o ad altri?  ma Stefano le dice no, sei tu, da quel poco che ti conosco ne sono sicuro. Così Clara accetta, e si ritrova per due giorni alla settimana immersa in quel mondo di note, di suoni, di bambini e giovani, di entusiasmo e partecipazione.
Intanto anche a Pentarte ci sono delle novità. E’ arrivata un’altra socia, un’orafa molto brava, e un’occasione di guadagno extra entrato grazie all’associazione A&A e Pietro.

Quale sarà questa nuova occasione di guadagno?

  • La collaborazione con un'agenzia di viaggi (50%)
    50
  • Delle mostre in giro sul territorio (50%)
    50
  • Una collaborazione con altri artisti (0%)
    0
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24 Commenti

    • Non mi ero accorta di essere arrivata già al decimo capitolo, così ho dovuto stringere il finale, che nelle mie intenzioni era diverso. Manca un pezzo della storia, ma pazienza. Ci tenevo però a finire con questo finale tragico, reale, perché veramente da lì in poi tutto è stato differente. Ciao, ci vedremo fra un po’ temo…sono a corto di storie.

  1. E’ un racconto piacevole, per ora non è successo molto, ma le scene raccontate bastano da sole a convincere il lettore ad andare avanti. Si vede che conosci bene la materia che tratti, le descrizioni di San Gimigniano, le diversità dialettali, le tecniche della ceramica. Le scelte proposte sono tutte interessanti e simpatiche, scelgo la liutaia solo perché di scultrici ne hai già presentate due. Buon lavoro!

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