La crepata campana di vetro

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede alla festa a sorpresa? Riccardo non la prende bene e si dilegua velocemente (40%)

La festa

Le luci si erano improvvisamente accese e nel locale c’erano molte persone che si dimenavano senza darsi tregua. Quanto vorrei scappare, pensava Riccardo mentre salutava i presenti cercando di mantenere le distanze. Oltre alle sue sorelle, Virginia e Claudia, c’era qualche parente con cui aveva scambiato qualche chiacchiera durante i suoi ventiquattro anni di vita e qualche conoscente.
Amore, vieni qui! – lo aveva chiamato esaltata la madre – hai visto chi è venuta? Bianca! La tua compagna del liceo!
Sembrava essere felicissima di aver riappacificato i due ex compagni di classe, mentre fra di loro vigeva un grande imbarazzo. Un timido saluto era uscito dalla bocca della ragazza che adesso era diventata una donna, matura e formosa, mentre Riccardo si sforzava di non lasciare trasparire l’odio che sentiva crescergli dentro.
Come sono felice, piccolo Richi! – continuava la madre imperterrita – non vedi quante persone ti vogliono bene? Sono qui solo per te! 
Una volta allontanata la madre, Riccardo doveva scambiare qualche battuta con Bianca. Mentre lui si era trasferito in città per uscire da quel guscio che lo aveva protetto e incastrato per anni, la ragazza stava studiando e sarebbe presto partita per un tirocinio all’estero.
Non avevo dubbi – aveva risposto seccamente Riccardo – sei sempre stata brava.
Oltre a lei che era la sua fidanzatina del liceo con cui le cose erano finite male, c’erano altri suoi tre compagni di vita che ad un certo punto aveva deciso di abbandonare silenziosamente. Ma chi li ha invitati?, pensava irritato. E proprio mentre stava elaborando una strategia per evitarli, il padre lo aveva chiamato fischiando per attirare la sua attenzione.
Riccardo– aveva detto una volta davanti a loro – ma lo sai che lui sta lavorando in una grande multinazionale e sta facendo carriera? Ha ascoltato suo padre che gli ha dato una mano e guarda adesso come sta bene, bravo! E ha anche una compagna!
Mentre parlava, suo padre indicava Matteo che era il più tonto di tutti. Durante gli anni delle scuole medie si era messo in testa di dover diventare un calciatore anche se odiava lo sport perché avrebbe attirato le ragazze e avrebbe fatto i soldi, poi aveva finito a fatica il liceo perché il padre attraverso diverse conoscenze lo aveva introdotto in questa azienda di fama mondiale. Voleva rispondere a suo padre sgarbatamente, dicendogli che non funziona così e fare carriera non significa che qualcuno ti trova un posto attraverso le sue reti ma aveva sorriso come per complimentarsi e poi, dopo il taglio della torta, si era dileguato per andare in bagno.
Fratellino! Scappi già? – lo aveva strattonato Virginia nel bagno delle donne.
Si erano scambiati un forte abbraccio in cui Riccardo si era abbandonato. Era Virginia che lo portava fuori di casa a fare esperienze che i genitori gli vietavano ed era sempre lei ad avergli permesso di incontrare un ragazzo in città poco prima del suo trasferimento.
Hai fatto bene ad andare via Ric – gli stava dicendo – qui mamma e papà stanno con il fiato sul collo a noi. Dicono che dobbiamo lavorare, non farli vergognare e imparare il mestiere di papà ma non hanno capito che le cose sono cambiate rispetto ai tempi loro…
Lo so Virgi – aveva risposto lui – per questo te ne devi andare, vieni da me in città…
Ma io qui ho Luca, come faccio? – si riferiva al suo ragazzo da parecchi anni.
Era un tipo tosto questo Luca. Rimasto senza genitori a causa di un incidente stradale, aveva aperto un suo locale e trasformato la sua debolezza in forza. Paradossalmente era l’unico con cui Riccardo riusciva a parlare togliendosi la maschera, però alla festa non c’era perché lavorava un sacco in quel periodo.
Senti Virgi, io me la svigno tanto nessuno se ne accorge – aveva detto seccamente Riccardo – tu coprimi.
Lei gli aveva mostrato quel sorriso da complice e aveva fatto un piccolo cenno con la testa, come a dire “vai, forza”. In quel locale il bagno Riccardo lo conosceva bene: ci passava ogni sabato sera quando si stancava dei discorsi dei suoi genitori che vertevano sempre sugli stessi argomenti. C’era il monologo del padre sulla fidanzata che doveva trovare, quello della madre sul suo ritorno in periferia dove sarebbe stato meglio e infine un discorso di entrambi sul lavoro che avrebbe dovuto svolgere.

Non uno poco qualificato come quello che fai figliolo – gli dicevano a turno ogni sabato sera – ma uno nella ditta di famiglia dove hai tutte le libertà, lo sai vero?

Appena fuori dal locale si sentiva meglio. Anche senza la giacca non faceva freddo. La periferia di sera era desolata, soprattutto nella zona del ristorante che distava qualche isolato da casa. Riccardo aveva iniziato a percorrerli quando d’un tratto aveva notato una ragazza circondata da tre ragazzi. Sembrava essere in difficoltà e i loro occhi per un istante fugace si erano anche incontrati.

Cosa succede?

  • Riccardo fa finta di niente e arriva a casa (0%)
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  • La ragazza urla facendo scappare i suoi aggressori e Riccardo le va incontro (0%)
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  • Riccardo si avvicina e soccorre la ragazza (100%)
    100
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43 Commenti

  1. Voto che Virginia e Riccardo parlino dell’accaduto: a questo punto della storia, la voce di Virginia potrebbe esserti utile per esprimere una morale o i tuoi pensieri 🙂
    Mi sembra molto realistico per la persona che è il padre che un primo confronto non sia in grado di cambiarlo. Penso che comunque questo sia stato un grande passo per Riccardo, e chissà, forse nei mesi successivi questo confronto darà i suoi frutti…
    A presto! 🙂

    • Ciao, assolutamente! Quando ci sono stereotipi e preconcetti su temi di così tanta sensibilità è difficile smuoverli anche se si tratta di persone care… Però magari col tempo gli angoli si smussano e tutto diventa più semplice.
      Grazie e a presto!

  2. Mi aggiungo in ritardo, ma mi sembra una storia intrigante e ben strutturata. Devo dire che a tratti mi confonde un po’ l’uso del trapassato prossimo invece del passato remoto, abbastanza inusuale. Esplori una tematica che penso sia importante esplorare 🙂 Voto per il confronto, sono curiosa di leggere il seguito!

  3. Scappa da questa famiglia Riccardo.
    Certo che le ha prese da tutti il povero Riccardo! Avrei evitato lo schiaffo del padre perché le parole che ne seguono, di certo, fanno molto più male. Vediamo che succede, tornando in città.
    Ciao

    p.s. mi farebbe piacere un tuo parere anche per la mia storia.

  4. Riccardo e Virginia vanno al mare per parlare. Voglio vedere un po’ Virginia ^_^

    ———————-
    Chi ti ha menato così ha fatto bene
    ———————-
    Fino all’attimo dello schiaffo, potevo anche giustificarlo, ma questa frase no, anche perché lui non sa per cosa è stato menato.

    Ciao 🙂

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